ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 maggio 2014

Il kasperismo è già in atto!

Premessa importante: presentando la testimonianza di Ileana intendiamo far riflettere sull'ipocrisia neocatecumenale che applica il metodo di "due pesi e due misure" a seconda delle convenienze degli appartenenti al Cammino, come riportato in tantissime dolorose testimonianze lungo diversi decenni (per esempio sul «divorzio di fatto» organizzato dai cosiddetti "catechisti" neocatecumenali).
Indipendentemente dall'esito che avrà il caso qui presentato e dalle astuzie che adopereranno ikikos per banalizzarlo, c'è già da registrare l'assurdo atteggiamento che hanno avuto finora i neocatecumenali e i loro "alleati".


Riprendiamo dunque le testimonianze di Ileana:
Io non riesco più a credere nel Cammino. Sono stata tanti anni nel Cammino Neocatecumenale a Scandicci (Firenze) con mio marito. Tante cose non tornavano: per esempio, quando per la malattia di mio padre abbiamo dovuto lasciare per un po' le attività del Cammino, i cosiddetti "catechisti" neocatecumenali ci hanno detto che ciò era male e perciò i fratelli non ci hanno più guardati. Ma questo è niente a confronto di quello che sto subendo oggi.
Mio marito dopo trent'anni di matrimonio è andato via di casa e mi ha completamente abbandonata. Ho saputo che frequenta il cammino neocatecumenale a Signa con una donna, forse la sua nuova compagna: hanno fatto il "primo passaggio" del Cammino e mi sono vista recapitare a casa una richiesta di annullamento dal tribunale ecclesiastico. Un testimone di questo annullamento è proprio il responsabile della comunità di Signa. Ho scritto al vescovo ma lui ha preferito tacere sull'operato del Cammino. Questo testimone è giovane: è nato proprio nell'anno in cui ci siamo sposati e niente può sapere del nostro matrimonio.
Sono usciti anche dua articoli sulla mia vicenda (sul Metropoli del 14 giugno 2013 e del 25 settembre 2013) ma da parte delle comunità del Cammino Neocatecumenale non è arrivata alcuna risposta. Purtroppo l'avvocato mi ha detto che non sono perseguibili per legge. Non so cosa hanno fatto a mio marito, cosa gli sta facendo questa donna, ma affermare che non era consapevole di contrarre un matrimonio cristiano dopo trent'anni di vita insieme mi pare sia un poco insensato. Non so come andrà a finire la causa - certo che io non credo più neanche alla Chiesa visto che sta tacendo.
Io sono una insegnante di scuola statale di ruolo da ben quarant'anni e ho attualmente sessant'anni. Mio marito ha attualmente cinquantotto anni. Non siamo ragazzini dunque. Ci siamo sposati in chiesa totalmente consapevoli di quello che era un matrimonio cristiano. Mio marito non aveva problemi psicologici. Siamo stati insieme trent'anni, abbiamo frequentato il gruppo religioso del Cammino a Scandicci poi siamo entrati nel gruppo di preghiera della casa Santi Arcangeli dove facevamo insieme attività di volontariato, insieme siamo stati nel 2005 a Medjugorie, due volte a Lourdes, a San Giovanni Rotondo. Non abbiamo figli, nonostante fossimo aperti alla vita. Andavamo d'accordo ma all'improvviso nell'ottobre 2007 mio marito abbandona la casa senza una parola dicendomi che aveva un brutto periodo e che voleva stare un po' da solo. Poi mi si è rigirato contro dicendo che voleva l'«annullamento» del matrimonio, dicendo che lui era morto per me e che non lo dovevo chiamare nemmeno se mi sentivo male.Premetto che io non ho nessun parente e sono sola al mondo, e che a nulla è valso l'intervento del sacerdote nostro confessore. Sono passati sette anni in cui ho attraversato l'inferno. Solo nel 2009 si è scoperto che lui aveva una compagna, amica di mia cognata. Premetto che mia cognata - tutta casa e chiesa - non mi ha più guardata. Inoltre mi è impossibile parlare con mio marito, che quando mi vede scappa o si nasconde. Mi vergogno anche a dire queste cose ma tutto è rigorosamente documentato con tanto di testimoni. Ho dovuto con l'avvocato mio malgrado accettare la separazione perchè arrivavano a casa (che tra l'altro è ancora in comune) le sue pendenze da pagare.
Ma veniamo al dunque. Circa tre anni fa ho scoperto che la nuova sua compagna e mio marito frequentano assiduamente il Cammino Neocatecumenale di Signa dove lui fa l'ostiario. Vorrei che voi vedeste la faccia di una certa L., del Cammino, quando le ho detto che io ero la moglie di G.!
Comunque i sacerdoti che mi seguono - compresi i Cavalieri di Maria di Pulica - e tanti altri mi hanno consigliato di andare direttamente dal parroco e mi ci ha portato proprio una signora che è nel Cammino a Scandicci e che frequenta la mia parrocchia. Ma il caro don Alessandro di Signa che normalmente guarda in cagnesco tutti i conviventi, divorziati ecc., non mi ha fatto parlare molto:mi ha chiuso la bocca dicendomi che lui non era arbitro del mio matrimonio e che lui la comunione a mio marito gliela dava perché faceva il Cammino "da solo senza nessuno". Quindi per questo prete catecumenale il fatto di aver abbandonato la moglie, di non rivolgerle più la parola, non è un peccato grave e si può fare un cammino di fede in tale stato.
Ma questo non sarebbe stato niente se lì dentro non avessero spinto mio marito che mi sembra diventato un rincoglionito a chiedere un annullamento di un matrimonio durato trent'anni, a motivo di incapacità a discernere gli obblighi del matrimonio cristiano. Anche l'avvocato rotale che segue questa causa: ma è normale? Potrei parlare di tante cose pazzesche: il responsabile della comunità che si è messo come testimone e che è nato l'anno che ci siamo sposati, ma è normale? È per il bene dell'anima di mio marito che i neocatecumenali hanno fatto questo?


Una nota da parte di Valentina:
Sull'annullamento del matrimonio penso di poterti assicurare che la Chiesa ci va con i piedi di piombo, ne ho avuto esperienza. Soprattutto se la motivazione è quella proposta da tuo marito, che a mio parere è quella più debole, e se uno dei due coniugi non è d'accordo.
In particolare, a meno che anche tu non sia interessata ad ottenere l'annullamento, ti consiglio di rivolgerti ad un avvocato rotale per la tutela della verità e dei tuoi diritti.Pensa che lo fai anche per il loro bene (di tuo marito e della sua nuova compagna) perchè promuovi anche in loro la maturazione e la riflessione sul loro rapporto.La possibilità di annullare un matrimonio è secondo me uno degli strumenti che, pur nell'ambito della Chiesa, della fede e del rispetto dei sacramenti, serve a sanare alcune situazioni "limite" che si verificano.Premetto che ora non sto parlando del caso di Ileana, che è sicuramente diverso, ma non escludo per esempio che uno dei due coniugi possa aver contratto matrimonio essendo gravemente immaturo ed essere stato plagiato dall'altro anche per 30 anni.D'altronde, quanti fratelli sono da decenni in cammino e sì trovano in una situazione consimile? Nulla di strano dunque.Non è la durata del rapporto a costituire una garanzia di validità, come neppure la nascita dei figli o l'aver frequentato la chiesa con regolarità.Ciò che mi colpisce e mi scandalizza invece è l'atteggiamento dei neocatecumenali, da un lato apparentemente rigidissimo, al punto di deprecare i tentativi di riconoscere la nullità di un vincolo di matrimonio, dall'altro permissivo e lassista, quando si tratta di promuovere e tutelare i propri fedelissimi.
E ancor di più la negazione, contro ogni evidenza, che abbiamo constatato negli interventi qui sul blog.Al Cammino interessano non poco, i processi di annullamento!Guarda caso, il "segretario" del sacerdote che istruiva le cause e raccoglieva le testimonianze nella mia diocesi, era un sacerdote neocatecumenale. Combinazione?

Da parte di Michela ad un altro commentatore del blog:
Ci sono molte persone (vedi il post di Valentina) che si sono sposate durante il cammino e poi quando ne sono uscite si sono chieste se il loro matrimonio era 'valido'. In questo caso i catechisti si sono sempre opposti alla dichiarazione di nullità.
Poi c'è il caso di Ileana, in cui in caso di nullità, si costruirebbe un matrimonio neocatecumenale, e addirittura si trovano fratelli neocatecumenali disposti a testimoniare in favore della nullità.
Finora hai conosciuto un aspetto del cammino, oggi la testimonianza pubblica di Ileana ti permette di conoscere anche un lato piuttosto nascosto. Che farai? metterai la testa sotto la sabbia o con gran sofferenza comincerai ad ammettere che c'è anche falsità nel Cammino?
http://neocatecumenali.blogspot.com/2014/05/indissolubilita-matrimonio-e-ipocrisia-neocat.html 

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