ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 28 luglio 2016

I Diavoli

I cosiddetti “combattenti dell’Islam” che uccidono in nome di Allah sono dei diavoli

Nel Nome di Allah, l’Unico l’Onnipotente, il Sempre Eterno, il Clemente ed il Misericordioso e per la migliore delle Sue Creatureﷺ
In risposta ad una lettera comparsa su La STAMPA.
Nella Rubrica “Lettere e Commenti” (pagina 26 de La STAMPA del lunedì 18 Luglio 2016) è comparso un interessante articolo sul cosiddetto Terrorismo Islamico dal titolo “Più prevenzione, raid e lotta ai finanziamenti” a firma Giampiero Massolo, Ambasciatore.
sauditi_isisInteressante perché punta il dito sulla questione economica che coinvolge il terrorismo. Sono ormai certo che i primi a voler avere delle risposte su chi veramente finanzia il cosiddetto “terrorismo Islamico” sia alla fonte che con l’acquisto del petrolio sono i Musulmani stessi. Con la percentuale altissima di morti Musulmani per mano del cosiddetto “terrorismo Islamico” – siamo a circa 1000 morti Musulmani per un morto non-Musulmano – senza contare i milioni di Musulmani sfollati dai luoghi dove imperversano l’IS ed Al-Qaeda e muoiono per stenti per la pericolosità del viaggio per poi rimanere in strutture che ricordano più i lager nazisti che luoghi di ricezione per persone spogliate dei loro beni. Già si è domandato qualcuno a chi vanno i soldi degli sfollati che pagano un biglietto di sola andata come un gioiello di Tiffany ma danzano con la morte e la povertà. Si domandano forse i giornalisti quanti soldi frutta all’anno il traghetto degli sfollati? A chi viene venduto e quanto frutta il petrolio dei luoghi occupati abusivamente e proditoriamente?
Ma anche che fine fanno i soldi della comunità europea dati alle ONLUS per i richiedenti asilo politico in attesa di visto? Recentemente ho conosciuto un signore Musulmano “extra-comunitario” fuoriuscito da una comunità di accoglienza gestita da una delle solite ONLUS, costoro (religiosi Cristiani) ricevono per persona con obbligo di soggiorno controllato mille euro al mese, dando in cambio tre pasti al giorno, un posto letto e settantacinque euro al mese (sic!) di moneta spicciola per le “piccole spese”. Dove vanno a finire le differenze? Un amico  cuoco di ristoranti mi ha confidato che i tre pasti giornalieri incidono per 5 euro al giorno massimi per cui se ne deduce che ogni rifugiato politico è una risorsa attiva di 500 euro al mese minimo. Anche questo è petrolio! E che petrolio! Per cui i morti europei all’anno per i cinici trafficanti che sono veramente dietro al terrorismo risultano dei danni collaterali, mentre le centinaia di migliaia di morti Musulmani nei loro paesi sono semplici numeri statistici, come lo erano ai tempi del più bieco colonialismo.
Strage di Piazza Fontana, 12 dic. 1969. Le domande sono sempre le stesse, ieri come oggi: da dove esce tutto questo esplosivo? cui prodest?
Strage di Piazza Fontana, 12 dic. 1969. Le domande sono sempre le stesse, ieri come oggi: da dove esce tutto questo esplosivo? cui prodest?
Come è possibile che i terroristi dispongano così facilmente di armi in Europa quando vi sono dei controlli molto severi e nonostante questi controlli ci sono sempre armi ed esplosivi che eludono i controlli? Ed i controllori non sono certo Musulmani e tantomeno simpatizzanti. Chi sono i conniventi allora?
Come fu facile tentare di addossare le colpe del terrorismo rosso o nero alle rispettive fazioni politiche (PCI ed MSI di antica memoria) mettendo in dubbio connivenze nascoste fra terroristi e partiti politici, ora si tende ad addossare ai Musulmani in generale il dubbio (il dubbio e la disinformazione sono prerogative sataniche, su di lui la maledizione!) che con il loro silenzio supportino indirettamente il cosiddetto terrorismo Islamico. SI tratta degli stessi Musulmani che stanno pagando il prezzo più alto in termini di morti e sradicati dalla propria vita nei paesi di origine. Come si dice in Italia Meridionale: “cornuti e mazziati”.
Questi falliti (in questa vita e nell'altra), più che "Iddio è più grande" dovrebbero gridare "il mio ego è smisurato"!
Questi falliti (in questa vita e nell’altra), più che “Iddio è più grande” dovrebbero gridare “il mio ego è smisurato”!
Per integrarsi e dialogare occorre innanzi tutto conoscersi. Ma come si fa a conoscersi se la stragrande maggioranza dei Cristiani non conosce il Cristianesimo così come purtroppo moltissimi Musulmani non conoscono più la loro religione[1], specie i seconda e terza generazione trapiantati in Occidente. Anzi in entrambi i fronti appare sempre più prevalente lo spettro dell’ateismo per cui suona anacronistico l’urlo Allahu Akbarlanciato da squallidi personaggi giovani magari imbottiti di intossicanti, ma sicuramente ignoranti di religione (altrimenti si guarderebbero bene dall’uccidere). Una persona dotata di logica e buon senso non può andare a fare stragi nemmeno per conto di Allah sapendo che Allah stesso glielo vieta. Ed anche fosse Allah ad ordinarlo Egli nella Sua Misericordia Infinita ha dettato le “regole di ingaggio”: niente bambini, donne e vecchi, rispettare la proprietà del nemico e la sacralità della vita dei prigionieri. Evidentemente solo un ignorante dell’Islam (altro che “califfo”! Il Baghdadi è solo un vero e proprio cane!) può pensare di uccidere il nemico. Il fatto che la stragrande maggioranza dei Musulmani non reagisce e non si schiera deve essere interpretato come un buon segno da parte dei non-Musulmani. In questo momento passivamente od attivamente i Musulmani si comportano come il loro Santo Profeta Muhammad prima della sua emigrazione a Madina al-Munawwara: subiscono e non agiscono. La prima vera battaglia dell’Islam avvenne il 17 di Ramadan del secondo anno dall’emigrazione (hijri), cioè dopo quindici anni di angherie e soprusi di ogni sorta ai danni del Santo Profeta e dei membri della sua famiglia e del suo clan, oltre ad almeno due tentativi certi di sopprimere fisicamente il Santo Profeta Muhammad. Questa prima battaglia prese luogo solo dopo una rivelazione divina. A nessuno dei Musulmani “sani di mente” oggi risulta che Allah abbia fatto una chiamata alla Guerra Santa. Risulta invece un abuso ad ogni istante di parole arabe usate a sproposito dai media – come jihad – sia dai sedicenti combattenti Islamici che dai media, opinionisti (che Dio ci protegga da costoro!) e politici.
chiesa-moscheaCome è possibile che Musulmani e non-Musulmani (Giudei, Cristiani, Hindu e  Buddhisti, Sikh, ecc.) hanno vissuto per oltre 1300 anni nel rispetto reciproco e da qualche decennio hanno aperto le ostilità? È vero che le Crociate furono guerre senza esclusione di colpi ma le Crociate sono state totalmente incomprese dalla grande maggioranza degli storici, specie in Occidente.
Per coloro – e sono la maggior parte – che tendono a minimizzare gli effetti di ritorno del colonialismo indiscriminato da parte di tutte le potenze occidentali vogliamo ricordare che non vi fu solo il colonialismo come “invenzione” della razza bianca ma anche lo schiavismo dei negri verso gli USA chissà perché praticato specie su inermi popolazioni Musulmane dell’Africa Centro-Occidentale. Le persecuzioni delle popolazioni balcaniche perpetrate dall’Impero Austro Ungarico, specie sui Musulmani costretti il più delle volte a convertirsi forzatamente al cristianesimo[2].La Francia con la sua Legione Straniera ha rovinato il tessuto sociale dei paesi del Nord Africa giungendo a vietare l’insegnamento di scienze sacre come la scienza dei numeri (adjab) ed imponendo un sistema bilingue. Anche l’Italia non ebbe un atteggiamento edificante in Libia, Eritrea e Somalia. Ma la nazione per antonomasia del colonialismo è ed è stata la Gran Bretagna. Uso il verbo al presente perché ancora le nazioni colonialiste esercitano un potere indiretto e sottile sulle loro ex-Colonie attraverso trattati e concessioni e, soprattutto, l’abbinamento di banche ed aiuti militari (ancora oggi i migliori elementi delle accademie militari di India e Pakistan accedono a Sandhurst e non è raro che i migliori elementi siano recipienti dell’ambitissima Sword of Honour).
libro_nero_impero_britannicoLe ingerenze britanniche in Oriente e Medio Oriente sono note. Lawrence d’Arabia guidò la rivolta degli Arabi contro l’impero Ottomano riuscendo a mettere assieme predoni del deserto e semplici beduini. E la Gran Bretagna fu di fatto la distruttrice dell’Impero Ottomano. Anche la questione Palestinese vide la Gran Bretagna impegnata a mettere le basi di una lotta territoriale che ha di fatto creato un solco insanabile fra i seguaci di due religioni – l’Islam ed il Giudaismo – che sono molto più vicine di quello che in realtà appare. Non solo, ma le indecisioni di Lord Mountbatten hanno lasciato aperta l’insanabile questione del Kashmir che – a maggioranza Musulmana nella valle del Kashmir, nel Ladak ed al 30% in Jammu, dove il 66% sono Hindu – passa in silenzio sulla stampa internazionale ma registra quotidianamente arresti e morti di persone inermi, inclusi bambini. Le immagini riprodotte sono di questi giorni e sono dovute al coraggio di fotografi che rischiano la loro vita come dimostra una delle fotografie riprodotte qui sotto.
Nel Settecento il Subcontinente Asiatico era preso a simbolo di una situazione quasi paradisiaca descritta da viaggiatori occasionali occidentali. Questo fu prima dell’arrivo delle truppe inglesi un secolo dopo. Henry John Temple, III° Visconte di Palmerston (20 Ottobre 1784 – 18 Ottobre 1865), allora Primo Ministro della Gran Bretagna (1855), nel suo discorso per ottenere l’approvazione all’invio delle truppe inglesi nel Subcontinente Asiatico, fra le altre cose disse: <<Forse potrebbe essere il nostro destino quello di portare il dono più alto e nobile del Cristianesimo rispetto a qualsiasi mera conoscenza umana agli innumerevoli milioni di Indiani>>. Due anni più tardi (1857), il presidente della Compagnia delle Indie Orientali nell’esortare le truppe in partenza per la Grande India disse: <<Ognuno deve esercitare tutta la propria forza di modo che non si frappongano ritardi per continuare nel paese (cioè la Grande India) il grande lavoro di rendere tutta l’India Cristiana>>[3]. Allah nel Santo e Glorioso Corano ci ricorda che Egli è il Migliore dei Pianificatori, e forse non è un caso che 159 anni dopo non solo il Subcontinente Indiano non è ancora Cristiano, ma il sindaco di Londra è di sicuro Musulmano…
Tawba: "Ritorno a Dio con penitenza". Se lo sono mai posto il problema, questi cosiddetti "combattenti dell'Islam"?
Tawba: “Ritorno a Dio con penitenza”. Se lo sono mai posto il problema, questi cosiddetti “combattenti dell’Islam”?
Un vecchio adagio recita che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”. Mettendo da parte ogni ipotesi complottistica di fantapolitica viene però abbastanza spontaneo pensare che sotto il pelo di mercenari e sedicenti combattenti Islamici non vi è alcunché di Islam in questi cani. Lasciando da parte l’ingiustificata idea di una guerra contro i valori occidentali ed il mondo moderno odierno – fatto di ingiustizia, falsità ed arroganza di chi pretende di governare e succhia come parassita le sostanze di chi lavora e li ha delegati al potere. Mondo fatto di ipocrisie, sostanze intossicanti, nudità e promiscuità di sessi e dalla dilagante omosessualità che viene sbandierata con orgoglio da chi, invece, dovrebbe vergognarsi e nascondersi per vivere contro natura, servi dichiarati di Satana, questi cani di sedicenti guerrieri Islamici non conoscono i dettami delle “regole di ingaggio” e di trattamento dei prigionieri che sono state dettate da Allah Onnipotente ed applicate diligentemente e severamente dal Suo Santo Profeta, tanto che la maggior parte dei suoi prigionieri divenne Musulmana durante la prigionia, colpita da come venne trattata[4] con misericordia, magnanimità e rispetto. Il fatto che costoro, “soi-disant” combattenti di un Islam che si sono inventati, si comportano al di fuori dai canoni dell’Islam li rende rinnegati e traditori del patto shariatico con il quale sono nati nella religione Islamica, oppure, provenendo da altre religioni, quando hanno attestato che Allah è Uno e Muhammad è il Suo ultimo Inviato. Per questo fatto di essersi illusi di far parte dell’Islam chiunque si comporta rinnegando i dettami dell’Islam stesso non è Musulmano “ipso facto” e non morirà come Musulmano a meno di un pentimento sincero. Questa non è una “boutade” personale ma una tradizione profetica che fa parte del modo corretto di comportarsi (sunna) di un Musulmano. Infatti il Santo Profeta disse: “Chi picchia o fa del male ad una donna non è di noi”, e questo si applica ovviamente a tutto ciò che non è consentito nella pratica vera dell’Islam. Questo è anche il motivo per cui i veri Musulmani non si prendono la pena di distinguersi da chi Musulmano non è più. I nomi Islam, Musulmano, jihad, Allah ed Allah-u-Akbar non sono “marchi protetti” da qualche organizzazione Islamica: tutti li possono usare ed abusare. In effetti è Allah Stesso che ha giurato e promesso di proteggerli e se Egli, nella Sua Scienza Infinita, ha deciso di lasciarli abusare da chi Musulmano non è, inclusi i media, chi siamo noi Musulmani e servi dell’Altissimo a doverci preoccupare? Nella notte che precedette il tentativo del CristianoAbraha di distruggere la Ka‘ba a Mecca utilizzando
La sura 105, "dell'elefante [al-Fîl], nella quale, oltre all'eco di un evento storico vi è l'insegnamento sul totale e fiducioso abbandono a Dio
La sura 105, “dell’elefante [al-Fîl], nella quale, oltre all’eco di un evento storico vi è l’insegnamento sul totale e fiducioso abbandono a Dio
quella che allora era l’arma ‘tecnologicamente più avanzata’, l’elefante, ‘Abd al-Muttalib, il nonno paterno del Santo Profeta e custode ufficiale della Sacra Casa, si preoccupò dei suoi cammelli e per l’Antica Dimora costruita da Abramo si rivolse ad Allah prosternandosi a Lui ed affidando a Lui Solo la custodia e difesa del Sacro Edificio. Come testimonia la “Sura dell’Elefante”, l esercito di Abraha fu disperso attaccato da uno stormo di piccoli uccelli che portavano delle piccole pietre che spaventarono e misero in fuga gli elefanti. Quel potente esercito non tornò mai a casa sparendo in una zona del deserto dove ancora oggi nessuno ha il coraggio di avventurarsi.
Ma bisogna essere Musulmani autentici per comprendere questo atto di completa sottomissione ad Allah che gli occidentali vedono come fatalismo, mentre è sottomissione alla Volontà di Colui che ha incontestabilmente in Mano la vita di ognuno di noi. Grazie a Dio (al-Hamdu li-Llah) ancora oggi oltre due bilioni di Musulmani la pensano così. Perché si deve prendere le distanze da ciò che NON ci appartiene? L’Islam è religione di pace ed attraverso l’ amore e la pace ha contribuito al bene ed al progresso dell’umanità nei secoli passati. Come può tale religione essere diversa oggi da quella stessa religione che ha disseminato conoscenze innovative e pace in gran parte del mondo noto?
NOTE:
[1] In questi giorni estivi di vacanza dall’insegnamento ho fatto una prova cominciando casualmente. Ho avuto modo di assistere ad un programma televisivo a quiz in cui ricorrevano di frequente domande pertinenti alla religione Cattolica-Cristiana. Erano le uniche domande quasi sempre disattese, mentre le risposte più frequentemente date giuste vertevano su domande di film e musica.
[2] Ancora all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso si conservano usanze tipicamente Musulmane in certe zone dell’ Alto Friuli Orientale quali il vestito nero con foulard nero stile hijab, attenzione a non formare croci con utensili da lavoro e di cucina, cibi di origine balcanico-macedone.
[3] Dal capitolo Ideology of Pakistan del libro “Riflessioni sull’ Islam” di Sua Eccellenza ex-Capo di Giustizia del Pakistan, Hamdood-ur-Rehman Edizioni Islamic Book Foundation, Lahore-Pakistan.
[4] Colgo qui l’occasione per chiedere scusa al giornalista de “La Stampa” Domenico Quirico per i suoi ingiusti patimenti provocatigli da cani bastardi che di Islam non hanno alcunché se non il fatto di nascondere la loro criminalità dietro l’Islam, offendendo Allah Onnipotente ed il Suo Santo Profetaﷺ.
di Muddaththir G. Chishti Nizami

"Colpivano e filmavano
Sembravano indemoniati"

Rouen, la moglie di un ferito: "Si è finto morto"

Un'altra drammatica testimonianza del dramma avvenuto nella chiesa nei pressi di Rouen, in Francia. Così si è salvato uno dei feriti

Un'altra drammatica testimonianza del dramma avvenuto nella chiesa nei pressi di Rouen, in Francia.







Dopo il racconto di suor Danielle, arriva quello della moglie di uno dei feriti che ha assistito alla secena dell'orrore, ovvero quando padre Jacques è stato sgozzato dai due jihadisti in chiesa. "Quei due indemoniati ci hanno divisi, mio marito e padre Jacques sulle panche di sinistra, io e le tre suore su quelle di destra. “Non preoccupatevi, ha detto uno a noi donne, non vi faremo niente, ci servite vive come ostaggi”. Ho pensato: Dio mio, significa che non morirò subito e dovrò aspettare un po’ prima che mi uccidano. Avrò paura per tanto tempo. È stato allora che ho smesso di agitarmi e di gridare. Non volevo mi venisse un infarto", racconta al Corriere. Poi entra nel vivo del racconto e parla di quei momenti terribili. "Io e Guy siamo andati alla messa del mattino perché era il compleanno di mio marito: 87 anni. Volevamo ringraziare Dio d’essere arrivati sin qui assieme. La messa era quasi finita quando sono entrati dalla sacrestia quei due. Uno aveva una pistola, l’altro un coltello. “Siamo pronti a farci esplodere — ci hanno detto —. Siete tutti prigionieri”. La polizia mi ha detto che sia la cintura esplosiva sia la pistola erano finte, ma noi non potevamo saperlo. E poi che differenza avrebbe fatto? Eravamo due vecchi e quattro donne. Quei due erano ragazzi che saltavano di qua e di là come indemoniati. “Allah Akbar” gridavano. Ci hanno divisi, maschi da una parte e femmine dall’altra, quindi hanno cominciato a prendersela con padre Jacques". E ancora: "Quello con la pistola filmava l’altro che dall’altare diceva qualcosa in arabo. Una preghiera, una minaccia, chissà — continua Jeanine —. Padre Jacques continuava a dirgli di smetterla, di non mettersi nei guai, di non fare sciocchezze. Loro l’hanno preso dalla panca e gli hanno ordinato di inginocchiarsi. Padre Jacques ha resistito, voleva parlargli, non so, forse pensava di convincerli, ma quello col coltello gli ha dato il primo colpo di lama, dall’alto verso il basso, proprio qui, tra la clavicola e il collo. Padre Jacques è caduto all’indietro, con la faccia all’insù. Dio mio, lo vedo ancora. Aveva la testa ripiegata verso di noi e, sono sicura, ci guardava". "Padre Jacques ci guardava, immobile, con la tunica bianca che si impregnava di sangue, fino a che non è uscito sangue anche dalla bocca e allora se n’è andato. Quei pazzi l’hanno colpito ancora al corpo, una due, tre volte, non saprei. Così a terra, com’era. Hanno dovuto abbassarsi per accoltellarlo. E probabilmente era già morto". Poi l'incredibile mossa del marito della donna: "Dopo la prima volta, l’hanno colpito in almeno altri tre punti, per ucciderlo proprio come avevano fatto con Padre Jacques. Il mio Guy è caduto a terra immobile come morto. Solo dopo ho saputo che stava fingendo e che riusciva persino a premere con la mano su una ferita per ridurre l’emorragia".