ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 11 dicembre 2015

Tutto ciò sta per finire ?

Sono quasi contento. Tutto ciò sta per finire. Buon Giubileo.



Bergoglio: ‘Misericordia va anteposta al giudizio‘. Da un punto di vista morale, sacramentale ed escatologico, questa è apostasia”. Così mi scrive dal letto del suo male l’amico Siro Mazza con un SMS fulminante.
Così, mi obbliga a parlare, mentre sono ammutolito. La verità cattolica, calpestata ogni giorno da Bergoglio fra gli applausi del Mondo, è evidente.
Ma ripugna parlarne per molti motivi: non ultimo, l’ignoranza della dottrina cattolica nei credenti, per non dire lo spregio in cui è tenuta dai miscredenti uomini-massa che sono i più, rende impossibile far capire a tutta “questa generazione” il pericolo estremo che rappresenta per loro la finta misericordia sentimentalista ed ecologista bandita dal Vaticano.
Mancano le parole per mettere in guardia. Sicché questo pezzo sarà fatto quasi solo di citazioni, che mi soccorrono da amici.
A proposito della frase papesca di cui sopra: Misericordia va’ anteposta al giudizio, Matteo D’Amico mi scrive: “San Tommaso spiega che la misericordia senza la giustizia è il principio di ogni dissoluzione. Equivale a un pensare come eguali il malfattore e il santo, la vittima e il suo carnefice, il bene e il male. Una falsa carità che senza giustizia né giudizio assolve il colpevole e non gli impone alcuna pena, è il cuore di un’età anticristica”.


Abbandonate la civiltà
Abbandonate la civiltà

Riporto, ma con un dubbio: dicono ancora qualcosa queste messe in guardia ai più? La distorsione papesca del cattolico “primato” della misericordia è grossolana e volgare, eppure ancor troppo sottile per l’incultura dilagante.
L’altro giorno, i tg e le radio laiciste sembravano tutte Radio Vaticana: tutte hanno dedicato ore ed ore alla “apertura del Giubileo”, loro che se ne fregano e deridono la fede. Estasiate, plaudenti, noiosissime “religiosamente” commosse.
Non vi sembra strano?


la specie in via di estinzione siete voi
la specie in via di estinzione siete voi

Lo spettacolo osceno della basilica di San Pietro investita da pesci colorati, scimmie, giaguari e cannibali con l’osso al naso, finanziata dalla Banca Mondiale, doveva svegliarvi come un simbolo orrendo della vittoria dei poteri forti mondialisti. Ma sapete ancora agghiacciarvi, leggere i “segni” dietro lo spettacolo?
Là sulla facciata di San Pietro, è stata la messa in scena la vittoria della “natura” sulla “cultura” e sulla storia anzi, specificamente della civiltà italiana e cristiana, che si esprime nelle architetture più belle, lasciateci dai secoli di una civiltà cresciuta su se stessa – greca, romana, cristiana – come un tutto unico e armonioso.
La Banca Mondiale ci dice – attraverso El Papa – che questa, la cultura e la storia umana, e specificamente quella romana e cristiana, non conta nulla. Che deve sparire, come l’uomo stesso, per riportare la “natura” là dove regnava l’architettura. Molto presto – vi dice – faremo di San Pietro una rovina, e vi pascoleranno di nuovo gazzelle e giaguari – tutt’al più con qualche primitivo con l’osso al naso..Ma forse che questo suscita la necessaria rivolta nei nostri figli? Si riempiono già di tatuaggi e di piercing, si chiudono già in branchi tribali, la loro musica è fatta di percussioni ossessive e selvagge, si adunano in feste rave che sono ammucchiate selvagge con selvaggi accoppiamenti – insomma, sono già fuori dalla cultura, di cui peraltro non sanno più nulla; quanto alla storia non ha senso per loro che vivono appiattiti sull’istante presente. Insomma sono già selvaggi ed aspirano ad esserlo anche di più, quindi non si può far più capire cosa i poteri globali gli vogliono togliere; men che meno chiamarli a difesa di una bellezza-verità che non hanno i mezzi intellettuali per amare.

Mica esagero. La Scala c’è stata la prima con la rappresentazione della Giovanna d’Arco di Verdi. La regia è stata affidata ad un ebreo, Moshe Leiser. Ora, ecco come questo Moshe ha “letto” la storia della Pulzella: …«E’ la storia di una ragazza che vuole uscire dall’anonimato, che vuole una vita di gloria donandosi a Dio, e che di conseguenza non può avere una relazione normale con un uomo – in questo caso, Re Carlo: ciononostante, va a letto con lui e diviene peccatrice. Deve pentirsi, e perciò va sul rogo, morendo alla fine di consunzione. [..]”.


L'artista Lesher a sinistra
L’artista Lesher a sinistra

Ed ecco la finissima visione Lesher: “Penso che Giovanna è come tutte le jihadi, sacrificiale tutto, uccidere l’enemico, poi trovare il paradiso dopo la morte. Io penso che Giovanna, i jihadisti, o di tutti gli altri che non possono avere l’amore qui sulla terra, è una cosa molto mortifera”: insomma, l’alto senso è: chi è religioso, integralista, è perché non scopa. Fatelo scopare e guarirà:
Ma non è proprio ciò che pensa e dice la enorme massa dei nostri simili?  “Questa generazione”? 
Leggete qui se non credete:
Ora, vi prego di credere, trent’anni fa nemmeno un ebreo ateo, per di più con velleità nel mondo dell’arte e quindi della cultura, avrebbe mai detto cose del genere. Si sarebbe vergognato di ridurre, con la sua psicanalisi da cesso pubblico, la storia della fanciulla medievale che salvò la Francia dall’invasione inglese, che finì sul rogo, che fu beatificata, simbolo ed eroina della Francia stessa, e farne una che “va’ a letto con re Carlo”. Ad un ebreo di trent’anni fa, la cosa sarebbe parsa idiota. Non era questione di religione, era quesione di avere o no un po’ di cultura generale.
Ma questo non ha più la cultura – intendo la cultura generale – per capire la storia e la sua serietà, e come i personaggi storici vadano giudicati e capiti all’interno della temperie della loro epoca. “Sente i diavoli che non le permettono di avere una vita felice, ma le ricordano l’educazione dal padre, educazione sbagliata, cattolica. L’oppressione della religione, è ciò che ha distrutto questa ragazza. Tutto è successo nella sua testa, tutto è una sua illusione”.
Beh, è proprio quello che pensa la massa: anzi persino Bergoglio, che detesta e stronca quei cattolici, come i Francescani dell’Immacolata, che credono al soprannaturale. Son tutte cose che succedono nelle loro teste… piuttosto difendete l’ambiente. No, non è possibile fare obiezioni, quando la gente è scesa a questo livello.
Sono ammutolito. Fortuna che un lettore mi rimbalza le previsioni che la Vergine di Civitavecchia (la statuetta che lacrimò sangue nel ’95) ha affidato alla famiglia Gregori, la proprietaria della statuetta: perché sì, l’intera famiglia ha ricevuto delle visioni di Maria, che non ha pubblicizzato fino ad oggi.


Il manto sta per chiudersi
Il manto sta per chiudersi

30.7.1995 : “Satana si sta impadronendo di tutta l’umanità, e ora sta cercando di distruggere la Chiesa di Dio tramite molti sacerdoti. Non permettetelo! Aiutate il Santo Padre”. (parlava di Giovanni Paolo II)
19.9.1995: “Vescovi, il vostro compito è di continuare la crescita della Chiesa di Dio… Tornate ad essere un solo cuore pieno di vera fede e di umiltà con il mio figlio Giovanni Paolo II, il dono più grande che il Mio Cuore Immacolato abbia ottenuto dal Cuore di Gesù”.
Nella stessa comunicazione: “Le tenebre di satana stanno oscurando ormai tutto il mondo e stanno oscurando anche la Chiesa di Dio. Preparatevi a vivere quanto io avevo svelato alle mie piccole figlie di Fatima” – Quel terzo segreto che la Chiesa d’oggi ha sottratto alla conoscenza, dandone una versione edulcorata.
Ancora: “La vostra nazione è in pericolo… Consacratevi tutti a me, al mio Cuore Immacolato, e io proteggerò la vostra nazione»
Ore 9.00 del 19.5.1995: “L’umanità sta per incombere in una tragedia molto brutta che si sta avvicinando. Non si sta accorgendo che sta per entrare in una guerra mondiale che può essere fermata”.
Terza guerra mondiale: nel 1995 chi l’avrebbe potuto immaginare? Ma ora vediamo sotto i nostri occhi quel che le generazioni delle guerre mondiali precedenti hanno visto: una volta che la mobilitazione bellica comincia, essa acquista una forza propria, fino a diventare incontrollabile dall’uomo. Figurarsi dagli uomini di “questa generazione”.
Messaggio del 4.9.1995: “Questo è il tempo della grande prova. Pregate, pregate, pregate! Verrà il tempo della vera pace, della gioia, dell’Amore, della fratellanza, della santità e della vittoria dell’Amore divino”. 19.9.1995 : “Dopo i dolorosi anni di tenebra di satana, ora sono imminenti gli anni del trionfo del mio Cuore Immacolato”.
Dunque è una vittoria che viene annunciata. E i mezzi   per ottenerla sono detti nel messaggio del 25.8.1995, alle ore 18.00: “Il mio volere è che vi consacriate al mio Cuore Immacolato per potervi condurre tutti a Gesù… Convertitevi, siate umili di cuore, caritatevoli, tornate ad essere il vero popolo di Dio…”. Anche nel messaggio del 26.8.1995, alle ore 18.30 si ripete: “Consacratevi al mio Cuore Immacolato”; e ancora: “Pregate e non stancatevi mai di pregare. Amatevi, perché l’amore in Cristo mio Figlio è la vostra chiave per entrare in quella porta piccola che conduce al Regno di Dio”».
Interessante è il messaggio del 30.7.1995: “Il mio mantello ora è aperto a tutti voi, tutto pieno di grazie, per mettevi tutti vicino al mio Cuore Immacolato. (Esso) si sta per chiudere, poi il mio Figlio Gesù sferrerà la sua giustizia divina”.

Cosa vuol dire? Non so, non ho le parole, specie non ho parole per convincere le masse impietrite nell’apostasia e nella stupidità pù ottusa. Citerò l’amico Marletta, che mi manda un messaggio a proposito del Giubileo: anche lui cita Faustina Kovalska, la suora che parlava con Gesù: Prima della fine spanderò la Mia misericordia. Chi non vorrà passare dalla Mia misericordia dovrà passare dalla Mia giustizia”. E conclude, Marletta: “”Approfittiamone. Buon anno della Misericordia”.
Sono colpito dalla coincidenza: il mantello di Maria che sta per chiudersi e l’invito a “profittare” del Giubileo. Di questoGiubileo? Indetto da questo Papa? Vale anche questo?
Vale per chi lo fa con cuore sincero”: SMS di Marletta.
Vedo che anche un insospettabile di simpatie moderniste, Monsignor Bernard Fellay, superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (i lefevriani) citato da Cristina Siccardi ha dichiarato che “le grazie dell’anno giubilare saranno preziose come sempre per coloro che profitteranno del Giubileo in spirito di penitenza e di riparazione per tutti i sacrilegi che vengono commessi quotidianamente e per la corruzione all’interno della Chiesa, non solo morale, ma dottrinale e, quindi, dei principi sui quali si fonda la Fede Rivelata e Universale, che ha per essenza ragione di esistere e di essere praticata”. (http://www.dici.org/actualites/lettre-aux-amis-et-bienfaiteurs-n85/ ).
Dunque sono quasi contento che questa generazione sia arrivata a questo punto, e la Chiesa si autodemolisca fino a consegnarsi al globalismo, il Papa avvolto nella mondanità spirituale di cui accusa i credenti, l’osceno spettacolo della “natura” che vince sulla cultura e il panteismo di Gaya che rimpiazza la Croce del Salvatore: è segno che l’alba è vicina. Il Papa ha in serbo altre sorprese: ha appena vietato la conversione degli ebrei, dunque la loro salvazione;
si appresta a dare le nozze ai preti, il controllo delle nascite,  la comunione ai divorziati, e cose del genere. Non importa, non si può nemmeno immaginare che questa Chiesa duri oltre il prossimo ventennio. Ma il prossimo ventennio non ci sarà, per noi. Il “dopo”, inimmaginabile, ed è inutile immaginarlo.
Se questo è Papa, e Dio scrive su righe storte, approfittiamo dell’anno della Misericordia col cuore pentito, mettiamoci sotto il manto di Maria; il resto, scimmie e il regista Moshe Lesher, i potenti di questo mondo e le masse che non sono più all’altezza della civiltà e vogliono scopare, tatuarsi e mettersi l’anello al naso…tutto questo sta per passare. Non perdiamo l’ultima occasione per appellarci alla Misericordia, perché poi comincia la Giustizia.
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LO SFREGIO ECOLOGISTA

L'attacco finale di Antonio Socci: "Che orrore il Giubileo-baracconata"

Spettacolo di luci a San Pietro
L’8 dicembre, in un brutto spettacolo, la Basilica di San Pietro e il Cupolone, cuore della cristianità, sono stati degradati a maxischermo (o meglio, “maxischerno”) su cui proiettare immagini relative a clima e ambiente, nuovi dogmi dell’ideologia dominante. «Uno spettacolo inconcepibile in piazza san Pietro, uno sfregio alla basilica simbolo della cattolicità», ha scritto Riccardo Cascioli, direttore del giornale cattolico online “Nuova Bussola quotidiana”.
Lo show era stato presentato, da parte vaticana, come una specie di lode al creato che richiamava l’enciclica «Laudato si’» e la Conferenza di Parigi sul clima e già così alimentava molti dubbi, visto che non c’entrava nulla con la Festa dell’Immacolata che si celebrava martedì, come pure con l’apertura del Giubileo e con l’imminenza del Natale. In realtà lo spettacolo poi è stato molto peggio di quanto si temeva. Nessun simbolo cristiano, casomai l’allusione a qualche moschea islamica che, proiettata sulla Basilica di San Pietro, fa un certo effetto inquietante. È stato uno scorrere noioso e a volte lugubre (per gli effetti sonori) di immagini di animali, tipiche di una certa divinizzazione gnostica e neopagana della Terra. Così a San Pietro, nella festa dell’Immacolata Concezione, alla celebrazione della Madre di Dio è stata preferita la celebrazione della Madre Terra, per propagandare l’ideologia dominante, quella “religione climatista ed ecologista”, neopagana e neomalthusiana, che è sostenuta dai poteri forti del mondo. Una profanazione spirituale (anche perché quel luogo - ricordiamolo - è un luogo di martirio cristiano). E una profanazione culturale.
Infatti quella concentrazione di solennità cristiane (l’Immacolata, il Giubileo, il Natale), in uno scenario cattolico come la Basilica, il colonnato del Bernini e la cupola michelangiolesca, su un suolo sacro bagnato dal sangue di san Pietro e di tanti altri cristiani, avrebbe giustificato - casomai - una grande proiezione su maxischermo collocato in piazza (non sulla Basilica) delle bellissime immagini della nostra arte sacra, magari accompagnata dalla grande musica della tradizione cristiana. Non una sceneggiata gnostica e neopagana che aveva un preciso messaggio ideologico anticristiano. Un messaggio sintetizzato nel titolo dello show, “Fiat lux”, che suona come beffarda sfida e come parodia della Sacra Scrittura nella quale l’espressione “Fiat lux” indica il gesto creatore di Dio e poi la Luce che è Cristo, venuto a illuminare le tenebre del mondo (come dice il Prologo del Vangelo di San Giovanni). E invece questo spettacolo rappresentava il contrario: il “mondo” che proietta luce sulla Chiesa immersa nelle tenebre. È la Chiesa che nello show riceve luce dal mondo. Quindi un simbolico e umiliante rovesciamento della fede cattolica. Che proprio questa sia l’interpretazione da dare all’evento lo conferma un passo dell’intervista di papa Bergoglio ad Antonio Spadaro a proposito del Concilio, per il cui anniversario - che cadeva proprio l’8 dicembre - è stato indetto il Giubileo. Il pontefice infatti ha dichiarato: «Il Vaticano II è stato una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea». Quindi per Bergoglio sarebbe il mondo (la cultura contemporanea) che illumina e giudica il Vangelo. Invece la Chiesa ha sempre affermato il contrario: è Cristo la vera luce che risplende sul volto della Chiesa e così illumina il mondo.
Non a caso uno dei fondamentali documenti del Concilio, la “Lumen Gentium”, inizia con queste precise parole: «Cristo è la luce delle genti: questo santo Concilio, adunato nello Spirito Santo, desidera dunque ardentemente, annunciando il Vangelo ad ogni creatura (cfr. Mc 16,15), illuminare tutti gli uomini con la luce del Cristo che risplende sul volto della Chiesa». Nella metafora della luce c’è tutta una visione delle cose che evidenzia l’opposta direzione del pontificato bergogliano rispetto al Concilio Vaticano II e al magistero costante della Chiesa. D’altronde c’è anche un linguaggio dei segni che è molto eloquente. Infatti la sera dell’8 dicembre, oltre alla Basilica, anche il grande Presepio di Piazza San Pietro, per l’occasione, era spento: non sia mai che la luce del Bambino Gesù disturbi la rituale messinscena della nuova religione neopagana.
Ci sarebbe poi da osservare che - applicando i criteri di giudizio di Bergoglio - quello show dovrebbe essere considerato dalla Chiesa un inaccettabile spreco di soldi che potevano più opportunamente essere spesi per i poveri. E non significa nulla che il costo dello spettacolo sia stato pagato da società private esterne, perché la Santa Sede avrebbe dovuto rifiutare il “regalo” e chiedere di donare quella cifra ai poveri. Peraltro solleva molti dubbi pure l’identità di coloro che hanno offerto questo “pacchetto” alla Santa Sede, che poi ha acriticamente messo in scena il tutto mettendo a disposizione la Basilica e la piazza. Scrive Cascioli: «È stato infatti un “regalo” della Banca Mondiale (e del suo programma Connect4Climate) e di alcune associazioni e fondazioni particolarmente interessate all’ecologismo, la Vulcan Inc. del co-fondatore di Microsoft Paul Allen e la Okeanos-Fondazione per il mare, istituzioni che non a caso portano il nome di due divinità pagane. A realizzare l’installazione è stato lo studio Obscura, un nome che è un programma. Scopo di “Fiat Lux”, come si legge in un comunicato stampa degli sponsor, è “educare e ispirare cambiamenti intorno alla crisi del clima attraverso le generazioni, le culture, le lingue, le religioni e le classi”». Dunque «educare le religioni». Ecco perché hanno “illuminato” le tenebre di San Pietro: una conferma del carattere ideologico dello show. Cascioli osserva peraltro che «la Banca Mondiale è anche l’istituzione che dagli anni ’70 è tra le principali responsabili» di quelle politiche verso i Paesi poveri - (prestiti in cambio di programmi per il controllo delle nascite) - che pure papa Francesco ha più volte denunciato. E sulla stessa lunghezza d’onda sono le altre associazioni per cui ecologismo e controllo delle nascite sono due facce della stessa medaglia».
Purtroppo l’insistito e acritico sostegno bergogliano alla Conferenza di Parigi (che non compete a un papa) finisce per identificare il messaggio del Giubileo sulla misericordia con la battaglia sul “cambiamento climatico” per cause umane, la cui fondatezza scientifica peraltro è del tutto discutibile. Il maggior fisico dell’atmosfera, “climate scientist” nel 2007, Richard Lindzen, ha dichiarato: «Le generazioni future si chiederanno, con perplesso stupore, come mai il mondo sviluppato degli inizi del XXI secolo è caduto in un panico isterico a causa di un aumento della temperatura media globale di pochi decimi di grado. Si chiederanno come, sulla base di grossolane esagerazioni di proiezioni altamente incerte di modelli matematici, combinate con improbabili catene di interferenze, è stata presa in considerazione la possibilità di ritornare all’era preindustriale». È incredibile che Bergoglio - sempre distaccato e critico verso la dottrina cattolica e i dogmi della Chiesa - poi vada a sposare acriticamente questi dogmi ecologisti che non hanno nemmeno fondamenti scientifici certi. Ed è sconcertante che un papa indichi come emergenza quella del clima. L’apostasia di interi popoli dalla fede nel vero Dio non è un dramma che meriterebbe gli appelli più accorati? La guerra alla famiglia e alla vita? La dimenticanza di Cristo e la persecuzione e il massacro delle comunità cristiane? Non era il caso di dedicare a loro la prima enciclica scritta di suo pugno? Perché ha preferito occuparsi di rettili e spazzatura differenziata?
Bergoglio è un enigma. Dice di non credere nell’esistenza di un “Dio cattolico”, ma crede ai dogmi del politically correct. Alain Finkielkraut l’ha definito «Sommo Pontefice dell’ideologia giornalistica mondiale».
di Antonio Socci
http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11858051/antonio-socci-orrore-sfregio-ecologista-su-san-pietro-giubileo-baracconata.html
San Pietro: una basilica oltraggiata
di Roberto de Mattei) L’immagine che rimarrà legata all’apertura del Giubileo straordinario della Misericordia non è la cerimonia anti-trionfalista celebrata da Papa Francesco la mattina dell’8 dicembre, ma il roboante spettacolo Fiat lux: Illuminating Our Common Home, che ha concluso la stessa giornata, inondando di suoni e di luci la facciata e la cupola di San Pietro.
Nel corso dello show, offerto dalla World Bank Group, le immagini di giganteschi leoni, tigri e leopardi si sono sovrapposte a San Pietro, che sorge proprio sulle rovine del circo di Nerone, dove le belve feroci divoravano i cristiani. Grazie al gioco delle luci, la basilica è sembrata poi capovolgersi, dissolversi, immergersi nell’acqua, mentre sulla sua facciata apparivano pesci-pagliaccio e tartarughe di mare, quasi evocando la liquefazione delle strutture della Chiesa, prive di qualsiasi elemento di solidità. Un enorme gufo e strani volatili luminosi volteggiavano sulla cupola, mentre monaci buddisti in marcia sembravano indicare una via di salvezza alternativa al Cristianesimo. Nessun simbolo religioso, nessun riferimento al Cristianesimo, la Chiesa cedeva il passo alla natura sovrana.
Andrea Tornielli ha scritto che non bisogna scandalizzarsi perché, come documenta lo storico dell’arte Sandro Barbagallo nel suo libro Gli animali nell’arte religiosa. La Basilica di San Pietro (Libreria Editrice Vaticana, 2008), molti artisti, nel corso dei secoli, hanno raffigurato una lussureggiante fauna attorno alla sepoltura di Pietro. Ma se la Basilica di San Pietro è uno “Zoo sacro”, come la definisce con irriverenza l’autore di quest’opera, non è perché gli animali rappresentati nella Basilica siano rinchiusi in un sacro recinto, ma perché sacro, cioè ordinato a un fine trascendente, è il significato che a questi animali è stato attribuito dall’arte.
Nel Cristianesimo infatti gli animali non sono divinizzati, ma valutati per il loro fine, che è quello di essere destinati da Dio al servizio dell’uomo. Recitano i Salmi: «Tu hai posto l’uomo a capo delle opere delle tue mani Tutto hai messo ai suoi piedi pecore e buoi, e le bestie ancora della campagna, gli uccelli del cielo e i pesci del mare» (Ps 8, 7-9). L’uomo è stato posto da Dio come vertice e re del creato, a cui tutto deve essere ordinato affinché egli tutto ordini a Dio, in qualità di rappresentante del cosmo (Gen 1, 26-27). Dio è il fine ultimo dell’universo, ma il fine immediato dell’universo fisico è l’uomo. «Siamo anche noi in certo modo il fine di tutte le cose», afferma san Tommaso (In II Sent., d. 1, q. 2, a. 4, sed contra), perché «Dio ha fatto tutte le cose per l’uomo» (Super Symb. Apostolorum, art. 1).
La simbologia cristiana attribuisce inoltre agli animali un significato emblematico. Il Cristianesimo non si interessa dell’estinzione degli animali o del loro benessere, ma del significato ultimo e profondo della loro presenza. Il leone simboleggia la forza e l’agnello la mitezza, per ricordarci l’esistenza di virtù e perfezioni diverse, che solo Dio possiede nella sua interezza. Sulla terra, una scala prodigiosa di esseri creati dalla materia inorganica fino all’uomo ha una essenza e una perfezione intima che è espressa dal linguaggio dei simboli.
L’ecologismo si presenta come una visione del mondo che capovolge questa scala gerarchica, eliminando Dio e detronizzando l’uomo. L’uomo è posto sul piano di un’assoluta uguaglianza con la natura in rapporto di interdipendenza non solo con gli animali, ma anche con le componenti inanimate dell’ambiente che lo circonda: montagne, fiumi, mari, paesaggi, catene alimentari, ecosistemi. Il presupposto di questa visione cosmologica è la dissoluzione di ogni confine tra uomo e mondo. La Terra con la sua biosfera forma una sorta di cosmica entità unitaria geo-ecologica. Essa diviene qualcosa di più di una “casa comune”: rappresenta una divinità.
Quando, cinquant’anni fa, si concluse il Concilio Vaticano II, il tema dominante di quella stagione storica appariva un certo “culto dell’uomo”, racchiuso nella formula «umanesimo integrale» di Jacques Maritain. Il libro del filosofo francese, con questo titolo, è del 1936, ma la sua influenza maggiore si ebbe soprattutto quando un suo entusiastico lettore, Giovanni Battista Montini, divenuto Papa con il nome di Paolo VI, volle farne una bussola del suo pontificato. Il 7 dicembre 1965, nell’omelia della Messa, Paolo VI ricordò che nel Vaticano II si era prodotto l’incontro tra «la religione del Dio che si è fatto uomo» e la «religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio».
Cinquant’anni dopo, assistiamo al passaggio dall’umanesimo integrale all’ecologia integrale, dalla Carta dei diritti dell’uomo a quella dei diritti della Natura. Nel XVI secolo, l’umanesimo aveva rifiutato la Civiltà cristiana medioevale in nome dell’antropocentrismo. Il tentativo di costruire la Città dell’uomo sulle rovine di quelle di Dio è però tragicamente fallito nel Novecento e a nulla sono valsi i tentativi di cristianizzare l’antropocentrismo, sotto il nome di umanesimo integrale. Alla religione dell’uomo si sostituisce quella della terra: all’antropocentrismo, criticato per le sue “deviazioni”, si sostituisce una nuova visione eco-centrica. La teoria del Gender, che dissolve ogni identità e ogni essenza, si inserisce in questa prospettiva panteista e ugualitaria.
Si tratta di una concezione radicalmente evoluzionista, che coincide in larga parte con quella di Teilhard de Chardin. Dio è l’“autocoscienza” dell’universo che, evolvendosi, si fa cosciente della propria evoluzione. Non è casuale la citazione di Teilhard nel paragrafo 83 della Laudato sì, l’enciclica di Papa Francesco di cui filosofi come Enrico Maria Radaelli e Arnaldo Xavier da Silveira hanno sottolineato i punti in dissonanza con la Tradizione cattolica. E lo spettacolo Fiat Lux è stato presentato come un “manifesto ecologista” che vuole tradurre in immagini l’enciclicaLaudato Sì.
Antonio Socci, su Libero l’ha definita «una sceneggiata gnostica e neopagana che aveva un preciso messaggio ideologico anticristiano», osservando che «a San Pietro, nella festa dell’Immacolata Concezione, alla celebrazione della Madre di Dio è stata preferita la celebrazione della Madre Terra, per propagandare l’ideologia dominante, quella “religione climatista ed ecologista”, neopagana e neomalthusiana, che è sostenuta dai poteri forti del mondo. Una profanazione spirituale (anche perché quel luogo – ricordiamolo – è un luogo di martirio cristiano)».
«Dunque, – ha scritto a sua volta Alessandro Gnocchi su Riscossa Cristiana –non l’Isis ha profanato il cuore della cristianità, non gli estremisti del credo laico hanno fatto scempio del credo cattolico, non i soliti artisti blasfemi e affetti da coprolalia hanno lordato la fede di tanti cristiani. Non c’era bisogno di perquisizioni e di metal detector per sbarrare l’ingresso ai vandali nella cittadella di Dio: erano già dentro le mura e avevano già innescato la loro bomba in multicolor e in mondovisione al calduccio della stanza dei bottoni».
I fotografi, i grafici e i pubblicitari che hanno realizzato Fiat Lux sanno che cosa rappresenta per i cattolici San Pietro, immagine materiale del Corpo Mistico di Cristo, che è la Chiesa. I giochi di luce che hanno illuminato la Basilica hanno avuto un intento simbolico, antitetico a quello espresso da tutte le luminarie, le lampade, i fuochi, che hanno trasmesso nel corso dei secoli il significato della luce divina. Questa luce era spenta l’8 dicembre. Tra le immagini e le luci proiettate sulla Basilica, mancavano quelle di Nostro Signore e dell’Immacolata, di cui si celebrava la festa. San Pietro era immerso nella falsa luce portata dall’angelo ribelle, Lucifero, principe di questo mondo e re delle tenebre.
La parola luce divina non è solo una metafora, ma una realtà, come realtà sono le tenebre che oggi avvolgono il mondo. E in questa vigilia di Natale l’umanità attende il momento in cui la notte si illuminerà come il giorno, «nox sicut dies illuminabitur» (Salmo 11) e si compiranno le promesse fatte a Fatima dall’Immacolata. (Roberto de Mattei)

1 commento:

  1. che pianto .....ma quando tutto sembra perduto ...coraggio rialziamo il capo la nostra liberazione è vicina... è perfettamente inutile che si affannino a mettersi al posto di Dio....Gesù ha vinto il mondo!!amen!

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