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sabato 21 giugno 2014

Ma Gesù la diceva diversa*

Il Papa: «Inaccettabili le persecuzioni per la fede religiosa»


Egitto. Un'immagine di Cristo insanguinata dopo un attentato
EGITTO. UN'IMMAGINE DI CRISTO INSANGUINATA DOPO UN ATTENTATO

Il Pontefice a un convegno sulla libertà religiosa. «Grande dolore per i cristiani perseguitati»

«Risulta incomprensibile e preoccupante» che nel mondo «permangano discriminazioni e restrizioni di diritti per il solo fatto di appartenere e professare pubblicamente una determinata fede». Così Papa Francesco ricevendo i partecipanti al Convegno Internazionale sulla libertà religiosa promosso dal Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Lumsa e dalla School of Law della St. John's University. Per il Pontefice è «motivo di grande dolore constatare che i cristiani nel mondo subiscono il maggior numero di tali discriminazioni. La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi  secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell'epoca».

  La libertà religiosa, ha osservato Bergoglio «non è solo quella di un pensiero o di un culto privato. È libertà di vivere secondo i principi etici conseguenti alla verità trovata, sia privatamente che pubblicamente». Per il Pontefice «questa è una grande sfida nel mondo globalizzato, dove il pensiero debole abbassa anche il livello etico generale, e in nome di un falso concetto di tolleranza si finisce per perseguitare coloro che difendono la verità sull'uomo e le sue conseguenze etiche». Francesco ha sottolineato che «ogni essere umano è un `cercatore´ della verità circa la propria origine e il proprio destino. Nella sua mente e nel suo `cuore´ sorgono interrogativi e pensieri che non possono essere repressi o soffocati, in quanto emergono dal profondo e sono connaturati all'intima essenza della persona. Sono domande religiose e hanno bisogno della libertà religiosa per manifestarsi pienamente. Esse cercano di far luce sull'autentico significato dell'esistenza, sul legame che la connette al cosmo e alla storia, e intendono squarciare il buio da cui sarebbe circondata la vicenda umana se tali quesiti non fossero posti e rimanessero senza risposte».
  
Gli ordinamenti giuridici, statuali o internazionali, «sono chiamati pertanto a riconoscere, garantire e proteggere la libertà religiosa, che è un diritto intrinsecamente inerente alla natura umana, alla sua dignità di essere libero, ed è anche un indicatore di una sana democrazia e una delle fonti principali della legittimità dello Stato», aggiunge il Papa. «La libertà religiosa, recepita nelle costituzioni e nelle leggi e tradotta in comportamenti coerenti, favorisce lo sviluppo di rapporti di mutuo rispetto tra le diverse Confessioni e una loro sana collaborazione con lo Stato e la società politica, senza confusione di ruoli e senza antagonismi. Al posto del conflitto globale dei valori si rende possibile in tal modo, a partire da un nucleo di valori universalmente condivisi, una globale collaborazione in vista del bene comune».

«Alla luce delle acquisizioni della ragione, confermate e perfezionate dalla rivelazione, e del progresso civile dei popoli - ha sottolineato Bergoglio - risulta incomprensibile e preoccupante che, a tutt'oggi, nel mondo permangano discriminazioni e restrizioni di diritti per il solo fatto di appartenere e professare pubblicamente una determinata fede. È inaccettabile che addirittura sussistano vere e proprie persecuzioni per motivi di appartenenza religiosa! Questo ferisce la ragione, attenta alla pace e umilia la dignità dell'uomo».
   
«È per me motivo di grande dolore constatare che i cristiani nel mondo subiscono il maggior numero di tali discriminazioni. La persecuzione contro i cristiani oggi è addirittura più forte che nei primi secoli della Chiesa, e ci sono più cristiani martiri che in quell'epoca. Questo accade a più di 1700 anni dall'editto di Costantino, che concedeva la libertà ai cristiani di professare pubblicamente la loro fede. Auspico vivamente che il vostro convegno illustri con profondità e rigore scientifico le ragioni che obbligano ogni ordinamento giuridico a rispettare e difendere la libertà religiosa», ha concluso Papa Francesco.

REDAZIONE
ROMA

*
[12] Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome. 

[13] Questo vi darà occasione di render testimonianza. 

[14] Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; 

[15] io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere. 

[16] Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; 

[17] sarete odiati da tutti per causa del mio nome. 

[18] Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà. 

[19] Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime. 

Matteo 5,3-12

Luca 6,20-23

http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PV2.HTM

Pilato e i Cristeros

Pilato è diventato emblema dell’Autorità che si “lava le mani” (= si disinteressa) delle sorti dell’oppresso.
I Cristeros furono quei messicani che, negli anni 1926-29, resistettero in armi all’oppressione a l’Autorità palesemente ingiusta senza trovare reale appoggio dalla cristianità che straparlava di giustizia, di diritto e di solidarietà.
Ricordiamo brevemente i fatti, prima di mostrare l’applicazione del rapporto all’attualità.
I fatti: decaduta la legittima autorità “spagnola” nel Messico, preso il potere in Spagna del massonico fratello di Napoleone (Giuseppe Bonaparte), fallito il conato indipendentista del cattolico Iturbide, esso fu realizzato da generali massonici con appoggio degli U.S.A. e specialmente del massonico Benito Juarez che ebbe buon gioco delle ambiguità di Massimiliano d’Asburgo.
La persecuzione apertamente anticattolica iniziò col massonico filo statunitense Venustiano Carranza (1917-1920) e giunse al colmo dell’oppressione con P.E. Calles (1924-1928), massone subordinato agli U.S.A. indifferente alle pretese episcopali appoggiate da Pio XI. Fu così che si costituì spontaneamente una opposizione laicale cattolica, dapprima pacifica, poi – di fronte alla chiusura della Chiesa, decisa dai vescovi con approvazione del Papa – l’opposizione “cristera” si organizzò per una difesa armata dalla fede, a prezzo di enormi sacrifici riuscì mettere in grandi difficoltà il governo. Durante questa lotta (una guerra di eserciti organizzati) i cristeros chiesero aiuti alle varie autorità cristiane vicine ma ne ricevettero solo meschine elemosine, e quel che è peggio, nessuna azione di vera solidarietà politica. La diplomazia statunitense manovrò a favore del governo massonico, gli ecclesiastici predominanti accettarono una pace che calpestava i sacrifici compiuti. Soltanto Giovanni Paolo II glorificò i martiri più eminenti del popolo cristero con pubbliche canonizzazioni in Messico. Questi i fatti.
E adesso l’applicazione all’attualità. Da vari anni l’Autorità Ecclesiastica denuncia una persecuzione in atto che si riassume in circa centomila assassinii all’anno.
Questa persecuzione viene attuata principalmente in paesi a dominanza mussulmana, paesi con i quali sia l’U.E. sia gli U.S.A. hanno – per i loro bassi interessi – stretti vincoli.
Ebbene: queste Autorità si lavano le mani di questo sangue fingendo di dolersene.
Sono i nuovi Pilato.
don Ennio Innocenti

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