ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 25 ottobre 2014

Papa Brosio adirato

"Non sono provate le apparizioni", vescovo vieta incontri sulla Madonna di Medjugorje


<p>Una fedele durante le preghiere per la Madonna di Medjugorje (Infophoto)</p>
Una fedele durante le preghiere per la Madonna di Medjugorje (Infophoto)
Vietato partecipare a incontri di preghiera legati ai "fenomeni di Medjugorje". La "proibizione" per "il clero e i fedeli" a "incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche nelle quali verrebbe data per scontata l'attendibilità di tali fenomeni"è il vescovo di Anagni-Alatri, monsignor Lorenzo Loppa, che in una circolare inviata ai Vicari foranei e ai parroci della sua Diocesi - a quanto apprende l'Adnkronos - chiede, in particolare, di "non partecipare" e "se fosse possibile annullare" un "incontro di preghiera", in programma a Fiuggi l'8 novembre, "con la signora Vicka Ivankovic", veggente "legata con i fenomeni di Medjugorje".
Nella missiva, il vescovo ricorda, a proposito dell'incontro di cui "mi è giunta notizia", che "in conformità con le 'Norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni', la Congregazione per la Dottrina della Fede sta continuando l'esame degli aspetti dottrinali e disciplinari dei fatti di Medjugorje. Fino ad ogni ulteriore disposizione da parte della Santa Sede, ci si deve attenere - ammonisce monsignor Loppa - a ciò che è già stato stabilito dai vescovi della ex Jugoslavia nella dichiarazione di Zara del 10 aprile 1991", che stabilisce: "Sulla base delle ricerche finora compiute, non è possibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali".
Per questo - prosegue il vescovo - "non è consentito al clero e ai fedeli di di nessuna Diocesi partecipare a incontri, conferenze o celebrazioni pubbliche" "per evitare confusione e scandalo". Monsignor Loppa precisa poi che "i gruppi che organizzano questo eventi agiscono in modo totalmente autonomo, senza informare l'Ordinario". E conclude, ricordando ai parroci "l'obbligo di rendere pubblica la proibizione di partecipare a tali riunioni e la dissociazione da simili iniziative, che destano sconcerto nei fedeli e non manifestano la comunione con il Vescovo".
BROSIO AL CONTRATTACCO - "Un vescovo non può vietare di pregare, di qualsiasi preghiera si tratti. Le porte della Chiesa devono essere sempre aperte a tutti quelli che voglio pregare". Mostra quasi incredulità il giornalista Paolo Brosio, da tempo devoto e convinto assertore delle apparizioni della Madonna di Medjugorje, di fronte alla lettera del vescovo di Anagni-Alatri. E, parlando all'Adnkronos, Brosio auspica che "lo Spirito Santo apra il cuore di questo vescovo" che - a suo giudizio - "non può imporre restrizioni alla libertà di preghiera". Ricorda diverse occasioni "in cui 5-10mila persone si sono riunite in preghiera. E in questi casi - dice il giornalista - poco importa se le apparizioni di Medjugorje sono state riconosciute o meno, il frutto è la preghiera. Con tutto il rispetto per l'autonomia di pensiero di questo vescovo - conclude - non lo giudico ma chiedo a mia volta di pregare per lui. Io da domani lo farò, dedicando nel mio rosario quotidiano una preghiera".
http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2014/10/23/non-sono-provate-apparizioni-vescovo-vieta-incontri-sulla-madonna-medjugorje_do7Uo1jOTEM9wAPpig9edJ.html

Papa Francesco vorrebbe dare Medjugorje ai carismatici, ma la Chiesa rimane scettica


La Chiesa rimane scettica su Medjugorje, Papa Francesco aveva detto addirittura che "la Madonna non è un postino", riferendosi ai continui messaggi che vengono inviati li, non vi è dunque alcun riconoscimento delle apparizioni, ma neanche un disconoscimento,  il fenomeno religioso è troppo grosso.  Il Papa avrebbe ascoltato con molto interesse, poi ha risposto: «A me quella gestione che c’è a Medjugorje non piace per nulla: troppe le chiacchiere e a me non interessano». Fin qui la parte destruens. Ma è giunto presto a quella costruens, che è anche la più azzardata: «Ma se mi assicurate che vi prenderete a cuore la gestione, di andare lì, fare la messa, le confessioni, e le tante opere di bene, io l’approvo». . . di Antonio Margheriti Mastino «Se ve la prendete voi Medjugorje…». L’offerta del Papa C’è fermento, eccitazione frammista a preoccupazione nel mondo dei carismatici, di Rinnovamento nello Spirito. Per la manna che è cascata sulla loro testa a Santa Marta. Dove, a quanto sussurrano diversi testimoni diretti, ossia gli stessi carismatici, papa Francesco avrebbe proposto loro l’affarone del secolo: “appaltare” Medjugorje. E dunque la gestione della spiritualità medjugoriana, a prescindere dalla veridicità o meno delle apparizioni, nel cui merito il Santo Padre sembra non voler entrare. Di più: il Papa vincolerebbe il riconoscimento o meno di Medjugorje all’accettazione dei carismatici di farsi carico della sua gestione, pastorale e spirituale. Ossia di farne il centro propulsore di una sorta di pentecostalismo cattolico. Eppure soltanto nel novembre dello scorso anno, il prefetto dell’Ex Sant’Uffizio, card. Gerhard Muller, diffidava l’episcopato americano dal far tenere conferenze, incontri o “apparizioni” del veggente di Medjugorje, Ivan Dragicevic, all’interno delle chiese e delle cattedrali. Una settimana dopo, lo stesso papa Francesco andava giù duro su questi fenomeni. Non fece il nome del villaggio dell’Erzegovina dove da trent’anni dicono apparirebbe la Madonna, ma il riferimento a “veggenti” e “messaggi” è più che eloquente: «La curiosità ci spinge a voler sentire che il Signore è qua oppure è là; o ci fa dire: “Ma io conosco un veggente, una veggente, che riceve lettere della Madonna, messaggi dalla Madonna”. “Ma, guardi, la Madonna è Madre! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni”. Queste novità allontanano dal Vangelo». Parole, queste, che hanno seminato il panico tra i medjugoriani: temevano un parere negativo del nuovo Pontefice. Il francescano provinciale della zona di Medjugorje, padre Steko A far tirare loro un sospiro di sollievo è giunta questa che ancora non è una notizia ma una voce quasi sussurrata. Sulla grancassa del giornale dei più spinti fans delle apparizioni bosniache: il Medjugorje Today. Che, in un crescendo, il 18 gennaio 2014 annuncia che la commissione d’inchiesta su Medjugorje presieduta dal cardinale Ruini ha terminato i suoi lavori; il 20 gennaio, che il cardinale di Sarajevo, Vinko Puljic, era certo che per la fine dell’anno Francesco si sarebbe espresso sul caso; il 25 gennaio, che il Papa aveva a tal proposito ricevuto sia Ruini, sia il prefetto Muller, spettando all’Ex Sant’Uffizio il giudizio di merito. Intorno al 25 giugno, che il Papa si era espresso privatamente “a favore”. Il 18 luglio, infine, il colpo scuro: una smentita… che è sempre una notizia data due volte. padre Kevin Devine In quest’ultimo articolo del Medjugorje Today, infatti, il Provinciale dell’Ordine francescano nella regione dell’Erzegovina nella quale rientra Medjugorje, p. Miljenko Steko, ammette di aver incontrato il 25 giugno il Papa nella «sala mensa» di Santa Marta: hanno parlato del caso dei veggenti. Tuttavia nega che Francesco gli abbia detto d’aver preso una decisione sulle apparizioni. È quello che invece asserisce e gli attribuisce un prete americano che da 10 anni celebra messe a Medjugorje, p. Kevin Devine. Il quale al termine della liturgia – che è su youtube – ha sostenuto che proprio il Provinciale francescano, p.Steko, glielo avrebbe confidato: «Recentemente, il Provinciale dei Francescani qui a Medjugorje è stato a Roma per un incontro dei Superiori delle comunità religiose. Nel corso di quel soggiorno a Roma, insieme a tanti altri, ha avuto alcuni momenti personalmente con papa Francesco». E prosegue: «Papa Francesco era lì, accogliendoli, e il Provinciale ha dichiarato: “Io sono l’Ispettore della zona in cui Medjugorje si trova”. E la risposta del Santo Padre è stata: “Pregate che io abbia preso la decisione giusta”». È solo la confusione data dal miscuglio di lingue dei protagonisti? P. Steko parla serbo-croato, p. Devine inglese, Bergoglio spagnolo ma presumibilmente con p. Steko ha parlato italiano. Stando a questa diatriba clericale multilingue, non si sa come il Papa si sia precisamente espresso, né cosa i suoi due confratelli, Steko e Devine, hanno capito. Fatto sta che Steko, al primo sentor di scandalo, ha negato. «Quelle chiacchiere a Medjugorje» non piacciono al Papa Un esempio di ritualità carismatica Cosa è successo veramente? Facendo un’indagine, le notizie raccolte ci danno una versione piuttosto diversa. E, se possibile, peggiore. A riferire sono i diretti testimoni del colloquio col Papa, tutta gente titolata del giro medjugoriano e di Rinnovamento nello Spirito, i carismatici: soggetti da gruppi di preghiera, rosari quotidiani, cultori dell’adorazione eucaristica, frati alcuni. Insomma, persone affidabili, dal punto di vista cattolico. Uno di questi racconta: «Siamo andati così alla messa a Santa Marta, dopo ci siamo potuti trattenere con papa Francesco, col quale siamo andati nella sala ristorante, a conversare in modo del tutto naturale, come vecchi amici. Il nostro accompagnatore, fra Roberto, cappuccino-esorcista e del RnS, ha chiesto di getto al Papa sul caso Medjugorje». Il Papa avrebbe ascoltato con molto interesse, poi ha risposto: «A me quella gestione che c’è a Medjugorje non piace per nulla: troppe le chiacchiere e a me non interessano». Fin qui la parte destruens. Ma è giunto presto a quella costruens, che è anche la più azzardata: «Ma se mi assicurate che vi prenderete a cuore la gestione, di andare lì, fare la messa, le confessioni, e le tante opere di bene, io l’approvo». Ma chi intende con quel “voi”? Lo spiega subito: «Se fate tutto voi, il RnS dico, ché delle apparizioni non è importante, ma le persone che vanno devono essere gestite e guidate per bene, allora se fate voi questo, io do tutto a voi, al RnS e chiudiamo il caso». Sembra quasi la cessione di un bene immobile di proprietà. A loro l’una e l’altra chiave del regno? Il Santo Padre con il leader di Rinnovamento nello Spirito, Salvatore Martinez Ma cosa voleva dire il Papa con quel «io do tutto a voi… e chiudiamo il caso»? E perché i testimoni parlano di promessa “approvazione”? Il Papa vuole approvare Medjugorje o approvare che RnS faccia da aiuto spirituale accettando questa sorta di appalto sulla parrocchia medjugoriana? Il senso delle parole del Santo Padre è questo: se gestite voi, carismatici, RnS, la cosa, la incanalate entro la vostra spiritualità, a prescindere dalla verità sulle apparizioni a Medjugorje, autorizzo come legittimo il culto e automaticamente come vero tutto il resto. Insomma, quel che preme al Papa non è il fenomeno soprannaturale in sé, ma i suoi riverberi pastorali, e anche, volendo, di portare acqua al mulino della sua idea di Chiesa per il futuro: spostare tutta la Cattolicità verso una sorta di pentecostalismo cattolicizzato, e i carismatici sono lo strumento più adatto, Medjugorje un centro propulsore formidabile. Per Bergoglio, come sempre nella sua vita, non è questione di apparizioni o meno, è tutta questione di gente della quale si fida o meno, di chi e cosa gli è congeniale, di amicizie. E al momento, e da anni, i suoi amici rientrano nel giro dei carismatici, e dei pentecostali di Buenos Aires, e a questi vorrebbe assomigliasse di più la Chiesa che ha in mente, a loro vorrebbe consegnare l’una e l’altra chiave del Regno. «ché delle apparizioni non è importante» Veggente in trasferta a Napoli Ma ancora più scalpore suscita, se è un papa a dirlo, quel «ché delle apparizioni non è importante». Al Papa non importa nulla se a Medjugorje la Madonna appare davvero o è una bufala? Chi conosce bene Bergoglio da sempre, non si meraviglia. L’ha sempre pensata così: sulle manifestazioni del soprannaturale è critico, se non addirittura scettico, parte comunque da un pregiudizio negativo (che onestamente non ci sentiamo di biasimare). Solo il pragmatismo riesce a fargliele ingoiare. Ma è lui stesso a farlo notare: quando ci fu il miracolo eucaristico nella sua diocesi, ordinò che non si desse pubblicità alla cosa, apparentemente per «mantenere l’effetto sorpresa» del fedele che per caso incappasse in quella chiesa laddove l’ostia fatta carne era esposta. È fatto così. Lo ammette candidamente nel libro intervista, col rabbino suo amico Abraham Skorka: «Provo un’immediata diffidenza davanti ai casi di guarigione, persino quando si tratta di rivelazioni o visioni; sono tutte cose che mi mettono sulla difensiva.» E a proposito di veggenti e segreti: «Dio non è una specie di Correo Andreani [noto corriere espresso argentino] che manda messaggi in continuazione… bisogna lasciar spazio a chi viene scelto da Dio come profeta, con le caratteristiche del vero profeta. Ma di solito non sono quelli che arrivano dicendo di avere una letterina dal cielo. Spesso, a Buenos Aires, devo screditarne molti perché i casi di falsi profeti…». Quanto a quelli eccessivamente sensibili alle presunte irruzioni del soprannaturale: «A volte le persone sentono delle cose e, per una corretta interpretazione o per uno squilibrio psichico, alcuni le confondono con una profezia». Insomma, non esattamente uno ben predisposto verso i fenomeni extra-ordinari. Ma torniamo alla “trattativa” di Santa Marta. I testimoni dell’incontro da noi interpellati sono entusiasti, chiaramente. Tuttavia sarebbe una presa di posizione anomala quella di Francesco, lo sbilanciamento in una sede impropria e con i diretti interessati, risulterebbe poco prudente, se si tiene conto che vi sarebbero da prendere in considerazione i risultati della commissione quinquennale presieduta dal cardinale Ruini, che ha studiato a fondo il problema Medjugorje; un parere di merito spetta al Prefetto dell’Ex Sant’Uffizio, il cardinale Muller. Quanto ai risultati della Commissione Ruini, per il poco che ancora se ne sa, ci si sarebbe limitati a riconoscere i frutti di Medjugorje, glissando volutamente sulle apparizioni, che oltretutto sarebbero ancora in corso, ragion per cui un parere definitivo da parte della Chiesa sarebbe prematuro. Ad ogni modo, se una presunta svolta “carismatica” dovesse esserci a Medjugorje, sarebbe quanto meno una forzatura calata dall’alto. Le persone in questione ribattono con un «beh ma se lo dice il Papa», è giusto così. Aggiungendo subito dopo che il Santo Padre «assicurava» che con le commissioni su Medjugorje non c’era alcun problema. Come a dire: si fa quello che il Papa vuole e chiede. Agli altri non resta che accodarsi.
http://www.positanonews.it/articolo/145870/papa-francesco-vorrebbe-dare-medjugorje-ai-carismatici-ma-la-chiesa-rimane-scettica

Medjugorje 33 anni dopo (2a parte)

LE PRIME COMMISSIONI DI INDAGINI
Continuando nel cercare di capire cosa realmente sia successo e quali fatti divergono da quelli  inizialmente edulcorati dai suoi più’ assidui sostenitori,  si notano  le omissioni e le sottovalutazioni che emergono in queste innumerevoli apparizioni. Pero’ prima di rivisitare alcune strambe e inquietanti esperienze raccontate dai “veggenti” vorrei ricordare le dichiarazioni fatte dalle commissioni di indagine della Santa Sede e le dichiarazioni del tutto dimenticate del vescovo di Monstar mons. Pavao Zanic. (20/5/1918-11/01/2000)
Un anno dopo, nella  primavera del 1982, il giudizio della prima commissione di indagine sulle apparizioni di Medjugorie, e’ del tutto negativo.
Il 23 marzo 1984 mons. Zanic non autorizza a sacerdoti e a laici ad organizzare pellegrinaggi a Medjugorie.
L’11 ottobre  1984 sempre mons. Zanic afferma: “Dichiaro che è tutta una grande truffa, un inganno…non ci sono apparizioni della Madonna…io credo che ci sia il demonio.”
L’ 11 novembre 1984 l’ Osservatore Romano, pubblica due comunicati, uno della Conferenza Episcopale riunita a Zagabria il 12 ottobre precedente, l’altro riguarda la commissione di inchiesta Diocesana riunita a Molstar il 10 e l’ 11 ottobre. In entrambi i comunicati si invita esplicitamente ad non organizzare pellegrinaggi “ufficiali” a Medjugorie.
Una seconda commissione di indagine su Medjugorie nella primavera dell’ 86 emette una seconda relazione negativa. Il 12 maggio ’86 il vescovo Zanic invia una ulteriore relazione negativa al allora presidente della S.Congregazione per la Dottrina della Fede card. J. Ratzinger, il quale demanda alla CEJ (Conferenza Episcopale Jugoslava) di istituire una terza commissione.
Il vescovo P. Zanic in una lettera inviata ad un reverendo, datata 17 agosto 1989 ancora afferma: “Devo dire che non ho cambiato il mio pensiero su Medjugorie…che è tutta una grande truffa, un inganno…La gente ingenua e desiderosa crede a tutto…stupidaggini incredibili! Non ci sono apparizioni della Madonna, non ci sono messaggi…In gioco vi e’ una grande quantità di denaro…sono pronto a morire per la verità.”
La CEJ, dopo il lavoro della terza commissione presieduta da mons. F. Komariza vescovo di Banja Luka dichiarò: “Dalle indagini finora svolte non consta la soprannaturalità  (non patet supernaturalitas).
(da Chiesa Viva n.398 ott.2007)
La differenza, di notevole importanza, che più si nota in confronto alle apparizioni riconosciute autentiche, è che, anche se inizialmente ci fu una certa diffidenza, essa non duro’ a lungo. L’autenticità fu subito riconosciuta. Non dimentichiamo che Lucia diventò suora di clausura e i piccoli Giacinta e Francesco offrirono la loro tenera vita per i peccatori. Anche a Lourdes la Chiesa inizialmente fu scettica, ma le continue  indagini sulla figura di Bernadette alla fine non poterono che confermare l’autenticità delle apparizioni. Senza dimenticare che si fece suora anche lei morendo giovanissima. Fatima e Lourdes non furono le sole ad avere un riconoscimento in breve tempo. Possiamo citare LaSalette, Rue de Bac, Tre Fontane, Guadalupe   … e non solo!
Oggi, dopo trentatré anni, stiamo aspettando ancora il verdetto di un’ultima commissione di inchiesta.
LO SPIRITO DI RINNOVAMENTO
Tra i più difensori e  diffusori di queste “apparizioni” si puo’ citare, soprattuto, il dottore francese Philippe Madre membro carismatico della comunità “Leone di Giuda e dell’Agnello Immacolato”. Dimostrando la collusione fra i due movimenti come il fratel Efraim della stessa comunità; come il francescano Svetonar carismatico e soprattutto il mariologo Laurentin ultra simpatizzante del “Rinnovamento dello Spirito” insieme ad altri esperti tutti carismatici. Includendo infine, il francescano di Medjugorie padre Tomislav Vlasic, leader carismatico e padre Emiliano Tardiv apostolo mondiale del Rinnovamento.
Di notevole importanza e’ da ricordare la presenza di p. Vlasic al raduno dei carismatici a Roma nel maggio 1981, dove suor Briege Mckenna fece una profezia su di lui in cui p. Vlasic  “… era in mezzo ad una folla di gente e dal suo seggio sgorgavano fiumi di acqua viva” (1)
Il 24 di giugno si parlava  già a Medjugorie delle apparizioni e padre Vlasic era sul posto per assistere alla prima “apparizione”. Subito dopo consigliò al parroco suo confratello francescano di “trasferire”(?) le apparizioni dalla collina alla chiesa del villaggio. Venne nominato “vicario” della parrocchia divenendo il portavoce della Madonna e dei veggenti di Medjuogorie . Curiosa questa Madonna che diventa apostolo e profeta del movimento carismatico. Lo stesso Laurentin affermerà che esiste una…”vera armonia prestabilita tra le apparizioni di Medjugorie e il movimento carismatico.” La stessa Madonna consiglierà di formare un gruppo carismatico per unzioni agli animali e gruppi di preghiera sparsi in tutte le parrocchie jugoslave.
Dopo che padre Tardiv, nell’agosto del 1983, arrivò a Medjugorie insieme al dr. Madre e a p. Rancourt , tutta la parrocchia partecipò alla sua scuola carismatica insegnando loro a profetizzare e a parlare altre lingue, in seguito tutti ricevettero l’effusione dello Spirito Santo. La sera del 25 agosto tutti assistettero alla solita apparizione e poi si fecero imporre le mani dalle quattro veggenti per assicurarsi della presenza continua dello Spirito Santo.
Nonostante il teologo René Laurentin abbia taciuto su delle testimonianze piuttosto imbarazzanti e gravi obiezioni, il Vescovo di Mostar, mons. Pavao Zanic, scrisse nel dicembre 1983 allo stesso: “Esistono ragioni contrarie, allegati non provati, guarigioni smentite. Si eviti, quindi, ogni precipitazione ed ogni forma di propaganda irresponsabile.” Queste parole lasciano la libertà di esaminare con spirito critico i documenti a disposizione, usando criteri di discernimento, per distinguere le manifestazioni divine autentiche  dalle imposture, turbe psico-patologiche o interventi diabolici. Si devono avere criteri certi  di ordine oggettivo, cioè: natura e contenuto dottrinale dei fatti, perché in fatto di dogma, basta un solo punto che risulti negativo che tutto crolli.
Un’apparizione diabolica ha sempre una parte che va avanti con imbrogli anche per lunghissimo tempo e che rassomigli a quelle autentiche. Nella storia della chiesa esistono molti casi di imposture diaboliche. Per citarne qualcuna, è nota quella di come una francescana di Cordova, Maddalena della Croce che ingannò per ben 38 anni teologi, vescovi, cardinali con carismi straordinari. (2)
E’ il caso di Nicole Tavernier a Parigi. Una ragazza ritenuta santa; prediceva il futuro, aveva visioni, estasi, rivelazioni, faceva miracoli e predicava la penitenza per ottenere la misericordia di Dio. Persino il parlamento francese partecipò ad una processione penitenziale. In conclusione, la beata Acarie dimostrò che era tutto opera del Demonio.(3)
Si può quindi dedurre, che in fatto di fenomeni straordinari, il Demonio ha un potere immenso. Può apparire come “Angelo della Luce” o sotto mentite spoglie di Nostro Signore o della Madonna.(4) Egli può produrre ogni sorta di prodigi: estasi, levitazioni, rumori strani, locuzioni in lingue diverse, fare discorsi devoti pur di ingannare più anime possibili. Le opere di Dio sono improntate sulla serietà e sulla sua maestà. Quelle diaboliche sono al quanto stravaganti, disordinate e piuttosto ridicole.
In riferimento a ciò detto, in quanto apparizioni piuttosto strane, Vicka raccontò di aver visto quella figura con abito e capelli neri, e che portava, nella mano destra, qualcosa che continuava a coprire e a scoprire senza vedere mai cosa fosse.
Padre Vlasic raccontò che Mirjana un giorno, mentre attendeva la Madonna, vide una luce e dalla luce uscì il Diavolo sotto le sembianze e le vesti di Maria, ma aveva un viso nero orribile e la guardava con degli occhi penetranti proponendole tutti i piaceri del mondo. Dopo un po’ apparve la “Vergine” scusandosi per quanto era successo, ma che lo doveva vedere e sapere cosa sono le tentazioni del mondo; ora portava un mantello grigiastro, un grigio caffè-latte tendente al blu.
Certo che fa uno strano effetto sentire la Santa Madre di Dio che si scusa per avergli fatto quell’improvvisata e per le ragioni per cui l’aveva fatta.
Molto umano e poco soprannaturale!
Continua…
Sagittarius
NOTE
(1) cfr Laurentin “le vierge apparaitielle a Medjugorie ?”un messagge urgent donne su monde dans un pays marxiste”.
(2) Cfr.Poilain, “De graces d’oraison. Traité de theologie mystique”, p.357.
(3) Cfr. Poulain, op.cit., p.336
(4) Cfr. Mons. Cristiani, “Presence de Satan dans le monde moderne”; Le diablerie de Lourdes, p.59-61.

Articolo 1a Parte

1 commento:

  1. Deo Gratias ! Prima o poi sarebbe dovuto accadere. Emblematica la reazione della controchiesa di Medjugorje, ormai scismatica a tutti gli effetti

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