ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 9 ottobre 2014

Io sto con...?


Ecco come il Sinodo parla anche di coppie gay

Ecco come il Sinodo parla anche di coppie gay

Era considerato il d-day, il giorno in cui i nodi sarebbero venuti al pettine. Si discuteva, infatti, di sfide pastorali sulla famiglia, e in modo particolare di tutte quelle situazioni problematiche che si traducono in comunione ai divorziati risposati, coppie omosessuali, unioni di fatto, ragazze madri. Insomma, le tematiche che finora più avevano diviso teologicamente e pastoralmente cardinali e vescovi. E nell’Aula Nuova del Sinodo s’è discusso, con almeno 70 interventi tra il pomeriggio di martedì e la mattinata di mercoledì.

L’ATTIVISMO DEI PADRI AFRICANI
Rapporto tra crisi della fede e crisi della famiglia, tanto per cominciare. Molti padri sono intervenuti su questo, mettendo in rilievo come tra i due fenomeni vi sia un legame chiaro e netto. Poi è stata la volta della riflessione sulle situazioni particolari nelle chiese di periferia, dal medio oriente all’Africa del nord. Padre Lombardi, nel consueto briefing quotidiano, ha sottolineato l’attivismo dei vescovi africani, che intervengono assai spesso durante il confronto, mettendo in luce le criticità con cui si trovano a dover fare i conti (poligamia, matrimoni combinati e matrimoni inter confessionali).
COMUNIONE AI DIVORZIATI RISPOSATI
Quanto al “tema dei temi”, la comunione ai divorziati risposati, “è stato evidenziato che la strada sinodale dovrà certamente occuparsene, con la prudenza richiesta per le grandi cause, ma anche coniugando l’obiettività della verità con la misericordia per la persona e la sua sofferenza. Bisogna ricordare che numerosi fedeli si trovano in questa situazione non per colpa loro”.
“REALISMO ANCHE A COSTO DI SPORCARSI”
E a tal proposito, il teologo Victor Manuel Fernandez, rettore della Pontificia università argentina nonché stretto collaboratore del Papa, ha chiarito la necessità di calarsi nelle situazioni concrete delle singole persone, “anche a costo di sporcarsi”. Nessuno, ha detto, vuole mettere in dubbio l’indissolubilità del vincolo matrimoniale, fermo restando però che “la dottrina si può approfondire e sviluppare”, dal momento che “non è chiusa”. Il Vangelo, ha proseguito il presule, “deve arrivare a tutti capillarmente, anche alla prostituta e al povero”. Ecco perché “serve realismo”. Anche mons. Kaigama, vescovo nigeriano di Jos, ha concordato sul fatto che se “la dottrina non si tocca”, ciò su cui bisogna lavorare è “l’approccio pastorale”.
FAMIGLIA E SESSUALITA’
Come recita la Nota della Sala stampa vaticana, poi,  “si è tornati a riflettere sulla necessità di una maggiore preparazione al matrimonio, anche con un’attenzione specifica all’educazione affettiva e sessuale, incoraggiando una vera mistica familiare della sessualità”.  A tal proposito, prosegue la sintesi, “è stato ricordato il grande contributo dei nonni alla trasmissione della fede in famiglia e, sempre in riferimento agli anziani, è stato evidenziato quanto sia importante che il nucleo familiare accolga, con solidarietà, cura e tenerezza, le persone della terza età”.
“SULLE COPPIE OMOSESSUALI, NO A SGUARDO LEGALISTICO”
Nel pomeriggio, spazio alla riflessione sulle unioni civili tra persone omosessuali. Il presidente delegato, cardinale Raymundo Damasceno Assis, ha così esordito: “Si è tornati a riflettere sulla necessità di una maggiore preparazione al matrimonio, anche con un’attenzione specifica all’educazione affettiva e sessuale, incoraggiando una vera mistica familiare della sessualità. Quindi, è stato ricordato il grande contributo dei nonni alla trasmissione della fede in famiglia e, sempre in riferimento agli anziani, è stato evidenziato quanto sia importante che il nucleo familiare accolga, con solidarietà, cura e tenerezza, le persone della terza età”. In un’intervista apparsa oggi sulla Stampa, mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio consiglio per la Nuova Evangelizzazione, ha dato segni di aperture sul tema: “La chiesa accoglie tutti come una madre e non come un giudice”.
LE CHIUSURE DI PELL: “IO STO CON GESU’ CRISTO”
Il fronte del no, per il momento, appare defilato, anche se a margine di un incontro che s’è svolto ieri sera presso il Collegio nordamericano di Roma, il cardinale George Pell (prefetto della Segreteria per l’Economia), ha ribadito la sua chiusura a ogni cambiamento che intacchi l’insegnamento cattolico: “A qualcuno potrebbe piacere che Cristo abbia mostrato un atteggiamento morbido sul divorzio, ma non l’ha fatto. E io sto con lui”, ha detto il prelato.

09 - 10 - 2014Matteo Matzuzzi


http://www.formiche.net/2014/10/09/il-sinodo-entra-nel-vivo-parla-anche-coppie-gay/

«Basta teoria, ci vuole realismo»

di Matteo Matzuzzi
Papa Francesco con mons. Victor Fernandez, il "ghostwriter" dell'Evangeli Gaudium.
Papa Francesco con mons. Victor Fernandez, il “ghostwriter” dell’Evangelii Gaudium.
Sano realismo più che teoria fine a se stessa. È il messaggio che emerge da questa terza giornata di Sinodo sulla famiglia, dedicata alle situazioni pastorali difficili. Indicativo quanto affermato nel consueto briefing in Sala stampa da mons. Victor Fernandez, rettore della Pontificia università cattolica argentina e stretto collaboratore di Francesco. «L’indissolubilità del vincolo matrimoniale non è in dubbio, ma serve attenzione alle questioni concrete. Il Vangelo deve arrivare a tutti. Molti padri sinodali hanno chiesto realismo anche a costo di sporcarsi».
E il dibattito è andato oltre la semplice comunione ai divorziati risposati, tema più controverso e divisivo di questi mesi di confronto pubblico. In Aula si discute di come coniugare la misericordia alla verità, tanto che qualche padre ha rispolverato perfino gli schemi conciliari utili a mettere insieme verità e libertà religiosa. Il Papa invita l’assemblea a discutere liberamente, «senza avere paura che il cardinale Müller vi venga addosso».
Durante la congregazione di ieri sera si è parlato di unioni tra persone dello stesso sesso, con una riflessione sul riconoscimento civile di tali unioni. Commentando l’argomento sul tavolo del confronto, il presidente delegato di turno, il cardinale brasiliano Raymundo Damasceno Assis, arcivescovo di Aparecida, ha chiarito che «lungi dal chiuderci in uno sguardo legalista, vogliamo dunque calarci nel profondo di queste situazioni difficili per accogliere tutti coloro che vi sono coinvolti e per far si che la Chiesa sia la casa paterna dove c’è posto per ciascuno con la sua vita faticosa».
I molti interventi (almeno settanta anche ieri) hanno toccato i temi più vari: dai matrimoni interreligiosi e interconfessionali alla necessità di chiarire meglio il significato di “gradualità”, che per mons. Fernandez è la considerazione che si dà alle «situazioni concrete dei singoli». Il vescovo di Jos (Nigeria), mons. Kaigama, ha ribadito che in discussione non è la dottrina, mentre a esserlo è l’approccio pastorale. Eppure, il teologo argentino ha ricordato che «la dottrina si può sviluppare e approfondire, non è chiusa». E come esempio ha portato la questione della schiavitù: «La Chiesa qui ha cambiato idea».
Intervenuto a Radio Vaticana, il cardinale Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di San Paolo del Brasile, ha detto che si sta cercando di «fare luce sulla situazione. Secondo me c’è un desiderio di cambiamento, ma alla fine cosa deve cambiare?». «La natura del matrimonio, la natura stessa della famiglia, quelli che sono i principi cristiani riguardanti la famiglia, il matrimonio, difficilmente si possono cambiare», ha aggiunto. «Ma ci sono tante cose che dipendono da forme culturali, locali, storiche, che magari potrebbero cambiare e su questo si riflette e si rifletterà ancora, perché non è che dobbiamo decidere noi».
Chi dovrà decidere, ha sottolineato Scherer, è il Papa: «La questione, per esempio, del concetto di indissolubilità del matrimonio e la questione delle coppie risposate, che vorrebbero una regolarizzazione del loro matrimonio e vorrebbero accedere ai sacramenti, è una questione che senz’altro ci impegna e che è al centro delle riflessioni». Riguardo i divorziati risposati, l’arcivescovo di San Paolo ha raccomandato prudenza: «Bisogna verificare, a volte una situazione di matrimonio rotto rispecchia anche una situazione di non accettazione, di non essere, almeno in parte, in comunione di fede con la Chiesa. Perciò la questione della Comunione non si riassume semplicemente con il dire “si può, non si può”. Si tratta di capire se uno accetta o non accetta la fede della Chiesa».
© La Nuova Bussola Quotidiana (9 ottobre 2014)

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