ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 31 ottobre 2015

Ed ecco a voi, i sedevantisti!


Nella Chiesa cresce il malumore per il “Papa eretico”

Dai cattolici tradizionalisti ai movimenti in difesa della famiglia, si diffonde l’opposizione alle nuove idee di Papa Bergoglio, accusato addirittura di non essere cattolico

(Getty Images/Drew Angerer)


Le truppe ultra-tradizionaliste non hanno retto: il Papa venuto dalla fine del mondo non gli piace, non gli è mai piaciuto per la verità, solo che ora il brusio di fondo, il malcontento che si sentiva come un rumore in lontananza, è esploso. Il Papa non è cattolico, accusano, è quasi un eretico anzi; si avvicinano così alle classiche posizioni sedevantiste dei lefebrviani, la Fraternità di San Pio X che resta, per molti di loro, un punto di riferimento.
Il punto di non ritorno è stato il sinodo sulla famiglia, anzi i due sinodi: a lungo l'ala conservatrice più intransigente ha coltivato l'obiettivo di mandare a monte il progetto riformista del Papa che metteva fuorigioco la dottrina concepita come ideologia: chi è in regola è dentro tutti gli altri fuori, altro che misericordia, altro che amore di Dio, altro che accoglienza: porte chiuse e non e ne parli più.

Su questa linea si asserragliava l'integralismo duro e puro che aveva più di una diramazione rosso porpora nei sacri palazzi, anche se certo i cardinali integralisti non usavano il linguaggio aggressivo e feroce di certi gruppi e siti internet. D'altro canto uno dei padri sinodali, l'arcivescovo Tomash Peta, di Astana (Kazakhstan), appartenente alla corrente più intransigente, è andato fino in fondo e ha detto senza giri di parole – riprendendo una celebre espressione di Paolo VI - che il «fumo di Satana» è entrato in Vaticano con il sinodo e «precisamente attraverso la proposta di ammettere alla sacra comunione chi è divorziato e vive in una nuova unione civile; l’affermazione che la convivenza è un’unione che può avere in se stessa alcuni valori; l’apertura all’omosessualità come qualcosa dato per normale».
A lungo l'ala conservatrice più intransigente ha coltivato l'obiettivo di mandare a monte il progetto riformista del Papa che metteva fuorigioco la dottrina concepita come ideologia: chi è in regola è dentro tutti gli altri fuori, altro che misericordia, altro che amore di Dio, altro che accoglienza: porte chiuse e non e ne parli più

Non meraviglia più di tanto allora che nel sottobosco del web, di gruppi e associazioni fondamentaliste, il Papa diventi una specie di anticristo, un diavolo che si è infiltrato al vertice della Chiesa cattolica; ambienti marginali dai quali trapela però un clima pesante, una pericolosa aggressività mal repressa. Non va dimenticato, tuttavia, che se l'estremismo religioso cattolico ce l'ha con Bergoglio, i primi a dargli del “comunista” sono stati i fanatici dell'iperliberismo economico a stelle e strisce, i capi del Tea Party, le falangi repubblicane aderenti al cristianesimo evangelico in salsa fondamentalista, quello della “bible belt” che si saldavano agli ideologi di Wall street: il Papa si occupasse di anime, il capitalismo finanziario in crisi di questi anni turbolenti, non poteva essere toccato, tanto meno era compito del vescovo di Roma parlare di diritti sociali.

In ogni caso se un'opposizione coerente al Papa non riesce a prender forma, e appare anzi piuttosto frastagliata e divisa, gruppi e sensibilità diverse convergono però in un malumore crescente contro Francesco e i suoi collaboratori. Solo che questo sommovimento ha dovuto fare i conto con l'immenso consenso che accompagnava il Papa argentino, da Manila a Rio de Janeiro, dove interi popoli cattolici, folle di “scartati”, di marginali, ritrovavano una guida e un riferimento in un mondo regolato dal potere di una economia che non aveva – negli slums filippni e brasiliani - un volto umano.
Del resto è lungo l'elenco delle cose che hanno fatto sobbalzare i gruppi tradizionalisti: dalla critica alla finanza mondiale al San Francesco ecologico, dall'attacco alla corruzione nella Chiesa alla richiesta di pastori “col puzzo di pecora” - in grado cioè di stare in mezzo al popolo - alla scomunica ai mafiosi diretta anche e forse soprattutto ai tanti silenzi interni di preti e vescovi conniventi, dalla riforma delle finanze vaticane al depotenziamento della corte pontificia. E poi c'è stata la sconfessione di ogni criterio gerarchico nelle nomine cardinalizie: la scelta non premiava più diocesi potenti e carriere costruite per arrivare a quello zucchetto rosso, ma uomini di Chiesa che abitano i luoghi complessi di un mondo reale: dalla Birmania alla lontana Tonga, da Motevideo ad Agrigento.
Se un'opposizione coerente al Papa non riesce a prender forma, e appare anzi piuttosto frastagliata e divisa, gruppi e sensibilità diverse convergono però in un malumore crescente contro Francesco e i suoi collaboratori

L'enciclica sull'ambiente, inoltre, ha mobilitato intorno al Papa mondi che prima guardavano solo con diffidenza alla Santa Sede, ma in modo particolare ha avvicinato al vertice della Chiesa dopo molto tempo una miriade di organizzazioni cattoliche che dal Brasile, all'Africa, all'Australia, hanno combattuto col Vangelo in mano battaglie non di rado disperate per difendere territori depredati e comunità umane fatte a pezzi. Così è lo stesso papa Francesco ha descrivere il modello di Chiesa che ha in mente come una piramide rovesciata, dove il popolo di Dio – secondo la definizione del Concilio Vaticano II - è il protagonista e non più il porporato di Curia con il codice di diritto canonico fra le mani.
Infine è arrivato il tema più grosso, la famiglia, dove Bergoglio ha dato indicazione, senza cambiare la dottrina, di aprire le porte a tutti: divorziati, conviventi, madri single, omosessuali. Non un'assenza di regole, ma il ritorno al fondamento della fede cristiana, il perdono e l'accoglienza. E su questo si è aperta una battaglia culturale cruciale nella Chiesa.

Il sinodo è diventato allora il momento nel quale i vari oppositori interni hanno provato a riunificare le forze per fare muro contro il Papa, per bloccarne il disegno. Ma certo cardinali come Gerhard Muller, prefetto della dottrina della fede, e Angelo Scola, arcivescovo di Milano, pure in dissenso, non potevano approvare un progetto di 'guerra civile' interna come quello scatenato dai circoli più oltranzisti, per altro le voci più oltranziste e forse finivano col danneggiare l'ala meno irruenta dei conservatori. Fiorivano intanto gli interventi del professor Roberto De Mattei, della Fondazione Lepanto, o quelli di Antonio Socci, commentatore cattolico tradizionalista, che evocava paragoni storici per parlare di eresia latente e di Papa in definitiva non cattolico o quasi.
È lo stesso papa Francesco ha descrivere il modello di Chiesa che ha in mente come una piramide rovesciata, dove il popolo di Dio – secondo la definizione del Concilio Vaticano II - è il protagonista e non più il porporato di Curia con il codice di diritto canonico fra le mani

Forze più organizzate, come la lobby ultra-tradizionalista “Voice of the family”, attaccavano le posizioni “aperturiste” presenti nel sinodo mentre accoglieva e pubblicava in bella evidenza il comunicato del Superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, che a proposito del testo finale del sinodo affermava: “Vi si possono leggere sicuramente dei richiami dottrinali sul matrimonio e la famiglia cattolica, ma si notano anche delle spiacevoli ambiguità e omissioni, e soprattutto delle brecce aperte nella disciplina nel nome di una misericordia pastorale relativista. L’impressione generale che si ricava da questo testo è quella di una confusione che non mancherà di essere sfruttata in un senso contrario all’insegnamento costante della Chiesa”. A canto a questi si muoveva anche il gruppo “Tradizione famiglia proprietà”, fondato in America Latina alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso da Plinio de Correa de Oliveira, e poi diffusosi in varie parti del mondo; il movimento entrò in conflitto con la conferenza episcopale brasiliana a causa del suo fondamentalismo estremista.

Alla rete di “Voice of the Family”, aderisce anche “Famiglia domani”, l'organizzazione italiana che ha indetto da qualche anno la marcia per la vita nella quale si ritrovano i settori integralisti del cattolicesimo italiano e che incontra il consenso di gruppi politici di estrema destra come “Forza Nuova”. In Curia le posizioni oltranziste sono state rappresentate in primo luogo da un cardinale americano, Raymond Leo Burke, fautore della messa preconciliare; e all'interno dello stesso sinodo una personalità come il cardinale Carlo Caffarra, ormai ex arcivescovo di Bologna, ha dato voce, insieme ad altri, alla fazione più intransigente. C'è poi un livello di discussione più articolato, quello promosso da settori del cattolicesimo conservatore d'Oltreoceano, che non gradiscono la dottrina sociale declinata dal papa e dai suoi sostenitori, giudicata troppo sensibile ai temi della giustizia sociale.
La lobby ultra-tradizionalista “Voice of the family” attaccava le posizioni “aperturiste” presenti nel sinodo mentre accoglieva e pubblicava in bella evidenza il comunicato del Superiore dei lefebvriani, monsignor Bernard Fellay, che affermava: “Vi si possono leggere sicuramente dei richiami dottrinali sul matrimonio e la famiglia cattolica, ma si notano anche delle spiacevoli ambiguità e omissioni”

D'ora in avanti, insomma, il cammino si fa più aspro per il Papa, come dimostra la vicenda grottesca della falsa malattia diffusa a poche ore dalla conclusione del sinodo. dietro le quinte s'intuisce un lavorìo che fa leva sulla suggestione del caos, sul disordine interno che avrebbe suscitato l'azione riformatrice di Bergoglio. Del resto non c'è rivoluzione che non crea conflitti, e questo il Papa lo sa bene. Così il prossimo sinodo, potrebbe avere per tema – lo ha ipotizzato il cardinale Oscar rodriguez Maradiaga, vicino al pontefice - ildecentramento della Chiesa, ovvero il potenziamento del ruolo delle conferenze episcopali nazionali, delle singole diocesi, dei sinodi continentali. Una Chiesa in grado di discutere di tutto dunque, in cui il Papa sarebbe il garante dell'unità; in un progetto simile c'è certo poco spazio per i diktat della curia vaticana.
E poi - a sinodo appena concluso - sono arrivate due nomine importanti di vescovi in Italia, a Bologna e Palermo, città chiave per la chiesa italianam alla cui guida Francesco ha chiamato due pastori, nell'accezione bergogliana del termine: monsignor Matteo Zuppi, già vescovo ausiliare di Roma, e Corrado Lorefice, parroco e studioso. Da ultimo il Papa ha dato una stoccata indiretta ma ben assestata ai suoi detrattori parlando di Monsignor Oscar Arnulfo Romero, il vescovo assassinato da gruppi armati di estrema destra in Salvador nel 1980 e divenuto un simbolo della lotta evangelica contro l'oppressione dei più poveri. Il suo martirio, ha detto il Papa, è proseguito anche dopo la morte: «Una volta morto – ero giovane sacerdote e ne fui testimone – fu diffamato, calunniato, infangato. Il suo martirio continuò anche da parte di suoi fratelli nel sacerdozio e nell'episcopato. Non parlo per aver sentito dire. Ho ascoltato queste cose». Insomma Bergoglio comincia a levarsi qualche sassolino dalle scarpe e si prepara intanto al Giubileo della misericordia.

6 commenti:

  1. quando andavo a Catechismo mi insegnavano che la chiesa era la società perfetta, strutturati, quindi i sacerdoti come una piramide al cui somma sta Il salvatore, poi il suo vicario, poi i vescovi, quindi isacerdoti ed i fedeli. la parola e la vita ecclesiale discendevamo quindi da Cristo, passando infine al popolo di Dio, mediante la fedeltà del sacerdozio cattolico alla rivelazione. Ora seguendo il ragionamento della piramide rovesciato dovremmo concludere che la fedeltà alla parola nasce dal popolo, si prolunga nella gerarchia e giunge a Cristo, che se non è fedele al popolo deve cambiare la sua Parola.... mi sembra assurdo
    Prete perlesso

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  2. Il redattore dell articolo ha un nome perfetto per il ruolo che ricopre. Peloso di nome e di fatto. Senza pudore nel difendere la limpida apostasia del clero conciliarista. Che vomito.
    Alberto

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  3. Ma cosa è successo a questo sito ? se ne è impadronito Tornielli? o forse Padre Livio ? è raccapricciante il voltafaccia rispetto solo a pochi giorni fa. Stranamente non c'è la sempre brava Jane con i suoi commenti cattolcii al 100%, probabilmente si sarà ritirata dai frequentatori di questo blog, vista la mla parata. Ebbene, se lo ha fato lei, lo faccio anch'io. Visto che >Bergolgio dice che basta seguire la propria coscienza e si è a posto col Signore, bè, anch'io seguo la mia e vi saluto car amministratri (vechi o nuovi? non saprei) di questo he una volta era un blog cattolico, ora non più. Ciaooooo!

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    1. Grazie infinite della scomparsa!
      Addio!

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    2. P.s.
      Dimenticavo: lo faccia davvero però stavolta, non come le altre volte, firmando con altre sigle!

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  4. Salve.
    Mi sembra di vedere in questi scritti l'Angelo bambino di S. Agostino alle prese con l'acqua di mare... !

    Per Carità, siamo umani e possiamo anzi dobbiamo riflettere, ma attenzione a non confondere il fine con il mezzo, o la luna con il dito che la indica.

    Vede, paradossalmente anche se la Chiesa oggi fosse in mano ad una congrega di satanisti, lei sarebbe comunque in fallo: nel senso che l'acqua del mare sarebbe comunque sempre troppa per un buco nella sabbia, a prescindere da chi prova a travasarla. Ma del resto, come lo saremmo tutti noi.

    Lo stesso S. Agostino (che spero non sia considerato anche lui eretico dagli autori di questo sito) disse "ama e fa' cosa vuoi". Potremmo discutere di cosa significhi quell' "ama", ma mai sulla coerenza di questa frase con gli insegnamenti di Gesù.

    Nessuno che si riscaldi dell'Amore di Dio, e che viva con e per Esso, potrà mai interpretare i Suoi insegnamenti come autorizzanti azioni prive di amore verso l'uomo.

    Forse, e qui pur'io mi unisco a voler riempire la buca con quell'acqua, esistono pure delle persone divorziate che non hanno mai "ripudiato" il loro coniuge, e fors'anche che non hanno mai avuto un "coniuge", pur "sposate".
    Probabilmente, è verso queste persone che si chiede apertura alla Chiesa.

    Saluti
    Fabio

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