ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 21 settembre 2015

Se ci sei batti un colpo?


LA LETTERA DI RATZINGER 

La lettera di Ratzinger che fa infuriare Francesco. Il Papa emerito scrive una lettera al cardinal Sarah, elogiando il suo coraggio nella lotta contro il gender. Ma il Pontefice non sembra gradire di Rachele Nenzi    

La lettera di Ratzinger che fa infuriare Francesco

Il Papa emerito scrive una lettera al cardinal Sarah, elogiando il suo coraggio nella lotta contro il gender. Ma il Pontefice non sembra gradire

di Rachele Nenzi il Giornale
  


Secondo alcuni rumors vaticani, ci sarebbe stato uno scontro tra Papa Francesco Ratzinger.

Socci smentisce, "se non altro per il carattere dei due, politico-gesuitico il primo, mite e gentile il secondo. Entrambi molto attenti ad osservare forme rispettose".
C'è chi parla di lamentela e chi di critica. Secondo LiberoBergoglio non avrebbe gradito "l’elogio pubblico che Benedetto XVI ha fatto del cardinale Robert Sarah, il prelato africano che ha appena pubblicato in varie lingue il libro Dio o niente. Ratzinger ha cortesemente risposto all’invio del volume con questo biglietto: 'Ho letto Dio o niente con grande profitto spirituale, gioia e gratitudine. La vostra testimonianza della Chiesa in Africa, della vostra sofferenza durante il tempo del marxismo, e di una vita spirituale dinamica, ha una grande importanza per la Chiesa, che è un po’ spiritualmente stanca in Occidente. Tutto ciò che avete scritto per quanto riguarda la centralità di Dio, la celebrazione della liturgia, la vita morale dei cristiani è particolarmente rilevante e profondo. La sua coraggiosa risposta ai problemi della teoria del 'genere' mette in chiaro in un mondo obnubilato una fondamentale questione antropologica".
Secondo Socci, il cardinal Sarah in particolare e la Chiesa africana in particolare sono invisi a Francesco in quanto si stanno dimostrando intransigenti oppositori "alle 'rivoluzioni' vagheggiate da Bergoglio e Kasper nei due Sinodi su famiglia ed eucarestia. È un’opposizione molto scomoda per il cattoprogressismo perché, mentre quella tedesca di Kasper è una Chiesa ricchissima di soldi e povera di fedeli, quella di Sarah è una Chiesa del Terzo Mondo, povera di beni, ma giovane ed ardente di fede, fiorita in questi decenni grazie ai grandi viaggi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e gioiosamente fedele al loro magistero". Secondo Socci, "l’elogio di un tale uomo di Dio fa ombra all’attuale vescovo di Roma".

Rachele Nenzi

 http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6722:la-lettera-di-ratzinger&catid=70:chiesa-cattolica&Itemid=96

Pre-sinodo, Francesco e Benedetto XVI ai ferri corti per colpa del Cardinal Sarah?
21 settembre 2015, Americo Mascarucci
Pre-sinodo, Francesco e Benedetto XVI ai ferri corti per colpa del Cardinal Sarah?
 

Naturalmente si sta nel novero delle indiscrezioni e delle voci di palazzo ma di certo a Francesco non deve aver fatto piacere l’apprezzamento pubblico di Ratzinger nei confronti dell’opera di Sarah. 

Il Papa emerito infatti, dopo aver ricevuto e letto il libro, ha scritto di suo pugno una lettera di ringraziamento al prelato africano che non si presta ad equivoci di sorta: “'Ho letto Dio o niente con grande profitto spirituale, gioia e gratitudine. La vostra testimonianza della Chiesa in Africa – scrive Ratzinger - della vostra sofferenza durante il tempo del marxismo, e di una vita spirituale dinamica, ha una grande importanza per la Chiesa, che è un po’ spiritualmente stanca in Occidente. Tutto ciò che avete scritto per quanto riguarda la centralità di Dio, la celebrazione della liturgia, la vita morale dei cristiani è particolarmente rilevante e profondo. La sua coraggiosa risposta ai problemi della teoria del 'genere' mette in chiaro in un mondo obnubilato una fondamentale questione antropologica". 

Mamma mia, vi pare poco? Benedetto XVI in poche righe ha condannato il marxismo, la deriva nichilista e laicista che sta “anestetizzando” l’Occidente facendogli perdere i valori della tradizione, ha accusato la Chiesa di essere “stanca” e di non saper lottare in Occidente per difendere e conservare l’identità cristiana, ed infine ha puntato il dito contro la teoria del gender elogiando l’azione di contrasto che il conservatore Sarah sta mettendo in atto per combattere il concetto di una “differenza di genere” da superare, lasciando all’individuo la piena libertà di scegliere il sesso di appartenenza. Il tutto alla vigilia del Sinodo sulla Famiglia dove certi temi saranno inevitabilmente all’ordine del giorno. 

Lo scrittore cattolico Antonio Socci con un articolo su Libero ha evidenziato come “ il cardinal Sarah in particolare e la Chiesa africana sono invisi a Francesco in quanto si stanno dimostrando intransigenti oppositori alle 'rivoluzioni' pensate da Bergoglio e Kasper nei due Sinodi su famiglia ed eucarestia. 

È un’opposizione molto scomoda per il cattoprogressismo perché, mentre quella tedesca di Kasper è una Chiesa ricchissima di soldi e povera di fedeli, quella di Sarah è una Chiesa del Terzo Mondo, povera di beni, ma giovane ed ardente di fede, fiorita in questi decenni grazie ai grandi viaggi di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e gioiosamente fedele al loro magistero". 

Secondo Socci, "l’elogio di un tale uomo di Dio fa ombra all’attuale vescovo di Roma"

Certamente Francesco, al di là dei pubblici apprezzamenti più volte rivolti all’indirizzo del suo predecessore, soffre e molto l’ombra di Ratzinger, il quale interviene molto raramente sui problemi della Chiesa, ma quando lo fa e sempre non direttamente (come in questo caso limitandosi a ringraziare per l’invio del libro) scuote inevitabilmente i muri del Vaticano. 

Alcuni mesi fa non mancò di far discutere il fatto che Ratzinger avesse ridato alle stampe i suoi discorsi, comprese le sue riflessioni sul tema della comunione ai divorziati risposati. 

Non per sostenere le svolte sinodali ma piuttosto per ribadire la netta chiusura ad ogni possibile concessione in tal senso.

E’ chiaro come questa nuova presa di posizione in favore dell’opera del cardinal Sarah possa non far piacere a Francesco che vorrebbe trovare la sintesi tra misericordia e verità. 

Il titolo del libro di Sarah del resto è emblematico: “O Dio o Niente”, il che tradotto può significare una sola cosa: la Chiesadeve seguire solo e soltanto Dio e non il mondo. 

E’ la tesi di fondo dei pontificati di Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, che sono rimasti fedeli al Vangelo anche quando questo ha significato scontrarsi con la mentalità dominante nella società, con il pensiero unico. 

La Chiesa di Francesco, per una parte di Chiesa che sta mostrando il suo disagio, è una Chiesa che al contrario per molti sembra alla ricerca continua dell’abbraccio al mondo, del dialogo, del compromesso ad ogni costo, nella convinzione che si possa e si debba venire incontro alle esigenze della modernità. 

Nella lettera di Benedetto XVI è chiaro il richiamo alla Chiesa a “svegliarsi” soprattutto in Occidente dove, sempre più frequentemente, rischia di apparire rassegnata o peggio assuefatta alla crisi di valori imperante nella società. 

Della serie: caro Papa Francesco, se ci sei batti un colpo?

Le attese di Bassetti e Forte verso il Sinodo


forteIl quotidiano della conferenza episcopale italiana in questi giorni propone alcune interviste ai padri sinodali del nostro Paese. Riportiamo alcune battute rilasciate dal Card. Bassetti, arcivescovo di Perugia, e mons. Bruno Forte, vescovo di Chieti-Vasto, nonché Segretario speciale del Sinodo
In occasione del sinodo ordinario, ha detto il cardinale Gualtiero Bassetti, “sarà fondamentale valorizzare questo «amore»: ovvero la formidabile testimonianza di fede che la famiglia è in grado di dare al mondo contemporaneo, evidenziando tutti i talenti che essa possiede – la carità coniugale e l’amore sponsale, il sacramento e lo spirito di donazione, la vita comunitaria e il primo annuncio del Vangelo, lo sforzo educativo e la generatività – ma senza nascondere le ferite che l’affliggono.” Quindi ha specificato l’importanza della famiglia, soprattutto di fronte alle difficoltà che deve affrontare oggi. “Spesso”, ha detto il porporato italiano, “vedo molte coppie indugiare, dubbiose e incredule che formare una famiglia sia una cosa bella e che, soprattutto, sia possibile formare una relazione per sempre.” In secondo luogo vi è la difficoltà che deriva da un’altra sfida: “riuscire a rendere su misura per la famiglia la nostra società sempre più complessa e logorante.” La terza difficoltà riguarda il “mutamento antropologico” che, dice Bassetti, “è avvenuto da tempo. Solo adesso ce ne rendiamo conto.”
A proposito delle famiglie ferite, tra cui c’è la questione dei sacramenti e dei divorziati risposati, il cardinale sottolinea che “questo è indubbiamente il tempo della misericordia che non significa una ricetta a buon mercato fatta di buonismo o di concessioni gratuite. (…) È fondamentale operare con tutte le nostre forze, come diceva Giorgio La Pira, per costruire ponti di dialogo e abbattere i muri di inimicizia.”
Su questo tema il segretario speciale del sinodo, mons. Bruno Forte, ha indicato che “accoglienza e attenzione non portano necessariamente alla riammissione al sacramento dell’Eucaristia. La prima necessità è quella di integrare nuovamente queste persone nella comunità. Sull’eventuale riammissione all’Eucaristia il Sinodo farà le sue proposte e, in ultima istanza, spetterà al Papa decidere». Sui conviventi Forte ha ribadito il tentativo del sinodo di guardare con “simpatia” tutto ciò che c’è di “positivo”.
“È un’indicazione di simpatia verso tutto ciò che esiste di positivo, anche quando, come nel caso delle convivenze, siamo di fronte ad una positività incompleta. I criteri di simpatia verso i conviventi sono dettati dalla presenza nella loro unione del desiderio di fedeltà, stabilità, apertura alla vita. E quando si coglie che questo desiderio possa essere coronato dal sacramento del matrimonio. Giusto quindi accompagnare questo cammino di maturazione. Quando invece la convivenza è episodica, tutto appare più difficile e diventa allora importante trovare la strada per sollecitare nuovi passi verso una maturazione più significativa.”
Per quanto riguarda l’accoglienza delle persone omosessuali, tema che sollevò più di qualche polemica in occasione della Relatio intermedia del sinodo 2014, mons. Forte ha detto che “i documenti sinodali, compreso l’Instrumentum laboris, non hanno espresso un giudizio di valore sull’omosessualità, non ne hanno riconosciuto la positività. Certamente, l’accompagnamento della persona omosessuale in una logica di rispetto, di accoglienza e di simpatia, implica conoscenze psicologiche, spirituali e pedagogiche che non possono essere improvvisate. Ci si dovrà chiedere come fare per predisporre al meglio percorsi capaci di aiutare davvero queste persone a maturare la propria identità nella luce della fede.”

Pubblicato il
  in sinodo2015.

Mons. Bruno Forte non è forte in dottrina 21/09/2015


Intervistato da Avvenire lo scorso 19 settembre, Mons. Bruno Forte (v. foto), arcivescovo di Cheti-Vasto nonchè segretario speciale del Sinodo, si esprime così sull’omosessualità: “Non va dimenticato che la Chiesa considera un disordine l’esercizio dell’omosessualità, non giudica la tendenza omosessuale in sé”. Eppure il Catechismo della Chiesa cattolica eccome se giudica la tendenza omosessuale in sé e ne dà un giudizio negativo: “Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata…” (2358). E non potrebbe essere altrimenti. Se la tendenza omosessuale fosse buona, anche gli atti che esprimono questa tendenza non potrebbero che essere buoni. Di converso se l’esercizio dell’omosessualità è malvagio anche la stessa omosessualità non può che essere malvagia. Mons. Bruno Forte non solo non è forte in dottrina ma nemmeno in logica.

Una mattina nell'eremo del Papa emerito di Vittorio Messori



Il mattino di mercoledì 9 settembre, alla Porta Sant’Anna del Vaticano, sono salito su un’auto condotta da un graduato della Guardia Svizzera che, districandosi tra i viali dei celebri giardini mi ha portato al Monastero detto di Maria Mater Ecclesiae. Come si sa, è questo il luogo scelto dal Papa Emerito per vivere tra preghiera e studio dopo la clamorosa rinuncia. Una delle quattro Memores Domini (la famiglia religiosa ispirata da don Giussani) che accudiscono Benedetto XVI, mi ha accolto e mi ha fatto accomodare in un salotto al primo piano, ma dal quale si vede in modo completo il Cupolone incombente. Pochi minuti dopo, eccomi in ascensore ed ecco un Benedetto XVI, solo, sorridente, sulla soglia del suo studio. 

La mia collaborazione professionale prima e l’amicizia poi con Joseph Ratzinger risale ai primi anni Ottanta quando, insieme, preparammo quel Rapporto sulla fede che mise a rumore la Chiesa intera. Da allora, ci vedemmo piuttosto spesso. Ma, divenuto Papa, rispettai i suoi impegni opprimenti, non chiesi udienze e non lo incontrai che una sola volta quando fu lui stesso che volle rivedermi dopo la pubblicazione di Perché credo, il libro che avevo appena scritto con Andrea Tornielli. Rispettai poi anche il suo ritiro ma, ovviamente, mi ha fatto piacere l’invito, giuntomi attraverso il suo Segretario, ad andarlo a trovare per rivederci e parlare tra noi, in confidenza. Da quando quell’invito mi è giunto, ho subito pensato che fosse mio dovere di non metterlo in imbarazzo con domande da giornalista indiscreto, come i suoi rapporti col suo successore o come i motivi ”veri” della sua rinuncia. Sono dunque pregati di astenersi i soliti complottologi e dietrologi che pensassero che dietro questo nostro incontro ci fosse chi sa che.
Mentre mi inchinavo per baciargli la mano (come vuole una tradizione che rispetto, soprattutto da quando si cerca di declassare il ruolo e la figura del Supremo Pontefice), Sua Santità mi ha messo una mano sulla testa, per una benedizione che ho accolto come un grande dono. Con l’altra mano, si appoggiava a un sostegno a rotelle: ormai, gli sono precluse le passeggiate con il segretario nei giardini. Le sue possibilità di muoversi sono talmente limitate che, per uscire, viene sospinto su una carrozzella, mentre in casa si sposta solo per pochi metri appoggiandosi al ”girello”, come lo chiamano. Sotto la tonaca bianca si indovina la magrezza del corpo, ma il viso non porta affatto i segni dei quasi 90 anni: è quello di sempre, da eterno fanciullo, cui fa contrasto la corona dei capelli tutti bianchi e la vivacità degli occhi chiari. ”Bello”, insomma, come sempre è stato nel volto. E belle anche la sua lucidità intellettuale e la sua attenzione all’interlocutore.Spiritus promptus, caro infirma: la citazione viene spontanea, stando accanto a quello” spirito” prigioniero di una” carne” che ormai fatica a portarlo. 
Seduti sull’orlo di due divani ravvicinati - per ovviare, accostandoci, a un suo calo dell’udito - abbiamo parlato per oltre un’ora. Io, come dicevo, mi sono astenuto dal fare domande ovvie e sin troppo facili. Da lui, invece, le domande sono venute numerose. Mi ha ascoltato con attenzione quando, su sua richiesta, ho cercato di fargli una sintesi della situazione ecclesiale, almeno così come la avverto. Alla fine non ha detto che: «Io posso solo pregare». 

Gli ho chiesto però di farci un dono: un De Senectute di ciceroniana memoria ma, ovviamente, in prospettiva cristiana, anzi cattolica, raccogliendo egli stesso per iscritto la sua esperienza senile, spesso dolorosa, e l’apertura sull’Aldilà, sulla vita vera che tutti ci attende. Una occasione preziosa per affrontare il tema di quel Novissimi che è stato rimosso da una Chiesa tutta e solo preoccupata non della salvezza eterna ma del benessere, per tutti, in questa vita.

Ha scosso il capo, e mi ha replicato: «Sarebbe una cosa preziosa, più volte ho denunciato questo oblio della morte, questa rimozione dell’aldilà con ciò che ci attende ”dopo”. Ma lei sa che sono abituato a ragionare da teologo, a filtrare la realtà attraverso le categorie filosofiche, dunque non potrei scrivere nulla se non in questo modo. Ma, ormai, per un simile impegno mi mancano le forze per farlo». E poi: «Il mio dovere verso la Chiesa e il mondo cerco di farlo con una orazione che occupa tutta la mia giornata». Preghiera mentale o verbale, Santità? mi è venuto, forse futilmente, di chiedergli. Pronta la sua risposta: «Verbale, soprattutto: il rosario completo, con le sue tre corone, poi i Salmi, le orazioni scritte dai santi e i brani biblici e le invocazioni del breviario». Alla preghiera mentale provvedono le molte letture di testi di spiritualità affiancati a quelli di teologia e di esegesi biblica. 

Me lo si lasci poi dire, sfidando il sospetto di vanità: ha voluto, bontà sua, ringraziarmi per un libro in particolare, quella inchiesta sulla passione di Cristo – Patì sotto Ponzio Pilato – che non solo ha citato ma ha raccomandato nei due primi volumi sulla trilogia dedicata a Gesù e pubblicata quando era già pontefice. Ovviamente, ne sono stato contento per me, come autore; ma non solo per me, bensì anche per quella apologetica, demonizzata dopo il Concilio al punto di cancellarne il nome nei seminari (“Teologia fondamentale” la chiama il clericalmente corretto) ma che è indispensabile a ciò su cui Ratzinger ha sempre insistito, da teologo e poi da papa, cioè da custode supremo della fede. La possibilità e la necessità, cioè, di non porre in contrasto ma in mutua collaborazione la ragione e la fede, l’intelletto e la devozione. 

Ad altri temi abbiamo poi accennato ma, per questi, vale una discrezione doverosa. Devo aggiungere – con un sorriso ironico, ad uso di chi si ostini a pensare all’incontro tenebroso tra congiurati – devo aggiungere, dunque, che nonostante l’ora del pranzo fosse giunta, anzi, abbondantemente superata, non è arrivato alcun invito ad andare a tavola. Benedetto XVI, mi hanno poi detto, mangia pochissimo (“come un passero”) e da solo, dando uno sguardo a un telegiornale: dunque, ha solo raramente commensali. 
Insomma, come si vede, non sono certo clamorose le cose che qui ho da dire. Se ho pensato egualmente di scriverne è per confortare i lettori: proprio accanto alla tomba di Pietro, c’è un vegliardo ammirevole che per otto anni ha guidato la Chiesa e che ora non ha altra preoccupazione che pregare per essa. Con impegno, ma senza alcuna angoscia. E, cioè, non dimenticando mai che i papi passano ma la Chiesa resta e sino alla fine della storia risuonerà l’esortazione del suo vero Capo e Corpo a noi pusillanimi: «Non temere, piccolo gregge, questa barca non affonderà e, malgrado ogni tempesta, starà a galla sino al mio ritorno».
Per scrivere a Papa Benedettto XVI
Papa emerito Benedetto XVI. Via dell Osservatorio
Monastero " Madre Ecclesiae"
00120 Città del Vaticano  
 Naturalmente preghiamo ...

24 commenti:

  1. Battere un colpo??? Ma anche no.... ne ha già battuti fin troppi ed i risultati si son visti! Combattiamo il soccismo, la nuova religione in voga nei circoli di cura per ratzingeriani anonimi!!! Dio ce ne scampi e liberi, per carità!!! Una prece per il riacquisto della salute mentale dei suddetti! Amen

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    1. Socci si è mosso e si muove oggi su un terreno tutto suo , nell'ultimo libro pericolosamente vicino alle tesi della nota profetessa 'Conchiglia'. Socci sognava che Benedetto XVI facesse visita a Medjugorje, quando Ratzinger istituiva la Commissione sulla stessa. E' Benedetto XVI che è stato tirato per la giacca da Socci , non certo il contrario.

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  2. Qualcuno dica al sedicente card. Bassetti che i "muri di inimicizia" li devono e possono abbattere SOLO coloro che li hanno eretti, ossia chi si è separato da Cristo a causa del peccato e le armi per abbatterli sono pentimento, rimedio e proponimento di non più offendere Nostro Signore con l'aiuto della sua Grazia. Non li ha certo eretti la Chiesa questi muri che sarebbe ben felici di veder crollare. Il Signore con il suo Sacrifico ha distrutto il muro del Peccato Originale che separa l'uomo da Dio, ma l'uomo può ancora costruirne altri e ripristinare questa inimicizia sin quando, sinceramente pentito e consapevole che da parte di Dio la porta è stata aperta, si deciderà ad abbattere il muro da lui stesso eretto e ad oltrepassare la soglia che Dio finchè siamo su questa terra mai chiuderà. Vallo a spiegare ai "cardinaloni" di oggi!!!

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  3. Sapeste quanto bene ho voluto e ancora voglio a Benedetto XVI , quanta sofferenza ho patito e ancora piango per il suo , purtroppo tradimento. Mi sono sentita come una bambina orfana di mamma e di papà quando ci ha lasciati da soli in mezzo alla palude infestata dai caimani e dai serpenti . Il suo tradimento ha generato il figlio della colpa, ecco perchè ci ritroviamo Bergoglio come papa . jane

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    1. caimani e serpenti che lui ha ammaestrati, allevati e promossi! Il "filglio della colpa"??? Cos'è, una una nuova sitcom a puntate???Suvvia siamo seri!

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    2. Alla lunga, ma io credo neanche tanto, vedremo che il suo non è stato affatto un tradimento. Lasciamo tempo al tempo, non manca molto...

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    3. certo che non manca molto..... prossimamente in tutti i cinema italiani: "IL RITORNO DELL'ERETICO" con sapiente regia di Antonio Socci e partecipazione di tutti i citrulli del circolo di recupero della salute mentale "Ratzingeriani Anonimi"..... Basaglia, Basaglia... mannaggia a te, i manicomi ci servivanooooo!!!!!!

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    4. ops intendevo dell'EMERITO... sarà stato un lapsus!

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    5. Ha ragione Anonimo delle 16:34... infatti BXVI è andato a chiamare a raccolta i rinforzi per spodestare Bergoglio dopo avergli lasciato il seggio: hanno risposto all'appello Spiderman, Superman, Catwoman, Batman e Robin e Hulk....si attende la risposta King Kong e Godzilla quando si saranno trovati degli adeguati interpreti..... #ciaoproprio

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  4. Non capisco l'idolatrare il Razinga Zeta. Ma manco fosse il Chuck Norris de noantri!! Quando vedo le foto sue insieme a compare Gorgoglio, mi viene sempre il pensiero: Anna e Caifa.

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    1. appunto perché sono dei settari sentimentaloidi idolatri che non capiscono!!! Se questi sono alcuni dei sedicenti pochi cattolici rimasti, stiamo messi proprio bene!!!

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  5. Ognuno è libero di pensarla come crede , poi ci sono i fatti documentati. Ratzinger almeno ha provato a rimettere a posto qualcosa. Ha affrontatato sul loro terreno i 'grandi sistemi' filosofici ostili al cattolicesimo , mostrandone spesso la pochezza. Non ha mai fatto sconti a nessuno , nè seguito cordate particolari. Ha teso una mano al mondo tradizionalista , e questo ha pensato bene di morderla , al pari di tanti confratelli. Ancora oggi fanno soldi stampando fesserie sugli scritti di Benedetto XVI . Ma la cosa più grave è che fanno credere a tanti sprovveduti che persino i sacramenti della chiesa postconciliare non siano validi.

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    1. Mi scusi ma leggere un discorsetto in cui, bontà sua, il nostra ha difeso A PAROLE la Dottrina cattolica e condannato A PAROLE "i grandi sistemi filosofici ostili al cattolicesimo" non mi sembra che possa equivalere ad "affrontare qualcosa sul proprio terreno". Chi ha creato cardinali, Ravasi, Marx e altri insigni eretici di ogni risma??? Chi ha nominato Vescovi come Galantino, Forte, Mogavero, veri e propri modernisti??? Riguardo alla questione dei Sacramenti validi o meno, conosco persone(anche se io al momento non sono tra queste) che tutto sono fuorché sprovvedute, che con dolore hanno fatto scelte che le ha portate ad essere criticate(anche da me), diffamate e derise. Dio è l'unico a leggere nei cuori quindi eviti di formulare giudizi così ingenerosi nei confronti di chi è vittima e non carnefice. I Sacramenti sono stati CAMBIATI e il motivo è piuttosto debole e oscuro. Fossi in lei me la prenderei con gli autori di queste scriteriate azioni che hanno provocato crisi di coscienza e sofferenza in tanti, se lo ricordi, suoi fratelli!!! Oltretutto vi sono dei Papi che dichiarano infallibilmente invalidi sacramenti anglicani, ad esempio, vuol forse dare degli sprovveduti pure a loro? Il Sacramento chiama in causa Dio che promette di agire in virtù di specifiche convenzioni. Se queste vengono a a mancare o ad essere ambigue è ovvio che si vengono a ledere i diritti di Nostro Signore. I Papi hanno insegnato infallibilmente che sia da evitare un Sacramento che a ragione potrebbe dirsi dubbio. Oltetutto il buon don Curzio Nitoglia che invece sostiene la validità dei Sacramenti post conciliari NON mette tuttavia in dubbio la di loro ILLICEITA'. Qui non si sta parlando di gosparoli o visionari ma di persone che in COSCIENZA sentono di dover prendere, dopo aver pregato e riflettuto, determinate decisioni con tutto quello che comportano. Le dico quello che fu detto a me quando criticai anche aspramente tali persone: "CERCA DI AVERE ALMENO RISPETTO PER LA NOSTRA SOFFERENZA, SAPPI CHE NON ABBIAM FATTO UNA SIMILE SCELTA A CUOR LEGGERO". Ancora non mi sento di condividere una tale scelta ma è innegabile che i loro frutti siano abbondanti e qualitativamente invidiabili!

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    2. Tra questi "fatti documentati" ricordo la domanda senza risposta, esalata da Ratzinger : dov'era Dio ad Auschwitz?, come a dire: come si è permesso Dio?. Oppure pensiamo al libro ove si tratta del "Dio di Gesù Cristo", ove è chiaro che, se Gesù Cristo HA un Dio, Egli non È Dio. E mi fermo qui per non appesantire. È solo per dire che Ratzinger è ed è stato un personaggio non certo al di sopra di ogni sospetto.

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    3. I fatti documentati per un pontificato sono gli atti del magistero , il resto viene dopo e non è detto che obblighi sempre i fedeli (altra cosa che i sedevacantisti non capiscono) . Benedetto XVI ha:

      1) Tolto la scomunica ai lefebvriani

      2) Emesso il motu proprio per la liberalizzazione della messa in latino.

      (Quella del libro è una barzelletta , perfino nel dialogo con Neusner , Ratzinger afferma come è naturale
      l'identità tra Padre e Figlio)




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    4. L'identità tra Padre e Figlio???? Ma lo sa o no che pur essendo consustanziali sono 2 Persone diverse? Riparta dalla dottrina per la prima elementare prima di dare aria alla bocca e sparare eresie che neanche un poppante!

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    5. "Oppure pensiamo al libro ove si tratta del "Dio di Gesù Cristo", ove è chiaro che, se Gesù Cristo HA un Dio, Egli non È Dio". Quindi anche per lei Ratzinger avrebbe scritto due libri per dire che Gesù non è Dio?
      Fuffa , pura fuffa , stendiamo un velo pietoso

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  6. Ha teso una mano al mondo tradizionalista , e questo ha pensato bene di morderla , al pari di tanti confratelli.

    Oh si certo, lo facciamo subito santo. Chi sarebbero quei "brutti cattivoni" di tradizionalisti che hanno morso la mano al "povero" Ratzinger?
    Coloro i quali hanno analizzato le porcherie "teologiche" dell'emerito? Ossia l'eresia da lui proferita nell'enciclicaccia dell'Ut Unum Sint dove ha consigliato il polacco a studiare un nuovo Primato di Pietro? Ecco lui ha consigliato il polacco e sempre lui l'ha messa in paratica con l'istituzione ERETICA dell'emerito.

    Ancora: Ratzinger ha avuto l'ardire di chiamare "padri nella fede" gli appartenenti alla "religione" ebraica.

    Anonimo delle 20.31 e delle 16.54 concordo in toto.

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    1. Coloro che di fronte a un gesto di magnanimità , di interesse per la Chiesa , come la revoca della scomunica,
      hanno pensato bene di rilasciare interviste per discettare di camere a gas e simili , provocando il caos mediatico. I tradizionalisti 'de noantri' hanno seguito a ruota.

      Ogni pontefice ha il suo magistero , quell'enciclica non è di Ratzinger , come già detto.
      La figura del 'papa emerito' non esiste , è un'invenzione giornalistica. C'è un solo papa.

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    2. Lei caro è IN MALAFEDE e si vergogni!!!

      a) la revoca della "scomunica" fu un atto dovuto, giacchè contro Mopns. Lefebvre vi fu un ABUSO DI POTERE. Secondo il diritto canonico solo al Papa spettava di dissolvere la Congregazione regolarmente istituita e riconosciuta. Tale volontà doveva risultare da una pontificia "approvazione" che tuttavia non è mai stata fornita. SI TRATTA DUNQUE DI UN ABUSO COMMESSO AI DANNI DELLA FSSPX.

      Quanto all'intervista fu fatta mesi prima e Mons. Williamson espresse dei dubbi giusti o sbaglaiti che siano. Si capisce da questa sua puntualizzazione che lei e' in MALAFEDE e dunque NON è credibile.

      Quanto all'eretica enciclica Ut Unum Sint è stata scritta da Ratzinger coaudiuvato da altri. Ma come fa a mentire su una cosa così evidente? Lei è un ratzingeriano e come tale si arrampica sugli specchi: lo sanno tutti ed è risaputo che le encicliche del polacco gliele scriveva Ratzinger in collaborazione con altri accoliti.

      La figura dell'emerito non esiste? e dunque come si chiama colui che dopo avere regolarmente abdicato ha mantenuto l'abito e il nome che NON gli spetta più? Suvvia si svegli e si scrolli di dosso il patetico sentimentalismo che la pervade. Se è una invenzione giornalistica perchè l'emerito non smentisce?

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    3. a) Sarà stato anche un atto dovuto ma nessuno l'ha fatto prima di lui. (Poteva toglierla il suo venerato predecessore dato che l'aveva messa). La preoccupazione dei tradizionalisti era ed è che la S.Pio X tornasse nella Chiesa di Roma, tutto il resto non contava.

      Dopo l'intervista i tradizionalisti hanno osannato Williamson (contro Ratzinger , come i progressisti). Quando poi Williamson è stato scomunicato dalla stessa comunità sono rimasti col cerino in mano.
      Per questo esercitano l'unica attività oggi possibile al loro orticello , il calcio dell'asino contro chi si era prodigato per loro . (Oggi pubblicano libri per dire che secondo Ratzinger "Gesù risorto non mangiò con gli apostoli" , vedi sopra..)

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    4. a) il suo "venerato" predecessore? Eh si, poteva e doveva. Non lo ha fatto chissà perchè. D'altro canto uno che ha baciato il corano ci si poteva aspettare cosa? Ratzinger visto i danni prodotti dal suo "venerato" predecessore, per tenere buoni gli animi di chi stava oramai capendo la situazione, ha fatto una mossa furba.

      Ha tolto la pseudo scomunica ma ribadendo che si debbono correggere "errori" dottrinali.

      I modernisti come lei, dicono che il povero e umile Ratzinger ha "teso" la mano, tuttavia fu una mossa astuta per ingannare e cercare di incatenare l'unico vero baluardo di resistenza al conciliabolo vaticano II.

      Quali sono di grazia gli errori dottrinali imputabili alla FSSPX?

      Su dai ce lo dica lei signor ratzingeriano e parlo di dottrinali non della solita solfa modernista che si basa su ipotetiche mancanze disciplinari. Giacchè se non ci sono errori dottrinali non ci sono nemmeno quelle disciplinari, ma se ci anche ci fossero vi è una bella differenza tra la disciplina e la Dottrina. La disobbedienza a ingiusti ordini sono SACROSANTI.

      Che lei sia in MALAFEDE lo si deduce dal suo:

      ---------------------
      Dopo l'intervista i tradizionalisti hanno osannato Williamson
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      giacchè mio "caro" non mi risulta affatto che la FSSPX lo abbia osannato. Lei in malafede confonde i sedevacantisti con la FSSPX.

      Il calcio dell'asino lo sta esercitando lei con la sua ignoranza in merito e sulla minima conoscenza della VERA dottrina cattolica che è insita esclusivamente nella Tradizione, e le critiche su Ratzinger così come i suoi predecessori sono un atto dovuto.

      Ma in fondo lei è un ratzingeriano e prima ancora era un woitlyano e oggi come tutti i ratzingeriani non possono essere bergogliani, giacchè oramai lo stato di necessità è talmente evidente che fa comodo dare la colpa di tutto a Bergoglio.

      Prima di adesso le cose le denunciavano pubblicamente solo la FSSPX .

      Chi ha cercato di farlo dopo (non parlo dei sedevacantisti che sono un caso patologico ed erroneo) e scaduto il tempo massimo sono stati puniti, tuttavia questi pseudo difensori hanno accettato di non combattere pubblicamente. Religiosi che sinceramente mi fanno pena e che dovranno rendere conto a Dio delle anime che erano state affidate loro e questi sono i FI.

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  7. pensate che Gesù non avesse voluto bene a Giuda ? jane

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  8. pensate che Gesù non avesse voluto bene a Giuda....

    e quindi? i giuda dei nostri giorni non possono essere voluti bene da Dio, giacchè con il loro operato hanno distrutto la Fede e la Tradizione e non hanno pensato alla salvezza delle anime. Con Dio non si scherza. Pasci le MIE pecorelle ha detto Gesù a Pietro. Le pecorelle sono solo Sue e non di Pietro. Pensare che giuda non aveva nemmeno questa grande e gravosa responsabilità....

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