ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 3 agosto 2016

Campato in aria…

Papa, Isis, suocere e complotti

 Le critiche a chi critica il Papa per la frase sull'islam e le suocere. Si parla di complotti. Ma forse questi esistono solo nei pensieri e nei disegni di chi vuole blindare il Pontefice, a priori, da ogni critica, in particolare da quelle interne alla Chiesa.  

E' giusto evitare di accreditare l'Isis come portabandiera dell'islam. E naturalmente il Papa fa bene a farlo. Fa una considerazione politica; e di conseguenza dice "Non è giusto identificare l'islam con la violenza. Non è giusto e non è vero".  
Identificare forse no; ma non riconoscere - e farlo riconoscere ai diretti interessati - che nei testi fondanti dell'islam la violenza, la legittimazione della violenza, e persino l'esortazione alla violenza c'è, e non sono casi episodici, ma numerosi e frequenti, mescolati ad altre esortazioni più misericordiose, non è altrettanto giusto. Ed è giusto e caritatevole dirlo.
Perché se no, oltre a omettere una verità evidente a chiunque abbia un minimo di frequentazione con quei testi, o addirittura a negarla, si avalla il giustificazionismo comodo di una gran parte del mondo musulmano. Che a ogni nuova barbarie dice: "Questo non è islam" è lì si ferma placidamente. Così facendo non si aiuta chi, in quel mondo, si batte e lotta, non senza rischi, proprio per cercare di arrivare a una lettura storica, non più immutabile e atemporale dei testi: Corano e Hadith, per togliere loro il veleno che li rende fruibili e utilizzabili dai terroristi di ieri, oggi e domani.  
Non credo che ci sia nessuno, come affermano alcuni polemisti iperpapisti, che voglia la guerra santa. Ma è ragionevole chiedersi se sia saggio, finché siamo in questa situazione, permettere che vi sia un'immissione senza freni e senza controlli in Europa di persone portatrici di una cultura che si è rivelata di un'assimilazione molto, molto difficile, per non dire impermeabile. Il buonsenso consiglia di no.  

Dire questo non significa nutrire complotti e allestire trappole per il Papa. Questi esistono solo nei pensieri e nei disegni di chi vuole blindare il Pontefice, a priori, da ogni critica, in particolare da quelle interne alla Chiesa. Forse anche consapevole di come certe frasi - l'ormai famosa analogia fra terrorismo e l'assassinio cristiano della suocera - al Papa non fanno fare una gran bella figura.  
MARCO TOSATTI



 03/08/2016


Buonsenso bergoglionese



Sull’aereo che lo riportava a Roma da Cracovia, il 31 luglio 2016, Bergoglio è stato alquanto spiccio con i giornalisti: “Il viaggio è breve… faremo di fretta questa volta.”

Ma questa fretta non gli ha impedito di accumulare un po’ delle sue solite battute da quattro soldi per farne una specie di discorso preteso sensato. Solo che questa volta, forse per la fretta, si è sbracato troppo e non si è reso conto che le stava sparando grosse… ammesso che qualche volta se ne renda conto.

Questa la domanda di una giornalista (Antoine-Marie Izoard - francese):
I cattolici sono sotto shock - e non solo in Francia - dopo il barbaro assassinio di padre Jacques Hamel nella sua chiesa, mentre celebrava la Santa Messa. Quattro giorno fa, qui, Lei ci ha detto di nuovo che tutte le religioni vogliono la pace. Però questo santo prete di 86 anni è stato chiaramente ucciso nel nome dell’islam. Quindi, Santo Padre, ho due brevi domande. Perché Lei, quando parla di questi atti violenti, parla sempre di terroristi ma mai di islam? Mai utilizza la parola “islam”. E poi, oltre alle preghiere e al dialogo, che ovviamente sono essenzialissimi, quale iniziativa concreta Lei può avviare o magari suggerire per contrastare la violenza islamica? Grazie Santità.

La domanda ci sembra, non solo pertinente, ma necessaria, vista la precisa volontà di Bergoglio in questo senso.
Ed ecco la risposta di Bergoglio, anch'essa pubblicata sul sito vaticano:

A me non piace parlare di violenza islamica, perché tutti i giorni quando sfoglio i giornali vedo violenze, qui in Italia: quello che uccide la fidanzata, un altro che uccide la suocera… E questi sono violenti cattolici battezzati! Sono violenti cattolici… Se io parlassi di violenza islamica, dovrei parlare anche di violenza cattolica. Non tutti gli islamici sono violenti; non tutti i cattolici sono violenti. E’ come una macedonia, c’è di tutto, ci sono violenti di queste religioni. Una cosa è vera: credo che in quasi tutte le religioni ci sia sempre un piccolo gruppetto fondamentalista. Fondamentalista. Noi ne abbiamo. E quando il fondamentalismo arriva a uccidere - ma si può uccidere con la lingua, e questo lo dice l’apostolo Giacomo e non io, e anche col coltello – credo che non sia giusto identificare l’islam con la violenza. Questo non è giusto e non è vero! Ho avuto un lungo dialogo con il Grande Imam dell’Università di al-Azhar e so cosa pensano loro: cercano la pace, l’incontro. Il Nunzio di un Paese africano mi diceva che nella capitale c’è sempre una coda di gente – è sempre pieno! – alla Porta Santa per il Giubileo: alcuni si accostano ai confessionali, altri ai banchi pregano. Ma la maggioranza va avanti, avanti, a pregare all’altare della Madonna: questi sono musulmani che vogliono fare il Giubileo. Sono fratelli. Quando sono stato in Centrafrica sono andato da loro e l’imam è anche salito sulla papamobile. Si può convivere bene. Ma ci sono gruppetti fondamentalisti. E mi domando anche quanti giovani – quanti giovani! - che noi europei abbiamo lasciati vuoti di ideali, che non hanno lavoro, che vanno alla droga, all’alcool… vanno là e si arruolano in gruppi fondamentalisti. Sì, possiamo dire che il cosiddetto Isis è uno stato islamico che si presenta come violento, perché quando ci fa vedere le sue carte d’identità ci fa vedere come sulla costa libica sgozza gli egiziani, o cose del genere. Ma questo è un gruppetto fondamentalista, che si chiama Isis. Ma non si può dire - credo che non sia vero e non sia giusto - che l’islam sia terrorista.
Il terrorismo è dappertutto! Lei pensi al terrorismo tribale di alcuni Paesi africani… Il terrorismo – non so se dirlo, perché è un po’ pericoloso – cresce quando non c’è un’altra opzione, quando al centro dell’economia mondiale c’è il dio denaro e non la persona, l’uomo e la donna. Questo è già il primo terrorismo. Hai cacciato via la meraviglia del creato, l’uomo e la donna, e hai messo lì il denaro. Questo è terrorismo di base contro tutta l’umanità. Pensiamoci.

Eppure la domanda era precisa: “I cattolici sono sotto shock - e non solo in Francia - dopo il barbaro assassinio di padre Jacques Hamel nella sua chiesa, mentre celebrava la Santa Messa.

Ma “il Papa” non spende una sola parola per questo “prete” sgozzato ai piedi dell’altare, dando prova del fatto che è fortemente infastidito dall’accaduto… un prete cattolico ucciso in chiesa! Un accaduto che in cuor suo lo costringe a considerare l’importanza del sacerdozio, della Messa, della Chiesa e… perfino dello shock subito dai cattolici. Un accaduto che in cuor suo lui respinge come un elemento di disturbo rispetto alla sua insulsa concezione della vita e del mondo… una concezione dove non c’è posto per Dio e per i fedeli di Dio, laici e chierici.
Chissà quante volte ha maledetto in cuor suo quegli irresponsabili musulmani che con il loro gesto lo hanno messo così in imbarazzo!
Un prete ucciso in nome di Allah ai piedi dell’altare… ma andiamo, ma allora è vero che qualcuno ce l’ha con Bergoglio!
E allora lui non spende una parola su quel prete, fa finta di niente… domani sarà tutto dimenticato… in fondo si tratta di cose di fede, di quelle cose che a tirarle troppo si finisce col cadere nel fondamentalismo… ma scherziamo? Bergoglio costretto a parlare come un fondamentalista? Ma per chi l’avete preso?
Sarà mica un papa!


Si sbraca invece sul terrorismo… quello sì che è importante… quel terrorismo della suocera ammazzata dal genero battezzato, quel terrorismo del dio denaro che soppianta l’uomo e la donna… quel terrorismo che a volte si nasconde sotto i panni dell’islam, ma che spesso veste i panni del cattolicesimo… quel terrorismo che si serve dei giovani disoccupati, non come quello musulmano praticato dai giovani benestanti… quel terrorismo che sgorga dal fondamentalismo e uccide più con la lingua che col coltello… come stiamo facendo noi qui.
Speriamo che Bergoglio non ci mandi i carabinieri a casa, dopo le ferite sanguinose riportate dall’infierire delle nostre parole!… scherziamo… ovviamente… figuriamoci se quello si sente anche solo scalfito dalle nostre misere osservazioni!

Molti si sono fermati a considerare il voluto groviglio di facezie che Bergoglio ha sciorinato sul “terrorismo”, lanciandosi in precisazioni e puntualizzazioni, come se Bergoglio fosse suscettibile alle messe a punto. Ma l’aspetto più inquietante di questo breve discorsetto “volante” è proprio il suo essere privo di ogni riferimento al prete sgozzato ai piedi dell’altare, insieme alla totale mancanza del minimo riferimento Dio. Questa è la cifra del buonsenso bergoglionese: un tizio che si veste di bianco e che misconosce Dio e i suoi fedeli.
Secondo Bergoglio viviamo in un mondo stracolmo di terrorismo, per mille motivi, ma neanche per sogno a motivo del fatto che questo mondo si fa beffe di Dio. Sarà una lacuna di Bergoglio? O piuttosto si tratta del fatto che Bergoglio non crede in Dio?
E in un mondo stracolmo di terrorismo, dice Bergoglio, cosa volete che sia il terrorismo “islamico”…  soprattutto se si pensa che “non sia vero, non sia giusto… dire che l’islam sia terrorista”.
Ed ha ragione Bergoglio, perché dire che l’islam è terrorista è cosa campata in aria… ma dire che i terroristi sono islamici è un fatto… e glissare come fa Bergoglio la realtà dei fatti è puro “terrorismo”. Soprattutto perché si genera dell’autentico terrore a tacere della valenza di una presunta religione che rende culto ad un falso Dio. Soprattutto perché si genera autentico terrore a tacere del dovere di convertire al vero Dio i tanti poveri musulmani sparsi nel mondo, che così finiscono preda del “terrorismo”. Soprattutto perché si genera autentico terrore affermando, come fa Bergoglio, che “la maggioranza va avanti, avanti, a pregare all’altare della Madonna: questi sono musulmani che vogliono fare il Giubileo. Sono fratelli.”
E si tratta del più subdolo, del più pernicioso, del più diabolico terrore che si possa spargere in mezzo ai cattolici: insinuando che i musulmani vogliono fare il giubileo cattolico e sono fratelli.
Terrorismo psicologico si chiama questo, terrorismo che mira a sovvertire la realtà e induce l’uomo della strada ad apostatare la fede in Nostro Signore.

di Belvecchio