ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 9 settembre 2014

Gioca, che ti passa..

Partita della pace e ONU delle religioni

è pervenuta in Redazione:
Caro Gnocchi,
ancora ancora, passi la partita di calcio per la pace, anche se francamente mi è sembrata un po’ una farsa. Però adesso si legge che l’ex presidente israeliano Peres ha proposto a Bergoglio la costituzione dell’Onu delle religioni. Uno dice, “Peres ha più di novant’anni, ha il diritto di dire qualche cosa di strampalato”. Ma resto di sale quando leggo che la Santa Sede, a questo progetto strampalato non risponde con un bel “no” deciso, e che sarebbe indispensabile, perché se la Chiesa cattolica non difende e afferma l’unica vera fede, che ci sta a fare? Come si può parlare di Onu delle religioni, come se tutte fossero uguali?

No, la Santa Sede fa dire al solito povero Padre Lombardi, che a furia di arrampicarsi sui vetri finirà per cascare, che il Papa non ha assunto impegni, però si è dimostrato interessato all’iniziativa. Ma siamo matti? Se facciamo una Onu delle religioni, vuol dire che già ammettiamo che tutte le religioni siano valide. Ma se tutte sono valide, alla fine nessuna è valida, perché come è possibile che abbiano pari valore “religioni” divise da assolute differenze? E comunque è una contraddizione in termini, perché se Dio è uno – o meglio Uno e Trino – una sola potrà essere la religione vera. Tutte le altre NON sono religioni, sono falsità o eresie.
Di questo passo, se costituiremo l’Onu delle religioni, cosa si farà? Ognuno si sceglierà la religione che gli piace di più? Ma ci rendiamo conto che queste sono mattane? Allora sarebbe più onesto dichiarare l’ateismo universale.
Mi sembra che ogni giorno di più la chiesa cattolica voglia mostrarsi ansiosa di non affermare più l’unicità della Fede cattolica e l’impossibilità di salvarsi se non si aderisce ad essa. Con tutto il rispetto per i nostri Pastori, mi chiedo: ma a che ci servono?
Mi illumini lei, grazie!
Adelio Massarotti
 .
zrbrpsCaro Massarotti,
tutto ciò che posso fare è accendere una lampadina da pochi watt, nella speranza che, in tanto buio, dia almeno un po’ di luce. Un po’ di dottrina e un po’ di buon senso: non posso offrirle di più e spero che s’accontenti.
Le sue osservazioni sono ineccepibili, compresa la tragica conclusione secondo cui accettare l’idea dell’uguaglianza tra le religioni coincide con una sostanziale dichiarazione di ateismo universale che porta alla negazione della divinità di Cristo. Ciò per il semplice motivo che, in questa prospettiva, è necessario considerare Nostro Signore un mentitore cominciando da là dove dice “Io sono la Via, la Verità e la Vita”. È la logica conseguenza di un semplice sillogismo: Dio non può mentire, Tizio mente, quindi Tizio non è Dio.
Ma nella Chiesa di oggi il rigore non è di casa e non sembra un problema essere sostanzialmente atei pur continuando a dire, ma senza crederci davvero, che Gesù è Dio. Una sorta di ateismo di ritorno che funziona come l’analfabetismo per coloro che, dopo aver imparato a leggere e scrivere, hanno smesso di praticare le regole elementari dell’Abc. Allo stesso modo, a forza di trascurare preghiera, ascesi e dottrina, i cristiani hanno finito per perdere la fede pensando di esserne ancora in pieno possesso: ma i cosiddetti pastori gli dicono che va bene così.
In tale quadro, caro Massarotti, non sottovaluterei l’evento della partita per la pace, che non è secondaria alla proposta dell’Onu delle religioni. Anzi ne è il complemento come forma rituale dotata di un linguaggio universale e accessibile a tutti, persino a coloro che non riescono a sopportare il calcio. Le istituzioni, specialmente quando sono astruse invenzioni umane, risultano sempre ostiche e lontane agli uomini e, dunque, hanno bisogno di riti e di eventi che le traducano in sentire comune. Da questo punto di vista, un partita di calcio in diretta universale sponsorizzata dal Papa è un vero colpo di genio.
Ma, certo, l’idea di un’istituzione sovrareligiosa che stia sopra a tutte le fedi è il vero e ulteriore passo in avanti verso la demolizione della certezza che Gesù Cristo sia l’unico salvatore degli uomini. E inquieta, anche se purtroppo non sorprende, che da parte dei vertici della Chiesa cattolica si sia mostrata tanta benevolenza a fronte di tale diabolica proposta.
Per ragionare su una fonte certa, conviene usare “Repubblica”, l’organo di stampa preferito da papa Francesco, dove si legge: “’Creare un organismo che raggruppi le principali confessioni e agisca come forza di interposizione nei conflitti’. È la proposta che l’ex presidente israeliano Shimon Peres ha fatto al Papa, in un incontro durato 45 minuti. Francesco non ha personalmente assunto impegni particolari ma si è dimostrato interessato all’iniziativa. ‘In passato, la maggior parte delle guerre erano motivate dall’idea di nazione. Oggi, invece, le guerre vengono scatenate soprattutto con la scusa della religione. Servirebbe a stabilire a nome di tutte le fedi che sgozzare la gente, o compiere eccidi di massa, come vediamo fare in queste settimane, non ha nulla a vedere con la religione’, ha spiegato il premio Nobel. Per l’ex presidente di Israele la guida perfetta di questa organizzazione sarebbe lo stesso papa Francesco perchè ‘forse per la prima volta nella storia, il Santo padre è un leader rispettato anche dalle altre religioni e dai loro esponenti’”.
Tanto sarebbe bastato, in tempi civili, per rispedire al mittente messaggio e messaggero: forse con garbo, ma certamente con energia. Invece, sempre dalle cronache, si scopre che, nella misericordiosa Chiesa di papa Francesco, è andata diversamente: “Il Papa, che ha espresso interesse e incoraggiamento per l’idea; non ha preso impegni di carattere personale, ma ha assicurato che ci sono dicasteri vaticani che seguono questo genere di lavoro e di iniziative. ‘Il Papa – ha detto il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi – aveva preso molto tempo per stare con Peres che come è noto considera un uomo di pace e anche se non ci sono comunicato ufficiali, non essendo udienze a capi di stato o di governo, la lunghezza dei colloqui testimonia che il Pontefice ha accolto con interesse le proposte di Peres e le informazioni del principe giordano sul suo centro interreligioso per la pace, esprimendo anche il proprio incoraggiamento’. Il Papa – ha aggiunto Lombardi – ha spiegato che ‘ci sono dicasteri della Santa Sede deputati a questa attività, quelli del Dialogo interreligioso e di Giustizia e Pace: quindi i cardinali Koch e Turkson seguiranno con attenzione la proposta’”.
Traduco: la Chiesa cattolica seguirà con attenzione la proposta di essere declassata al rango di qualsiasi culto idolatra si agiti per il mondo.
Prima di trarre una modesta conclusione, caro Massarotti mi conceda un paio di osservazioni.
Bergoglio aveva già incontrato lo scorso 8 giugno in Vaticano Shimon Peres con il palestinese Abu Mazen e l’ortodosso Bartolomeo I per parlare e pregare in vista della pace: quello che si è visto subito dopo è la carneficina mediorientale a cui pare che la Chiesa della misericordia non sia così interessata come ci si aspetterebbe.
Inoltre, prima della partita per la pace, il Pontefice ha rivolto ai calciatori un messaggio i cui tratti salienti, sempre raccolti per sicurezza da “Repubblica”, sono i seguenti: “La partita di questa sera sarà certamente occasione per raccogliere fondi per progetti di solidarietà, ma soprattutto per riflettere sui valori universali che il calcio e lo sport in generale possono favorire: lealtà, condivisione, accoglienza, dialogo, fiducia nell’altro. Si tratta di valori che accomunano ogni persona a prescindere da cultura e credo religiosi. (…) L’evento sportivo è un gesto altamente simbolico per far capire che è possibile costruire una cultura dell’incontro e un mondo di pace dove i credenti di religioni diverse conservano la loro identità, vivendo nel reciproco rispetto. (…) “il calcio è un fenomeno umano e speciale, che ha tanta incidenza nella mentalità. La gente vi guarda con ammirazione per le vostre capacità atletiche. È importante dare il buon esempio, sia dentro che fuori dal campo. Nelle gare sportive siete chiamati a dimostrare che lo sport è gioia di vivere. Anche con i vostri atteggiamenti quotidiani carichi di fede, umanità e altruismo potete rendere una testimonianza in favore di una pacifica convivenza civile e sociale, fondata su amore e pace”.
Orbene, le cronache narrano che, al termine della partita, Diego Armando Maradona, noto campione di fede, di fedeltà, di castità, di moderazione, di ascesi, voluto dal connazionale Bergoglio come simbolo dell’evento, si sia scagliato contro Mauro Icardi perché il centravanti interista ha soffiato la fidanzata al collega Maxi Lopez. “Non avrebbe dovuto giocare” ha detto il noto campione di fede, di fedeltà, di castità, di moderazione, di ascesi voluto dal connazionale Bergoglio come simbolo dell’evento. “È un discorso che affronteremo seriamente con gli organizzatori. La prossima volta facciano giocare lui e non Maradona”. E, per non lasciar dubbi sulla perfetta consonanza dell’esternazione del Pibe de Oro con lo spirito della partita per la pace, i quotidiani hanno riportato anche quanto il medesimo Pibe aveva detto in precedenza a proposito della vicenda: ”Gioca a fare l’amico e poi gli soffia la donna, ai nostri tempi, solo se guardavi la donna di un compagno, nello spogliatoio ci saremmo alternati per prenderlo a pugni”.
Ora, caro Massarotti, non so se sia questo ciò a cui si riferiva Francesco dicendo: “La partita di questa sera sarà certamente occasione per raccogliere fondi per progetti di solidarietà, ma soprattutto per riflettere sui valori universali che il calcio e lo sport in generale possono favorire: lealtà, condivisione, accoglienza, dialogo, fiducia nell’altro. Si tratta di valori che accomunano ogni persona a prescindere da cultura e credo religiosi. (…) L’evento sportivo è un gesto altamente simbolico per far capire che è possibile costruire una cultura dell’incontro e un mondo di pace dove i credenti di religioni diverse conservano la loro identità, vivendo nel reciproco rispetto.”.
È evidente che, ormai, la situazione è tragica ma non seria. Per capire veramente dove siamo, bisognerebbe che il Vicario di Cristo dicesse con chiarezza se è sempre vero che solo Cristo è Via, Verità e Vita e che fuori dalla Chiesa cattolica non c’è salvezza. Con tutte le precisazioni che la Chiesa ha sempre fatto senza aspettare il Vaticano II e che tutti conosciamo e facciamo nostre fino all’ultimissima virgola, ma, ci dicano, vale ancora l’extra Ecclesiam nulla salus?
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Alessandro Gnocchi
Sia lodato Gesù Cristo

“FUORI MODA”. La posta di Alessandro Gnocchi – rubrica del martedì

Redazione
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Ogni martedì Alessandro Gnocchi risponde alle lettere degli amici lettori. Tutti potranno partecipare indirizzando le loro lettere a info@riscossacristiana.it , con oggetto: “la posta di Alessandro Gnocchi”. Chiediamo ai nostri amici lettere brevi, su argomenti che naturalmente siano di comune interesse. Ogni martedì sarà scelta una lettera per una risposta per esteso ed eventualmente si daranno ad altre lettere risposte brevi. Si cercherà, nei limiti del possibile, di dare risposte a tutti.
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martedì 9 settembre 2014

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