Oggi abbiamo conosciuto il nome del premio Nobel per la pace.
Interessante sapere come e perché nacque questa consuetudine.
Durante un soggiorno in Costa Azzurra, morì il fratello di Alfred Nobel .
I giornalisti, già allora campioni del pressapoco, lo scambiarono per il più famoso germano e titolarono vivacemente la notizia sul tipo di ” muore il mercante di morte”.
Il potente ed egoista industriale svedese rimase turbato dalla sequela di insulti post mortem ricevuti e decise di legare – lui morto- il suo residuo patrimonio a far dimenticare come questo era stato accumulato ( brevettando la dinamite e la gelignite).
Alfred auto cooptandosi nell’empireo della scienza si auto assolse dalle premature accuse dei giornali e previde premi per tutte le scienze senza prevenzione di appartenenza nazionale, ma escluse la matematica per evitare che il premio fosse assegnato al più brillante matematico svedese  del suo tempo ( Mittag-Leffler) che lo aveva cornificato.
Essendo gli USA il paradiso della tecnologia e gli svedesi l’anello di congiunzione tra i tedeschi e gli anglosassoni, era giocoforza che la migliore cultura luterana li avvicinasse e l’anticomunismo di principio collaudasse una collaborazione che ancor oggi dura con un apporto di premi più che proporzionalmente assegnati agli USA o influenzati da questi, suscitando spesso polemiche particolarmente vivaci nel caso del Nobel per la pace, data la soggettività del pensiero politico su questi argomenti. Ultimo caso,” l’anticipo” a fondo perduto alle intenzioni di Barak Obama.
Da allora l’erogazione di questo premio finanziato con le royalties provenienti dai brevetti degli esplosivi più usati al mondo, non ha cessato di scivolare verso il basso, con sporadici soprassalti.
Se leggiamo i nomi dei laureati ” Nobel per la pace” degli ultimi quaranta anni, sembra più una lista dei maggiori consumatori di esplosivi che di apostoli della pace.
Quest’anno i particolarmente numerosi candidati ( 278) lasciavano presagire battaglia politica intensa.
Lasciando da parte candidati come Angiolina Jolie e Vladimir Putin ( della serie CIA contro KGB) anche numerosi altri sono stati presentati in funzione principalmente antipapista.
Il mondo protestante ha capito che il Nobel al Papa oggi,avrebbe contribuito allo sgretolamento anglicano  in corso nel mondo ( Inghilterra, Nigeria)  e non ha ritenuto di assecondare l’iniziativa. Non in questo momento in cui tutte le potenze protestanti si troverebbero ad essere accusate nel processo e in compagnia di regni islamici medioevali.
I cattolici che hanno lanciato la candidatura papale  – non so se con l’assenso o meno dell’interessato – si sono trovati così spiazzati ” a meta del guado”.  Hanno rinunziato alla sacralità del ruolo senza ottenere riconoscimenti.
Può succedere a chi è molto colomba e poco serpente.
Charles De Gaulle, invitato da suoi influenti amici che lo avevano visto privo dell’oeilletdella Legion d’Onore a fregiarsene, rispose ” La Francia non si decora”.
Aveva capito che impersonare la Francia significava rinunziare a pietire decorazioni e riconoscimenti per se. Era lui a decorare chi la Francia giudicasse – suo tramite-  meritevole della riconoscenza nazionale.
Molte persone si sono prodigate per l’attribuzione del Nobel per la pace a questo Pontefice Romano.
Giudicando con criteri materiali ( o come dicono loro, mondani) nessuno lo meriterebbe di più per la composta fermezza con cui ha affrontato i grandi della terra su questi temi.
Ma dare questo ( o un altro) premio al capo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, avrebbe seminato – in questo caso- qualche confusione tra i protestanti, ma a un prezzo che non si poteva pagare: togliere al Papa la rappresentanza di Dio su questa terrari equipararlo a un Obama qualsiasi.
Con l’aggravante che si sarebbe trattato di un premio grondante di sangue.
Può il rappresentante dell’Eterno concorrere assieme ad altri a un qualsiasi premio che non sia il Paradiso? No.
Può farlo per un premo i cui fondi provengono dal riciclaggio dei profitti  di vendita di ordigni di morte.?
No.
Può farlo per un premio che fu usato come assoluzione a Kissinger per il golpe in Cile ( a settembre il golpe, a ottobre il premio)?
No.
Questa candidatura infelice per numerosi aspetti, lo è anche per aver seminato confusione teologica tra i giovani cattolici e laici che tifavano Francesco.  E’ utile perché consente di giudicare l’albero ( dei consiglieri) dai suoi frutti.