ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 7 agosto 2016

Incubo per tutti

BUONISTI SVEGLIATEVI

Cari amici buonisti, svegliatevi: o i vostri sogni diverranno una realtà da incubo per tutti. Si sta giocando una fase decisiva della partita che vede la sopravvivenza dei cattolici stessi. Lo stranissimo ragionamento del papa 
di Francesco Lamendola  



Musulmani che si sono auto-inviati a pregare, e che sono stati accolti a braccia aperte da molti vescovi e sacerdoti (ma non da tutti), all’interno delle chiese cattoliche, durante la santa Messa: ne abbiamo già parlato, ma vogliamo ritornarci sopra, perché riteniamo chequi si stia giocando una fase decisiva della partita che vede, come posta in gioco, la sopravvivenza del cristianesimo, e particolarmente del cattolicesimo, davanti all’assalto di forze potentissime, il cui obiettivo dichiarato è la totale distruzione del Vangelo, della Chiesa e della Rivelazione cristiana. Queste forze sono di duplice natura: esterne e interne.

Quelle esterne hanno un nome ed un volto ben chiari ed evidenti: l’islamismo fondamentalista e violento; anche se queste espressioni non piacciono a papa Francesco, il quale – omnia munda mundis, direbbe il buon Alessandro Manzoni - trova che, se un italiano uccide la fidanzata, siccome egli è un cattolico (ma lo è?), questo sta a dimostrare che anche il cattolicesimo alberga in se stesso la mala pianta di un fondamentalismo aggressivo e sanguinario: stranissimo ragionamento, che lui solo riesce a comprendere.
Quelle interne sono, o meglio, erano, fino a qualche tempo fa, meno evidenti, meno scoperte, anche se ormai, di questi ultimi tempi, anch’esse hanno gettato la maschera e si mostrano per ciò che realmente sono: una corrente massonica interna alla Chiesa, il cui scopo è quello di modificare, sovvertire, stravolgere la Rivelazione cristiana, adulterare il Vangelo e confondere la dottrina e la prassi della Chiesa, gettando i fedeli nel turbamento, nell’angoscia e nella disperazione, in attesa di instaurare una  nuova religione mondiale, bastata sul culto di un Dio unico, non ben definito, di chiara ascendenza gnostica e illuminista, dietro il quale si cela, in realtà, una rinnovata, e pagana, auto-celebrazione dell’uomo, che non accetta il suo ruolo di creatura, ma pretende per sé lo statuto di Creatore, contendendolo a Dio.
E allora, andiamo a vedere come ragionano coloro i quali difendono a spada tratta, e anzi propugnano, plaudiscono e incoraggiano, la pratica ora inaugurata della preghiera comune, durante la santa Messa e dentro le chiese cattoliche, di islamici e cattolici riuniti: quasi che non vi fossero differenze inconciliabili fra le due religioni le due concezioni del mondo, di Dio e dell’uomo, e quasi che il riconoscimento di tali differenze implicasse un atteggiamento aggressivo, violento, intollerante da parte di coloro i quali, fino a prova contraria, sono invece le vittime di una vera e propria guerra scatenata contro di loro, e non, come li si vorrebbe dipingere, i fomentatori dell’odio e dello spirito di vendetta.
Scrive, ad esempio, un misterioso C. B., che, per qualche sua ragione, non vuol firmarsi per esteso, in un articolo il cui titolo ricorda sgradevolmente un spot pubblicitario di bassa lega: Pregare insieme cambia la vita, sul giornale cattolico L’Amico del Popolo (Belluno, 4 agosto 2016):

È sicuramente e un’esperienza un po’ strana vedere dei musulmani seduti tra i banchi di un chiesa cristiana. E soprattutto è un po’ inconsueto pensare che non sono là come turisti o come studiosi di architettura o di arte occidentale: no, sono là per pregare. Cioè per lo stesso motivo per cui i cristiani si radunano nello stesso luogo, ogni domenica: pregare.
La forza silenziosa, misteriosa, gigantesca, sconvolgente della preghiera, e di una preghiera fatta insieme, a più voci, secondo schemi e tradizioni diverse, ma con lo stesso obiettivo: chiedere pace. Dopo l’uccisione di padre Jacques, o forse è proprio il caso di dire dopo il so martirio, il 26 luglio, si sono alzate molte voci: di orrore e di sdegno, di rabbia, di condanna e di paura; e, purtroppo, anche voci di odio, voci che chiedono vendetta, repressione, guerra. Come in molti casi simili di questi ultimi tempi in cui uomini e donne di ogni appartenenza religiosa, di ogni convinzione e di ogni etnia sono stati vittime di un terrorismo folle o di precisi piani di annientamento, anche questa volta si sono alzati molti cori, e da molte parti: fino all’esplicito disaccordo nei confronti di chi ostinatamente persegue vie di dialogo e di accoglienza. Quasi come se si volesse dire: “Ecc, avete visto? Dialogare è perfettamente inutile!”.
Domenica 31 luglio, però, in molte chiese cristiane e non  soltanto Italia, insieme alle voci ostinate di chi indica il dialogo come l’unica via della pace – l’unica, non una fra le tante! – si sono alzate anche centinaia e centinaia di mani in preghiera. Una voce silenziosa, di un silenzio assordante, verrebbe da dire: una voce che ha unito uomini e donne di fede, cultura, provenienze diverse, ma accomunati da un’unica convinzione: quella di chi sa benissimo che pregare insieme cambia la vita, eccome se la cambia! Già, perché quando è fatta con il cuore, la preghiera non mette in comunicazione soltanto le persone tra loro, ma le mette in comunicazione con il Mistero assoluto, comunque lo si voglia chiamare….

E via di questo passo: l‘articolo prosegue per altrettanto spazio, ribadendo i medesimi concetti; ma questa prima parte è sufficiente per comprendere di che impostazione si tratti.
Dietro l’apparente mitezza, non priva di auto-celebrazione, come se loro soltanto fossero i buoni e i giusti, i saggi e i lungimiranti, l’Autore, a nome di tutti quelli che la pensano come lui, lascia trasparire i due tratti fondamentali del cattolicesimo buonista, progressista e modernista: l’ignoranza e l’arroganza. L’ignoranza, perché, evidentemente, costoro non sanno che cosa sia la preghiera per un islamico, e che significato abbia, per essi, pregare il loro Dio (in nome del quale padre Jacques Hamel è stato sgozzato sull’altare, al grido di Allah akbar!, mentre officiava la santa Messa) in un luogo sacro dei cristiani, cioè, secondo la loro concezione, degli infedeli; arroganza, perché, pur sapendo benissimo, e dicendolo, che una parte dei cattolici e dello stesso clero non sono per niente convinti che il “dialogo” con gli islamici, in questo momento storico, sia la cosa più giusta da fare, anzi, la sola cosa giusta e possibile, come sottolinea C. B., se ne infischiano bellamente dei sentimenti e delle opinioni di quella parte dei propri confratelli (mi ammazzano un prete e poi si invitano nella mia chiesa per pregare il loro Dio, osservava con amarezza un prete che ha scritto una lettera aperta al quotidiano Il Giornale) e vanno avanti, dritti e sicuri di sé, sulla strada di questo fantomatico e ambiguo dialogo. Ambiguo e fantomatico, perché, per dialogare, occorre essere in due: ma essi sono proprio sicuri che le cose stiamo in questo modo?
Si noti, peraltro, che, per i cattolici progressisti ed ultra-ecumenisti, l’importante non è cercare un dialogo con gli altri cattolici che hanno opinioni e sensibilità diverse dalle loro, ma marciare di comune intesa con gli islamici e con gli atei, tipo Emma Bonino e il defunto Marco Pannella, tanto amici di papa Francesco, i quali calpestano ogni giorno i valori più sacri della Chiesa, praticando e reclamizzando l’aborto, l’eutanasia, la droga libera, i matrimoni omosessuali e l’utero in affitto. Con loro sì, che ci tengono ad andare d’accordo e, se possibile, anche a pregare insieme; benché quelli vogliano il contrario di ciò che dice il Vangelo e, quindi, almeno in teoria, il contrario di ciò che dovrebbe desiderare un cattolico; con quegli altri, invece, i cattolici che essi chiamano, spregiativamente, “tradizionalisti”, e che per malaugurata circostanza sarebbero loro compagni di fede in Cristo e nel Vangelo, non si preoccupano affatto, né di dialogare, né di pregare insieme: li considerano, ormai, se non alla stregua di nemici, certo come delle fastidiose palle al piede, degli ingombri che li appesantiscono nel loro ammirevole slancio ecumenico…
E si noti come viene distorta e falsificata la realtà, pur di accattivarsi le simpatie degli imam che, improvvisamente, dopo anni di silenzio, indifferenza o peggio, anche davanti alle peggiori atrocità e massacri di cristiani, in Europa e fuori d’Europa, ora che un prete cattolico è stato sgozzato in chiesa da due giovanissimi islamici, hanno sentito l’impellente e improcrastinabile desiderio di pregare “per la pace” (magari affermando, sfregio supremo, che padre Hamel era uno di loro…), poiché non si dicono le cose come stanno, non si chiamano le cose con il loro nome: non si dice che, nel mondo, dal 2011, centinaia di migliaia di cristiani - come hanno denunciato, inascoltati, i vescovi cattolici siriani e iracheni - sono stati eliminati o messi in fuga dal terrore islamico, ma si afferma, in maniera untuosa e generica, che uomini e donne di ogni appartenenza religiosa, di ogni convinzione e di ogni etnia sono stati vittime di un terrorismo folle o di precisi piani di annientamento: il che è assolutamente falso. Non è vero che uomini e donne di ogni appartenenza religiosa siano stati colpiti dal terrorismo, il quale poi, non viene nemmeno qualificato con il suo aggettivo di “islamico” (in omaggio alla sciagurata intervista di papa Francesco sull’aereo che lo riportava a casa da Cracovia?); è vero, invece, che il terrorismo islamico si è scatenato contro i cristiani, e che, sparando nel mucchio, o facendo esplodere adulti e bambini nelle piazze dei mercati, sono stati uccisianche dei musulmani, ma come effetto collaterale di una guerra dichiarata contro il cristianesimo, e il cui obiettivo prioritario e necessario sono i cristiani, non altri. Mai, in ogni caso, si è sentito dire che sia avvenuto il contrario: mai dei cristiani hanno ucciso i musulmani dentro le moschee, o nelle piazze, mediante attacchi terroristici o in nessun’altra maniera. Questa è la verità e questa sarebbe stata la maniera doverosa di raccontarla.
Se ora i musulmani hanno realmente il desiderio di pregare per la pace, ebbene, che lo facciano pure nelle loro moschee, invece di incitare i loro giovani all’odio anticristiano, come sovente accade; e lo facciano, eventualmente, anche fuori delle chiese cristiane, ma non dentro, perché questo sarebbe un vero gesto di pace e di rispetto verso i cristiani così duramente colpiti, non l’autoinvitarsi nei luoghi di culto delle vittime, quando si sa benissimo che il Dio che essi pregano non è quello dei cristiani, ma quell’altro, al quale è gradita la guerra santa contro di loro. E ai vari C. B. vale la pena di ricordare, visto che scrivono sulla stampa cattolica, che i cattolici non credono affatto nel Mistero assoluto, comunque lo si voglia chiamare: questa è la fede gnostico-massonica di Eugenio Scalfari e di altri come lui, ma non è la fede cattolica. La fede cattolica è la fede in Gesù Cristo, Figlio unigenito di Dio Padre, mediatore dello Spirito Santo: quel Gesù che, per i musulmani, è stato un semplice uomo, un profeta, e che, per essi, considerare come un essere divino sarebbe peggio che bestemmiare. Lo sanno, codesti cattolici progressisti e filo-ecumenici, che, per un islamico, pregare in un determinato luogo, significa dedicare quel luogo ad Allah?
E poi, quanta retorica e quanta demagogia su questa faccenda del dialogo; e quanta malafede nell’equiparare chi non è convinto della bontà di far entrare gli islamici a pregare dentro le chiese, durante la santa Messa, con i guerrafondai e i seminatori di odio. Nossignori; nessuno invoca vendetta, nessuno chiede rappresaglie per il martirio di padre Hamel (e di tanti, tantissimi altri cristiani nel mondo): ma ciò non significa affatto che si debba andare a braccetto con gli coloro i quali ci hanno dichiarato guerra. Perché c’è una parte dell’islam, anche se il discorso non piace a papa Francesco, che ci ha dichiarato guerra; e negarlo, sarebbe come se papa Pio V, ai tempi di Lepanto, o papa Innocenzo XI, al tempo dell’assedio di Vienna, avessero negato che era in atto un assalto islamico contro la cristianità, e avessero predicato il dialogo e l’accoglienza… Niente affatto: essi proclamarono la crociata; e dei santi predicatori, come il cappuccino padre Marco d’Aviano, percorsero mari e monti per sollecitare una presa di coscienza da parte dei sovrani e dei governi dell’epoca, e indurli a mettere insieme una flotta e un esercito capaci di difendere la cristianità minacciata da un pericolo mortale. Se Pio V e Innocenzo XI non avessero avuto questa consapevolezza, questo realismo, oggi, molto probabilmente, le chiese di Vienna e di Roma, come già quelle di Alessandria e di Costantinopoli, sarebbero state trasformate in moschee, e sull’Europa sventolerebbe vittoriosa la Mezzaluna. E dire queste cose non significa affatto invocare la guerra o la vendetta: significa mettere in guardia chi è minacciato, affinché si svegli e stia pronto a difendersi da coloro che lo vogliono distruggere. Si rassegnino, i cattolici buonisti e progressisti: essi non hanno l’esclusiva della retta interpretazione del Vangelo. È più che probabile, semmai, che stiano commettendo un errore colossale, sia di valutazione della situazione politica e religiosa, sia d’interpretazione del Vangelo: perché Gesù non proibisce la legittima difesa, così come la Chiesa non l’ha mai proibita o condannata, nei duemila anni della sua storia. Ma le conseguenze di questo errore colossale, errore – ripetiamo – d’ignoranza e di arroganza, potrebbero essere fatali per tutti…


Cari amici buonisti, svegliatevi: o i vostri sogni diverranno una realtà da incubo per tutti

di Francesco Lamendola

2 commenti:

  1. Gli pseudoecumenisti pelosi spieghino a tutti gli altri cattolici come pensano si dovrà risolvere il problema fondamentale per gli islamici che volessero ripetere l'esperimento della 'preghiera comune':
    lo stare rivolti costantemente alla Mecca.
    Perché non la Messa interessa a loro ma la MECCA.

    La seconda questione, quella di pregare con la fronte a terra su un tappeto, o di entrare scalzi dopo essersi lavati i piedi, sarà un altro problema organizzativo da risolvere.
    Ma no, che sbadata, questi son tutti problemi che si porrebbero se gli islamico-'ecumenici' avessero la certezza, entrando in una chiesa cattolica, di varcare la soglia di un luogo sacro con le sue regole vincolanti.

    Ma nell'esperimento 'ecumenico' di 'così grande valore' essi hanno già dato abbondante prova di infischiarsi del problema.

    E questi sarebbero la creme di quelli più sensibili ed ecumenici (cfr le cronache del comportamento tenuto da molti di essi: spalle alla lettura del Vangelo, uomini a capo coperto ecc.)
    Ce li figuriamo gli altri?

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  2. per vedere la sincerità dei musulmani devono permetterci di costruire una chiesa nei loro paesi di provenienza per ogni moschea che hanno costruito nei paesi cattolici .....altrimenti la loro " pace" è solo fumo negli occhi ...dissimulazione...che purtroppo se non li ferma il Signore si tramuterà in aggressione come la storia racconta ....

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