ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 30 marzo 2015

Alla caccia di Paperòn de paperòni.

Francescani dell’Immacolata. La strana vicenda del sequestro di beni e l’informazione scorretta dell’agenzia Zenit  

Zenit, agenzia cattolica di informazione, si comporta come Repubblica ed emette condanne definitive sulla base di un semplice sequestro “preventivo”, omettendo anche di dare alcune notizie essenziali. Lungi dal “fare chiarezza”, la vicenda getta ulteriori pesanti ombre sul commissariamento.

di Paolo Deotto
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L’agenzia Zenit ha pubblicato in data 27 marzo u.s. un articolo (che riportiamo interamente in calce) e che potete anche leggere in originalecliccando qui . Già il titolo è suggestivo: “La Santa Sede cerca di recuperare le proprietà dei Francescani dell’Immacolata”. Ergo, i lettori che si fermano al titolo (e sono tanti) diranno: “perbacco, ma allora c’erano dei beni che sono stati sottratti”. Il sottotitolo più che suggestivo è bugiardo, perché si chiude con le parole “chiarisce una vicenda controversa”. E invece è tutto da chiarire, perché siamo assolutamente nelle fasi preliminari. Si “chiarisce” solo in sede processuale, a sentenza definitiva. È il buon vecchio stile di Repubblica, l’organo supremo di pensiero radical-chic: sulla base di atti istruttori, anzi pre-istruttori, io ti condanno.
Prima di entrare nel dettaglio dell’informazione scorretta, è bene fornire anche alcuni chiarimenti, cosa che Zenit non fa.

  • La Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata non possiede e non ha mai posseduto beni. Sottolineo: parliamo della stessa Congregazione, non dei singoli frati che naturalmente a loro volta non possiedono beni materiali, avendo pronunciato il voto di povertà. Le donazioni, cospicue, che nei decenni sono state fatte da tanti benefattori, sono sempre state a favore di associazioni di fedeli, formate da laici, non da religiosi.
  • Queste associazioni, da prima del commissariamento, sono presiedute da laici, non da religiosi.
  • Di tutto ciò i generosi benefattori erano ovviamente al corrente, poiché un atto di donazione deve prevedere specificamente un beneficiario.
  • I beni, mobili e immobili, amministrati dalle associazioni di laici, sono utilizzati per gli scopi specifici della Congregazione: apostolato, opere caritative, buona stampa, informazione religiosa.
  • Tutto ciò non è certo una novità. Il commissario Fidenzio Volpi da tempo aveva espresso il proprio disappunto per non aver potuto mettere le mani sui beni dei Francescani dell’Immacolata. Il motivo era ed è molto semplice: questi beni, repetita iuvant, sono di proprietà di associazioni che a loro volta li mettono a disposizione dell’Istituto.
Ciò detto, e sarebbe stato il caso che queste cose le dicesse anche Zenit, passiamo al modo di far informazione.  È un modo totalmente scorretto perché non si può assolutamente parlare di “chiarezza” quando gli atti finora compiuti sono, come del resto dice la stessa agenzia Zenit, mordendosi la coda, dei sequestri preventivi, ordinati da una Procura della Repubblica sulla base di ipotesi di truffa aggravata e falso ideologico.
Siamo quindi in una fase di pura e semplice indagine; anzi, visto che il sequestro è preventivo, se ne evince che l’indagine vera e propria deve ancora iniziare.
La Procura della Repubblica, è bene ricordarlo, non è un organo giudicante. La “chiarezza” data per certa dal quotidiano “Repubblica”, pardon, da Zenit, ci potrà essere, se ci sarà, solo dopo l’eventuale processo e la sentenza definitiva. E abbiamo parlato di processo “eventuale”, perché nulla ci può assicurare, ora e adesso, che le risultanze delle indagini saranno tali da provocare un rinvio a giudizio di una o più persone fisiche. Né diciamo a caso “persone fisiche”, perché la responsabilità penale può essere solo in capo a persone fisiche.
Mi pare lecito ricordare che sono infiniti gli esempi di inchieste mai arrivate a processo, o che a processo sono state smontate non solo e non tanto dagli avvocati della difesa, quanto dalle sentenze del magistrato giudicante.
Certo, chi crede a Babbo Natale può prendere per oro colato le parole di Zenit e finalmente dire: “Che bello! È stata fatta chiarezza sul commissariamento dei Francescani dell’Immacolata”. Magari si può anche dire, con espressione pensosa e molto democratica: “Abbiamo fiducia nella magistratura”. Noi siamo testardamente affezionati all’uso delle celluline grigie e non vediamo alcuna chiarezza in ciò che sta accadendo.
E poi siamo anche affezionati a quel minimo di civiltà che prevede processi regolari, davanti a un giudice che valuta le prove portate da accusa e difesa, ed emette la sentenza. Ma ormai viviamo nell’epoca sciagurata dei processi celebrati sulla stampa a colpi di notizie da “sbatti il mostro in prima pagina”. Poi tante volte è accaduto che il mostro era tutt’altro che mostro, era innocente. Ma intanto si è gettato fango, e gli schizzi vanno lontano.
Complimenti quindi a Zenit, che con questo articolo ha raggiunto le vette finora riservate a Repubblica, quotidiano che del resto occupa un posto sempre più rilevante nella cattolicità.
L’attuale “dirigenza” dei Francescani dell’Immacolata ha “ringraziato sentitamente l’Autorità Giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario”.
Ora il commissario Fidenzio Volpi sarà soddisfatto. Ha ottenuto la sua vittoriuccia anche in campo civile, dopo averne ottenute altre con la chiusura del Seminario, con la sospensione a divinis di alcuni frati, con il turbamento che ha causato a tanti fedeli che per anni e anni hanno avuto nei Francescani dell’Immacolata la sicura guida spirituale, sottratta con tanti trasferimenti immotivati. Eccetera. Del resto il Volpi non ignora di certo la differenza tra inchiesta, atti istruttori e giudizio e quindi avrà ancora un po’ da penare prima di poter cantare realmente vittoria. Ammesso e non concesso che quel momento arrivi.
E chiudiamo con alcuni legittimi dubbi, sui quali però sembra che sia molto scorretto soffermarsi:
  • le vere ragioni del commissariamento non sono mai state chiarite. Ora,a quasi due anni di distanza dall’inizio del commissariamento, si scopre, oplà, una colossale truffa. Che roba. Ma allora il commissariamento era stato fatto per quel motivo? In caso affermativo, perché non se ne è mai parlato?
  • È vero o non è vero che il Volpi per il suo compito di commissario percepiva la bella somma di euro 5.000 al mese? Questa notizia è stata data più volte e mai smentita dal Volpi, che peraltro ha già dimostrato di avere la carta bollata facile. E sorvoliamo sulla perplessità inevitabile: ma il Volpi non ha fatto anche lui voto di povertà? Né vogliamo essere così maliziosi da pensare che il Volpi avesse un gran bisogno di entrare nella disponibilità dei beni materiali. Suvvia, sappiamo tutti che è un sant’uomo.
Infine, perché il Volpi, già che siamo in vena di “fare chiarezza”, non spiega appunto con chiarezza la vicenda del processo di diffamazione contro di lui intentato, proprio per accuse da lui stesso formulate su presunte sottrazioni di beni? Perché il Volpi non fa chiarezza sulla transazione da lui stesso sottoscritta per evitare il processo? Una transazione in un caso come questo non è un’ammissione di colpevolezza, visto che il Volpi si era detto disponibile a versare una cospicua somma alle persone da lui diffamate? E, visto che lui stesso dovrebbe essere povero, da dove pescava i soldi per tacitare i querelanti? E perché ha fatto quello strano balletto di “pago, no, non pago più”? E come è finito quel balletto?
Potete rileggere questa edificante vicenda cliccando qui e cliccando qui.
Insomma, con buona pace di Zenit e di quanti sono abituati a sparare sentenze in anticipo sui processi (eventuali) qui, più che fare chiarezza, si gettano ulteriori  ombre su tutta la vicenda del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata. Purtroppo l’unica “chiarezza” finora raggiunta è la demolizione di uno dei pochi ordini che ancora raccoglievano vocazioni e che ancora erano un edificante esempio di vita religiosa.
Il resto sono chiacchiere, buone solo per confondere la gente e spargere cortine fumogene. A beneficio di chi?
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La Santa Sede cerca di recuperare le proprietà dei Francescani dell’Immacolata
Il sequestro di beni per un valore vicino ai 30 milioni di euro a due associazioni vicine alla congregazione chiarisce una vicenda controversa
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 Roma, 27 Marzo 2015 (Zenit.orgRedazione | 1172 hits
La notizia è triste, ma serve almeno a far chiarezza su una vicenda che i media avevano trattato in maniera confusa e controversa. La storia ha inizio l’11 luglio 2013, quando, in seguito ad una precedente visita apostolica, papa Francesco ha emesso un decreto per il commissariamento della Congregazione dei Francescani dell’Immacolata.
Le argomentazioni del commissariamento sembravano riguardare solo il divieto ai frati di celebrare la messa secondo la forma straordinaria del rito romano antico di San Pio V, più noto come “Messa tridentina”.
Da allora i media si sono occupati spesso della vicenda. Critiche e, a volte, anche insulti sono stati rivolti al Commissario apostolico della Congregazione, padre Fidenzio Volpi e a padre Alfonso Bruno che, dal 5 settembre 2013, era stato nominato segretario generale dell’Istituto .
Seppure i quattro quinti dei Francescani dell’Immacolata avessero giurato fedeltà al Commissario indicato dal Pontefice alcuni organi di informazione hanno continuato a criticare il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata. Padre Volpi e anche padre Bruno sono stati indicati come coloro che stavano operando una ingiustizia contro il fondatore e i suoi seguaci.
Ieri è giunta poi la notizia che la Guardia di Finanza di Avellino ha eseguito il sequestro preventivo di 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale, 102 autovetture, alcuni conti bancari, per un valore complessivo di oltre 30 milioni di euro, la cui proprietà è riferibile alle associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”.
Il sequestro fa seguito ad un ipotesi di truffa aggravata e falso ideologico, secondo cui i beni che appartenevano all’istituto religioso sarebbero passati nelle mani di persone e di associazioni esterne alla struttura religiosa.
Secondo il comunicato della Procura, “le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle hanno permesso di svelare una serie di condotte fraudolente attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il commissariamento della congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse ma anche e soprattutto sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al commissario apostolico di esercitare le prerogative che gli statuti assicurano al governo dell’ordine religioso”.
Insomma, il patrimonio dell’Istituto è stato sottratto al controllo del commissario della Santa Sede. Tutti i beni sequestrati sono stati affidati in custodia giudiziale a padre Fidenzio Volpi, commissario apostolico che agisce per conto del Vaticano.
In merito all’accaduto, sul proprio sito, i Francescani dell’Immacolata hanno “ringraziato sentitamente l’Autorità Giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario”.
Il comunicato prosegue sottolineando che “la quantità e l’identità dei beni sequestrati ci era in gran parte sconosciuta, il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione”. “L’azione svolta dalla Autorità Civile esprime e rafforza lo spirito di collaborazione, rivolta a perseguire il bene comune, con l’Autorità Ecclesiastica, ed è di buon auspicio per la concordia della nostra collettività. Da parte dei Frati Francescani dell’Immacolata sarà offerta la massima collaborazione alle indagini”.
Ai generosi benefattori che hanno dato loro sostegno, i Francescani dell’Immacolata assicurano “la preghiera e la profonda gratitudine: in questo momento teniamo a rassicurarli del fatto che quanto da essi donato ritroverà la destinazione che li ha motivati”.
Per evitare ogni ambiguità, il comunicato precisa infine che “qualora alcuni di essi abbiano riferito le loro donazioni ad una particolare figura di Religioso, ricordiamo che noi tutti siamo vincolati al Voto di Povertà individuale e collettivo, per cui i proventi della carità a noi conferita possono lecitamente essere destinati soltanto alle attività svolte dall’Istituto, in conformità con la normativa canonica sui Beni Ecclesiastici”.

–  di Paolo Deotto

Redazione

8 Responses to Francescani dell’Immacolata. La strana vicenda del sequestro di beni e l’informazione scorretta dell’agenzia Zenit  –  di Paolo Deotto

  1. maria * scrive:
    Il fumus persecutionis è da tanto tempo in atto verso padre Manelli. Già dal tempo della fondazione dell’ ordine . E inoltre c’è un losco individuo che offende e infanga continuamente l’ onore di padre Manelli e anche delle persone che gli vogliono un gran bene . Come mai i solerti nuovi frati, che se non erro vivono nell’ordine fondato per volontà di Dio dal padre , e che per anni anno mangiato e si sono nutriti con quel pane , non si sentono offesi da quel cialtrone che continua impunito a seminare vomito e bava da cane arrabbiato sui frati, sulle suore e sulle persone che seguono e che amano i Francescani dell’ Immacolata ,oltre che a padre Manelli ? Spero non siano ( i Nuovi FFI ) condiscendenti verso quel cialtrone , e sempre spero che non sia qualquno di loro che tiene bordone a siffatto figuro. E se le forze dell’ordine hanno trovato dei beni è perchè i FFI ( di padre Manelli ) non se li sono intascati e nemmeno mangiati come ” altri ordini ” . Padre Manelli le vogliamo tanto tanto bene .
  2. natale del grande scrive:
    Qualcuno, facile alla carta bollata quanto, forse, a quella filigranata inizia a leccarsi i baffi. Ma sì, muoia Sansone con tutti i Filistei, si affossi pure un Ordine fiorente di buone vocazioni e buone opere per, infine, reclamarne il sugo. ”Quali ” le accuse? ”Quali” le prove? L’aver costituito associazioni per l’amministrazione dei beni non é reato, lo é , casomai, l’uso fraudolento e personale di chi amministra, lo é un dimostrato e non solamente ”supposto ” tornaconto; a tal fine le opportune indagini, infatti. Le case che ospitano i consacrati/e, numericamente parlando, sono chiaramente proporzionate al numero degli stessi/e, numero, quest’ultimo, che era in ascesa ; anche questi immobili non sfuggono all’avere un valore di mercato : più vocazioni più conventi bisogna pur usare,pur non possedendoli. Stesso discorso vale per le auto. Al tempo di San Francesco c’erano gli asini, ma nessuno andò a contarli per poi scandalizzarsi del loro numero o della loro proprietà.L’Evangelizzazione, oggi, si fa anche con emittenti televisive e con l’editoria, fermo restando l’amore per la Povertà e la Carità che, almeno a me risulta, non mancano mai bussando alle porte dei loro conventi. Mi sorge spontanea la considerazione che quando non si é più contenti dell’Ordine che si é scelto e che ti ha accolto, se ne esce, semplicemente, e senza null’altro portarsi dietro che la propria Fede, se c’é ancora, e non tentando di distruggere, pieni di livore,ciò che non si é creato.A me, e credo a molti, rimane lo sconcerto e la profonda tristezza di assistere ad un immondo vespaio che necessita di preghiera e Verità.
  3. Alessio scrive:
    Solo in un mondo immaginario , o kafkiano , o distopico , dovrebbe essere possibile sequestrare a chicchessia beni da costui mai posseduti . Nel mondo reale i sequestri si fanno a societa’ o privati con nomi , cognomi , indirizzi, sulla base della documentazione che attesti la legittima proprieta’ . Questi , a loro volta , se lo vogliono , si difendono sul piano legale in base a cio’ che e’ consentito dalle normative . Questa vicenda si sta svolgendo nella piu’ palese illegalita’ : mancanza di accuse , assenza di prove , richieste del commissario di stipendio mensile pagato dalle stesse vittime ,rifiuto dello stesso commissario di pagare i danni decisi dalla giustizia dello Stato ,provvedimenti illegali da parte dello stesso Vescovo di Roma . E l’illegalita’ diffusa all’interno di una Chiesa Cattolica si manifesta con un grado di gravita’ nelle sue conseguenze che e’ esponenziale rispetto a cio’ che viene causato ad uno Stato ,perché tende molto piu’ rapidamente a minarne le fondamenta e la stessa esistenza . Chiamiamola pura Chiesa cattolica solo con beneficio d’inventario , perché solo il guscio esterno appare identico alla Chiesa di sempre ,quello che si trova all’interno ne diverge quasi totalmente per apparenza e sostanza. Vi e’ stata comunque, in passato , un’imperdonabile ingenuita’ in molteplici aspetti normativi ,ci si e’ sempre illusi che tutto sarebbe andato sempre bene , che i problemi sarebbero stati facilmente risolvibili o non si sarebbero mai presentati , cioe’ si e’ lasciata fare pura accademia senza confrontarsi con una realta’ ecclesiale che si andava sempre piu’ deteriorando . E’ palese la mascroscopica differenza fra la possibilita’ di accusare , anche ingiustamente ( questa sostanzialmente illimitata) , e quella di difendersi adeguatamente , ridotta ormai allo zero .Se e’ possibile distruggere un ordine fiorente in pochi mesi con pochi tratti di penna ,vuol dire che troppe cose non funzionano.
  4. Raffaele scrive:
    Ovvero: ai Frati dell’Immacolata sono arrivate donazioni cospicue perché il popolo cattolico trovava in essi quella “normalità” di Chiesa che non vedeva più nella gran parte degli Ordini. Viene spontaneo citare la mostruosa anti-glorificazione di Dio e di San Pio operata dai Cappuccini a San Giovanni Rotondo, tramite il “Grande Architetto” (dell’Universo?) Renzo Piano.
    Adesso “la Santa Sede”, cioè la gestione strangolatrice di padre Volpi, cerca di papparsi i beni donati ai Frati, per utilizzare in senso modernistico ciò che liberamente era stato dato a una gestione cattolica.
    “Radio Buon Consiglio”, tuttora limpidissima, sarà chiusa? o verrà “geneticamente modificata”?
    La DC incassò milioni di voti per lo più cattolici, per decenni, per consegnare agli Italiani un’Italia stravolta e suicidarsi politicamente; i Frati hanno avuto un po’ di soldi, hanno vissuto in estrema povertà, hanno fatto meraviglie. E ora: condannati d’ufficio a fare come la DC
  5. Michelangelo scrive:
    In risposta a Raffaele io dico e penso che l’opera devastatrice di Volpi e compagnia bella avrà un limite posto dalla Vergine Santissima , San Pio , San Massimiliano Kolbe . Anche se la Provvidenza – perché è Lei che permette tutto – potrà permettere che si arrivi a gesti e provvedimenti drastici sarà sempre per la santificazione e la purificazione dell’ Ordine . Tuttavia io non vorrei trovarmi nei panni di questi personaggi quando il giorno del loro giudizio passeranno un brutto quarto d’ora davanti a Nostro Signore e alla Vergine Santissima ; infatti quella dei Francescani dell’ Immacolata sarà una robusta testata d’angolo dove molti si sfracelleranno . Noi preghiamo e pregheremo sempre per loro sperando che al più presto possibile questa storia finisca e trionfi la Verità sulla falsa misericordia .
  6. Giusi scrive:
    Come si fa ad affidare i beni a Padre Volpi che è parte in un altro processo vertente sullo stesso oggetto? Precisamente quello dove, dopo aver firmato una mediazione, non l’ha rispettata! Vi è palese incompatibilità! Spero che gli avvocati, in sede di opposizione, la facciano valere! Dovrebbero essere affidati a un soggetto neutro e Volpi non lo è mai stato sin dall’inizio! Ha subito parteggiato per Bruno il capo dei 5 affidandogli la Congregazione. Se io avessi donato un immobile perchè venisse usato secondo gli intendimenti di Padre Manelli e questo bene finisse a Volpi-Bruno lo rivorrei indietro! E’ un po’ come la storia della casa di Montecarlo: la nobildonna lo aveva donato a Fini pensando perseguisse gli ideali di Almirante. Invece è finito a Tulliani! Ecco Padre Manelli sta ad Almirante come Bruno sta a Tulliani!
  7. Luigi R. scrive:
    Questa novità purtroppo non cambia nulla – e certamente non peggiora – l’attuale stato di un ordine religioso geneticamente modificato. Le cose non potranno certamente tornare come prima in quanto i nuovi francescani (appunto nuovi) sono diretti da Fidenzio Volpi. Anche semmai in futuro il commissariamento terminerà ormai sono un altro ordine. Non ha più importanza sperare in un termine del commissariamento come ha ben poco senso, ancora a distanza di quasi due anni, meravigliarsi di qualsiasi novità come quest’ultima del sequestro cautelativo.
    Finchè c’è poi Bergoglio (che con il suo quasi silenzio-assenso ha “benedetto” il commissariamento) è inutile meravigliarsi di chicchessia, quando poi anche quasi l’intero schieramento politico italiota ammira l’argentino, e stasera, la Biancofiore ha ammesso di adorare il Bergoglio…. altro che i soliti radicali e comunisti o post-comunisti papa-adulatori!
  8. Silvano scrive:
    In effetti è talmente assurda questa vicenda che ci può essere una spiegazione: loro (Volpi & C.) sono sicuri di vincere e gli organi statali (Procura e GdF) sembra finora, con i provvedimenti presi e le indagini preliminari svolte, che siano schierati dalla loro parte, inspiegabilmente. Perché ? Forse perché c’entra la massoneria, ai più alti ranghi … e non solo laici. Solo l’Immacolata potrà difendere i giusti e ripristinare la Verità. Anche se a volte qualche ingranaggio si inceppa e Volpi si vede costretto a scrivere in gran segreto al Papa per lamentarsi dell’invito di Carballo a ritirare la sospensione ad divinis perché illegale (vedere il Fatto Quotidiano).

1 commento:

  1. Se hanno trovato dei beni è ovvio che nessuno se li è messi in tasca, ma sono tutti lì. Purtroppo c'è un vecchio e famoso detto " Vae victis ". Però non è detto che i vincitor juda de Volpis abbiano l' ultima parola .

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