ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 20 novembre 2014

Si scalda il motore del pre-sinodo ´15

L’epurazione della “misericordia” continua in Texas
(di Mauro Faverzani) L’epurazione continua: dai Francescani dell’Immacolata al Card. Burke, sempre più sono le vittime della nuova era della “misericordia” vaticana.
L’ultimo esempio, in ordine di tempo, è quello di padre Michael Rodríguez, della Diocesi di El Paso, Texas, fervente promotore della Dottrina e della liturgia cattoliche, oltre che strenue difensore del matrimonio cristiano.

A darne accorata notizia, è stato il blog “Fratres in Unum.com”Dallo scorso 10 novembre, Padre Michael non è più amministratore apostolico della sua Parrocchia, quella intitolata al Sacro Cuore di Gesù, a Shafter.
Shafter è una sorta di città-fantasma con meno di 30 abitanti. Ma ben presto è confluito qui un numero crescente di fedeli, provenienti da altre realtà. Richiamati dalla sua fedeltà alla Scrittura, al Magistero, alla Tradizione. Anche nella liturgia. Eppure, questo non gli è bastato. Anzi, è stata probabilmente proprio questa la scintilla, che gli ha procurato guai a non finire. Sino a ricevere una notifica, quella con cui lo si è sollevato dal suo incarico e gli sono stati imposti sei mesi di ritiro, durante i quali discernere la volontà di Dio su di lui e programmare il suo avvenire. Egli dunque resta sacerdote a pieno titolo; solo gli è stato comminato quest’obbligo. Dopo il quale è molto probabile ch’egli decida di cambiare Diocesi.
Cosa può aver commesso di tanto grave, da determinare tale provvedimento? Negli ultimi tre anni ha celebrato soltanto la S. Messa tradizionale: questo gli è costato crescenti difficoltà tanto per sé quanto per il gruppo di una cinquantina di fedeli riunitisi attorno a lui ed ora abbandonati a sé stessi, smarriti, sconvolti dalla perdita del loro sacerdote e del loro riferimento liturgico, cui si erano abituati.
La posizione di padre Rodríguez è, del resto, estremamente difficile. Da una parte, c’è l’obbedienza al suo Vescovo; dall’altra, egli è convinto d’esser chiamato da Dio a dedicare il suo sacerdozio e tutta la sua energia nel promuovere quanto di più prezioso vi sia nella Chiesa ovvero la sua liturgia e la Dottrina immutabile. Tanto Giovanni Paolo II quanto Benedetto XVI hanno riconosciuto come proprio la Chiesa abbia sofferto e stia ancora soffrendo una terribile crisi di fede nell’era del post-Vaticano II. Ciò cui padre Rodriguez, prete leale e fedele, non può restare indifferente. Si rende conto di quanto oggi si stia sottovalutando o addirittura abbandonando la vera fede cattolica e la sua diffusione.
Per aver lumi sull’avvenire, Padre Rodriguez sta implorando Dio, affinché purifichi le sue intenzioni, i suoi propositi ed affinché possa agire, prima di ogni altra cosa, per amore e fedeltà a Gesù Cristo ed alla Sua Santa Chiesa, nonché per la salvezza delle anime. Insegnando, promuovendo e difendendo la S. Messa tradizionale (Sacra liturgia) e le Verità immutabili (Sacra Dottrina) quali, ad esempio, la sacralità del matrimonio, la sua indissolubilità, oltre al peccato grave ed al male intrinseco degli atti omosessuali. Inoltre, egli chiede che vengano incrementate le preghiere per il Santo Padre, affinché egli consacri la Russia al Cuore Immacolato di Maria, come richiesto da la Madonna di Fatima.
Subito dopo l’abbandono forzato della parrocchia di Shafter, nel giro di pochi giorni sono iniziate spontaneamente numerose novene ovunque. Cui è possibile aggiungersi, in qualsiasi parte del mondo. Per implorare l’intercessione della Madonna e dei Santi a favore di Padre Rodriguez. E di tutti quelli – ormai tanti, ormai troppi – nelle sue condizioni. (Mauro Faverzani)

Article printed from CR – Agenzia di informazione settimanale: http://www.corrispondenzaromana.it
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L'esercizio eroico della virtù di venerazione


[Grazie alla cortese autorizzazione di Yves Chiron, riproduciamo l'ultima sezione del suo articolo “Les juges du Pape François”, in Aletheia. Lettre d'informations religieuses, anno XV, n. 223, 9 novembre 2014, pp. 1-4 (p. 4), trad. it. di fr. Romualdo Obl.S.B. (per informazioni e abbonamenti ad Aletheia: Yves Chiron, 10 rue Racine, 85000, La Roche-sur-Yon, France)]

Circa mezzo secolo fa, la Chiesa attraversava – in Francia e in altri Paesi – una grave crisi. A quell’epoca mons. Lefebvre non aveva ancora creato la Fraternità Sacerdotale San Pio X né il seminario di Écône. Alcuni laici cattolici erano in prima linea, attraverso le pubblicazioni che dirigevano, per difendere la Chiesa, la fede, il catechismo. Taluni potevano essere tentati da una rimessa in causa radicale dell’autorità del Papa. L’entrata in vigore della Messa detta di Paolo VI andò a dividere ancora di più i cattolici francesi.
Un intervento, assai poco conosciuto, è stato importante per impedire le derive, le tentazioni sedevacantiste (il termine cominciava appena a circolare) o le tentazioni scismatiche.
Il 26 novembre 1969, in un appartamento privato di Versalilles, Dom Jean Roy, Padre Abate di Fontgombault, riunì discretamente diversi responsabili laici di pubblicazioni cattoliche. Erano presenti Pierre Lemaire, direttore della rivista mensile Défense du Foyer e delle edizioni Saint-Michel, Jean Madiran, direttore della rivista mensile Itinéraires, Marcel Clément, direttore del quindicinale L’Homme nouveau, e altri ancora.
Dopo una cena in cui gli uni e gli altri poterono scambiare e confrontare le proprie opinioni, Dom Jean Roy prese la parola per dare a tutti dei consigli e delle raccomandazioni. Egli era in relazione con ciascuno di loro da molti anni, anche se non aveva alcuna autorità formale nei loro confronti. Nella sua allocuzione, lungamente preparata, egli rilasciò una specie di trattato d’azione per i pubblicisti cattolici in tempo di crisi (la conferenza, dattilografata, non è mai stata pubblicata né diffusa, malgrado l’accordo che Dom Jean Roy aveva dato a uno dei partecipanti).
Egli disse loro che «la prima, e in un certo senso l’unica, legge della vostra attività nella Chiesa e per la Chiesa» dev’essere «il vigore sempre crescente della vostra vita soprannaturale alimentata da tutti i mezzi propri a sviluppare la carità, una carità che trionferà su tutte le difficoltà che incontrerete nel vostro compito».
Il Padre Abate di Fontgombault raccomandava a questi responsabili di pubblicazioni cattoliche di conservare «l’amore e il culto della verità», la «rettitudine dottrinale» e la «rettitudine storica».
La sua lunga allocuzione si concentrò inoltre sull’attitudine dei pubblicisti cristiani di fronte al Papa. Le raccomandazioni che faceva erano fondate su una profonda teologia della Chiesa ed erano ispirate da una visione soprannaturale della situazione presente:
«Certo, anche quando si tratta del Papa, non abbiamo il diritto di chiamare il male bene, l’errore verità. Se il Papa ci dicesse di fare qualcosa d’intrinsecamente malvagio, non sarebbe il caso di obbedirgli, perché l’autorità non esiste che al fine del bene. Talora è legittimo e persino obbligatorio di mettere a parte l’autorità, anche sovrana, dei propri dubbi, delle proprie difficoltà, di fare da contrappeso al suo cospetto, con i giusti mezzi, a delle pressioni indegne».
«Tutto questo detto, occorre certamente riconoscere che molto spesso noi non abbiamo le informazioni sufficienti per giudicare adeguatamente, non dico delle intenzioni e del cuore del Papa – di cui solo Dio è giudice –, ma della sua condotta esteriore, poiché egli vede le cose da più in alto che noi».
«E poi, se abbiamo la certezza pratica che egli si sbagli, noi dobbiamo ciò nonostante esercitare la fede nella funzione del Papa e l’obbedienza ai suoi ordini, la venerazione filiale nei confronti della sua persona. […]certi giorni può accadere che occorra molta umiltà e molta carità, una buona dose di coraggio e della grandezza d’animo, per essere di fronte al Santo Padre ciò che si deve essere. Ricordiamoci allora dell’esempio dei santi, e ricordiamoci che fra i doni dello Spirito Santo vi è il dono di pietà, mediante il quale Dio ci renderà eroici – se occorre – nell’esercizio delle virtù di venerazione».

1 commento:

  1. Gesù disse hanno odiato me odieranno voi.....questa è la prova che il sacerdote è in grazia di Dio!solo che non credevo che i persecutori sarebbero stati gli stessi loro confratelli...coraggio cari sacerdoti il Signore stesso sta alla vostra destra e non potete vacillare!noi vi sosteniamo con la preghiera!

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