ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 5 febbraio 2014

Se anche la polizia s’arrende all’evidenza del Maligno.

La casa maledetta. 


Coinquilini scomodi:
quando la Catholica non c’è i demoni ballano
Storia (vera) di una casa infestata. Con rumori, liquidi, ringhi, aggeggi che si spengono e si accendono, come avviene di solito in queste situazioni. Come comportarsi? Riconoscere che non c’è nulla da fare se non affidarsi all’unica istituzione che, in nome di Cristo, da 2000 anni tiene testa al nemico del piano di sotto: la Chiesa Cattolica. Perché il Maligno esiste e sbaglia chi, non credente o cattolico, laico o chierico, lo sottovaluta.

di Ester Maria Ledda

leddaNon è escluso che la storia che stiamo per raccontarvi, in un futuro non troppo lontano, diventerà una trasposizione cinematografica del genere horror. Tutto è accaduto tra il 2011 e il 2012.
Quello che leggerete di seguito, oltre che raccontato dai testimoni oculari, è riportato e documentato anche in reperti cosiddetti “laici”, in quanto rapporti della polizia locale, compreso il dipartimento scientifico, e del DCS (Department of Children Services, un ente pubblico americano che si occupa della tutela dei diritti dell’infanzia). Vi sono anche, ovviamente, certificati e documenti regolarmente registrati nella curia vescovile locale.

Arrivano i primi inquietanti segnali

La casa protagonista.
La casa protagonista.
Nel novembre 2011 Latoya Ammons, la madre Rose Campbell, e i suoi tre figli – che, all’epoca avevano sette, nove e dodici anni – si trasferirono in una casa a Caroline Street a Gary, nello stato americano dell’Indiana.
I primi di dicembre accadde qualcosa di veramente insolito: grossi sciami di mosche nere, nonostante il tempo freddo e sfavorevole e la rete di protezione, riempivano il porticato. Pur notandone la stranezza, Latoya e sua madre tentarono di risolvere i problemi con i normali moschicidi, ma più ne ammazzano, più ne tornavano. Ma non è che l’inizio.
Quasi tutte le notti, dopo mezzanotte, si sentivano strani rumori: passi pesanti di qualcuno che pareva si trovasse nel pian terreno, seguiti dallo scricchiolio della porta della cucina. Più volte Latoya è andata a controllare, ma non ha mai trovato nessuno. Una sera, per evitare che i fenomeni si ripetessero, chiuse a chiave la porta. Invece, puntualmente dopo mezzanotte, tutta la famiglia udì i passi e lo scricchiolio.
Una notte, Rose vide una figura maschile camminare nel soggiorno. Si alzò immediatamente dal letto, ma quando entrò nella stanza vi trovò solamente delle impronte umide di scarpe.
Per qualche mese, nonostante le perplessità, i timori e i disagi, la famiglia Ammons riuscì a sopportare questa situazione, finché tutto precipitò, durante la notte del 10 marzo 2012.

 Era una notte buia e tempestosa…: no, ma nemmeno molto rassicurante

Latoya Ammons. La donna che è andata a vivere nella casa infestata.
Latoya Ammons. La donna che è andata a vivere nella casa infestata.
Erano le due di notte. Latoya, Rose e i bambini, questi ultimi stavano dormendo, non erano da soli in casa. Vi era un gruppo di amici con cui ricordavano una comuna persona cara deceduta pochi giorni prima. Ad un certo punto, Latoya entrò nella camera da letto di sua madre e cominciò a urlare terrorizzata. Rose e gli amici, quando giunsero, non poterono credere ai loro occhi: la figlia dodicenne stava levitando, priva di conoscenza, sopra il letto. I presenti, impauriti, si misero a pregare intorno al corpo “sospeso” in aria, che “cadde” sul letto poche ore dopo. La ragazzina, il mattino seguente, al suo risveglio, non ricordava nulla. Gli amici non tornarono mai più a trovarli.
Latoya e Rose capirono che non potevano più ignorare i fatti anomali, sperando che prima o poi finissero, che capitavano nella loro casa, ma che dovevano intervenire, chiedendo aiuto a qualcuno. Si rivolsero alle varie comunità protestanti della zona, ma la maggior parte non vollero aiutarle, eccetto la comunità metodista.
Il pastore metodista disse loro di pulire e disinfettare tutta la casa con ammoniaca e candeggina. Poi diede loro dell’olio “benedetto” da lui stesso in precedenza, dicendo di usarlo per fare segni di croce in ogni porta e in ogni finestra, in particolare sulle fronti, le mani e i piedi dei tre bambini. Le due donne fecero esattamente ciò che fu detto loro, ma tutto fu inutile: gli strani fenomeni non solo non diminuirono, ma andavano, a poco a poco, aumentando.

Traslocare? Chiaroveggenti? La situazione peggiora

Rivolgersi alla chiaroveggenza per risolvere "problemi diabolici"? Non scherziamo.
Rivolgersi alla chiaroveggenza per risolvere “problemi diabolici”? Non scherziamo.
Qualche tempo dopo, per disperazione, si rivolsero a due chiaroveggenti del luogo, le quali dissero loro che la casa era assediata da più di duecento demoni e che la cosa migliore da fare era traslocare il prima possibile. Ma non era una soluzione praticabile per la famiglia Ammons, in quanto il loro conto bancario era quasi in rosso. Così le veggenti consigliarono a Latoya e a Rose di costruire una specie di altare in cui bruciare dello zolfo a forma di croce e recitare il salmo 91 della Bibbia. Ma fu inutile: tre giorni dopo, la situazione peggiorò drammaticamente.
Improvvisamente, nei volti dei tre bambini apparvero come sorrisi maligni, i loro occhi divennero protuberanti e le loro voci profonde e adulte. La stessa Latoya si sentiva “strana”: a volte la testa le pareva leggera, a volte calda, talvolta non riusciva a controllare il suo stesso corpo. Il piccolo di sette anni andava “in trance” e sparlava con qualcuno, benché non ci fosse nessuno nella stanza. Una volta lo videro “volare” da una stanza all’altra, come se qualcuno lo avesse lanciato. La ragazzina dodicenne si sentiva soffocare e udiva delle strane voci minacciose. Così la famiglia Ammons, disperata e spaventata, decise di andare a passare, per qualche tempo, le notti in un albergo vicino.
Quando tornarono, il 19 aprile 2012, non sapendo più cosa fare, chiamarono il medico di famiglia, il dottor
Come nell'Esorcista, certi sguardi di bambini rivelano inquietanti presenze.
Come nell’Esorcista, certi sguardi di bambini rivelano inquietanti presenze.
Geoffrey Onyeukwu. «In vent’anni – ha raccontato il medico– non mi è mai accaduto niente di simile. Quando sono entrato in casa ho avuto paura».
I bambini, appena lo videro, con voci profonde e malvage, lo maledirono, urlando. Il più piccolo, senza che nessuno lo toccasse o lo avvicinasse, fu sollevato e scaraventato contro il muro. Dopo persero conoscenza e il medico non riusciva a svegliarli. Qualche vicino, forse sentendo strane urla e strani rumori in pieno giorno, chiamò il 911 (il numero di emergenza americano). Arrivarono due ambulanze e due pattuglie della polizia locale. I bambini furono ricoverati all’ospedale metodista. Dopo qualche ora ripresero conoscenza. Il più piccolo era lucido, ma quello di nove anni urlava e si dimenava violentemente. Ci vollero cinque infermieri per tenerlo fermo.
I medici, non sapendo che fare, chiamarono il DCS, pensando che forse i bambini avessero dei problemi mentali a causa di abusi subiti dalla madre o dalla nonna.

Il bambino che ringhia

La nonna Rose. Anche lei vittima dei problemi causati dai fastidiosi "inquilini".
La nonna Rose. Anche lei vittima dei problemi causati dai fastidiosi “inquilini”.
Fu incaricata del caso l’assistente sociale Valerie Washington, la quale si recò in ospedale per parlare con la famiglia Ammons immediatamente. Mentre parlava con Latoya, ha raccontato la Washington, il piccolo di sette anni cominciò a ringhiare, mostrando e battendo i denti, pochi attimi dopo, le pupille scomparvero, mostrando solo il bianco degli occhi. Si alzò da letto e si “buttò” addosso al fratello più grande, prendendolo per il collo, cercando di strangolarlo. Latoya e Valerie dovettero chiamare i “rinforzi” per allontanarlo e calmarlo.
Quella sera, la Washington e un’infermiera, Willie Lee Walker, portarono i due bambini in un’altra stanza per parlare con loro. Il più piccolo cominciò di nuovo a ringhiare contro il fratello maggiore. «È tempo di morire, ti ucciderò», disse con voce innaturale, inumana. Il giorno dopo, pure il maggiore divenne violento, aggredendo la nonna, Rose, con forti testate.
Arrivano subito la Washington e la Walker, le quali, dopo esser riuscite a “salvare” Rose, assistettero a qualcosa di più incredibile. Il bambino, sorridendo malignamente, cominciò a camminare all’indietro su un muro fino al soffitto e poi saltò sopra la nonna, atterrando sui piedi. «Ha camminato sul muro, ha fatto un salto ed è cascato in piedi. Non c’è nessun modo in cui avrebbe potuto farlo», ha raccontato la Walker. E non si è trattato di un’acrobazia. La Washington ha detto alla polizia che il bambino «è scivolato sul pavimento, sul muro e sul soffitto». Infatti l’assistente sociale ha messo tutto nero su bianco nel suo rapporto al DCS. Le due donne sono scappate via dalla stanza, terrorizzate. «Non sapevamo cosa fare – ha spiegato l’infermiera. – Era pazzesco». Quando sono tornate, accompagnate da alcuni medici, il bambino erano seduto tranquillamente accanto alla nonna, ma non ricordava nulla.
I responsabili del DCS, non sapendo che cosa fare, decisero di separare i bambini dalla madre e dalla nonna, come provvedimento precauzionale. Latoya ha raccontato che fu straziante: ha pianto lei, ha pianto la madre e piansero soprattutto i bambini. La giovane madre, non sapendo veramente più che cosa fare, si mise a pregare come mai aveva fatto in vita sua. Poco tempo dopo, arrivò la risposta alle sue preghiere.

Quando il principe di questo mondo si presenta, c’è solo una persona da chiamare: il prete cattolico. Con buona pace dei protestanti.

Padre Maginot, chiamato a svolgere l'incarico più difficile.
Padre Maginot, chiamato a svolgere l’incarico più difficile.
La mattina del 20 aprile 2012 padre Michael Maginot, parroco di St. Stephen, stava leggendo la Bibbia, quando suonò il telefono. Era il cappellano dell’ospedale metodista in cui erano stati ricoverati i bambini Ammons. Gli parlò in particolare del secondogenito, chiedendogli di praticare un esorcismo.
Il sacerdote decise di incontrare la famiglia Ammons la domenica successiva, il 22 aprile, dopo la messa. Si recò nella “casa dei demoni” dove incontrò Latoya e Rose. Sì accorse subito che vi era qualcosa di strano: la luce del bagno si accendeva e si spegnava da sola; le tende si muovevano, ma non c’era vento; sul pavimento della stanza apparivano e sparivano improvvisamente impronte di scarpe. Inoltre sentiva come se la sua presenza non fosse gradita a qualcuno – ovviamente non si trattava di Latoya, né di Rose – perché ogni volta che si avvicinava al luogo di quelli strani fenomeni, tutto terminava. Allora il parroco prese un crocifisso e lo posò sulla fronte di Lotoya, la quale cominciò a sentire dei fortissimi doloro sulla nuca. Dopo quattro ore di colloquio, padre Michael non aveva più dubbi: la famiglia Ammons era tormentata dai demoni. Benedì tutte le stanze della casa con l’acqua santa e recitò alcune preghiere di liberazione. Prima di congedarsi, disse alle due donne di andarsene subito, perché quella casa non era sicura. La famiglia decise di trasferirsi presso alcuni parenti.
Una settimana dopo, purtroppo, dovettero tornare in quella casa, perché l’assistente sociale, Valerie Washington, per conto
Un'altra foto del sacerdote cattolico che si è ritrovato tra i protagonisti della vicenda.
Un’altra foto del sacerdote cattolico che si è ritrovato tra i protagonisti della vicenda.
della DCS, accompagnata da alcuni agenti di polizia, doveva verificare lo stato di salute psico-fisica dei bambini, i quali, nel frattempo erano stati affidati ad alcuni familiari. Latoya, però, si rifiutò di entrare. Così si fece avanti Rose, la quale entrò con i poliziotti. Trovarono il pavimento di cemento rotto, come se fosse stato sradicato. Il registratore di uno dei due agenti smise di funzionare. L’altro si spense si riaccese da solo, e in quel mentre si sentì una voce sussurrare “hey”. Tutto è scritto nei rapporti della polizia di Lake County. E non è tutto. Uno dei poliziotti, prima di entrare, scattò alcune foto della casa. In una delle fotografie appare come una figura bianca, nebulosa. La scientifica della polizia ha fatto alcuni ingrandimenti delle istantanee, permettendo di notare un’altra figura, forse femminile, sullo sfondo.
Il capo della polizia, Gary Austin, fece alcune foto col suo iphone: anche in quelle apparivano strane e inquietatati silhouette. Inoltre, nei giorni seguenti, ebbe delle “disavventure”, chiamiamole così, con la sua automobile. Tutto ciò convinse incontrovertibilmente Austin che gli Ammons fossero tormentati dai demoni. Quando fu contattato dal quotidiano locale, l’Indianapolis Star, per conoscere la sua testimonianza, gli fu chiesto se credesse alla possessione diabolica, ha risposto senza esitazione: «Sì, ci credo».

Prendere la decisione più giusta ma il vescovo locale si oppone (e ti pareva…)

Leone XIII, autore dell'esorcismo omonimo.
Leone XIII, autore dell’esorcismo omonimo.
Nel frattempo tutti i membri della famiglia, per volere della DCS, venivano sottoposti a visite psichiatriche, così come la polizia continuava le “indagini”, ma nessuno riusciva a capire cosa stesse succedendo, né a trovare una soluzione, diciamo, “laica”.
In una delle ultime visite “ufficiali” delle autorità locali, erano presenti anche padre Micheal Maginot e un’altra assistente sociale, Samantha Ilic, perché Valerie Washington si era categoricamente rifiutata di rimettere piede in quella casa. La Ilc trovò una strano liquido sul pavimento. In seguito, la scientifica non riuscì ad identificarne la sostanza. Le veneziane erano impregnate di uno strano olio. Un poliziotto le pulì accuratamente, ma neppure mezz’ora dopo erano più sporche di prima.
Padre Micheal capì che non si poteva più aspettare: il giorno stesso scrisse al vescovo di Gary, mons. Dale Joseph Melczek, per chiedergli il permesso di praticare l’esorcismo, pur sapendo che non sarebbe stato facile ottenerlo. Mons. Melczek, in ventun anni di episcopato, non aveva mai autorizzato un esorcismo. Infatti il permesso gli fu negato, ma gli fu consigliato di chiedere qualche consiglio ad esorcisti più esperti. Padre Micheal decise di praticare l’esorcismo breve di Leone XIII, per il quale non è necessario il permesso del vescovo. Scaricò e stampò il testo da internet, avvisò la famiglia Ammons, le autorità locali, perché chiesero di essere costantemente informate su tutto ciò che avveniva, e si recò immediatamente nella “casa degli orrori”. La Ilic, la Washington e due agenti assistettero al rito, durato circa due ore. «Avemmo la sensazione che qualcuno fosse nella stanza con noi, – ha raccontato la Ilic – sentivamo come un respiro sul collo».
Durante l’esorcismo breve su Latoya, padre Micheal domandò il nome al demone che possedeva e tormentava la giovane donna. La risposta fu: Belzebù, il signore delle mosche. Ha fatto lo stesso anche con Rose e i bambini, scoprendo così tutti i nomi dei demoni “colpevoli”.

 Finalmente arriva il permesso per l’esorcismo maggiore

La casa. Come si vede, c'è una strana figura (non umana) alla finestra.
La casa. Come si vede, c’è una strana figura (non umana) alla finestra.
Il giorno dopo, padre Micheal decise di insistere con monsignor Melczek per ottenere il permesso di praticare l’esorcismo maggiore. Quando seppe tutto ciò che era accaduto durante l’esorcismo minore, il vescovo cedette e diede l’autorizzazione al parroco.
Il rito dell’esorcismo maggiore è simile a quello breve, ma molto più potente ed efficace, perché ha tutta l’autorità e la potenza della Chiesa cattolica.
Durante il giugno del 2012, per ben tre volte, padre Michael Maginot, praticò l’esorcismo maggiore sulla famiglia Ammons nella “casa infestata”. Non è stato facile, perché i demoni opponevano resistenza: talvolta gli agenti di polizia, che furono mandati a presenziare al rito, furono costretti a immobilizzare Latoya, che si agitavano furiosamente. Al termine del primo rituale, la donna raccontò che sentiva all’interno del suo corpo dolori fortissimi, più intensi di quelli del parto, come se ci fosse qualcosa, o qualcuno, che si stesse dimenando nervosamente. Episodi che si ripeterono anche la seconda volta.
Prima del terzo esorcismo, padre Michael decise di andare in ritiro spirituale, per prepararsi con la preghiera e il digiuno al “round” finale. Qualche volta però Latoya gli telefonava per dirgli che aveva orribili incubi notturni. Egli la rassicurò, raccomandale di continuare a recitare le preghiere di liberazione, ovviamente cattoliche, che le aveva insegnato.

Più dell’inglese potè il latino…

Una delle scene clou del film "L'esorcista".
Una delle scene clou del film “L’esorcista”.
Finalmente arrivò il grande giorno,verso la fine di giugno. Padre Michael praticò l’esorcismo interamente in latino, a differenza delle due volte precedenti, in cui aveva usato l’inglese. Fu più dura delle altre volte, ma alla fine, i demoni furono scacciati definitivamente.
Da allora né Latoya, né sua madre Rose, né i suoi tre figli, hanno avuto più problemi con questo tipo di fenomeni. Oggi gli Ammons abitano a Indianapolis; si sono trasferiti poco dopo la “liberazione”. Nel novembre 2012 Latoya ha riottenuto definitivamente la custodia dei figli.
Attualmente la casa di Caroline Street a Gary è abitata da un nuovo inquilino, il quale ha raccontato di non aver mai avuto problemi, eccetto qualche seccatura dai curiosi che spesso passano davanti scattando qualche fotografia, perché il “caso Ammons” è diventato di dominio pubblico.
«Non sono stati né i psicologi né gli assistenti sociali a risolvere i miei problemi, ma Dio e la sua Chiesa», ha concluso, con un filo di commozione, Latoya Ammons.
Per coloro che desiderano conoscere più a fondo questa storia, se conoscono la lingua inglese, possono visitare il sito internet del quotidiano Indianapolis Star, in cui vi è un ricco di dossier con testimonianze, interviste, fotografie e filmati sulla “casa infestata da circa duecento demoni”.

 Alcune riflessioni

E' Gesù Cristo che scaccia i demoni. Ma nella "versione" cattolica.
E’ Gesù Cristo che scaccia i demoni. Ma nella “versione” cattolica.
Perché abbiamo voluto raccontarviquesta drammatica storia? Prima di tutto perché l’esistenza del diavolo, e la sua opera malefica sull’umanità, non è un’opinione come un’altra, né una stupida superstizione antimoderna, ma una verità di fede, una realtà con cui i cristiani, specialmente i cattolici, debbono fare i conti.
«L’intento principale del diavolo e dei suoi compagni è quello di allontanare l’uomo dal suo rapporto ordinato con Dio e – di riflesso – con gli altri, con se stessi e il mondo. Egli vuole fomentare il disordine, il disorientamento dei valori, il sovvertimento della verità in falsità, del bene in male, dell’amore in odio. A tale scopo i demoni suscitano tensioni, rivalità, guerre, antagonismi», ha spiegato il demonologo don Renzo Lavatori (da “Il Timone” n. 87, novembre 2009).
Credere all’esistenza del diavolo non come un mero concetto di identificazione del male, ma come una persona reale, spirituale – di natura angelica, benché decaduta, dunque superiore a quella umana – il Maligno.
In secondo luogo vorremmo far notare che l’“esorcismo” protestante, al contrario di quello cattolico, è stato del tutto inefficace. Il diavolo, infatti, teme solamente l’esorcismo sacramentale, cioè quello della Chiesa cattolica. Perché, come testimoniano i quattro vangeli canonici, solamente il Cristo può liberare dal Maligno – il quale non può fare altro che obbedirgli – e il sacerdote, che agisce appunto in persona Christi, è l’unico ad avere l’autorità per scacciarlo.
In alcuni casi particolari, Dio può permettere anche la liberazione, ma non vi è alternativa all’esorcismo della Chiesa. Quando è possibile e praticabile il raffronto tra altri tipi di esorcismi e quello cattolico, prevale sempre la realtà, cioè la verità della nostra fede.

 Per concludere

Da Frossard a Fra Benigno, molti si affannano a ricordarci l'esistenza del diavolo. Purtroppo, noi diventiamo sempre più scettici a riguardo. E i risultati non si fanno attendere.
Da Frossard a Fra Benigno, molti si affannano a ricordarci l’esistenza del diavolo. Purtroppo, noi diventiamo sempre più scettici a riguardo. E i risultati non si fanno attendere.
Infine, un’ultima triste considerazione.
Molte persone che hanno vissuto questa drammatica esperienza a Gary, nell’Indiana, pur essendo religiose, non pensavano affatto a difendersi da Satana, dalla sua perversa attività contro il disegno di Dio. La situazione è dovuta precipitare, affinché anche i più scettici e i più ottusi, si arrendessero all’evidenza.
Ormai molti cristiani, sia chierici che laici, credono la che la fede consista nel “comportarsi bene”, nell’essere buoni col prossimo, nel recitare qualche preghiera e nell’andare a messa la domenica. Invece la realtà è bene più grave: sono in gioco le nostre anime, ferite dal peccato, redente dal sacrificio di Cristo, ma continuamente minacciate dal diavolo e dal nostro orgoglio. La liberazione dal Maligno e la salvezza dalla dannazione non sono affatto scontate e potremo trovarle solamente nella Chiesa cattolica.
Ma quanti di coloro che hanno vissuto questa drammatica vicenda, lo avrebbero capito, senza questo “scherzo” del diavolo? L’aforista e apologeta colombiano Nicolás Gómez Dávila disse: «Da quando la religione si secolarizza, come unico testimone di Dio rimane Satana». Come dargli torto?.














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