ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 20 maggio 2016

Sorella morte del Fratello

IL DIAVOLO, PROBABILMENTE

    In morte di Pannella. Il diavolo probabilmente. P. è morto pace all’anima sua se ne possedeva una. Gran sacerdote di un'ideologia di morte negli ultimi anni il suo aspetto aveva assunto tratti satanici almeno così io immagino il male 
di R. Pecchioli   
  
Un vecchio proverbio spagnolo ammonisce “non si fa legna con l’albero caduto”. Marco Pannella è morto, e sia dunque pace all’anima sua, se ne possedeva una. Tra le idiosincrasie di chi scrive c’è il fastidio per l’unanimità: il coro di elogi, il “coccodrillo” dolciastro nei confronti dell’icona radicale mi è estraneo. Da cristiano, ho l’obbligo di pregare per lui, ma, parlandone da vivo, come diciamo dalle mie parti, mi spiace soltanto che Pannella sia campato così a lungo.
Pure il Dalai Lama si mostra dispiaciuto per la dipartita di Pannella, e la sala stampa vaticana elogia il suo lavoro politico. L’Osservatore Romano si limita a titolare che le sue battaglie furono “talora discutibili”. Incredibilmente, il presidente Mattarella ne sottolinea “la distanza dal potere”, tutti parlano di un guerriero non violento.  Non ci sto, non sono d’accordo su nulla, e se anche fossi l’unico italiano anti-pannelliano, ne sono orgoglioso.

Marco Pannella ha condotto, e purtroppo spesso vinto, battaglie disgustose. Anche senza parlare del divorzio, su cui le mie convinzioni di adulto sono un po’ diverse di quelle che mi portarono, liceale, a battermi nel referendum del 1974 contro i divorzisti, rimane tutto il resto.
Aborto, eutanasia, liberalizzazione della droga, omosessualismo, finto pacifismo, femminismo ideologico, mondialismo, europeismo esasperato ed antinazionale , transumanesimo, scissione delle biotecnologie  e della riproduzione artificiale da qualsiasi considerazione etica, disprezzo della religiosità . Sono questi i valori, o disvalori per cui si è battuto Pannella. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Un’Italia in cui la famiglia è praticamente distrutta, ed il divorzio, da triste necessità è diventato routine e le convivenze hanno sostituito lo stesso matrimonio civile, solo gli invertiti aspirano a diventare sposi. L’eutanasia, che Pannella ha ampiamente sdoganato con i casi Welby ed Englaro è diventata pressoché normale agli occhi della maggioranza, e non ci si chiede neppure più se è lecito essere padroni della vita.
Quanto all’aborto, una cosa è ammetterne alcuni casi in situazioni molto difficili, un altro è farlo diventare un diritto civile della donna. Il feto è stato derubricato, come nelle elaborazioni del femminismo più estremo, quello della sua sodale Bonino e di Adele Faccio  di qualche decennio fa, ad escrescenza nel corpo della donna, da estirpare, espellere, buttare via senza alcun rimorso. Le foto di Emma Bonino che pratica personalmente aborti con pompe di bicicletta sono scolpite nel mio animo come qualcosa di grave e persino empio. Sulle pratiche di fecondazione eterologa e di uteri in affitto, parlano le cronache recenti, a partire dall’arresto del ginecologo Antinori e dal caso del “figlio” di Nichi Vendola.
Il vescovo di Roma sembra suo amico, e non mi stupisco più, ma le parole dei cattolici su Marco Pannella fanno male: sindrome di Stoccolma o capovolgimento epocale della dottrina e della prassi ? La sua ideologia, il suo essere liberale, liberista e libertario (presumo anche libertino) lo rende, a miei occhi, il nemico assoluto. In anni diversi, i radicali si facevano chiamare compagni, il che mi sembra una mancanza di rispetto per quanto di umanistico e di sinceramente vicino ai poveri c’era nei socialisti e comunisti d’antan. Poi, riuscì ad avvicinarsi a Berlusconi, per poi fare nuove piroette. In questo, aveva ragione : erano gli altri a girare attorno a lui, Pannella non ha mai cambiato le sue convinzioni. Era vicino, vicinissimo al potere , che infatti gli ha lisciato il pelo per molti anni, ed ha sempre finanziato largamente Radio Radicale.
I suoi metodi erano quelli di un ricattatore, che gettava in pasto ai gonzi i casi estremi per far passare i suoi pessimi principi, urlava che i radicali stavano per sciogliersi per mancanza di denaro e riempiva le casse del partito con campagne strappalacrime. Da iperindividualista, utilizzava il digiuno come arma impropria per imporre le leggi o le idee che di volta in volta scagliava, come corpi contundenti, contro la cosiddetta partitocrazia, di cui era egli stesso esponente. Per quale motivo dovevamo occuparci dei suoi digiuni ? Che si alimentasse o meno, fatti suoi, proprio nell’ottica liberal libertaria. Il suo antiproibizionismo sulla droga, così individualista, ne fa un complice indiretto degli spacciatori assassini e dei diffusori dell’anticultura dei paradisi artificiali, che sono poi inferni per tutti. L’abuso dell’istituto del referendum ha reso quasi impraticabile l’unico strumento di democrazia diretta in mano agli italiani. 
Fece campagne per introdurre il bipartitismo, come se democrazia significasse contare sino a due, o se l’imitazione del peggio dell’America fosse il destino ineluttabile dell’Italia. La sua non violenza non è stata mai sincera, poiché violenza morale pura era gran parte del suo linguaggio, fatto di disprezzo per chi dissentiva dal suo esasperato libertarismo. Ed è stata violenza esibire come fenomeni da baraccone poveri invalidi come Welby o Coscioni. La sua è stata l’ideologia della morte, l’enfatizzazione di un Occidente malato e nichilista, il cui simbolo è un cimitero senza croce, o un deserto cosparso di cenere. Sul piano economico, i radicali hanno spesso taciuto, per non crearsi nemici a sinistra, ma il loro liberismo era così evidente ed estremo che sorprende davvero l’accoglienza positiva che Pannella ebbe e mantenne a sinistra.
L’intuizione giusta fu quella di Augusto Del Noce, il grande filosofo che comprese che, dopo l’azionismo torinese di Bobbio, Galante Gallone e compagnia brutta, un’altra mosca cocchiera era balzata in groppa al corpaccione del Partito Comunista, i radicali appunto, trasformandolo in un partito radicale di massa. Oggi il percorso è compiuto definitivamente, tanto nel PD dei cattolici “adulti” e di Monica Cirinnà dai “figli non umani”, che nella  finta sinistra vendoliana, ma ha ampiamente infettato anche il moderatismo. Penso a Forza Italia ed a molte posizioni di Gianfranco Fini.
L’omosessualismo dei radicali è stato un’altra delle loro bandiere, probabilmente anche per le inclinazioni private di non pochi tra loro. Il risultato è sotto gli occhi di chi vuol vedere, con l’apostasia di una parte rilevante di un popolo una volta saggio e della sua classe politica dai principi della legge naturale e del  buon senso. Le adozioni per invertiti sono ad un passo, la maternità e paternità surrogata sono già un fatto, basta avere denaro da spendere. Marco Pannella è stato il gran sacerdote di tutto questo, e di tanto altro ancora. Mi viene in mente un altro vocabolo: untore, ecco , egli è stato il più infaticabile, convincente, ascoltato untore di molte costumi che sono la fine della civiltà nostra per eutanasia , o per abuso dionisiaco.
Sorella morte non riesce ad umanizzarlo ai miei occhi; negli ultimi anni il suo aspetto aveva assunto tratti satanici, o almeno è così che io immagino il male. E’ stato un Mefistofele italiano che ha conquistato l’anima di molti. Gli va riconosciuto il merito della coerenza, ma la chiamerei recidiva con l’aggravante della continuazione.
Da credente, dovrei recitare l ”Eterno Riposo” anche per la sua anima. Mi perdoni il Signore se davvero non ci riesco.
                                                              
Roberto Pecchioli 


IN MORTE DI PANNELLA. IL DIAVOLO, PROBABILMENTE

di Roberto Pecchioli
in redazione il 20 Maggio 2016



“AMO IL TUO VANGELO DEGLI ULTIMI” - L’ULTIMA LETTERA DI PANNELLA A PAPA FRANCESCO: “TI VOGLIO BENE DAVVERO, TI STAVO VICINO A LESBO QUANDO ABBRACCIAVI LA CARNE MARTORIATA DI QUELLI CHE NESSUNO VUOLE ACCOGLIERE IN EUROPA” - LA CROCE DI ROMERO E QUELLA VISITA DI MONSIGNOR PAGLIA -

Scritta a mano il 22 aprile la lettera di Pannella contiene un post scriptum: “Ho preso in mano la croce che portava mons. Romero, e non riesco a staccarmene” - La croce oggi la porta attorno al collo monsignor Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia: "Quando me la sono ripresa, ho sentito un po' di rimorso per avergliela tolta"...

Pannella un Fratello (come volevasi dimostrare)

I massoni salutano il Fr:. Pannella passato all’Oriente Eterno


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Quel Grande Oriente che salutò l’elevazione di Papa Bergoglio
Direttamente dal profilo twitter ufficiale del Grande Oriente d’Italia giunge un “commosso saluto” a Marco Giacinto Pannella. Il Gran Maestro Stefano Bisi ha oggi ricordato l’amico Pannella con queste parole“Marco Pannella è stato soprattutto un grande uomo libero, uno spirito laico e coraggioso che si è speso per i diritti umani e civili. Le sue battaglie non saranno mai dimenticate anche da parte di noi liberi muratori. Penso che l’Italia gli debba molto e che avrebbe meritato per quello che ha fatto la carica di senatore a vita. Le sue parole e la forte stretta di mano che ci scambiammo lo scorso XX Settembre a Porta Pia rimarranno per me indelebili. Saluto commosso un guerriero e un paladino della libertà. I massoni hanno dedicato al defunto Pannella le note del “Il silenzio”, suonate settimana scorsa a Reggio Calabria  in onore dei massoni defunti e quindi, secondo i catechismi massonici, “passati all’oriente eterno”. Per noi Cattolici  dopo il giudizio particolare, l’anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in purgatorio finchè abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all’inferno. (Dal Catechismo della Dottrina Cattolica detto di San Pio X).
di Davide Consonni, Radiospada

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