Il Santo Sacrificio della Messa

A differenza dell'Antico Testamento, il sacrificio del Signore non è un atto, più o meno lungo, ma uno stato. Tra l'Ecce venio, proferito nel primo istante dell'incarnazione e il Consummatum est, pronunziato al Calvario, in una continua crescente oblazione, è contenuta tutta la vita del Redentore.
Padre Pio celebra la Santa Messa
Tra i bagagli del viaggio di papa Francesco a Cuba e negli Stati Uniti, iniziato oggi, c'è anche il messale delle sette messe che celebrerà nei due paesi.
Le celebrerà in due lingue, anzi, in tre se vi si aggiunge il latino.
La prima messa, domenica 20 settembre all'Avana nella Plaza de la Revolución, sarà tutta in spagnolo.
La seconda e la terza, lunedì 21 settembre a Holguín e martedì 22 settembre a Santiago de Cuba, anch'esse in spagnolo.
La quarta, mercoledì 23 settembre a Washington, con la canonizzazione del beato Junípero Serra, di nuovo tutta in spagnolo, ormai la seconda lingua degli Stati Uniti, molto diffusa tra i cattolici.
La quinta, venerdì 25 settembre a New York al Madison Square Garden, in inglese ma con la preghiera eucaristica in latino.
La sesta e la settima, sabato 26 settembre e domenica 27 settembre a Philadelphia, anch'esse in inglese con il canone in latino.
Ebbene, se in tutte queste messe si vanno a guardare le parole della consacrazione, si scoprirà che non sono uguali tra loro.
Nella prima messa in lingua spagnola a Cuba, alla consacrazione del calice di vino si legge che il sangue di Gesù è versato "por vosotros y por todos los hombres para el perdón de los pecados": per voi e per tutti per il perdono dei peccati.
Nelle due messe successive a Cuba, sempre in spagnolo, invece che "por vosotros" si legge "por ustedes", ma con le altre parole immutate.
Nella messa a Washington, anch'essa in spagnolo, invece che "por todos los hombres" si legge però "por muchos": per molti.
E lo stesso avviene nelle successive messe negli Stati Uniti, nelle quali il canone è pronunciato in latino: il sangue di Gesù è versato "pro vobis et pro multis", per voi e per molti.
Che cosa si può dedurre da questa oscillazione tra il "per tutti" a Cuba e il "per molti" negli Stati Uniti, nelle parole della consacrazione?
Si può dedurre che l'annosa questione alla quale Benedetto XVI aveva tentato nel 2012 di dare una soluzione definitiva e unitaria in tutto il mondo è stata lasciata da papa Francesco in sospeso.
Il tentativo di papa Joseph Ratzinger era di ricondurre tutti i messali in uso nel mondo nelle varie lingue a una traduzione fedele e uniforme dell'originale "pro multis" del canone romano, a sua volta ripreso testualmente dal Nuovo Testamento.
Prima nel 2006 tramite la congregazione per il culto divino e poi nel 2012 con una sua lettera personale ai vescovi tedeschi Benedetto XVI sostanzialmente ordinò a tutte le conferenze episcopali di uniformare su questo punto i rispettivi messali, spiegandone le ragioni:
> "Per molti" o "per tutti"? La risposta giusta è la prima (3.5.2012)
> "Per molti" o "per tutti"? La risposta giusta è la prima (3.5.2012)
Ma quando un anno dopo papa Benedetto si dimise, alcune conferenze episcopali, tra cui l'italiana, ancora non si erano allineate all'indicazione e mantenevano nei loro messali la dizione "per tutti", entrata in uso dopo il Concilio.
Con l'avvento di Francesco, si è diffusa l'idea che tale dizione sia più consona all'estensione universale della "misericordia" incessantemente predicata dal nuovo papa.
Il quale però non risulta che abbia su questo punto una posizione rigida, né tanto meno un interesse ad imporla, visto l'uso indifferenziato che fa sia dell'una che dell'altra dizione, anche in questo suo viaggio a Cuba e negli Stati Uniti.
Settimo Cielo
http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/09/19/per-molti-o-per-tutti-questo-o-quello-per-lui-pari-sono/
Dal 26 al 29 marzo 2012 ci fu il viaggio apostolico a Cuba di Benedetto XVI con la Messa a Piazza della Rivoluzione dove "Un folto gruppo di operai ieri ha terminato il palco su cui papa Benedetto XVI dopo il 28 marzo celebrerà la messa nella piazza della Rivoluzione qui all’Avana, proprio di fronte all’altare in cui campeggiano i volti stilizzati del Che e di Camillo Cienfuegos sulla facciata di un alto edificio".
Fra i tanti cattolici "impegnati" nella vita ecclesiale a L'Avana, Vatican Insider ne ha trovato uno :" Alejandro è venuto con la sua chitarra, sotto un pirotecnico scroscio tropicale, per provare con i ragazzi del coro i brani della Messa: «Gli organizzatori diocesani sono stati molto chiari: vogliono solo musica cubana. E noi siamo felici di suonarla».
La Messa del Papa a l'Avana : dove sta la "rivoluzione"? Aleida Guevara March non andrà alla Messa di Papa Francesco
Comprendiamo l'esigenza dei "titoloni" con i quali i mass media vogliono eccitare i lettori.
Il sensazionalismo fa sempre presa specie se protagonista è Papa Francesco.
Difatti Vatican Insider ha titolato trionfalmente "Una messa sotto il ritratto del Che: l’ultima rivoluzione del Papa"
Quale rivoluzione ?
Perchè i Predecessori di Papa Francesco in visita pastorale a L'Avana dove hanno celebrato?
Ovviamente in Piazza della Rivoluzione, la più grande della metropoli caraibica dove c'è " il ministero degli interni con l'immagine famosa del Che di Korda, scolpita da Enrique Ávila" (Cfr.Wikipedia).
Difatti è stato realisticamente notato che "Papa Francesco non sarà
il primo pontefice a celebrare una messa vicino all'immagine: Giovanni
Paolo II e Benedetto XVI le hanno celebrate in quella piazza durante i
viaggi a Cuba nel 1998 e nel 2012, rispettivamente. Ma l'impatto
mediatico sarà sicuramente molto diverso questa volta, anche per il
ruolo giocato dal Pontefice nel recente disgelo delle relazioni tra Cuba
e Stati Uniti". Ovviamente in Piazza della Rivoluzione, la più grande della metropoli caraibica dove c'è " il ministero degli interni con l'immagine famosa del Che di Korda, scolpita da Enrique Ávila" (Cfr.Wikipedia).
Rinfreschiamoci dunque un po' la memoria con l'ausilio di alcune foto che un comune "motore di ricerca" può fornirci da Internet.
Il 25 gennaio 1998 Papa Giovanni Paolo II arrivò alla Piazza della Rivoluzione José Martì dell’Avana per celebrare la Messa conclusiva del suo viaggio apostolico a Cuba.
Dal 26 al 29 marzo 2012 ci fu il viaggio apostolico a Cuba di Benedetto XVI con la Messa a Piazza della Rivoluzione dove "Un folto gruppo di operai ieri ha terminato il palco su cui papa Benedetto XVI dopo il 28 marzo celebrerà la messa nella piazza della Rivoluzione qui all’Avana, proprio di fronte all’altare in cui campeggiano i volti stilizzati del Che e di Camillo Cienfuegos sulla facciata di un alto edificio".
Degna
di nota, squisitamente religiosa - ma erano altri tempi- che Benedetto
XVI durante l'incontro con Raul Castro chiese , tra l'altro, che il
Venerdì Santo fosse stato riconosciuto a Cuba come giorno festivo (così
come accadde per l'analoga richiesta fatta da papa Woityla, 14 anni
prima, per la festività del Natale), richiesta che è stata accolta dalle
autorità cubane pochi giorni dopo la partenza del Papa. (Wikipedia)
Fra i tanti cattolici "impegnati" nella vita ecclesiale a L'Avana, Vatican Insider ne ha trovato uno :" Alejandro è venuto con la sua chitarra, sotto un pirotecnico scroscio tropicale, per provare con i ragazzi del coro i brani della Messa: «Gli organizzatori diocesani sono stati molto chiari: vogliono solo musica cubana. E noi siamo felici di suonarla».
Lui,
30 anni, occhiali, barbetta appena incolta e moglie sorridente al
fianco, potresti scambiarlo per l’animatore di un oratorio italiano: «Nella
nostra vita abbiamo già avuto la fortuna di vedere due papi, Giovanni
Paolo II, e Benedetto XVI, però non vi nascondo che stavolta è diversa.
Francesco lo sentiamo molto più vicino. Sarà perché è latino, parla
spagnolo, viene dalla nostra cultura, ma è come incontrare nostro padre.
E poi, c’è quello che ha fatto». Cioè? «L’apertura con gli Stati
Uniti. Non so se si capisce bene da fuori, ma per noi significa che la
vita adesso può davvero cambiare. E sappiamo che non sarebbe avvenuto,
senza lui».
Alejandro prevede che «verrà un mare di gente,
soprattutto giovani. Molti più di quelli che si aspettano le
autorità». Già, le autorità. Loro vogliono che la visita sia un
successo, ma non troppo. ( A tal proposito c'è già in rete la
versione diametricalmente opposta di Aleida Guevara March - una delle
figlie del "Che" - che lamenta la richiesta che le autorità comuniste
hanno fatto ai loro militanti di partecipare numerosi alla Messa Papale. N.d.R.).
Stimano che alla Messa di domenica verranno fra 150 e 200mila persone.
Il
numero è basso, secondo fonti vicine al Vaticano, ma c’è una ragione
che potrebbe convincere molti fedeli a guardare Francesco in tv."
Qualcuno mette le mani avanti ?
Solo 200mila fedeli ???!!!
Solo 200mila fedeli ???!!!
Ma come ?
E' lo stesso numero di persone che affollarono la stessa Piazza della Rivoluzione per la Messa di Papa di " Papa Benedetto XVI a Cuba accolto da Raul Castro. Messa davanti a 200 mila persone"
Le agenzie di stampa poche ore fa hanno diffuso la notizia che : " Sono
attesi migliaia di fedeli, una nutrita delegazione argentina -
capeggiata dalla presidente Cristina Kirchner - alla messa che Papa
Francesco celebrerà domenica 20 settembre all'Avana.
E' lo stesso numero di persone che affollarono la stessa Piazza della Rivoluzione per la Messa di Papa di " Papa Benedetto XVI a Cuba accolto da Raul Castro. Messa davanti a 200 mila persone"

Ma mancherà una delle figlie del "Che", Aleida Guevara March, fortemente critica verso la visita del Pontefice. «Il partito comunista cubano chiede ai militanti di andare a messa e di accogliere il Papa, quasi come fosse un dovere del partito. (Sottolineatura nostra N.d.R.)
Non sono d'accordo. Lo accogliamo, certamente, come un visitatore, ma
di sicuro non andrò alla messa. E lo trovo anche logico: abbiamo libertà
di culto e non sono credente, e quindi non vado alla messa».
Evidentemente
i fedeli cubani guardano alla sostanza dell'evento ecclesiale : la
gioia di ricevere nella loro terra il Successore di Pietro per essere
confermati nella fede.
Alejandro lo ha sottolineato con molta semplicità a Paolo Mastrolilli, inviato a L'Avana di Vatican Insider : "Francesco
lo sentiamo molto più vicino. Sarà perché è latino, parla spagnolo,
viene dalla nostra cultura, ma è come incontrare nostro padre..."
Ancora una volta i fedeli donano una lezione di umile fede vissuta anche a quelli che vogliono essere "più papalini del Papa"...
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