ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 15 settembre 2015

Una pacca sulla spalla ?

Giubileo, Sinodo, e Motu proprio: le sfide del Papa
La Confessione, dono della misericordia di Dio
A domanda precisa, risposta precisa. Quando la giornalista portoghese ha chiesto al Papa se il recente Motu proprio è stato fatto anche pensando al Sinodo e al Giubileo sulla Misericordia, Francesco ha risposto così: «É tutto collegato». In questi ultimi giorni papa Francesco è stato “ospite” di due trasmissioni radiofoniche, la prima è andata in onda in Portogallo, la seconda in Argentina. Così il Pontefice conferma di apprezzare questo modo di parlare direttamente alla gente, utilizzando i mezzi di comunicazione senza troppe attenzioni all'etichetta e al protocollo. La lunga intervista concessa all'emittente portoghese Renascenza è stata pubblicata sul sito della radio nella sua versione integrale. Alcuni passaggi sono utili per comprendere questioni di stretta attualità ecclesiale.

A proposito del recente Motu proprio che modifica il diritto canonico nelriconoscimento di nullità dei matrimoni, il Pontefice ha detto che questo è legato indirettamente ai contenuti della lettera scritta a monsignor Fisichella a proposito del Giubileo della Misericordia. E il legame è rappresentato, appunto, dallo stesso Giubileo. «Semplificare», ha detto il Pontefice, «facilitare la fede al popolo. E la chiesa è madre...» Perché dall'anno dedicato alla misericordia papa Francesco si aspetta «che vengano tutti! Che vengano e sentano l'amore e il perdono di Dio!».  In senso più stretto il Motu proprio, dice il Pontefice, ha la funzione di «semplificare i processi nelle mani del vescovo. Un giudice, un difensore del vincolo, solo una sentenza, perché fino ad ora ci sono state due sentenze. No, ora una sola. Se non c'è appello questo è tutto. Se c'è appello si va alla Chiesa metropolita, più velocemente. E poi la gratuità dei processi». E poi il passaggio che abbiamo riportato in apertura, ossia il fatto che la semplificazione dei processi per il riconoscimento di nullità dei matrimoni «è collegato» al prossimo Sinodo e nell'orizzonte del Giubileo.
«Vi chiedo di pregare molto per il Sinodo», ha detto Francesco. Il punto di partenza della discussione in aula, come ovvio, sarà l'Instrumentum laboris. «Speriamo molte cose, perché, evidentemente, la famiglia è in crisi. I giovani non si sposano. Oppure, con questa cultura del provvisorio, dicono “o convivo, o mi sposo, ma solo finché dura l'amore, poi ciao...». E cosa dire, ha domandato la giornalista, a quelli che vivono una morale contraria alle indicazioni della Chiesa e che hanno questa ansietà di essere perdonati? «Il Sinodo parlerà di tutte le possibilità per aiutare queste famiglie. Una cosa è chiara – e che Papa Benedetto XVI ha detto chiaramente: le persone che vivono una seconda unione non sono scomunicati, e devono essere integrate nella vita della Chiesa. Questo è diventato chiarissimo. E io, l'altro giorno, nella catechesi l’ho spiegato chiaramente: avvicinarsi alla Messa, alla catechesi, nell'educazione dei figli, nelle opere di carità,... ci sono mille cose, giusto?». 
Da queste parole del Santo Padre possiamo semplicemente annotare la chiave di lettura del “collegamento” che c'è tra il Motu proprio recentemente pubblicato, il Sinodo e l'anno giubilare della Misericordia. Una zelante esigenza di somministrare il perdono a chiunque lo richieda con cuore sincero, per ritrovare la comunione con il Salvatore. Il dibattito al Sinodo però sarà acceso, perché il rapporto tra verità e misericordia è delicato e non può essere ridotto a una pacca sulla spalla. Ne va del perdono e, quindi, della “salvezza delle anime” che, come ha scritto lo stesso Papa Francesco nel recente Motu proprio, è «guida» per la Chiesa. 

di Lorenzo Bertocchi 15-09-2015

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