ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 23 settembre 2015

Un triste e lunghissimo Venerdì Santo.




La vicenda di San Giacomo di Cavriana è l'esemplificazione di come sia trattata e considerata la fede ai giorni nostri, senza parlare il teologhese, la spiego con una storiella tratta dalla Saggezza Popolare dei nostri vecchi.
Possiamo considerare questa orribile vicenda come la storia della Bella Meraviglia, la signora Cecilia : "Tutti la guardano, tutti la vogliono, ma nessuno se la piglia!" Forse sarebbe giusto, ancor più in periodo sinodale mantovano, si pensi a risolvere i disagi del Popolo Santo di Dio invece che crearne di nuovi. 
Si dice che il clero deve andare incontro al Popolo: si ma non con una schiacciasassi!

In Cristo.
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Per fugare ogni dubbio, come già successo, voglio raccontare che succede OGNI DOMENICA a San Giacomo di Cavriana, Comunità che era anticamente comune, poi ha vissuto in intenso periodo ai tempi dell'Inquisizione e il massimo splendore tra il 1500 e il 1700 dove erano presenti addirittura 3 conventi ed una chiesa parrocchiale. Dopo tanta grazia oggi stiamo vivendo un triste e lunghissimo Venerdì Santo.

Prima che qualche "scienziato della fede" chi dica di nuovo che nella nostra chiesetta si svolgono riti para-liturgici voglio raccontarvi (dimostrabile) cosa avviene da noi ogni domenica:
1. 8.15 suono dell'Ave Maria
2. 8.45 suono delle allegrezze per il segno della preghiera
3. 9.00 suono a distesa
4. 9.10 campanella detta "del richiamo"
5. 9.15 puntuali (raro a Cavriana il termine puntuali) inizio della preghiera
Canto d'accoglienza
O Dio vieni a salvarmi (in canto)
Il commentatore annuncia i Misteri del Santo Rosario e dice il Pater
(ogni decina è recitata da una persona diversa)
al termine di ogni decina: Gloria in Canto
Lodato sempre sia/ Gesù mio
Al termine del 5° mistero Canto del Salve Regina in Latino
Se è Solennità Canto del Gloria a Dio
Lettura dal Lezionario CEI
Canto dell'Alleluja
Recita del Credo (Canto del Credo III se Solennità)
Preghiera dei fedeli
Canto delle Litanie Lauretane in Latino
Orazione Conclusiva del Santo Rosario
Congedo con la formula: "Il Signore ci doni una Santa Giornata nel nome del padre + e del Figlio e dello Spirito Santo"
Canto di Congedo
Il tutto approvato dal Vescovo (le parti in canto sono facoltative) alla presenza del parroco e di 5 testimoni.
Contestualmente tutti i Fedeli della Borgata e gli Amici frequentanti vogliono VIVAMENTE RINGRAZIARE chi gestisce questo sito per aver concesso loro di mettere in risalto questa storia di fede. Per tutti, come sempre, si assicura il ricordo nella nostra semplice preghiera domenicale.
San Giacomese22 settembre 2015 

Certo che aderiamo subito a scrivere un bel pensierino ai nostri amici e al nostro SUPER CORO!
Il Grande Cuore di don Cesare vi ha adottato e da subito anche noi ci siamo affezionati a Voi, con il canto della Tradizione avete riportato in San Gervasio la voglia di stare insieme pregando e cantando, il vostro entusiasmo è davvero contagioso! Poi il massimo è stato raggiunto quando in via straordinaria il nostro don è venuto da voi il 01 maggio 2015 a celebrare la Festa del Patrono di San Giacomo, chiesa stracolma che hanno sigillato un bel rapporto di amicizia. Grazie per il vostro grande cuore, noi continuiamo ad aspettarvi a cantare il sabato sera, le nostre porte restano sempre aperte e ogni volta che don Cesare ci dice: "Sabato arrivano i cantori di San Giacomo" per noi è festa doppia! Chiaramente continua anche l'impegno di preghiera per la vostra nobilissima intenzione. A prestissimo! Maria!!
da San Gervasio [Mn]22 settembre 2015


Tengo a precisare alcune cose (spero di non essere troppo pedante):
  1. attualmente il Parroco garantisce solo n.3 messe all'anno (festive) mentre la messa feriale del mercoledì si porta i fedeli dal paese vicino
  2. nell'ultima omelia della Compatrona della Borgata, la B.V.M. del Monte Carmelo il Parroco ha usato queste parole: "Arrivati a questo punto, riconosco la colpa ma vi chiedo di non commentare e di non usare più mezzi per diffondere la storia...." (di certo qui non ubbidiremo)
  3. Coro e alcuni fedeli, 2 volte al mese si recano presso case di riposo, Ospedale Civile di Montichiari, Parrocchia a Mantova di san Gervasio, Chiesa di santa Teresa a Mantova, Chiese/Cappelle custodite in corti agricole come la Corte Mussolina di Canedole o da amici sacerdoti per animare col canto la Santa Messa e parteciparvi
  4. Il Coro è appena stato a cantare la Novena alla Madonna della Corona a Spiazzi (Vr) attualmente ci sarebbero 5 sacerdoti disponibili a celebrare, ma manca il permesso del Parroco don Mezzani (prossimo alle dimissioni per limiti d'età)
  5. Ci sono state piccole donazioni fatte alla chiesa e alla comunità ma non alla Curia e non al Parroco (in quanto se si chiude cambiano destinazione, per mancanza di fiducia nei confronti dei prelati), tra cui anche un "Ecce Homo" che doveva essere regalato a Castiglione delle Stiviere a Giovanni Paolo II  nel 1991 e per disguidi vari mai consegnato....
  6. la Comunità è disgregata (grazie a questa scelta) e comunque tendenzialmente non frequenta la chiesetta se è il parroco di Cavriana a  presiedere.
  7. Il clero sta giocando sul fatto chela gente si stufi di venire anche alla preghiera Domenicale Autogestita (lo schema ce lo ha dato mons. Busti)
  8. Applicando alla lettera la frase del Vescovo: "La chiesa la volete: quindi mantenetevela" la gente si auto-tassa per far fronte alle spese normali di manutenzione e conservazione della chiesetta, anche se per il decennale per la rifusione delle campane sono stati spesi 25.000 euro. Ma in caso di spese ingenti...come fare? Crollo o Chiusura??
  9. Passando di casa in casa sono state fatte firmare 144 CARTOLINE SINODALI, dove il "popolo" chiede al Vescovo i FRUTTI DEL SINODO, e unanime la comunità ha chiesto il RIOTTENIMENTO DELLA SANTA MESSA FESTIVA o il permesso a continuare a celebrare come avveniva ininterrottamente dal 1758, anche se la Comunità esiste dai tempi dell'inquisizione...(vedi allegato precedente)
  10. se in youtube si digita "Campane san giacomo di cavriana" di ascolta il suono delle 3 campane a distesa
  11. Un Poeta Dialettale Mantovano regalò agli Amici di san Giacomo di Cavriana questa bella e significativa poesia in dialetto, dedicata ai preti e al loro ruolo.                                                                                                                                                                                                         AL PRET DOPO AL CONCICLII  stupendo è il messaggio che trasmette, si è in dialetto, ma facilmente comprensibile... 
Cari pret lè ora ad fnirla  
con li braghi e col gaban,  
col capel ala gagà,  
e al paltò da diplomà!  
A gh'vol la vesta col golet  
par far vedar che si pret,  
si l'è vera che al vestì  
al dis mia chi son  mi,  
ma se s'vuol men confusion  
tegnich un pò ala tradision.  
Al Concilio, si l'è vera  
la cambià in gran manera,  
ma voler far quel di pù  
la religion a s'la capis pù-  
Ortodosi, Musulman,  
Protestant e Anglican,  
al so costum i là mantegn  
e i fa ancora un muc de ben.  
I Catolich tuti bravu,  
i da ragion perfin a Mao,  
tuti i dis chi gha ragion  
i vol far tuti al padron,  
inveci un pò d'autorità,  
la gh'vol ancor, come senpar stà,  
che tuti i segua i so indiris,  
sensa inventar di gran pastis.  
Al Papa al dis con carità,  
ai pret, ai laich: pù santità  
voliv ben e ste uni,  
col Padar Nostar, cal vol ac-si.  
Mi av dighi ancor cari i me pret,  
portè la vesta col golet,  
la v'iuta a dar esempi bun,  
a tut al mond in contestasion.  
Tornè a far i pret  
che la gente avvegn adre!!  

23 commenti:

  1. Comunità di san Giacomo di Cavriana23 settembre 2015 13:21

    La Comunità di cuore RINGRAZIA il Gestore di questo sito e si impegna nel ricordo nella preghiera Domenicale.
    A tutti coloro che vogliono postare messaggi di solidarietà e di commento va la nostra più grande Riconoscenza .
    Grazie davvero!
    Siete tutti invitati a visitare la nostra semplice ma bella Chiesetta che è aperta tutte le domeniche dalle 9 alle 10 e magari pregare con noi!

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  2. Mi sono servite 3 ore per leggere quanto proposto in questa pagina, sono un fedele mantovano e ben capisco la situazione anche dal clima che si respira in Diocesi. Lascio come riflessione una sola domanda: "E ci si chiede ancora perchè le chiese mantovane sono sempre più vuote?" Non occorre di certo un Sinodo...

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  3. Ma perchè non vanno in Curia a muso duro ?. La Chiesa non è del Vescovo e nemmeno dei preti, ma di tutti i cristiani cattolici . La Santa Messa non è una grazia concessa da questo o quel Vescovo o da questo o quel prete, ma la Santa Messa ci è stata lasciata da Nostro Signore . Bisogna reagire alla don Camillo. Svegliamoci prima che sia troppo tardi !!!!!!. jane

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  4. Comunità di San Giacomo23 settembre 2015 16:22

    Siamo stati dal Vescovo, sia in Curia che ad un infuocata riunione a Guidizzolo con tutto il "plotone" (sacerdoti) dell'Unità Pastorale, il risultato (documentabile, perchè non solo il Vescovo ha registrato):
    1. la Chiesa è mia e ci faccio quello che voglio ( S.E. mons. Vescovo)
    2. questi sono i patti altrimenti...la porta la conoscete... (idem)
    3. Io penso ai grandi numeri, questo è il mio compito (idem)
    4. Voi avete in mente che la Messa sia tutto ( Vescovo + parroco di Guidizzolo)
    ... (ora segue parte dell'articolo censurato dalla stampa):
    Se dovessimo dare una valutazione dell’incontro potremmo sicuramente definirlo: singolare.
    Come premessa, il Vescovo ha posizionato sul tavolo un registratore affinché non gli si attribuissero cose da Lui non dette, coerentemente alla fiducia che il Pastore dovrebbe nutrire nei confronti delle “sue pecorelle”. Dopo un breve preambolo in cui si è dichiarato dispiaciuto per aver dovuto prendere la decisone di sospendere la Messa, “dura lex sed lex”, definita e condivisa dai Vescovi italiani in base a degli imprecisati motivi, ha continuato il suo monologo affermando sostanzialmente di essere il capo della Chiesa mantovana e che a Lui spetta qualsiasi decisione insindacabile; i fedeli sono un’optional? Neppure dopo aver avuto esplicita dichiarazione che la frazione riconosce e rispetta le prerogative del Suo ruolo, S.E. ha continuato su questo tono e si è manifestamente indispettito dal fatto che la Comunità si è rivolta alla stampa e ad alcuni rappresentanti dell’”organizzazione Chiesa” Nel prosieguo del soliloquio abbiamo anche appreso che la nostra richiesta di ripristino della Messa domenicale “è solo una nostra espressione egoistica, mentre la sua unica preoccupazione è quella dei grandi numeri”. Comprendiamo che quella di Monsignore è giustamente una visione più ampia, non comprendiamo perché se possibile che la messa venga celebrata da un sacerdote non diocesano, il parroco di Cavriana, spalleggiato e difeso ad oltranza anche contro l’evidenza, non ne conceda la delega. Che la salvezza della anime dei “suoi fedeli” sia all’ultimo posto nella scala valoriale di Monsignore è palese; lo confermano affermazioni come: “ La preoccupazione della Chiesa non è celebrativa ma quella di annunciare il Vangelo / Avete in mente che la messa sia tutto…la messa andate a cercarla dove c’è/ Voi non sapete cosa è la Chiesa / Il vostro giudizio tenetevelo voi / Avete in mente soltanto quello che volete voi … punto e finito / Ho la conferma dei miei preti … quindi vado avanti così / Se volete stare all’interno della Chiesa Mantovana, se no … / Non avete ancora scoperto chi è Gesù Cristo”.
    Di tutte le nostre comunicazioni scritte, sorrette da spirito religioso, Mons. Busti ha fatto riferimento solo al documento da noi divulgato nell’ambito della frazione, in cui invitavamo i cittadini a non devolvere l’otto per mille alla Chiesa Cattolica: la prima preoccupazione del Nostro Pastore è palesemente “la cassa”. Questo si è stato il vero atto di lesa maestà!
    Ci conforta il fatto che molti sacerdoti ci hanno dimostrato la loro solidarietà.

    A Voi il giudizio...

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  5. Prendete il Santo Rosario in mano, e con quello andate davanti alla Curia e mettetevi in ginocchio e pregate . E non movetevi di là . jane

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  6. Comunità di San Giacomo23 settembre 2015 16:49

    Il Santo Rosario unitamente all'Ufficio di Lettura lo recitiamo ogni domenica da quasi 6 anni, ma mi spiace ammettere che più che la Corona la Curia e il Parroco temono questi mezzi di comunicazione di massa! Quindi chiunque possa diffonda e mantenga viva questa storia. Grazie.
    Se digita in internet "messa a san giacomo di cavriana" o "santa messa a san giacomo di cavriana" vedrà parte delle nostre battaglie.

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  7. Non mollate, dovete andare davante alla Curia, non in chiesa , e portare anche dei cartelli di protesta. Chi la dura la vince, il regno dei cieli è fatto per i forti.

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    1. Lei ha pienamente ragione, rispondo con una frase del grande Cardinale Giacomo Biffi che bene conosceva questa storia : "Cristo ci obbliga a combattere la buona battaglia, non a vincerla! Ricorda che sarà Lui a stabilire tempi e modi." Poi aggiunse: "La superbia parte a cavallo cantando; ma se ne torna in ginocchio piangendo!"

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    2. Quando a San Giovanni Rotondo , i " buoni amici prelati " di San Pio vollero trasferirlo , la gente andò là davanti al convento , e strillando e minacciando riuscì ad ottenere che il padre rimanesse lì . E Padre Pio non fu più trasferito.

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    3. Ben conosco la storia, ma la Curia sta aspettando una nostra dura reazione per chiudere tutto definitivamente e buttare letteralmente le chiavi. Hanno tentato più volte, anche con accuse non vere, ma sempre smontate puntualmente come un puzzle, i preti non ci mancano per celebrare, ma se li chiamassimo in causa ci rimetterebbero ( è già successo per chi pubblicamente ci ha difeso), quindi resta la diplomazia...ma ancor di più la preghiera!

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    4. Allora rimane solo una cosa da fare: pregare per il Vescovo che si converta e poi che il Signore se lo porti in Paradiso .

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  8. In questi giorni la Chiesa si preoccupa tanto dei profughi, del Papa che fa politica, qui a Mantova dello scempio della vasca battesimale e del nuovo presbiterio moderno nella Basilica di Leon Battista Alberti (Sant'Andrea) del rifacimento della lanterna del Campanile Palatino di Santa Barbara; ma nessuno si preoccupa della "mortem fidei" che già San Padre Pio aveva profeticamente preannunciato. Finite queste generazioni, le Chiese saranno musei e si riempiranno solo (forse) a Natale e Pasqua e non ci saranno più comunità come queste che lottano per riavere ciò che da sempre è il valore più alto "LA SANTA MESSA FESTIVA". Se così vogliono gli uomini, mi auguro intervenga il Buon Dio e Maria Santissima Incoronata Regina delle Grazie!

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  9. Sacerdote Mantovano23 settembre 2015 18:21

    Carissimi della Comunità di San Giacomo,
    ho letto con piacere l’articolo da poco che mi è stato segnalato da Amici!
    Mi congratulo e mi rallegro per quanto ho letto, notizie che forse un lettore non informato dei fatti non ha pienamente colto. Mi congratulo e mi rallegro per la perseveranza e per l'esempio che offrite alla Chiesa di sant'Anselmo ("Perseverate e sarete salvati!")
    Mi fa piacere la vostra scelta di rimanere una comunità unità con una modalità cristiana saggia e attiva che non rinuncia all’Eucarestia. La scelta del canto e della preghiera posta a servizio del prossimo vi fa onore. Animare la celebrazione della Santa Messa in altri contesti comunitari vi arricchisce ulteriormente e vi rende Chiesa, comunità missionaria. Non possiamo sbarrare le strade dello Spirito. Lo Spirito si fa strada e ci apre tante strade, come dice il Cardinal Martini nel seguente testo che ho trovato sulla Cittadella del 05/10/2012
    “Lo Spirito c’è, anche oggi, come
    al tempo di Gesù e degli Apostoli:
    c’è e sta operando, arriva prima di noi,
    lavora più di noi e meglio di noi;
    a noi non tocca né seminarlo né svegliarlo,
    ma anzitutto riconoscerlo, accoglierlo,
    assecondarlo, fargli strada, andargli dietro.
    C’è e non si è mai perso d’animo
    rispetto al nostro tempo, al contrario, sorride,
    danza, penetra, investe, avvolge, arriva
    anche là dove mai avremmo immaginato”
    Mentre sono contento per voi ( e spero in un felice e prossimo miglioramento), mi dispiace per la nostra chiesa mantovana che non perde occasione per impoverirsi. Si sfornano tanti programmi, quasi che debbano andare a riempire un vuoto, senza accorgersi delle tante ricchezze ecclesiali esistenti che sono già in atto da tanto tempo a formare il Corpo di Cristo.
    Continuate a cercare la vostra strada attraverso il Vangelo di Cristo e il servizio alla comunità umana che incontrate ogni giorno.

    Un caro saluto e l’augurio di ogni bene,
    Un sacerdote !

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    1. trallallallero, trallallalà.

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    2. Comunità San Giacomo23 settembre 2015 18:34

      GRAZIE DON, dallo stile e dal sms di conferma ho pienamente capito di chi si tratta!
      Grazie ancora, Lei per la nostra Comunità ha già sacrificato molto! E credo che molto sarebbe disposto a giocarsi! Lei sa come contattarci ed è sempre nostro ospite gradito. Ci vediamo prestissimo....

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  10. Purtroppo, questi sedicenti vescovi non sono più neanche dei cattolici. La maggior parte appartiene alla massoneria e la loro religione é il modernismo combattuto da San PioX. Hanno abbracciato il mondo dimenticando che Nostro Signore Gesù ha detto ai suoi discepoli: Voi siete nel mondo, ma non siete del mondo. Con l'inganno diabolico queste persone hanno occupato lentamente le nostre Chiese eliminando la Santa Messa di sempre .Ma nel Giorno del Signore ,il castigo si abbatterà anche su di loro.
    Che San Pio ci aiuti in questa dura battaglia contro le tenebre .

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  11. Vorrei focalizzare l'attenzione su una frase di mons. Vescovo: "La Chiesa è mia e ci faccio quel che voglio", frase peraltro registrata da entrambi i convenuti all'infausta riunione tenutasi il 28/05/2011. Banalmente voglio precisare che se così fosse: S.E. dovrebbe recarsi a San Giacomo a fare le polveri, tagliare il prato, garantire il servizio liturgico e la cura delle anime (comprensiva di catechesi), pagare le bollette, ecc... Poi però canonicamente dobbiamo tenere conto che il Concilio ha creato e crea un'attiva collaborazione tra pastori e gregge affinchè se ne specializzino le competenze nel rispetto dei ruoli e delle figure istituzionali, non tralasciando quell'enorme patrimonio che viene costituito ed implementato dalla Tradizione della Chiesa (che anche nel Diritto Canonico ha un peso notevole),ma dobbiamo anche tener conto (e questo a molti sacerdoti preme) che nel tempo e nella storia gli ex-abitanti di San Giacomo (ora, per forza di cose, Cittadini del Cielo per dirla alla Papa Luciani, hanno lasciato in dono alla Chiesa Locali dei LASCITI per il mantenimento della "Chiesa di Pietre a favore della custodia materiale, ma anche a favore della custodia delle anime di tutte le persone care di chi ha lasciato il bene" (cit), a tal punto mi pare ovvio: 1. se la Chiesa è del Vescovo vi deve provvedere in forza anche di quello che ha ricevuto, 2. se la Chiesa non è sua deve rendere ciò che ha ricevuto e far si (da buon custode) che gli Abitanti vi provvedano con ogni strumento in suo possesso.
    E se PER CASO la Chiesa (di pietra e di carne) fosse del popolo Santo di Dio che riunendosi e pregando l'Unico Salvatore del Mondo rappresenta e anticipa la Gerusalemme Celeste sulla Terra?
    Bhe se ci credessimo veramente (preti e laici) allora non una, ma cento, mille Messe!

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  12. Vorrei solo fare una domanda al sacerdote che scrive (perchè si capisce che di ciò si tratta), ma prima parto da un esempio terra terra come lo sono io:
    "Se io lascio andare in malora la mia casa sono affari miei, ma se questa rovina causa dei danni io sono citabile per Omessa Custodia di bene, se lascio la mia macchina non custodita in mezzo alla strada mi ritrovo la multa per lo stesso motivo, idem e lascio mia figlia a casa e questa disgraziatamente si fa del male in modo serio. " Usando il codice emerge che :"La responsabilità ex articolo 2051 Codice Civile, oltre ad avere carattere squisitamente “oggettivo”, non trova fondamento sulla presunzione di colpa, bensì sul mero rapporto di custodia, dunque affinché essa possa fondarsi, concretamente, è sufficiente la sussistenza del nesso causale tra la cosa in custodia e il danno arrecato, indipendentemente dalla pericolosità in atto od in potenza della stessa cosa, finanche per le cose inerti non rilevando, fra l’altro la condotta del custode e l’osservanza o meno di un obbligo di vigilanza.
    Essa, quindi alla luce di quanto detto, non trova fondamento in un comportamento o in un’attività riferibile al custode, ma su una relazione (di custodia), intercorrente tra quegli e la cosa dannosa. Solo il "fatto della cosa" è rilevante e non quindi il fatto dell’uomo; solo lo stato di fatto e non l’obbligo di custodia può assumere rilievo nella fattispecie.

    Dalle superiori premesse emerge la necessità di specificare il significato della nozione di custodia, al fine di una corretta interpretazione della norme di cui all’art. 2051, c.c.. All’uopo, possiamo elencare due diversi orientamenti giurisprudenziali rigurardo alla nozione di custodia, di cui uno minoritario e l’altro maggioritario, al fine di enucleare le peculiarità giuridiche e non, in atto ed in potenza insite nel rapporto tra il soggetto e la cosa in custodia.

    Secondo l’orientamento minoritario è “custode”, (cioè assume tale qualificazione), colui che usa e sfrutta economicamente la res. In particolare, possiamo affermare in base al brocardo latino “cuius commoda eius et incommoda”, che la responsabilità deve essere imputata in capo al soggetto che ha tratto profitto dalla cosa. Invece, secondo l’orientamento maggioritario, è “custode” il soggetto che ha una signoria di fatto sulla cosa, ovvero un potere di fatto, che gli consente (ma non lo obbliga), di intervenire tempestivamente in caso di pericolo. Quindi, la norma ex art. 2051, c.c. (secondo quest’ultima interpretazione), ha la funzione di imputare la responsabilità a chi si trova nelle condizioni di controllare i rischi inerenti alla cosa. Per arrivare ad una pronuncia di responsabilità ai sensi dell’ art. 2051 c.c., non è, dunque, sufficiente né necessario accertare l’esistenza di una relazione giuridica (proprietà, possesso, detenzione qualificata) tra soggetto e cosa, bensì secondo quest’ultima impostazione, è “custode” colui che, a qualsiasi titolo, esclusi i casi di mera detenzione temporanea o di cortesia, ha un effettivo potere di fatto sulla res. Colui che ha la disponibilità materiale di quest’ultima si trova, infatti, in una posizione che gli consentirebbe di controllare e di intervenire per impedire il verificarsi di qualsiasi pregiudizio per i terzi." [cit]
    Allora io mi domando: "Quando un giorno anche a San Giacomo la Chiesetta sarà chiusa, la fede ridotta a minoranza trascurabile, chi ci risarcirà del danno subito?" Già Caino mi pare rispose: "Chi sono io per preoccuparmi di mio fratello!" Allora io dico: "Non datemi risposte aride in linguaggio pretese ma bensì abbiate VOGLIA DI LAVORARE e ditela sta MESSA! Ne troverete giovamento anche Voi!"

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  13. Ciò che qui viene esposto ma che già conoscevamo perchè è stato l'argomento di discussione sul treno UNITALSI per Lourdes due anni fa e anche perchè sempre in quel periodo il Vostro Coro ha prestato servizio per alcune celebrazioni presso di noi, non è altro ciò che Rosa Mistica ha lasciato nei Messaggi durante le apparizioni proprio qui a Montichiari (le tre rose), stiamo vivendo una svolta: o siamo in grado (con l'Aiuto di Dio) di risollevarci o diventeremo minoranza quasi insignificante!

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  14. TUTTO STO BACCANO PER LA "CENA DI MONTINI"???? FOSSI IN VOI LO PRENDEREI COME UN SEGNO DAL CIELO, DI QUESTA "MESSA" SI PUO'(O SI DEVE?) FARE A MENO!

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  15. Non ha capito forse.... Fontanelle è a Brescia e ogni domenica vede una frequenza di circa 2.500-2.800 fedeli alle numerose celebrazioni ( non credo che molte parrocchie in Italia vantino numeri simili) sia dall'Italia che dall'Estero, san Giacomo di Cavriana è nel mantovano.

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  16. Bhe ho letto che avete tre Sante Messe "garantite" all'anno più quella del Decennale (ogni 10 anni quindi); uno sforzo pastorale che oserei definire apocalittico... da parte dei Reverendi Parroci...
    Sarebbe allora il calo che la CEI adeguasse lo STIPENDIO del Reverendo agli sforzi compiuti, riconosciamogli pure 60,00 euro, tutti gli altri andrebbero resi e dai ai missionari. Quindi: tanto lavori=tanto ti pago....

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