ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 18 agosto 2016

Deo gratias

Com’è andata la “messa nera” ad Oklahoma City???? Un flop totale

Deo gratias. L’empio e squallido gesto sacrilego ai danni della Santa Vergine, che doveva svolgersi ad Oklahoma City e per il quale il card. Burke era autorevolmente intervenuto chiedendo pubbliche messe e preghiere di riparazione (vqui), è stato un flop totale.
Anzi, è riuscito proprio a coalizzare e mobilitare tutti i cristiani, cattolici e non, in una vera e propria “crociata” per pregare in riparazione degli oltraggi contro il Sacratissimo Cuore di Gesù ed in onore della festa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. “Quando si ha tutta la legione romana là fuori, nessuno viene a comprare i nostri biglietti!”, ha detto, in effetti, con disappunto e malcelata rabbia il leader satanista Adam Daniels, che si è trovato davanti al teatro e per tutte le vie della città migliaia di cattolici e cristiani di altre denominazioni. Migliaia di cristiani, provenienti da vari Stati americani, hanno marciato pacificamente e pregato nelle chiese con Messe di riparazione e per le vie della città di Oklahoma, riunendosi tutti attorno alla statua intitolata Jesus Wept (Gesù pianse) e portandosi la statua della Vergine di Fatima dinanzi al teatro civico della città dove si è svolto il rito dissacratorio con appena una decina di partecipanti di soliti satanisti invasati (cfr. Satanisti furiosi: l’evento ”messa nera” del 15 agosto è stato un completo flop. Migliaia di cristiani hanno partecipato alle processioni ed eventi di preghiera ad Oklahoma City, inNoalsatanismo,16.8.2016).







Ovviamente, in ogni caso, la vicenda pone la questione circa la legittimità, dal punto di vista cattolica, di un’autorità che autorizzi una manifestazione blasfema come quella che si è svolta all’interno del teatro civico, nel senso se possa dirsi che la sua autorità provenga ancora da Dio ed un cattolico debba prestare obbedienza ad essa, specie se – come nel nostro caso – non si adoperi più per il bene comune. «È noto che nella libera (?) America – scrive Paolo Deotto - non sono poche le sette sataniche che agiscono alla luce del sole, con regolari riconoscimenti da parte delle autorità locali» (cfr. Paolo Deotto, Riti satanici a Oklahoma City, con regolare permesso delle autorità, in Riscossa cristiana, 13.8.2016). In effetti, se l’autorità, in maniera così aperta e grave, non è più orientata al bene comune e, per giunta, legittima pratiche contrarie  alla stessa autorità di Dio, qualche dubbio riguardo alla sua legittimità pare sorgere.
Al tal proposito sembra utile ricordare il magistero di Pio XII, il quale così insegnava:
«Lo Stato democratico, sia esso monarchico o repubblicano, deve, come qualsiasi altra forma di governo, essere investito del potere di comandare con una autorità vera ed effettiva. Lo stesso ordine assoluto degli esseri e dei fini, che mostra l'uomo come persona autonoma, vale a dire soggetto di doveri e di diritti inviolabili, radice e termine della sua vita sociale, abbraccia anche lo Stato come società necessaria, rivestita dell'autorità, senza la quale non potrebbe né esistere né vivere. Che se gli uomini, prevalendosi della libertà personale, negassero ogni dipendenza da una superiore autorità munita del diritto di coazione, essi scalzerebbero con ciò stesso il fondamento della loro propria dignità e libertà, vale a dire quell'ordine assoluto degli esseri e dei fini.
Stabiliti su questa medesima base, la persona, lo Stato, il pubblico potere, con i loro rispettivi diritti, sono stretti e connessi in tal modo che o stanno o rovinano insieme.
poiché quell'ordine assoluto, alla luce della sana ragione, e segnatamente della fede cristiana, non può avere altra origine che in un Dio personale, nostro Creatore, consegue che la dignità dell'uomo è la dignità dell'immagine di Dio, la dignità, dello Stato è la dignità della comunità morale voluta da Dio, la dignità dell'autorità politica la dignità della sua partecipazione all'autorità di Dio.
Nessuna forma di Stato può non tener conto di questa intima e indissolubile connessione; meno di ogni altra la democrazia. Pertanto, se chi ha il pubblico potere non la vede o più o meno la trascura, scuote nelle sue basi la sua propria autorità. Parimente, se egli non terrà abbastanza in conto questa relazione, e non vedrà nella sua carica la missione di attuare l'ordine voluto da Dio, sorgerà il pericolo che l'egoismo del dominio o degli interessi prevalga sulle esigenze essenziali della morale politica e sociale, e che le vane apparenze di una democrazia di pura forma servano spesso come di maschera a quanto vi è in realtà di meno democratico.
Soltanto la chiara intelligenza dei fini assegnati da Dio ad ogni società umana, congiunta col sentimento profondo dei sublimi doveri dell'opera sociale, può mettere quelli, a cui è affidato il potere, in condizione di adempire i propri obblighi di ordine sia legislativo, sia giudiziario od esecutivo, con quella coscienza della propria responsabilità., con quella oggettività, con quella imparzialità, con quella lealtà, con quella generosità, con quella incorruttibilità, senza le quali un governo democratico difficilmente riuscirebbe ad ottenere il rispetto, la fiducia e l'adesione della parte migliore del popolo. …. L'assolutismo di Stato (da non confondersi, in quanto tale, con la monarchia assoluta, di cui qui non si tratta) consiste infatti nell'erroneo principio che l'autorità dello Stato è illimitata, e che di fronte ad essa — anche quando dà libero corso alle sue mire dispotiche, oltrepassando i confini del bene e del male, — non è ammesso alcun appello ad una legge superiore e moralmente obbligante. Un uomo compreso da rette idee intorno allo Stato e all'autorità e al potere di cui è rivestito, in quanto custode dell'ordine sociale, non penserà mai di offendere la maestà della legge positiva nell'ambito della sua naturale competenza. Ma questa maestà del diritto positivo umano allora soltanto è inappellabile, se si conforma — o almeno non si oppone — all'ordine assoluto, stabilito dal Creatore e messo in una nuova luce dalla rivelazione del Vangelo. Essa non può sussistere, se non in quanto rispetta il fondamento, sul quale si appoggia la persona umana, non meno che lo Stato e il pubblico potere. È questo il criterio fondamentale di ogni sana forma di governo, compresa la democrazia; criterio col quale deve essere giudicato il valore morale di ogni legge particolare» (Pio XII, Radiomessaggio ai popoli del mondo intero, 24.12.1944. Sottolineature nostre).