ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 20 giugno 2016

Emeritus was impossible?

Giovanni Paolo II nel 2002: "A pope emeritus is impossible"


GPII
L'enigma di un "papa emerito" affiancato al papa regnante, addirittura nella forma di "un ministero in comune" tra un papa "contemplativo" e uno "attivo", continua a pesare  irrisolto sull'attuale stagione del papato:
La figura del "papa emerito" è stata deliberatamente introdotta da Benedetto XVI dopo le sue dimissioni, ma non ha precedenti nella storia.

Si sa infatti che era stata già presa in esame da alcuni suoi predecessori, che sempre però la respinsero come improponibile. Pio XII, ad esempio, pensando a un suo possibile rapimento da parte dei nazisti che occupavano Roma, aveva predisposto una lettera di rinuncia totale al papato, e aveva confidato a monsignor Domenico Tardini: "Se mi rapiscono, porteranno via il cardinale Pacelli, non il papa".
La questione tornò ad affacciarsi nell'ultima fase, sempre più segnata dalla malattia, del pontificato di Giovanni Paolo II.
Lo scrittore ed editore cattolico Conrad Black, canadese, ci conferma che papa Karol Wojtyla ebbe occasione di parlarne alla fine di luglio del 2002, a Toronto per la giornata mondiale della gioventù (vedi foto), durante un pranzo con i benefattori che avevano finanziato la giornata, nella casa dell'arcivescovo emerito della città, il cardinale Gerald Emmett Carter, di cui Black era molto amico.
In quell'occasione Giovanni Paolo II si disse del tutto contrario all'ipotesi. E le sue esatte parole furono: "A pope emeritus is impossible".
Black richiamò a suo tempo questo episodio in un tributo alla memoria del santo papa, pubblicato sul settimanale britannico "Catholic Herald", di cui è stato comproprietario.
Joseph Ratzinger era il maestro di dottrina nel quale Giovanni Paolo II riponeva la massima fiducia. Ed è stato poi nel 2005 il suo successore.
Ma evidentemente sul "papa emerito" l'uno e l'altro hanno preso strade diverse.

Settimo Cielo di Sandro Magister 20 giu

7 commenti:

  1. Il Signore mi perdoni....è arrivato il momento di avere il Vero Papa poi c'è quello contemplativo e il bufone....che con la misericordina a buon mercato fa peccare noi che lo critichiamo e porta i più all'inferno con il peccato contro lo Spirito Santo "credere di salvarsi senza merito"

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  2. Mi pare molto improbabile che a mons. Georg, segretario di papa Ratzinger, sia dato di volta il cervello e si sia messo anche lui ad insanire teologicamente.

    Voglio pensare questo:
    che in Vaticano la parte migliore e più fedele abbia capito da tempo chi è il personaggio che siede sul trono di Pietro (un impostore, per di più eletto con irregolarità formali procurate, al fine di riuscire nel colpo di mano).

    E che, in attesa di trovare il modo di condannarlo per eresia, la questione dei 'due papi, il contemplativo e l'attivo' sia solo una 'trovata teologica' escogitata per salvaguardare il popolo di Dio (= la Chiesa comunque ha il suo Pietro) e prevenirne lo sbandamento.

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  3. Cara sorella Marisa,quello di dare un colpo al cerchio e uno alla botte non è cristiano, perchè Gesù ci ha insegnato che la Verità non conosce doppiezza. Nelle scritture sta scritto che Iddio manda a coloro che vuole perdere uno spirito di ottenebramento e in tanti discorsi e scritti di questi alti sacerdoti, lo spirito di doppiezza mi pare si evidenzi in maniera esemplare.Sono poi, più di tre anni che il nostro papa parla e straparla costringendo il suo portavoce a correggerne le frasi ( che sono sempre registrate )più scombinate; quindi se l'intento è di aspettare ancora per accusarlo di eresia, temo che la chiesa sarà allo sbando pressochè totale e noi saremo come dei morti che camminano ,e cantando e ballando andremo dietro al pifferaio magico nell'oscura grotta. jane

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    1. Son d'accordo su tutto.

      Il problema a mio avviso è che la Chiesa cattolica (quella autentica) non è un'azienda con tempi contingentati ma ha tempi 'biblici' per entrare in azione, forse anche in nome di un molto malinteso concetto di carità.

      Quel che sappiamo è che la prima carità che va fatta al personaggio Bergoglio e a tutti i credenti è quella della Verità.

      Il nocciolo della questione sta nei modi di metterla in pratica con URGENZA.

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  4. Purtroppo da un po', una parte della Chiesa è diventata proprio come un'azienda statale, per evadere le pratiche ha i tempi biblici. Sono passati i bei tempi di colui che diceva:" lo zelo per la tua casa mi divora ". Ora lo zelo non è più per la casa di nostro Signore, ma quasi solo per la casa degli altri. Noi poveri cattolici siamo spesso oggetto di insulto, da cristiani da pasticceria a cristiani finti.Gli unici buoni bravi e santi sono, gli atei ( da non convertire ) i mussulmani ( da non convertire )i buddisti ( da non convertire ) gli ebrei ( da non convertire) etc.etc. Tutti si salvano eccetto noi brutti e cattivi e anche sporchi ( come qualcuno ha detto di Gesù) cattolici tutti trine e merletti.jane

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  5. Ach mi dimenticavo,e anche scemi .jane

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