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lunedì 11 gennaio 2016

Un rispetto sincero

NATALE ORTODOSSO. LE PAROLE DI PUTIN NELLA CHIESA DI TURGINOVO, DOVE FURONO BATTEZZATI I SUOI GENITORI

Mercoledì scorso il presidente russo Vladimir Putin ha festeggiato il Natale ortodosso presso la Chiesa dell'Intercessione della Madre di Dio nel villaggio di Turginovo, situato a circa 150 chilometri a nord-ovest di Mosca. Putin ha partecipato alla veglia di mezzanotte e ha acceso una candela nella chiesa dove i suoi genitori furono battezzati nel 1911. 
Queste le parole che ha pronunciato nell’occasione, come messaggio di auguri natalizi:


«Questa festa porta gioia e risveglia pensieri puri, ci unisce intorno ad ideali di bontà, amore e misericordia. Questi valori eterni hanno un significato speciale per la Russia, sono un fondamento spirituale per la nostra società. È molto importante che oggi la Chiesa ortodossa russa porti avanti le tradizioni, aiutando le persone a trovare fede e dando loro forza lungo il loro cammino. Ha un ruolo costruttivo nell'accompagnare le giovani generazioni, nel rafforzare l'istituto della famiglia, della maternità e dell'infanzia. Sta facendo un grande sforzo per mantenere l'armonia nei rapporti tra le persone di diverse etnie e religioni. Questo grande lavoro merita un rispetto sincero».
L'ultima frontiera del multiculturalismo olandese: fuori le feste cristiane dalle scuole, dentro quelle islamiche
I presidi di Amsterdam: "Giusto aprirsi a tutte le tradizioni". La destra di Wilders chiede al Parlamento di "combattere con le unghie e con i denti" il progetto


L'opposizione più dura al progetto è del partito di destra guidato da Geert Wilders
Roma. I presidi delle scuole di Amsterdam hanno dato la propria disponibilità a eliminare dal calendario scolastico un giorno di festività cristiana per sostituirlo con uno caro ai fedeli di religione islamica. L'approntamento del nuovo piano da parte dei consigli scolastici sarebbe già a buon punto, e l’idea che pare ottenere i maggiori consensi consisterebbe nel cancellare l’Ascensione e nell’inserire la festa di Eid al-adha, che commemora il sì di Abramo al sacrificio di Isacco. La richiesta è stata inoltrata alla municipalità della capitale olandese da un gruppo di scuole primarie dove molti alunni sono non cristiani. Immediata è stata la reazione del Partito per la Libertà (PVV), la formazione di destra guidata da Geert Wilders, che ha portato il caso in Parlamento: “Siete pronti a contrastare con le unghie e con i denti l’introduzione di eventi islamici e la sostituzione delle feste occidentali e cristiane con quelle islamiche?”, si legge in una interrogazione presentata alla Camera. Il testo si conclude con un’ulteriore domanda: “Se non siete pronti a combattere, per quale motivo state dando in regalo l’Olanda?”. Il deputato Harm Beertema ha chiarito la questione su Twitter: “L’istruzione ha un compito, ed è quello di trasmettere la nostra identità alle generazioni future anziché agevolare l’ideologia dell’odio”.

ARTICOLI CORRELATI Cancellato san Giovanni dalla stazione di Rochester, in Inghilterra: “E’ troppo cristiano” Non solo Colonia. Vacilla il multiculti à la tedesca Sì al crocifisso, ma anche al Ramadan in classe. Idea dei preti di frontieraGià oggi, nei Paesi Bassi, i bambini di fede musulmana possono rimanere a casa nelle feste contemplate dal loro calendario religioso, a patto che presentino una richiesta – una sorta di giustificazione – con due giorni d'anticipo. Il piano appoggiato dai consigli scolastici di Amsterdam (dove il tredici per cento della popolazione è musulmana, secondo le stime del 2012) segnerebbe un passo ulteriore, prevedendo che nel giorno stabilito gli istituti rimangano chiusi.
La Gran Bretagna, già tempo fa, aveva respinto analoga richiesta di rivedere il calendario scolastico per “equilibrarlo” tra festività cristiane e musulmane, mentre in Germania ci si è limitati a trasmettere sulle frequenze della televisione pubblica e sul canale radiofonico Bayerischer Rudfunk le preghiere del culto islamico che segnavano l’inizio della festa di Eid al-Fitr e la fine del mese sacro di Ramadan. Accadeva il 17 luglio scorso.

In Olanda, la scelta dei dirigenti scolastici appare l’ultimo cedimento al multiculturalismo, che ha portato anche in Italia alcuni “preti di frontiera” friulani ad auspicare che accanto al crocifisso e al presepe le scuole diano spazio anche ai simboli delle altre confessioni religiose, contemplando anche la possibilità che tutti festeggino il Ramadan come si fa ora con il Natale. Il presidente del coordinamento dei consigli scolastici di Amsterdam, Herbert de Bruijne, ha detto che "in aggiunta alle tradizioni esistenti è bene essere aperti anche alle altre tradizioni".
Léonard, appello al Papa
Poco dopo essere stato congedato da Bruxelles-Malines, l'arcivescovo Léonard rivolge   un appello al Papa. Interessante perché tocca il Sinodo della Famiglia, e il documento – l’esortazione post-sinodale – che il Pontefice secondo alcuni renderebbe pubblica il mese prossimo.


Uno dei siluramenti meno spiegabili, fra quelli, poco comprensibili anch’essi, compiuti nel regno di papa Francesco, ha toccato l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, mons. André-Joseph Léonard. Mons. Léonard è stato congedato alla scadenza dei suoi cinque anni di servizio, senza ricevere la berretta cardinalizia che normalmente si accompagna a Bruxelles; è stato attaccato fisicamente e pubblicamente dalle Femen, ha difeso la dottrina cattolica, e avendo ricevuto una diocesi che nel 2010 aveva quattro seminaristi ha lasciato un seminario con 55 presenze.  
 Professore a Lovanio per vent’anni, per tredici superiore del seminario universitario e vescovo a Namur prima che a Bruxelles, è probabile che sia rimasto vittima dell’antipatia che godeva presso alcuno vescovi colleghi, che lo giudicavano troppo conservatore, e della scarsa sintonia con il consigliere del Papa, il discusso card. Danneels.  
Poco dopo aver lasciato il suo incarico, ha risposto a La Croix a una serie di domande; e anche se l’intervista è di qualche giorno fa, ci sembra utile riproporne alcuni brani ai lettori italiani, rimandando all’originale QUI  

Léonard rivolge anche un appello al Papa. Interessante perché tocca il Sinodo della Famiglia, e il documento – l’esortazione post-sinodale – che il Pontefice secondo alcuni renderebbe pubblica il mese prossimo. Dopo aver detto di essere rimasto un po’ deluso dal testo finale, perché “si è coltivata l’ambiguità nei punti più delicati. Alcuni vescovi mi hanno detto che i testi sono stati redatti volontariamente in maniera ambigua cosicché siano interpretati in direzioni diverse”. Ed ecco l’appello: “Spero dunque che avremo una parola benevola e sfumata, ma chiara, sui temi della dottrina e della disciplina della Chiesa cattolica riguardo a matrimonio e famiglia. La palla è ora nel campo del Papa. E’ il momento per lui di esercitare il suo ruolo petrino di unità e di continuità della Tradizione come aveva dichiarato nel suo discorso di chiusura del primo Sinodo sulla famiglia”.
MARCO TOSATTI
 11/01/2016

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