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domenica 9 febbraio 2014

Tiramolla?

O’Malley: «Da Francesco niente sacramenti ai divorziati risposati»
Sean O'Malley
(©REUTERS) SEAN O'MALLEY

L’arcivescovo di Boston, tra i prelati Usa più vicini a Bergoglio: la Chiesa deve essere fedele al Vangelo e all'insegnamento di Cristo anche se a volte è molto difficile

REDAZIONEROMA

Da Papa Francesco non bisogna aspettarsi i sacramenti ai divorziati risposati o svolte importanti in materia di contraccezione, gay e aborto: a un anno dalle dimissioni di Joseph Ratzinger, il suo successore sta ammorbidendo i toni, non le posizioni, e in questa chiave potrebbe affidare a una donna la guida di un nuovo dipartimento della Curia. A dare la linea sul Boston Globe è oggi il cardinale arcivescovo di Boston Sean O'Malley che parla con John Allen, uno dei più influenti vaticanisti americani.



O'Malley è, tra i prelati statunitensi, quello più vicino a Bergoglio, che lo ha inserito nel suo «G8», la commissione di otto saggi incaricati di riformare la burocrazia vaticana. Ad Allen, passato da una settimana al Boston Globe dal National Catholic Reporter con cui aveva lavorato per anni da dentro le Mura Leonine, il cardinale ha detto che chi si aspetta da Francesco importanti cambiamenti in materia di aborto, contraccezione e omosessualità probabilmente resterà deluso.


«La Chiesa deve essere fedele al Vangelo e all'insegnamento di Cristo», ha detto O'Malley: «A volte è molto difficile. Dobbiamo seguire quel che vuole Cristo e confidare che quel che ci chiede è la cosa migliore». Quanto ai sacramenti a divorziati e risposati che vorrebbero essere più vicini alla Chiesa, l'alto prelato ha detto di «non vedere alcuna ragione» per allentare le regole.


Le posizioni di O'Malley hanno un peso particolare: l'arcivescovo è l'unico americano che conosceva bene Bergoglio prima dell'elezione avendo spesso viaggiato in America Latina e parlando spagnolo correntemente. È anche l'unico americano nell'influente G-8, che nei prossimi giorni terrà la sua terza riunione sulla riforma della Curia. Uscendo dal terreno dottrinale, il cardinale ha segnalato la possibilità di svolte su due altri fronti importanti: donne nella Chiesa e annullamenti rotali.


Nel primo caso ha indicato che «è possibile» che Francesco nomini una donna alla testa di un importante dicastero vaticano come la ipotetica nuova Congregazione de Laici; nel secondo ha osservato che il sistema deve diventare di «più facile uso», ad esempio lasciando che le richieste siano risolte a livello nazionale senza dover far arrivare tutto a Roma.  

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