ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 4 febbraio 2016

Mi consenta

Una lettera del Vescovo di Ventimiglia e la risposta di Paolo Deotto

Dopo la pubblicazione dell’articolo Diocesi di Milano e diocesi di Ventimiglia. Ultime novità sullo smantellamento della Fede , mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia – San Remo ci ha scritto smentendo di aver benedetto il “centro islamico”. Ne prendiamo atto, ma la sua lettera suscita inevitabilmente altre domande.
di Paolo Deotto
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È giunta oggi in redazione questa mail di mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia – San Remo:
Pregiatissimo Signor Paolo Deotto,
ho letto con dispiacere e stupore il suo articolo su “Riscossa Cristiana” il 1 febbraio u.s. circa la mia visita al Centro islamico di Sanremo, che lei riconduce ad un’opera di “smantellamento della fede”, articolo puntualmente diffuso a tanti che mi leggono per conoscenza.


A tal proposito desidero innanzitutto esporle i fatti: sono stato invitato all’inaugurazione del Centro islamico prevista per domenica 31 gennaio alle ore 10.30. Non potendo presenziare all’inaugurazione per impegni concomitanti, ho pensato di fare una semplice visita e mi sono recato al Centro alle 9.45. Mi sono intrattenuto per 5 minuti con le persone che mi hanno accolto, porgendo loro i miei auguri e visitando il centro. Non mi è stata richiesta nessuna benedizione né l’ho data, e non ho condiviso nessun atto religioso.
Non c’erano giornalisti e il Presidente del Centro islamico, che ha successivamente riferito della mia visita e fornito le fotografie che sono state scattate, ha correttamente raccontato quanto è accaduto durante l’incontro con me, come correttamente riportato da un quotidiano locale on-line.
Questi i fatti. Non ci sono stati da parte mia comportamenti contrari ad un cristiano e ad un pastore: ho fatto un gesto che hanno compiuto anche San Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI e Papa Francesco visitando moschee.
Non mi sono presentato sotto mentite spoglie, ma sono andato come vescovo cattolico, in abito corale e con la croce pettorale, che sempre indosso: ho professato quindi la mia fede davanti a tutti; nello stesso tempo ho espresso un segno di dialogo, di convivenza pacifica e di reciproco rispetto. In tutto ciò non trovo errore.
Il suo articolo è perlomeno incolpevolmente sbagliato e spero che, con lo stesso spazio e lo stesso risalto, adempia al dovere di giustizia e di verità di rettifica.
Non voglio insegnarle il mestiere, ma le domando: “un buon giornalista non dovrebbe prima informarsi alla fonte?”. Non mi risulta che lei mi abbia cercato per chiedermi conferma di quanto aveva appreso (ora ha la mia mail e potrà contattarmi quando crede).
Al di là di aver diffuso una notizia sbagliata, che purtroppo – questa sì – ha creato disagio in molti fedeli, venendo meno alle opere di misericordia da lei richiamate nel disseminare dubbi e nell’incremento dell’ignoranza, i giudizi che lei deduce nei miei confronti sono gravissimi, sintetizzati nel termine “tradimento”, da lei utilizzato.
Per quel che mi riguarda, applico la 5^ opera di misericordia spirituale “perdonare le offese” e per me tutto finisce qui (ho pregato anche per lei nella S. Messa appena celebrata); per quel che riguarda lei invece si domandi se giudizi temerari e calunnia siano leciti e siano buoni strumenti per la difesa e la diffusione della vera fede.
L’occasione mi è gradita per salutarla cordialmente.
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+ Antonio Suetta
Vescovo di Ventimiglia – San Remo

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zzzzstt
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Così ho risposto:
Eccellenza Reverendissima,
                                                    prendo atto della Sua smentita circa la benedizione e pubblico interamente la Sua lettera su Riscossa Cristiana.
Mi permetto di far notare che la notizia è stata pubblicata la sera del 31 gennaio dalla prima agenzia di informazioni d’Italia, l’ANSA e poi ampiamente ripresa. Non mi risulta che né l’ANSA né le altre testate abbiano pubblicato rettifiche. Naturalmente non so se la Diocesi di Ventimiglia – San Remo abbia provveduto tempestivamente a smentire almeno l’ANSA. Qui di seguito fornisco un elenco di siti nei quali la notizia è tuttora leggibile:
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http://www.ansa.it/liguria/notizie/2016/01/31/vescovo-benedice-centro-islamico_35c9411e-3624-469e-85b1-8c4415ddba57.html
http://www.ilsecoloxix.it/p/imperia/2016/01/31/ASb3VfOB-sanremo_moschea_benedetta.shtml
http://rivierapress.it/2016/01/31/sanremo-nuovo-centro-islamico-benedetto-dal-vescovo-suetta/
http://italian.irib.ir/radioislam/notizie/item/210610-islam-italia-sanremo,-il-vescovo-benedice-moschea
http://www.ligurianotizie.it/sanremo-vescovo-benedice-centro-islamico/2016/02/01/189159/
http://247.libero.it/rfocus/25130996/9/vescovo-benedice-centro-islamico/
http://www.intopic.it/varie/moschee/
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Vorrei però, da semplice fedele , porle alcune domande, che mi vengono spontanee dopo aver letto la Sua lettera.
Lei chiarisce di aver fatto una semplice visita al Centro islamico, intrattenendosi brevemente con i presenti e porgendo loro gli auguri. Specifica anche di essersi colà recato “come vescovo cattolico, in abito corale e con la croce pettorale”. Così facendo, riprendo sempre le Sue parole “ho professato quindi la mia fede davanti a tutti; nello stesso tempo ho espresso un segno di dialogo, di convivenza pacifica e di reciproco rispetto. In tutto ciò non trovo errore”.
Mi consenta quindi di chiederle:
  • Un cattolico, e tanto più un Pastore, non ha il dovere di ammonire chi è nell’errore? E non è tanto più nell’errore chi nega la santissima Trinità, la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo, la verginità della Madonna, come fanno gli islamici?
  • Può un cattolico accontentarsi di “professare la fede” senza peraltro spiegare che la sola vera Fede è quella cattolica?
  • Nessuno nega la bontà della convivenza pacifica e del reciproco rispetto, ma tutto ciò si può ottenere a scapito del dovere dell’apostolato?
  • I fedeli non rischiano di restare confusi vedendo i Pastori che ormai abitualmente intrattengono rapporti con i rappresentati di false religioni, senza peraltro preoccuparsi più di convertire costoro?
Di sicuro Lei concorda sul fatto che non c’è salvezza fuori dalla Fede cattolica, come da sempre la Chiesa ci insegna. Non riesco a capire come si possa salvare questo principio fondamentale e nel contempo mantenere rapporti non chiari con i seguaci di false religioni. Ciò, a mio avviso, non giova a quest’ultimi, né giova ai fedeli, che potrebbero essere tentati di credere che qualsiasi “fede” possa salvare l’anima.
Come dicevo prima, prendo atto della Sua smentita circa la benedizione al Centro islamico, che non è stata impartita. Mi spiace di aver pubblicato una notizia inesatta. Mi permetto però di notare che restano aperti problemi di grande portata, suscitati proprio da queste visite in luoghi dove si professano false religioni.
Lei mi fa notare che gli ultimi tre pontefici hanno visitato moschee. Aggiungiamo anche le visite alle sinagoghe e ai locali di “culto” di valdesi ed evangelici.
A questo proposito mi permetto di ricordare anche eventi come quello di Assisi, 27 ottobre 1986, nel corso del quale abbiamo visto, tra le altre cose, un pontefice baciare il Corano.
Le posso solo dire che tutti questi episodi sono stati per me – e non credo proprio di essere il solo – ferite dolorose; episodi che possono solo suscitare preghiere in riparazione.
Dico ciò perché tra gli errori degli uomini e la parola di Dio, la scelta è inevitabilmente per la parola di Dio. Nostro Signore ci dice ”Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. Non posso certo ignorare queste parole chiare e inequivocabili, come non posso ignorare le parole che leggiamo nel Simbolo di Sant’Atanasio: “Chiunque vuole essere salvo deve anzitutto mantenersi nella Fede cattolica”.
La ringrazio per l’attenzione e per le Sue preghiere. Le assicuro che anche Lei sarà presente nelle mie.
Con devoto ossequio
Paolo Deotto – direttore di Riscossa Cristiana

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