ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 6 gennaio 2014

I VIGNAIOLI PERFIDI

Chi devasta la vigna del Signore?

- parte prima - 








ANNOTAZIONE

Il testo de La Civiltà CattolicaSvegliate il mondo, sul quale ci basiamo per queste nostre considerazioni, è stato reso pubblico e accessibile sul sito della rivista, con in testa e in calce la seguente annotazione: “Questo articolo è sotto copyright de @ La Civiltà Cattolica e non può essere riprodotto, se non per brevi citazioni, senza permesso scritto.”

Per certi aspetti la cosa è oggi usuale, visto che anche le cose di Chiesa, che dovrebbe essere cattolica, e soprattutto le cose più importanti, sono in gran parte riconducibili alle persone e alla proprietà esclusiva loro e degli editori che le pubblicano. È il caso, ad esempio, degli scritti e dei discorsi degli ultimi papi, i quali, nonostante siano espressamente rivolte a tutti i fedeli, da costoro possono essere fruiti solo attraverso il permesso speciale delle Edizioni Vaticane. Un’incongruenza apparente, ma del tutto coerente con lo spirito del tempo: vale più la “proprietà esclusiva”, con relativo controllo selettivo e relativi introiti pecuniarii, che il magistero stesso. Per dirla volgarmente: se i fedeli vogliono conoscere ciò che i papi hanno detto rivolgendosi a loro, chiedano il permesso all’editore e, se è il caso, a discrezione dell’editore, sborsino qualche quattrino. Diversamente si dovranno accontentare di pezzi e bocconi o dell’ignoranza. E questo proprio oggi che i mezzi di comunicazione sono talmente diffusi e alla portata di tutti da far pensare alla abolizione di ostacoli e impedimenti varii.

Per questo, noi qui ci riferiremo al detto documento, riducendo al minimo le citazioni, e invitando i fedeli a scaricarlo direttamente dal sito della rivista.
Sembra una contraddizione, se non fosse che si tratta di una cosa ordinaria nel mondo di oggi, che è ricco di contraddizioni e se ne vanta.


La Civiltà Cattolica del 4 gennaio 2014, a cura del Padre Antonio Spadaro, S. I., ha riportato unresoconto dell’udienza concessa da papa Bergoglio all’Unione Superiori Generali (USG) alla fine della loro 82° Assemblea Generale, tenutasi dal 27 al 29 novembre 2013.

In esso sono riportate le parole pronunciate dal Papa relative ai più diversi aspetti della vita della Chiesa. L’udienza si è svolta in forma di “colloquio franco e libero, fatto di domande e risposte”, e il resoconto è stato rivisto dal Papa.
Riprendiamo alcuni passaggi che ci sono sembrati particolarmente interessanti, seguendo la stesura del resoconto stesso, attraverso i suoi titoli.

I religiosi: peccatori e profeti

Rispondendo alle domande, papa Francesco ricorda che, come religioso, egli parla per esperienza e ricorda che Benedetto XVI ha detto che “la Chiesa cresce per testimonianza, non per proselitismo”.

Da quando papa Bergoglio, conversando col pio e devoto “papa laico”, al secolo Scalfari Di Nobile Stirpe, o Eugenio, espresse quella sua profonda riflessione: “il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso”, innumerevoli cicisbei di corte si sono adoperati per “dimostrare”, o dare ad intendere, che una cosa è la “missione” e altra cosa è il “proselitismo”, la prima degna, il secondo indegno… ergo, il Papa avrebbe ragione.

Ora, l’espressione: “testimoni del Vangelo” è una di quelle tipiche per indicare gli evangelizzatori, ma è evidente che l’evangelizzazione non è altro che proselitismo.

Se si consulta la Treccani, alla parola “proselitismo” si legge:
«Attività svolta da una religione, un movimento, un partito per cercare e formare nuovi seguaci. Mentre le religioni tribali e nazionali non hanno alcuna tendenza a estendersi al di là della comunità sociale che le pratica, le religioni soprannazionali tendono a esercitare proselitismo, partendo dalla convinzione di essere la vera religione, non legata a un singolo popolo, ma valida per tutti e di rappresentare la via di salvezza per ogni individuo umano: mossi da ideali soteriologici i rappresentanti della religione cercano di conquistare il maggior numero di proseliti. L’attività missionaria è una forma organizzata del proselitismo.»

Ovviamente, in religione, la Treccani non fa testo, quindi l’identità tra missione e proselitismo sarebbe solo supposta. Se poi teniamo conto che Benedetto XVI, il Papa colto, e Francesco, il Papa ruspante, concordano nella distinzione tra missione e proselitismo, il giuoco è fatto, e non si può che convenire: l’ha detto il Papa.

Accade però, che a monte dei papi c’è il Vangelo, che è quello che in religione fa testo, anzi è il testo fondante della religione cattolica.
Cosa dice il Vangelo?
«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un soloprosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.» (Mt. 23, 15).
«Piacque questa proposta a tutto il gruppo e scelsero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timone, Parmenàs e Nicola, unprosèlito di Antiòchia.» (Atti, 6, 5).
«Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio». (Atti, 2, 11).
«Sciolta l’assemblea, molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.» (Atti, 13, 43).

E questo chiamare i nuovi “credenti in Dio”, prosèliti, discende direttamente da quanto sta scritto:
«Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli battezzandoli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt. 28, 20).
«Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi non avrà creduto sarà condannato.» (Mc. 16, 15-18)
«Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni.» (Lc. 24. 46-48)
«…vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv. 15, 16); 
«Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi» (Gv. 20, 21).
E gli Apostoli si misero subito all’opera, esortando gli Ebrei e i non credenti alla conversione:

«Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati.» (Atti, 3, 19).
«Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi.» (Atti, 7, 51).
E il loro lavoro diede subito frutto, procurando nuovi prosèliti:

«Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati.» (Atti, 2, 47).
«La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola» (Atti, 4, 32).

Anche se noi non siamo papi, né vescovi, né chierici, né teologi, non ci è difficile capire che la missione intrapresa dagli Apostoli su comando di Nostro Signore era volta a fare prosèliti… era“proselitismo”.
E non è una nostra forzatura concludere che, non potendo sbagliare i Vangeli, chi sbaglia sono i due ultimi papi: Benedetto XVI e Francesco, e per quanto ci dispiaccia non possiamo esimerci dall’affermarlo e dal denunciare la confusione dottrinale da loro operata.

E i Vangeli ci ammoniscono in proposito: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono» (Atti, 5, 29-32); così che non possiamo seguire i due papi, ma dobbiamo seguire il primo Papa, San Pietro, che ha pronunciato le parole qui appena riportate e che ha ricordato che Dio ha dato lo Spirito Santo a quelli che gli obbediscono.

Sia chiaro che non ci esimiamo dal riconoscere che oggi il termine “proselitismo” ha finito con l’assumere una valenza negativa, ma ricordiamo anche che tale valenza è direttamente derivata dall’odio del mondo e dei nemici di Dio nei confronti della predicazione del Vangelo e della conversione dei peccatori, tale che fare prosèliti è diventato, per costoro, la cosa peggiore che possa esistere.
Ora, che i nemici di Dio condannino il proselitismo è cosa scontata, ma che il Papa arrivi a condividere le loro convinzioni diaboliche fino a definire il proselitismo “una sciocchezza” che “non ha senso”, è cosa che attiene alla determinazione, anche inconscia, di voler distruggere la missione comandata da Nostro Signore e, con essa, la Chiesa stessa.

(segue)

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