ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 17 marzo 2015

Il putsch della misericordia

E finalmente è arrivato il grande colpo di teatro. Da un teatrante consumato ed esperto, ma soprattutto di una  volontà di ferro e di un ego smisurato.

di Patrizia Fermani
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zzprtfcltBergoglio è stato portato sulla loggia delle benedizioni, da quanti hanno pensato che il tempo fosse maturo per  affondare definitivamente la barca di Pietro. Al popolo di Dio è bastato  lanciare le noccioline della demagogia a costo zero, quella che dopo il sessantotto ha commosso le classi medio alte sedotte dal finto povero. L’amore masochistico dei preti postconciliari  per i nemici ufficiali della Chiesa di  Cristo poteva finalmente essere ricambiato. Così ogni maitresse à penser  di  Repubblica e dintorni di punto in bianco ha potuto gridare al mondo che la chiesa è morta e quindi  viva la nuova Chiesa per definizione cosa altra rispetto alla precedente : esiliato un Papa si fa una nuova Chiesa .

Ma in cosa consiste la nuova Chiesa non più cattolica romana? Essa è quella che deve conquistare il primato  superando  anche il protestantesimo per  mettersi al servizio e a rimorchio del secolo.  Cioè  proprio al servizio dell’onda che sta spazzando via una civiltà insieme alla sua religione, dopo l’annientamento della  filosofia e della estetica. Solo la  morale era sopravvissuta per un po’ alla filosofia e all’estetica perché legata naturalmente allo spirito di sopravvivenza della società e degli individui. La Chiesa ufficiale,  col suo Magistero cercava di tenere in vita la pur indebolita morale cristiana. Benedetto XVI aveva avvertito: Se abbandonate i principi, e li sostituite con la libertà del nulla, e del suo orrore, nessuno si salverà. Ha lanciato l’ultimo allarme prima che la guerra si scatenasse.  I principi sono stati aboliti, sostituiti dalla libertà del nulla,  per il nulla e per il suo orrore.
Il sinodo della famiglia è stato istituito da Bergoglio ad assemblea costituente con il compito di decretare la fine della Chiesa cattolica, con la  sconfessione del suo insegnamento a  partire dalla morale famigliare.  Il programma di questa morte annunciata è tutto scritto nel paragrafo 9) della Relatio finale del sinodo 2014, che è andata a costituire la base per il  sinodo definitivo di ottobre prossimo.  Esso merita una lettura attenta.  Vi leggiamo che di questo si deve soprattutto tenere conto: “…. i singoli hanno  un maggiore bisogno di prendersi cura della propria persona,… di conoscersi interiormente, di vivere meglio in sintonia con le proprie emozioni e i propri sentimenti, di cercare relazioni affettive di qualità” per cui “ tale giusta aspirazione può aprire al desiderio di impegnarsi nel costruire relazioni di donazione e reciprocità creative, responsabilizzati e solidali COME QUELLE FAMIGLIARI…”…”..la sfida per la Chiesa è di aiutare le coppie nella maturazione della dimensione emozionale e nello sviluppo affettivo,…….”; e più avanti al paragrafo 10) che per onore di bandiera farà pure menzione dell’amore coniugale, ci si lamenta che “ molti tendono a restare negli stadi primari della vita emozionale e sessuale”.
La portata di questo passo è tale da rappresentare il vero manifesto  della nuova chiesa di Bergoglio, che  non ha più nulla a che fare con la teologia e con la morale cattolica, cioè è il vero manifesto di una rivoluzione che deve essere ufficializzata. Quella che abolisce l’anima e consacra l’idolo della materia.
Quando Gesù incontra l’adultera, non le chiede quale sia stato il “percorso” psicologico che l’ha portata al tradimento del marito, quali siano state le pulsioni e le emozioni da cui si è lasciata condurre, non fa indagini psicologiche, ma le dice semplicemente,”và e non peccare più”.  Le ingiunge di fare appello alla volontà e di orientarla sulla via del bene. Parla del peccato che presuppone la trasgressione del comandamento divino. Parla allo spirito della donna perché l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, ha la possibilità di riconoscere il bene ed è in grado di perseguirlo: ha la sapienza donata da Dio e la volontà per renderla fruttuosa. La trasgressione avviene quando per superbia l’uomo pensa di attingere ad una sapienza superiore a quella che gli è stata donata e di orientare la propria volontà in una direzione contraria a quella voluta da Dio creatore e riportata da Gesù alla coscienza del singolo uomo.
Così  alla Chiesa è stato affidato il compito di perpetuare la paideia cristiana volta  alla salvezza dell’anima attraverso la ricerca del bene che porta alla virtù e alla felicità duratura, e a dispetto delle tentazioni e della tirannia della materia. La Chiesa a questo si è dedicata per secoli,  al di là delle inadeguatezze e alle cadute dei suoi uomini
Ma  ecco che nella visione del programma sinodale  non c’è nulla di tutto questo.  Non c’è l’indicazione del bene da realizzare e del male da evitare, della direzione da dare alla volontà. Non c’è la preoccupazione per la salvezza delle anime, ma quella per il benessere dei corpi e delle menti. Non c’è un richiamo alla ragione umana conformata al logos divino rivelato da Cristo, ma l’attenzione ossequiosa  all’irrazionale che abbandonato a se stesso diventa l’antiragione capace di partorire  mostri. La  chiesa   dovrebbe insegnare  quanto i discepoli sanno fare già  benissimo da soli:  assecondare pulsioni, ricercare  emozioni, scambiare il bene col benessere, mettere da parte la ragione e fare spazio appunto all’irrazionale come suggerirono i sofisti prima di Socrate e come predica il relativismo moderno. Del resto  anche al di fuori di una visione religiosa, converrebbe ricordare con Jaspers che “ribellandoci al razionale si elude l’elemento dialettico della riflessione e si diventa barbari nel senso greco della parola, cioè di uomini che parlano un linguaggio senza senso. Per questo tipo di irrazionalità valgono le parole di Mefistofele :’ disprezza sapere e ragione, supreme facoltà dell’uomo, lascia che lo spirito di menzogna t’irretisca sempre di più in opere di inganno e di incantesimo, e io ti ho già nelle mie mani’ “.
Di certo  alla barbarie postmoderna non occorrevano  gli incoraggiamenti “pastorali”.  Per essa lavorano a tempo pieno movimenti omosessisti,  pornografia e blasfemia, Marco pannella e Bill Gates, Elton John e l’Oms, l’abortismo di qualunque colore, la cultura della morte. I frutti più recenti sono quelli innominabili del gaio Tizio che attraverso inseminazione artificiale ha potuto produrre la gravidanza di sua madre. Senza avere ancora l’impulso, che sarebbe benefico  per entrambi,  di accecarsi con le proprie mani come l’incolpevole Edipo.  Eppure , nonostante tutto questo, secondo la visione del mondo  propagandata da Bergoglio e altri marziani (nel senso di acquartierati a S. Marta), la Chiesa non deve insegnare ciò che è oggettivamente buono, i comportamenti non devono essere orientati a quello che  è bene per tutti e che da tutti potrebbe essere irradiato , ma devono essere indirizzati alla soddisfazione di tutte le forze che appartengono alla soggettività irrazionale dell’uomo, al mondo delle pulsioni e delle emozioni, l’unica lente con la quale leggere la realtà per  adattarla  alle proprie  esigenze particolari. È evidente che in questo quadro non c’è spazio per alcuna altra norma che guidi le azioni umane e offra anche un criterio obiettivo di giudizio.
Del resto la massa festante affamata delle noccioline  demagogiche, sembra anche totalmente ignara  di quanto sta accadendo e incapace di presagire quanto accadrà, tra  frastuono mediatico e  voci suadenti di quei preti che si sentono anch’essi felicemente liberati.
Ma qualcuno nella Chiesa, come anche  tra i fedeli, ha avvertito il tradimento del Vangelo e della sua Chiesa millenaria e non vuole esserne  partecipe. Alcuni non temono di parlare alto e forte. Sono uomini che non si lasciano intimidire dalle prepotenze padronali né dalla ignavia dei confratelli e tanto meno dalla propaganda di regime clericocomunista. Dunque l’esito del sinodo potrebbe risultare meno scontato di quanto si è cercato di apparecchiare.  Ecco allora  il colpo di mano .  Ecco allora l’idea formidabile di dare veste sacrale al programma politico rivoluzionario. Basta metterlo nella forma solenne del giubileo. Quello che nasconderà anche ai frastornati e agli insipienti o ai confusi, il sovvertimento della missione della Chiesa sotto una carica di patos religioso. La misericordia di Bergoglio, l’amnistia generale con cancellazione retroattiva del peccato, deve avere una veste teologica e sacrale capace di annientare ogni resistenza.
Per le religioni primitive l’esaltazione mistica rappresentava anche la sublimazione dell’irrazionale e della carnalità. Il giubileo della misericordia di Bergoglio  punta alla sublimazione dei nuovi riti della modernità assunti a riti della nuova Chiesa del terzo millennio ecumenica atea e popolare, e produrrà per forza di cose la loro consacrazione definitiva. Un Vangi qualunque potrà forgiare a suo modo la statua della nuova misericordia da mettere al posto di San Pietro benedicente.
L a monarchia papale è già stata sostituita tra l’indifferenza generale, dalla dittatura  papale. Una volta sciolta l’assemblea costituente, si vedrà. Bergoglio dice di avere poco tempo. Ma non perché, come pensa qualcuno, è avanti con gli anni. Pensa di avere poco tempo  perché la rivoluzione per essere efficace deve giocare sull’effetto sorpresa e forse nell’intento di addomesticare e di abituare a tutto, di sorprese si è un po’ abusato, fino alla noia. C’è poco tempo perché la resistenza, già preparata al peggio, forse si sta organizzando e i frutti della nouvelle vague vaticana cominciano a sembrare pesanti anche agli estimatori della prima ora.
Se si neutralizzano in fretta le resistenze, poi con  la misericordia che tutto libera, che spalanca le porte della morale cristiana alla creatività del secolo, tutti si sentiranno  inebriati e liberati. Si  potrà anche radere al suolo la basilica vaticana come la Bastiglia, anche se da tempo, anche lì, non c’è  quasi più nessuno a difenderla. Intanto Il giubileo della misericordia si annuncia  come la carta dei diritti dell’89, quelli che oggi sono diventati, sotto mentite spoglie, la carta del suicidio di una civiltà.

– di Patrizia Fermani

Redazione

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