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giovedì 11 febbraio 2016

Sapevano..sapevano!

UN PAPA SOTTO RICATTO ?

Benedetto XVI è stato piegato dal ricatto del Nuovo Ordine Mondiale? E'stato un fatto di una gravità eccezionale: forse un giorno sapremo cosa c’è stato esattamente dietro le sue improvvise dimissioni del 28 febbraio 2013 
di Francesco Lamendola  
  
Che i “poteri forti” della finanza e della politica internazionale fossero, fin dalla seconda metà del XIX secolo (ma probabilmente anche assai prima: nel caso degli Stati Uniti, fin dalla loro nascita), detenuti da gruppi oligarchici di stampo massonico, anticristiani e, a partire da un certo punto, largamene infiltrati da elementi della finanza ebraica d’indirizzo sionista, questo la Chiesa cattolica lo sapeva molto bene, e i suoi vertici si regolavamo di conseguenza. Essi sapevano che, dietro il tanto decantato “spirito della modernità”, vi era un progetto mondialista assolutamente incompatibile con la visione cristiana della vita e anche con la pratica del Vangelo; anzi, un disegno di marca esplicitamente anticristiana, e, più specificamente, anticattolica e antiortodossa (mentre il protestantesimo, per varie ragioni, sia teoriche che pratiche, non è mai stato considerato un problema da quei poteri).
Di fatto, il XX secolo si apre con una serie di durissime persecuzioni anticristiane: in Messico, a partire dalla rivoluzione del 1911; in Russia, dopo la rivoluzione di Ottobre del 1917; poi, ancora, in Spagna, nel 1936-39; nei Paesi dell’Europa centro orientale, dopo il 1945; senza dimenticare, ovviamente, la repressione nazista.
I Papi della prima metà del Novecento erano perfettamente consapevoli di questo stato di cose; non si facevano alcuna illusione sulla possibilità di un “incontro” con il mondo moderno, perché vedevano che la “modernità” era una formula per veicolare un insieme di politiche, di strategie finanziarie, di filosofie e modi di vita semplicemente antitetici al modello cristiano. Con l’enciclica Humanum Genus, del 1884, Leone XIII, ad esempio, condannava non solo la Massoneria, ma tutte quelle idee e quei comportamenti che si ispiravano alla visione laicista e relativista della vita; non solo: denunciava a chiare lettere il disegno massonico di instaurare un nuovo ordine di cose a livello mondiale, incompatibile con il cristianesimo. E si spingeva anche più in là: denunciava un esplicito progetto per distruggere il Pontificato e scalzare, così, dalle sue stesse basi, la Chiesa cattolica e la sua presenza nel mondo. E tale è rimasta la posizione ufficiale della gerarchia cattolica sino alla fine degli anni Cinquanta (e al principio degli anni Sessanta), con i pontificati di Pio X, Benedetto XV, Pio XI e Pio XII. Sempre Leone XIII, e sempre nel 1884, al termine della Messa, ebbe una visione terrificante, in seguito alla quale scrisse personalmente una preghiera a San Michele Arcangelo, dando disposizioni affinché venisse recitata, sempre, alla fine di tutte le sante Messe, per chiedere la protezione divina contro il dilagare del potere di Satana contro la Chiesa e contro le anime.
Poi, con il Concilio Vaticano II, improvvisamente lo scenario cambia in maniera radicale. La preghiera a San Michele Arcangelo viene ritirata; i Pontefici smettono di tuonare contro la Massoneria, di denunciare il disegno massonico per la distruzione della Chiesa e del cristianesimo e per l’instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale; quasi da un giorno all’altro, con il sostegno dei mezzi d’informazione di tutto il mondo, e specialmente di quelli palesemente non cristiani e non cattolici, una simile, inopinata “svolta” viene presentata come una iniziativa di segno estremamente positivo, come “coraggiosa”  e “necessaria”, come segno di “apertura” al mondo e di “dialogo” con il mondo, come volontà di conciliazione universale e di affratellamento, al di là delle divisioni confessionali: come se la Verità cristiana, da un giorno all’altro, non fosse più tale, con la maiuscola, ma solo una delle tante “verità” parziali che ciascuna cultura e religione pretendono di presentare come assolute e universali. Fu un passo avanti o un passo indietro? Sta di fatto che anche la stampa, le radio e le case editrici cattoliche si allinearono prontamente al “nuovo corso”.
Paolo VI, in visita ufficiale alla sede delle Nazioni Unite (1965), tenne un discorso sensazionale, nel quale non solo tessé le lodi più sperticate di quella istituzione, ma giunse a presentarla come l’omega della storia umana, come la gloriosa e benedetta conclusione delle aspirazioni umane verso la pace e la giustizia fra i popoli. Di segno analogo furono anche diversi interventi di Giovanni Paolo II, il quale, lodando l’O.N.U. e l’U.N.E.S.C.O., fece diversi accenni alla “necessità” di un nuovo ordine mondiale: formula ambigua, che, scritta con le lettere maiuscole, identifica appunto il progetto mondialista, relativista e anticristiano che già Leone XIII aveva denunciato con tanta forza, e che i tre successivi papi avevano, a loro volta, additato come il più grave pericolo incombente sul futuro della Chiesa e del cattolicesimo.
Ora, la domanda è questa: Paolo VI e Giovanni Paolo II non sapevano che sia l’O.N.U., sia l’U.N.E.S.C.O., sono nate, durante la Seconda guerra mondiale, nel contesto di un disegno massonico delle due potenze anglosassoni, mirante ad instaurare un Nuovo Ordine Mondiale anticristiano? Che la base ideologia dell’O.N.U. risiede nella Carta Atlantica, sottoscritta, nel 1941, dal massone Presidente americano Franklin Delano Roosevelt e dal massone Primo ministro britannico Winston Churchill? E che l’U.N.E.S.C.O., nata nel 1942, fu largamente ispirata dall’esoterista, occultista e massone Aldous Huxley, discepolo di Aleister Crowley, satanista e praticante della magia nera? Poiché è impossibile che non lo sapessero, sorgono spontanee molte domande, alle quali è difficile dare delle risposte soddisfacenti. Alcuni hanno supposto che, perlomeno Paolo VI, fosse egli stesso affiliato alla Massoneria: ne era convinto un sacerdote, don Luigi Villa, che dedicò l’intera sua vita a svelare le trame occulte della Massoneria contro il Vangelo e contro il cristianesimo, e la cui opera viene proseguita, ancora oggi, dalla rivista «Chiesa viva» (cfr., su questo argomento, il nostro precedente articolo: «Paolo VI era massone? Il “fumo di Satana” in Vaticano», pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 15/02/2008).
I nodi, comunque, sembrano essere venuti al pettine, in maniera clamorosa e drammatica, durante il pontificato di Benedetto XVI, un papa “tradizionalista” che, fin da subito, ha dovuto fare i conti con l’immenso potere di pressione e di ricatto mediatico esercitato dai poteri occulti del Nuovo Ordine Mondiale; e lo si è visto ripetutamente, sia in occasione della remissione della scomunica ai vescovi lefebvriani (cfr. il nostro articolo: «Il “caso Williamson” fu un complotto per screditare il pontificato di Benedetto XVI», pubblicato su «Il Corriere delle Regioni» il 26/06/2015), sia nelle rivelazioni “a orologeria” sulla diffusione della pedofilia tra i sacerdoti della Chiesa cattolica, sia in occasione dei discorsi pubblici tenuti dal Papa in persona, come la “lectio magistralis” pronunciata il 12 settembre 2006 all’Università di Ratisbona, sul tema «Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni»: un autentico gioiello teologico, del quale, tuttavia, l’unica cosa che hanno riportato i media di tutto il mondo, suscitando un immenso clamore letteralmente dal nulla, è stato un riferimento all’islamismo, che, estrapolato deliberatamente e fraudolentemente dal contesto, ha suscitato l’indignazione del mondo islamico e ha dato l’impressione che il Papa non cercasse affatto il dialogo con le altre religioni, ma lo scontro a muso duro.  E le reazioni non si sono limitate alle parole: vi sono state numerose aggressioni e devastazioni di luoghi di culto cristiani in tutto il mondo, oltre a innumerevoli proteste di piazza.
Due giovani ed eccellenti giornalisti e saggisti italiani, Enrica Perucchietti e Gianluca Marletta, ai cui lavori già altre volte abbiamo fatto riferimento, hanno scritto, a questo proposito, nel loro libro «La fabbrica della manipolazione. Come i poteri forti plasmano le nostre menti» (Bologna, Arianna Editrice, 2014, pp. 156-158):

«Era ancora il 1999, quando l’allora cardinale Ratzinger, nell’introduzione al libro dal significativo titolo; “Nuovo Disordine Mondiale – La grande trappola per ridurre il numero dei commensali alla tavola dell’umanità” (tr. it. Cinisello Balsamo 1999) del professor Michel Schooyans, docente presso l’università cattolica di Lovanio, affermava esplicitamente:
“Le tesi portate avanti da Schooyans, oltre ad essere un autentico pugno nel stomaco, dunque una linea interpretativa che potremmo definire autorevolissima della posizione della Chiesa riguardo a un problema,  quale quello della “vita” e della sua strumentalizzazione, che è preconizzato come UN TENTATIVO DI “DITTATURA” MONDIALE perseguita dai paesi più ricchi e che si avvale, nella visione proposta, di importantissimi strumenti politici quali l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’ONU, le ONG, la Banca Mondiale e tutte le organizzazioni ad esse collegate. Secondo l’Autore, IL NUOVO ORDINE MONDIALE ALTRO NON È CHE IL TENTATIVO DI IMPORRE  LA “FILOSOFIA” DELL’EGOISMO DEI PAESI RICCHI O IN VIA DI SVILUPPO, e il dominio di pochi su tutti gli altri.”
Una presa di posizione esplicita contro l’ideologia mondialista e persino contro le stesse organizzazioni internazionali che se ne fanno portatrici. Tale presa di posizione, tuttavia, sembrerà clamorosamente mutare  solo qualche anno dopo, a partire dall’elezione di Ratzinger a pontefice.  
Il 25 dicembre 2005, durante la prima benedizione natalizia “Urbi et orbi” del suo pontificato, Benedetto XVI si lascia andare infatti a una sconcertante prolusione:
“Uomo moderno, adulto eppure talora debole nel pensiero e nella volontà,lasciati prendere per mano al Bambino di Betlemme; non temere, fidati di Lui! La forza vivificante della sua luce TI INCORAGGIA A IMPEGNARTI NELL’EDIFICAZIONE DI UN NUOVO ORDINE MONDIALE, fondato su giusti rapporti etici ed economici. Il suo amore guidi i popoli e ne rischiari la comune coscienza di essere “famiglia” chiamata a costruire rapporti di fiducia e di vicendevole sostegno. L’umanità unita potrà affrontare i tanti e preoccupanti problemi del momento presente: dalla minaccia terrorista alle condizioni di umiliante povertà in cui vivono milioni di esseri umani, dalla proliferazione delle armi alle pandemie e al degrado ambientale che pine a rischio il futuro del Pianeta”.
Non solo. Nel 2011, il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace produce un documento , intitolato “Per una riforma del sistema finanziario e monetario internazionale nella prospettiva di un’autorità pubblica a competenza universale”, in cui viene nuovamente “benedetto” il progetto mondialista dell’ONU  delle organizzazioni finanziarie internazionali e si auspica la formazione di un’AUTORITÀ MONDIALE. Naturalmente, il documento non riflette necessariamente il pensiero di Benedetto XVI, ma mette comunque in luce l’esistenza di una “lobby mondialista” potente e ramificata in Vaticano:
“Un lungo cammino resta però ancora da percorrere, prima di arrivare alla costituzione di una tale Autorità pubblica a competenza universale. Logica vorrebbe che il processo di riforma si sviluppasse AVENDO COME PUNTO DI RIFERIMENTO L’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE, in ragione dell’ampiezza mondiale delle sue responsabilità, della sua capacità di riunire le nazioni della Terra e della diversità dei suoi compiti e di quelli delle sue Agenzie specializzate. […] A un governo mondiale non si può pervenire se non dando espressione politica a preesistenti interdipendenze e cooperazioni”.
Questo atteggiamento contraddittorio delle gerarchie cattoliche, tuttavia, può forse trovare spiegazione nelle enormi pressioni che i Poteri Forti sembrano poter esercitare sul Vaticano. Soprattutto nei confronti di Benedetto XVI, infatti, sembra che tali Poteri abbiamo perseguita da subito una cinica, ma efficace, STRATEGIA DEL BASTONE E DELLA CAROTA, passando dagli scandali mediatici montati ad arte (da ricordare, quello riguardante il “Discorso di Ratisbona”, che fece infuriare il mondo islamico a partire da una frase VOLUTAMENTE ESTRAPOLATA dal contesto, o l’ancora più capzioso “scandalo del preservativo” creato dalla stampa francese durante un viaggio pastorale in Africa) a una ricerca di consenso o persino di legittimazione da parte del papa. Una pressione costante, culminata nello “scandalo Vatileaks”, che può aver contribuito a “spezzare” le resistenze di Ratzinger, uomo di cultura ma certo non dotato della scaltrezza e della forza dell’uomo di potere. Forse è anche in questo braccio di ferro con i poteri mondialisti che si può rintracciare una delle possibili cause della sua recente clamorosa abdicazione dal Soglio di Pietro.»

Infatti. Forse, un giorno, sapremo cosa c’è stato, esattamente, dietro le improvvise dimissioni di papa Benedetto XVI dalla sua altissima responsabilità, il 28 febbraio 2013: un fatto che sembra essere stato velocemente rimosso nella coscienza dei cattolici, ma che è stato di una gravità eccezionale, sia in se stesso (non si verificava da seicento anni, dalla abdicazione di Gregorio XII nel 1415), sia per il particolare momento storico e per le ambigue circostanze in cui è avvenuto…

Benedetto XVI è stato piegato dal ricatto del Nuovo Ordine Mondiale?

di Francesco Lamendola

7 commenti:

  1. "mentre il protestantesimo, per varie ragioni, sia teoriche che pratiche, non è mai stato considerato un problema da quei poteri"

    e allora per quale motivo avrebbero dovuto sbarazzarsi di Ratzinger? Lui infatti è ed è sempre stato un cripto luterano!
    Quanto è ingenuo e ottuso questo sconosciuto ma prolifico articolista!!!

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    1. E invece tu caro anonimo quanto sei intelligente e attento! Bravo bravo bravissimo. .
      Massimiliano.

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    2. Caro MassimiliANO, grazie dei complimenti, sono lusingata!

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    3. Solite affermazioni strampalate , magari accostate a qualche foto in un incontro ecumenico quando ancora non era cardinale. Per dimostrare il luteranesimo di Ratzinger di solito i sedevacantisti vanno a prendere un libro degli anni '80 e ignorano la Dominus Iesus. Col loro metro di giudizio non si salverebbe nemmeno S.Agostino a causa di qualche frase pronunciata prima della conversione.

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  2. A me "ingenuo e ottuso" sembra solo lei...

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    1. grazie, lo considero un complimento avendomelo rivolto chi non sa cos'altro dire per argomentare le proprie risposte!

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    2. Pensavo capisse che non era un'argomentazione, ma un'affermazione. Per il resto non ho molto tempo da perdere.

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