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mercoledì 29 luglio 2015

America waiting Francis

Via la statua dei Dieci Comandamenti in Oklahoma, discrimina i satanisti


Attorno alla mezzanotte di sabato scorso alcuni membri del Tempio di Satana di Detroit hanno svelato al pubblico una statua di Bafometto, idolo pagano che nel corso dei secoli è stato associato alla figura del diavolo. Il monumento è alto quasi tre metri, pesa mezza tonnellata e rappresenta una figura metà uomo e metà capra (la testa e gli zoccoli sono animali, il corpo umano) seduto, con il braccio destro alzato. Ai suoi fianchi, in piedi, due bambini – un maschio e una femmina – che lo osservano sorridenti (“Perché noi teniamo ai diritti dei bambini”). Le cronache locali riportano che alcune centinaia di presenti hanno salutato l’inaugurazione al grido di “Ave, Satana”.
Al centro di prevedibili proteste nei giorni scorsi, la statua potrebbe presto essere spostata in Arkansas, dove il governatore ha da poco approvato la costruzione di un monumento sui Dieci Comandamenti davanti al Congresso locale. Difficile che venga accordato il permesso di mettere la scultura bronzea di Bafometto nella stessa piazza, più probabile però che venga negato quello di erigere la statua del Decalogo.

ARTICOLI CORRELATI Il calvario di Cristo in Cina La libertà religiosa à la saudita: frustate in pubblico ai blasfemi Non c’è due senza tre. In America si discute se legalizzare la poligamiaIl caso ha infatti un precedente significativo. Nel 2012 a Oklahoma City, un privato sostenuto dai politici locali ha eretto di fronte al Congresso un monumento su cui sono incisi i Dieci Comandamenti, richiamo ai valori e alle radici giudaico-cristiane su cui si basano diritto e tradizione occidentali. L’anno dopo alcuni satanisti e la sedicente chiesa del Mostro degli Spaghetti Volanti hanno chiesto di potere anche loro erigere propri monumenti. Permesso non accordato, ma vero obiettivo dei satanisti raggiunto: dopo un ricorso, infatti, si è messo in moto un meccanismo giuridico che ha portato lunedì scorso la Corte suprema di Oklahoma City a confermare una sua recente decisione che ordinava di togliere la statua dei Dieci Comandamenti dalla piazza di fronte al Congresso perché violerebbe il divieto statale di utilizzo del suolo pubblico a scopi religiosi. I satanisti avevano fatto ricorso usando il più moderno dei grimaldelli giuridici, l’accusa di discriminazione, quel “perché loro sì e noi no?” che sta alla base di ogni riconoscimento di nuovi diritti.

Il paradosso della vicenda dell’Oklahoma è che quelli del Tempio di Satana hanno ragione. La decisione della Corte è infatti in linea con l’idea di libertà americana e con la moderna distorsione del significato di libertà, concetto ormai svuotato di significato e sempre più simile a quello di laïcité alla francese: un contenitore vuoto da riempire tutt’al più con i valori della Repubblica, stando ben attenti a evitare qualunque tipo di identificazione con tradizioni o valori diversi da essi. Difficile uscirne vincitori, dal momento che chi si oppone a questo tipo di pensiero normalmente lo fa con argomenti divenuti fragili, come la tradizione appunto, o sistemi di valori di riferimento considerati ormai superati o offensivi nei confronti di chi non li condivide. Il relativismo in cui l’occidente è immerso fa sì che di fronte alla supposta tutela della libertà individuale non vi sia argomento che tenga, e che pertanto la decisione dei giudici dell’Oklahoma non appaia così strana. In nome della libertà religiosa nessuna religione dovrebbe avere spazio pubblico, altrimenti le altre si sentirebbero discriminate. Non è da escludere che i giudici di Oklahoma City non considerino ebraismo e cristianesimo sullo stesso piano di satanisti e mostri volanti, ciò che manca loro sono le ragioni per cui un monumento su cui stanno scritti i comandamenti che hanno fondato e costruito millenni di storia dell’occidente abbia più diritto di restare in una piazza rispetto a un altro che raffigura il diavolo intento a istruire due bambini (la statua è realizzata in modo che ci si possa anche sedere sulle ginocchia di Bafometto). Nel dubbio meglio niente.

Ecco perché il Tempio di Satana adesso ha in programma di portare la statua di Bafometto in Arkansas: far esplodere la contraddizione e impedire che i Dieci Comandamenti vengano impressi su pietra di fronte al Congresso. Se tutto ha lo stesso valore, nulla è vero. E Jex Blackmore, direttrice del Tempio di Satana di Detroit può dire, senza che nessuno o quasi lo trovi strano, che negli ultimi anni “si è fatta molta confusione” sul satanismo, che è in realtà un termine che indica solo la volontà di ribellarsi al sistema, e che il loro intento è quello “di creare un dialogo”. E a chi le fa notare che a Detroit la maggioranza degli abitanti si definisce cristiana, Blackmore risponde che “se fino a oggi le loro preghiere non ci hanno salvato, forse è venuto il momento di abbracciare la diversità”. Il termine confusione è probabilmente il più adatto per definire la situazione, ma ancora debole. L’artista a cui la statua è stata commissionata ha confessato di avere avuto un momento iniziale di imbarazzo. “Poi ho pensato: ma perché non mi piace? E a forza di guardarla tutti i giorni, è una cosa come un’altra. Potrebbe essere Topolino”.
Piero Vietti
di Piero Vietti | 29 Luglio 2015 

RELATIVISMO TERMINALE: PER UNA CORTE DEGLI USA UNA STATUA DI SATANA E DEI 10 COMANDAMENTI PARI SONO

Relativismo terminale: per una corte degli Usa una statua di Satana e dei 10 comandamenti pari sono

Davanti al Parlamento dell’Oklahoma sta meglio una statua dei Dieci comandamenti, a raffigurare le radici giudaico-cristiane dello Stato americano, o una di Satana che circuisce due bambini? La Corte suprema dell’Oklahoma non è stata in grado di giudicare quale delle due fosse più appropriata e così ha deciso che nessuna delle due può stazionare sul suolo pubblico.

PARTITA PERSA. Peccato che una ci sia già dal 2012, quella dei Dieci comandamenti. Ecco perché i giudici supremi hanno ordinato al governo di rimuoverla, visto che la proprietà di Stato non può essere usata ad uso e consumo di una religione. La governatrice repubblicana Mary Fallin ha già annunciato che farà appello e che lascerà al suo posto la statua delle tavole della legge. Ma la partita, in un certo senso, è già persa.

«AVE SATANA». Ieri il gruppo satanico di New York, “The Satanic Temple”, ha svelato a Detroit la statua di Bafometto alta quasi tre metri che avrebbe voluto porre davanti al Parlamento di fianco a quella dei Dieci comandamenti. Questa rappresenta Satana nelle vesti di Bafometto, con le corna e il volto da caprone, mentre indottrina alcuni bambini sorridenti. Qualche centinaio di sostenitori al momento del disvelamento ha gridato: «Ave Satana».

DISCRIMINAZIONE? Il Satanic Temple ha chiesto di poter porre di fronte al Parlamento una statua nel 2013 con la scusa che «lo Stato non può discriminare il nostro punto di vista: se ha aperto le porte a loro [ebrei e cristiani], deve aprirle anche a noi». Dopo la decisione della Corte suprema, Jex Blackmore, direttore del gruppo satanico, ha detto che la statua verrà probabilmente trasportata in Arkansas. Ma è molto soddisfatto lo stesso.

«ABBIAMO VINTO». «A noi interessava solo contrastare i Dieci comandamenti, per riaffermare che viviamo in una nazione che rispetta la pluralità e rifiuta che un singolo punto di vista invada le istituzioni». Ora che la Corte suprema ha bandito anche i Dieci comandamenti, «non ci interessa più mettere la statua davanti al Parlamento. Per noi questa è una vittoria. Satana è il simbolo della ribellione nei confronti della tirannia» e della «barbarie abramitica».

«IN GREMBO A SATANA». La statua di Bafometto è stata costruita in modo tale da avere «anche uno scopo funzionale di sedia, così che persone di tutte le età potranno sedersi in grembo a Satana». Nel complesso scultoreo sono stati inseriti due bambini perché «a noi stanno molto a cuore i loro diritti».

IL NULLA. Che la Corte suprema dell’Oklahoma non sia più in grado di affermare che i Dieci comandamenti, i quali contengono principi universali validi per tutti e basilari per la costruzione della società, siano un bene, mentre la glorificazione pubblica di Satana un male, è grave. Ma è di gran lunga più grave che, secondo i giudici, l’unico modo per mantenere la laicità e neutralità dello Stato sia quello di eliminare tutto. Davanti al Parlamento non ci dovranno stare né Satana, né le tavole della legge. Ma i giudici, sotto l’apparenza della neutralità, hanno fatto una scelta ben precisa: hanno optato per il vuoto, per il nulla. I satanisti hanno tutte le ragioni del mondo per esultare. Questa per loro è davvero «una vittoria».