ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 28 febbraio 2014

Post Missam in Sancta Marta

B- Vieni vicino Parolin!
P- Ecce pastor!
B- Non sento odor di pecora..
C- Ho fatto la doccia poi un'ombretta..!
B- Il solito bianchetto?
P- No stavolta un Amarone..!
B- A proposito di amaro, vedo che non hai ancora provveduto alla revisione dei testi liturgici..!
P- Ghe vòl tempo santità..
B- Insesoràbile fùgit tempus!
P- PerBacco! el vòl tornàre al Gregoriàn?
B- Ma fammi il piacere!
P- Subito siòr g'ò un Falerno de tre secoli fa...!
B- Smettila con ésto spirito di vìn! Jo vòi spirito conciliàr! e vaticano dòc..énte!

P- Gò capìo: un bianchèto sotìl? Ancora S.Giacomo?
B- Non solo, anche el Paròn bisogna che se calmi..!
P- Oddìo! Anca al Siòr?
B- Ma le leggi le letture che mi fate omeliare?
P- Certo che no! Solo quando gò tèmpo!
B- Allora siedi e sbianchetta stè frasi amigue! Me rovìnan la piàsa!
P- La piasa?
B- Beh, la piàsa no, perchè i non lèsen, ma i comentatòr e li pochi che lèsen, anca si no comprénden..!
P- Al gà rasòn! (come sèmpre..)
B- Allora fai togliere le frasi evidenziate!: cose d'altri tempi!
P- Prè conciliàr!
B- Apùnto! Sò frasi troppo dure, con puèca misericordia! (E pò chi sà se son vere, se le han traducìde bièn).
P- El se podarìa dir che xè còlpa dei vangelisti redatòr, per via dèla odièns..!
B- Se puede, se puède, basta che faccia presto! Jo non ne puèdo più! El Mariadàga me tormènta!

Prima Lettura   Gc 5, 9-12Ecco, il giudice è alle porte.
Dalla lettera di san Giacomo apostolo
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati; ecco, il giudice è alle porte. Prendete, o fratelli, a modello di sopportazione e di pazienza i profeti che parlano nel nome del Signore. 
Ecco, noi chiamiamo beati quelli che hanno sopportato con pazienza. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e conoscete la sorte finale che gli riserbò il Signore, perché il Signore è ricco di misericordia e di compassione.
Soprattutto, fratelli miei, non giurate, né per il cielo, né per la terra, né per qualsiasi altra cosa; ma il vostro «sì» sia sì, e il vostro «no» no, per non incorrere nella condanna.

  

Vangelo
   Mc 10, 1-12L'uomo non separi ciò che Dio ha congiunto.
Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo Gesù, partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare. E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».  Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina;
per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L'uomo dunque non sepàri ciò che Dio ha congiunto». 
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adultèrio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adultèrio». 


testi litugici da
http://www.maranatha.it/Feriale/ordinP/07VENpage.htm

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