ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 10 agosto 2015

Ci penseranno i santi !?

BILOCAZIONI DI MARIA DE AGREDA


    Le bilocazioni miracolose. Nel corso di 8 anni nella prima metà del XVII secolo la spagnola Maria de Agreda apparve agli Indiani del Texas che non avevano mai visto un bianco e tanto meno un missionario convertendoli al Cristianesimo 
di F. Lamendola  

LE BILOCAZIONI MIRACOLOSE DI MARIA DE AGREDA
  (1622-1630)


Nel corso di otto anni, nella prima metà del XVII secolo, la spagnola Maria de Agreda apparve agli Indiani del Texas, che non avevano mai visto un bianco e tanto meno un missionario, convertendoli al Cristianesimo, tanto da indurli a presentarsi alle missioni francescane del Nuovo Messico per chiedere insistentemente di ricevere il battesimo. Le apparizioni furono più di cinquecento e ne esiste anche la "prova" materiale: alcuni rosari che ella lasciò agli Xumanas, insegnando loro le preghiere del culto cattolico.

Anno 1623: i frati francescani del Nuovo Messico ricevono alcune delegazioni degli indios Xumanas, stanziati ben 500 km. più ad Oriente, nel territorio dell'attuale Texas, molto al di là della zona di effettiva penetrazione del dominio spagnolo. Esse domandano con insistenza ai padri l'invio di missionari presso il loro popolo, perché desiderano convertirsi. Purtroppo i francescani sono troppo pochi e, per il momento, non sono in grado di soddisfare la richiesta. Dopo la prima ambasceria ne arrivano altre, nel corso di diversi anni. Nel 1629, sei anni dopo, addirittura cinquanta membri della tribù Xumanas si presentano per rinnovare la richiesta: essi affermano che una donna giovane e bella si è presentata loro, avvolta in una luce splendente, e che essi, spaventati, le hanno scagliato contro un nugolo di frecce, ma senza averle potuto fare alcun male. Allora sono caduti in ginocchio e hanno ascoltato le sue parole: ella, parlando nella loro lingua, li ha istruiti nella religione cristiana ed esortati a chiamare i padri per farsi battezzare. Tuttavia c'è un particolare ancora più sconcertante: scoraggiati per il mancato arrivo dei missionari e ridotti agli estremi da una siccità che ha allontanato i bisonti (che costituiscono l'unica fonte di sopravvivenza) dai loro territori, gli Xumanas avevano deciso di migrare più all'interno, allontanandosi dagli avamposti spagnoli, in cerca di condizioni più favorevoli, e rinunziando, con ciò, all'idea di farsi cristiani. Ma ecco che la donna, quando già avevano ripiegato le tende e preparato ogni cosa per la partenza in massa, era "apparsa" di nuovo, rincuorandoli e informandoli che i tanto attesi padri francescani erano ormai in arrivo. Sulla base di tale promessa, con una fede commovente che ricorda quella di san Pietro prima della pesca miracolosa, gli Indiani hanno sospeso la partenza e mandato degli esploratori, i quali effettivamente incontrano tre missionari in cammino verso di loro. La prima cosa che gli Xumanas domandano è di vedere una immagine della donna che ha predicato loro: e, davanti a una immagine di madre Luisa de Carriòn, affermano che quella apparsa loro era vestita alla stessa maniera (saio bianco e mantello blu), ma non era la stessa, essendo più giovane e bella. Poi tornano velocemente all'accampamento e guidano tutto il popolo - alcune migliaia d'individui fra uomini, donne e bambini - presso i frati, avanzando dietro due croci che la donna ha insegnato loro a costruire. Da quel momento inizia l'opera di conversione degi Xumanas, ai quai si aggiungono altre tribù indiane - Japies, Xabatoas, Aixaos, Piros e Quiviras - che affermano di aver ricevuto anch'essi le visite della donna misteriosa, esortandoli alla conversione. In tutto, i battezzati saranno qualcosa come 20.000 persone.
Si tratta di uno dei fatti più sbalorditivi nella storia dei fenomeni umani misteriosi. Si direbbe un tipico caso di bilocazione, di cui molti ne conosciamo, relativi sia a santi della religione cristiana (da S. Antonio da Padova a don Bosco), sia a personaggi storici non religiosi. Sulle apparizioni del Texas siamo particolarmente bene informati, perché possediamo una serie di documenti storici di prim'ordine, fra cui la relazione che lo stesso padre de Benavides inviò al re di Spagna, Filippo IV, nel 1629, e che fu pubblicata (a Madrid e a Bruxelles, allora nei Paesi Bassi spagnoli, due anni dopo), nonché la relazione autografa scritta dalla madre de Agreda, per ordine dei suoi supoeriori, nel 1631. Bisogna aggiungere che il Benavides, rientrato in Europa, volle recarsi nella città di Agreda ove poté incontrare personalmente suor Maria, nella primavera del 1631. I colloqui che ebbe con lei lo lasciarono letteralmente di stucco: la donna, che lo aveva subito riconosciuto, gli descrisse gli altri frati francescani del Nuovo Messico e fatti precisi della loro opera evangelizzatrice, fino al punto di dirgli di essere stata lei a mettere in  ordine la folla degli Indiani che si affollavano per ricevere il battesimo, in una circostanza ben determinata. I suoi racconti collimavano perettamente con quanto padre Benavides aveva visto coi suoi propri occhi.
Ma chi era quella suora straordinaria? Maria Cornel nasce il 2 aprile del 1602 ad Agreda da una famiglia della nobiltà decaduta. Il padre, Francisco Coronel, e la madre, Catalina Arana, vivono in un'atmosfera di profonda religiosità. Quando Maria ha dodici anni e da quattro ha fatto voto di verginità, sua madre trasforma la casa in un convento dell'ordine delle Concezioniste francescane, nel quale entreranno le due figlie e poi, via via, diverse giovani della cittadina. Fin dall'epoca del suo noviziato, Maria ha una serie di esperienze mistiche eccezionali, visioni di Dio e della Trinità, che proseguiranno per tutta la sua vita - accompagnate, peraltro, da frequenti assalti demoniaci. Una visione divina del 1627 le preannuncia che sta per essere eletta badessa, all'età di soli venticinque anni - cosa che puntualmente avviene - e la esorta a scrivere la vita della Madonna. Lei esita per dieci anni; nel 1637, finalmente, adempie alla richiesta e scrive La Ciudad de Dios.  Ma intanto l'Inquisizione comincia a tenerla d'occhio: ascolta vari testimonianze fin dal 1635, e nel 1650 decide d'interrogarla direttamente. Maria convince pienamente i suoi esaminatori che, dopo lunghe ore di audizioni, la prosciolgono da ogni sospetto; il suo libro, però, era stato dato alle fiamme per l'intervento del suo confessore temporaneo, non altrettanto convinto della provenienza divina delle sue visioni. Ma, dopo il processo, il suo nuovo confessore la incoraggia a riscriverlo e a raccontare inoltre la sua vita e le sue esperienze mistiche. L'opera è terminata nel 1660 e approvata dall'Inquisizione sei anni dopo. Ancora una volta, però, non tutti lo ritengono un libro ispirato: si pronunciano a favore le università di Salamanca, Alcalà, Tolosa e Lovanio, mentre quella di Parigi, la celebre Sorbona, è contraria, e anche i pareri dei teologi interpellati appaiono divisi. Tanto divisi che la causa di beatificazione di Maria, introdotta nel 1672, s'interrompe proprio a a causa delle contrastanti valutazioni del suo libro. Oggi, sulla scorta degli studi biblici più avanzati, possiamo affermnare con certezza che non tutta l'opera è ispirata, poiché contiene svariati errori storici,  geografici e cronologici relativi alle condizioni della Palestina ai tempi di Gesù; altra questione è il valore teologico e morale del libro. Maria de Agreda muore nel suo convento il 24 maggio del 1665, giorno di Pentecoste, in fama di santità, e il suo corpo viene trovato incorrotto nel corso di quattordici riconoscimenti ufficiali, l'ultimo dei quali il 20 maggio del 1989. Ora esso è stato posto nella chiesa della Concezione di Agreda, ed esposto alla devozione dei fedeli.
Tornando alle apparizioni del Texas, sono molti gli elementi che rendono testimonianza alla realtà del fenomeno, ma ve n'è almeno uno che ne rende difficile una interpretazione. A differenza di altri casi di bilocazione, qui vi sarebbe una prova "materiale" delle apparizioni di Maria de Agreda: dei rosari che ella teneva in mano quando entrava in estasi e che poi, rientrata nel convento, non aveva più con sé. Anche l'episodio della folla di Indiani da lei raccolta in file ordinate "con le sue mani" farebbe pensare a un fatto fisico, sebbene gli Xumanas, guardandosi attorno per vedere chi li avviasse, non scorgessero alcuno. Non solo. La badessa di Agreda era convinta di essere stata veramente nel Nuovo Mondo per più di mezzo migliaio di volte, descriveva con  precisione luoghi e persone e perfino le cose viste "durante" il viaggio dalla Spagna al Texas: una distanza di circa 10.000 chilometri. Il dettaglio ei rosari, se vero, farebbe pensare a dei viaggi fisici effettuati con il corpo e non a delle "semplici" apparizioni, ossia a bilocazioni del cosiddetto corpo astrale. Degno di nota è anche il fatto che, durante le sue "missioni" fra gli Xumanas del Nord America (ove ella non si recò mai nella sua vita, almeno con mezzi "normali") era altrettanto capace di visualizzare tutto quanto avveniva nel convento di Agreda. Sappiamo che anche san Paolo, nel tentativo di descrivere una sua sconvolgente esperienza mistica, scrisse che non era in grado di precisare se fosse salito al cospetto del Signore con il proprio corpo fisico, o soltanto in ispirito. "Conosco un credente che quattordici anni or sono fu portato fino al terzo cielo; io non so se egli vu fu portato fisicamente o solo in ispirito; Dio solo lo sa. So che quell'uomo fu portato fino al paradiso; se lo fu fisicamente o solo in ispirito - lo ripeto - io non lo so: Dio solo lo sa. Lassù udì parole sublimi che per un uomo è impossibile ripetere. (II Corinzi, 12, 2-4).
Davvero, bisogna concludere con l' Amleto di Shakesperareche "vi sono più cose fra la terra e il cielo di quante possa sognarne tutta la nostra filosofia".

di Francesco Lamendola

NOTA BIBLIOGRAFICA

GAMBA, Marino, Apparizioni mariane nel corso di due millenni, Udine, Ediz. Il Segno, 1999; MARTINETTI, Giovanni, Le prove dell'Aldilà, Milano, Rizzoli, 1990;
MESSORI, Vittorio, La Signora in blu che convertì i pellerossa, in Corriere della Sera del 5 aprile 2003;
TINIVELLA, Felicissimo, voce Agreda, Maria de, inEnciclopedia Cattolica, vol. 1, pp.570-71 (che contiene una ricca bibliografia).
http://www.ilcorrieredelleregioni.it/index.php?option=com_content&view=article&id=6404:le-bilocazioni-miracolose-di-maria-de-agreda-1622-1630&catid=137:non-e-terrestre&Itemid=167





NUOVI PRETI DELLA NUOVA CHIESA


APOSTASIA DI VESCOVI IN CILE


Riprendiamo una notizia pubblicata sul sito Scuola Ecclesia Mater.
Notizia che ci conferma che la voragine aperta dal Vaticano II va sempre di più inghiottendo componenti di quella che dovrebbe essere la Gerarchía cattolica… e che invece dimostra di essere una gerarchía al servizio dell'Anticristo.

Riportiamo l'articolo pubblicato sullo stesso sito, mentre da parte nostra ci asterremo da ogni commento, perché il fatto accaduto e le immagini relative, in tutta la loro blasfemia ed apostasia, si definiscono da sé.

Se ce ne fosse bisogno, ricordiamo che, siccome tutto si lega, c'è ancora qualcuno che pensa che l'elezione al papato del sudamericano Bergoglio sia stato un caso e un prodotto dell'assistenza dello Spirito Santo?

Ciò che stiamo vivendo noi cattolici supera sempre più i limiti della tolleranza e dell'immaginabile, non ci meraviglieremmo affatto se papa Bergoglio elevasse al vescovato lo stregone di questa occasione, magari per porlo alla guida della Conferenza Episcopale Cilena.

Auguri! Noi restiamo cattolici fino alla fine.



sabato 21 febbraio 2015

Scandalo in Cile "vescovi" adorano una divinità pagana, partecipando attivamente ad un rito stregonesco-pagano in onore del dio (demonio) inca Tata Inti, "dio" incaico del Sole
Colui che offre un sacrificio agli dèi, oltre al solo Signore,
sarà votato allo sterminio
” (Es. 22, 19)

“... i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio.
Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni;
non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni;
non potete partecipare alla mensa del Signore
e alla mensa dei demòni
” (1 Cor. 10, 20-21)

Questi "vescovi" scandalosamente hanno partecipato alla mensa di Cristo ed alla mensa dei demoni!!!! Che Dio abbia pietà di loro per quest'atto di apostasia!!!!





I martiri cristiani dei primi secoli si son fatti massacrare per molto meno dai pagani, perché non volevano offrire un granellino di incenso agli idoli, e questi "vescovi",  invece, offrono foglie di coca ed acqua al "dio" sole.






Da ricerche fatte da nostri amici ed affezionati lettori, è bene che si sappia che la cerimonia pagana è stata svolta nel corso di una "ordinazione episcopale" il 17 gennaio scorso. La cerimonia è stata presieduta dal Cardinale Arcivescovo Ricardo Ezzati e concelebrata dal vescovo Ivo Scapolo, Nunzio Apostolico in Cile, e dall'Arcivescovo di Antofagasta, Monsignor Pablo Lopez Riquelme.

Il nuovo vescovo ordinato era Moisés Atisha Contreras SdM e, prima della Messa, è stato chiamato il "sacerdote del villaggio", cioè un "sacerdote" Yatiri, per PROPIZIARE la sua nomina ... agli dèi inca (v. le foto ed alcuni commenti).

Tralasciando i diversi abusi liturgici che sono stati compiuti durante l'ordinazione (ad es., l'imposizione delle mani sopra lo zucchetto!), in questo caso, in buona sostanza, in pieno sincretismo religioso e paganesimo, prima del rito cattolico, i vescovi presenti hanno elevato un rito propiziatorio, insieme al "sacerdote" inca, che invocava il dio sole, il dio Tata Inti, la dea madre, Pachamama ed il pantheon inca. Hanno non solo partecipato attivamente alla benedizione panteista - erano tutti in abiti liturgici! - ma il neo eletto si è inginocchiato per ricevere le "benedizioni" inca del dio Tata inti, il dio del sole .... "Inti" è l'indicativo del dio sole in tutta l'America latina ed è posto sia sulla bandiera argentina sia su quella del Paraguay, e cambiava il nome a seconda delle città e degli imperi, così abbiamo Tata Inti in alcune località del Cile, in altre si chiama Inti Rama, e così via, ma indica sempre lo stesso dio Sole....



Il Messico abbandonò questo culto dopo l'arrivo del Cristianesimo, soprattutto grazie alla tradizionale devozione popolare alla Vergine di Guadalupe, che andò a sostituire la mitologia di questa ed altre divinità legate ai pianeti, alla terra ed alle acque....

Nel caso di specie, siamo dunque dinanzi ad una vera apostasia ed idolatria. Non solo. L'ordinato (e coloro che hanno partecipato al rito pagano), con questo unico atto, ha/hanno commesso almeno quattro gravissimi peccati contro Dio e contro la fede: spergiuro (perché ha/hanno mancato al giuramento fatto durante il rito di ordinazione di conservare integro e puro il deposito della fede), apostasia (il rito può considerarsi formale abbandono della fede cristiana a favore degli dei pagani inca), idolatria e sacrilegio (perché egli, ministro sacro, ordinato vescovo, ha tradito il Signore compiendo un rito pagano e lo stesso hanno fatto coloro che hanno offerto le libagioni al dio inca).

agosto 2015
http://www.unavox.it/FruttiPostconcilio/NuoviPreti/Apostasia_vescovi_Cile.html

1 commento:

  1. mah!si è perso il vero amore al Salvatore e al suo insegnamento ....c'è tanta confusione... "questi ministri di Dio" cosa possono mai insegnare ai fedeli visti gli orrori nella quale sono caduti?

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