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lunedì 30 novembre 2015

Tu esci dalle stalle?

Fonte Nuova, via Gesù dentro i migranti: l'ideologia "violenta" il presepe

30 novembre 2015 ore 11:33, Americo Mascarucci
Fonte Nuova, via Gesù dentro i migranti: l'ideologia 'violenta' il presepe






Dopo il "caso Rozzano", con la decisione del dirigente scolastico che ha rinviato il concerto di Natale di un mese trasformandolo in un generico "concerto d'inverno" ed escludendo dal repertorio i canti della tradizione natalizia per rispetto degli alunni delle altre fedi, adesso si scopre che a Fonte Nuova, piccolo comune vicino Roma, nella locale scuola materna, si è deciso di allestire un presepe sui generis; non ci sarà Gesù Bambino e i magi avranno le sembianze di tre migranti. 

L'ultimo aspetto, quello cioè dei magi in versione profughi potrebbe anche essere condivisibile se soltanto non si avesse la pretesa di festeggiare il Natale senza il festeggiato. 
Proprio così, perché si ha tanto l'impressione che del Natale si voglia utilizzare esclusivamente l'aspetto consumistico (le vacanze, gli alberi, le stelle comete, le luci, Babbo Natale, i regali) dimenticando però che, prima di tutto questo, il Natale è la venuta di Gesù sulla terra. 

Adesso siamo arrivati all'assurdo di recuperare il presepe in chiave ideologica. Si butta via il bambinello, lo si sostituisce con generici pinocchi, cappuccetti rossi, babbi natale ecc. oppure si lascia la mangiatoia vuota, ma si recupera tutto il resto, il bue, l'asinello, i magi per lanciare messaggi specifici. Ovviamente il pretesto è sempre lo stesso; non urtare la suscettibilità dei bambini musulmani. 
Il preside di Rozzano ha rimesso il proprio mandato nelle mani del Provveditore, ma in sua difesa sono subito scesi in campo i laicisti duri e puri. Il giochetto è riuscito; passare dal torto alla ragione e trasformarsi così nella vittima dei cattolici tradizionalisti, della destra, della Lega Nord, di tutti coloro che hanno alzato le barricate contro il tentativo di cancellare l'identità del popolo italiano, un'identità che si identifica (scusate il gioco di parole) anche nei simboli della tradizione cristiana.
Alla fine appare evidente come dietro il pretesto di cancellare i bambinelli dai presepi, di vietare i canti natalizi e di rimuovere i crocefissi dalle aule si nasconda soprattutto il tentativo di "laicizzare" la società omologando la cultura ad un "pensiero unico dominante". 
Un disegno che si concilia perfettamente con l'opposizione ideologica che, gli stessi "nemici dei presepi nelle scuole", conducono da anni contro i finanziamenti alle scuole private molte delle quali sono cattoliche. Le uniche realtà che ancora combattono il pensiero unico e tentano di formare "cristianamente" l'individuo, impedendo che cresca con l'idea di considerare la religione solo ed unicamente un "fatto privato", un qualcosa da coltivare soltanto nel chiuso delle chiese o peggio da non coltivare affatto.
Ma poi, davvero possiamo supportare la tesi secondo cui il bambinello del presepe potrebbe urtare la suscettibilità dei bimbi islamici? O che possa turbarla l'ascolto di "Tu scendi dalle stelle"? Suvvia, inventiamone un altra per giustificare l'accanimento ideologico laicista contro i simboli della fede!

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