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lunedì 23 giugno 2014

Il dialogo sulla libertà dei carcerati "non uguali agli altri " *..accompagnati dai secondini..



Il papa dialoga con i Francescani dell'Immacoalta
IL PAPA DIALOGA CON
I FRANCESCANI DELL'IMMACOALTA

Il Papa dialoga con i giovani Francescani dell'Immacolata


L'incontro, durato un'ora e mezza, è avvenuto martedì 10 giugno nella cappella di Santa Marta. Sul Concilio Francesco ha detto che la giusta ermeneutica è quella proposta da Benedetto XVI

L'incontro si è svolto la mattina di martedì 10 giugno nella cappella della Casa Santa Marta in Vaticano, nonostante l'indisposizione del Papa che aveva provocato la cancellazione di alcuni appuntamenti il giorno precedente. Francesco si è intrattenuto per un'ora e mezza con una sessantina di frati Francescani dell'Immacolata, l'ordine fondato da padre Stefano Manelli che la Santa Sede l'anno scorso ha commissariato per risolvere dissidi interni legati al governo, all'amministrazione, al rapporto con il ramo femminile e all'uso divenuto ormai quasi esclusivo del messale antico e all'interpretazione dell'ultimo Concilio. Erano presenti circa una quarantina di seminaristi, novizi o studenti di teologia e filosofia, insieme ai loro formatori e al commissario pontificio, padre Fidenzio Volpi.
I Francescani hanno cantato l'Ave Maria di Fatima e hanno rinnovato nella mani del Papa i loro voto di totale consacrazione  all'Immacolata. Quindi sono state poste a Francesco delle domande sui temi più spinosi riguardanti la vita interna dell'istituto. Papa Bergoglio si è mostrato informatissimo su tutto, segue la vicenda da vicino, e ha più volte dimostrato il suo apprezzamento per padre Volpi, smentendo così che le azioni di governo del commissario e dei suoi collaboratori vengano prese a sua insaputa.
Dopo il commissariamento e la restrizione sull'uso del messale antico, che, al contrario di quanto avviene a norma del motu proprio «Summorum Pontificum», nel caso dei Francescani dell'Immacolata può essere usato previa richiesta di autorizzazione ai superiori, ci sono state defezioni nei frati e nei seminaristi.*
Su 400 religiosi nel mondo sono una quarantina  quelli che hanno chiesto la dispensa dai voti, circa la metà dei quali sono seminaristi e dunque ancora studenti che avevano emesso soltanto voti temporanei.

Sul motu proprio, Papa Francesco ha detto di non volersi distaccare dalla linea di Benedetto XVI, e ha ribadito che anche ai Frati Francescani dell'Immacolata rimane la libertà di celebrare la messa antica, anche se per il momento, viste le polemiche sull'uso esclusivo di quel messale - elemento che non faceva parte del carisma di fondazione dell'Istituto - è necessario «un discernimento» con il superiore e con il vescovo se si tratta di celebrazioni in chiese parrocchiali, santuari e case di formazione. Il Papa ha spiegato che ci deve essere libertà, sia per chi vuole celebrare con l'antico, sia per chi vuole celebrare col nuovo rito, senza che il rito diventi una bandiera ideologica.

Una domanda ha riguardato l'interpretazione del Concilio Vaticano II. Francesco è tornato ad esprimere il suo apprezzamento per l'opera dell'arcivescovo Agostino Marchetto, definendolo il «migliore ermeneuta» del Concilio. E ha quindi risposto all'obiezione secondo la quale il Vaticano II sarebbe soltanto un Concilio pastorale che ha provocato danni alla Chiesa. Il Papa ha detto che pur essendo stato pastorale, contiene elementi dottrinali ed è un concilio cattolico, ribadendo la linea dell'ermeneutica della riforma nella continuità dell'unico soggetto Chiesa presentata da Benedetto XVI nel discorso alla Curia romana del dicembre 2005. Ha quindi ricordato che tutti i concili hanno provocato chiasso e reazioni, perché il demonio «non vuole che la Chiesa diventi forte». E ha anche detto che bisogna andare avanti con un'ermeneutica teologica e non ideologica del Vaticano II.

Francesco ha anche detto di aver voluto lui la chiusura dell'istituto teologico interno ai Francescani dell'Immacolata (STIM), facendo sì che i seminaristi studino nelle pontificie facoltà teologiche romane. Ha poi precisato che l'ortodossia viene garantita dalla Chiesa attraverso il successore di Pietro.

Non sono mancati momenti in cui Bergoglio ha citato ricordi personali, parlando di fra' Anselmo, un frate dell'Immacolata di origini filippine che aveva conosciuto da cardinale frequentando la chiesa di Maria Santissima Annunziata sul Lungotevere, dove lo aveva incontrato la prima volta con il secchio in mano che faceva le pulizie. Fra Anselmo oggi è in Nigeria. «Mi ha insegnato l'umiltà, mi ha fatto tanto bene», ha detto Francesco.

Alla fine dell'incontro il Papa ha salutato personalmente tutti i presenti. Due di loro gli hanno manifestato perplessità per il trattamento a cui è stato sottoposto il fondatore padre Stefano Manelli. Uno di questi due seminaristi alcuni giorni dopo l'incontro ha annunciato la sua decisione di lasciare il noviziato perché si è detto contrario al Concilio Vaticano II.

ANDREA TORNIELLICITTÀ DEL VATICANO

2 commenti:

  1. E i carcerati tenuti bloccati dell'impero di Manelli, quelli non vi interessano? Quelli sarebbero forse ancora meno uguali agli altri? E i numerosi secondini che lui usava per tenere sotto sorveglianza ferrea tanti giovani? Non sono ugualmente da deprecare? Avete pubblicato sempre chilometri e chilometri delle ondate di veleno e di cattiverie spacciate dal falso profeta De Mattei: quelle sparate dovreste sottomettere a ferreo esame critico. Comunque sui FI avete sbagliato la linea. I nodi stanno venendo al pettine.

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    1. I manelliani sono tutti come te: bravi mafiosi!

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