ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 29 settembre 2016

Di ‘Alzheimer spirituale’ perisce..!

LE SUORE DI PINEROLO       Le suore di Pinerolo suore lesbiche, la felicità e San Francesco. A Pinerolo verrà celebrata la prima unione civile, termine light e politicamente corretto per non chiamare matrimonio le nozze omosessuali di due monache 

di Roberto Pecchioli  

    

Allegria ! direbbe Mike Bongiorno. A Pinerolo verrà celebrata la prima unione civile, termine light e politicamente corretto per non chiamare matrimonio le nozze omosessuali di due monache. Suor Federica e Suor Isabel, 44 anni, francescane fino a poco tempo fa, missionarie e con titoli accademici in filosofia diventeranno moglie e moglie, o come diavolo si chiama il legame introdotto dalla signora Cirinnà ( madre , tra l’altro, di figli “non umani”, come scrive nel suo profilo pubblico). Subito dopo, poiché le due restano assai religiose, si faranno benedire da un prete spretato della zona, Franco Barbero, cacciato da anni e noto per aver officiato ben diciannove “matrimoni” tra omosessuali.

Fin qui la notizia; gioia contenuta del più laicista dei quotidiani, la torinese Stampa detta una volta La bugiarda, pensosi corsivi della “tribù istruita” degli intellettuali tanto invisa a Solgenitsin, festicciola intima per le due ex monache. Non varrebbe la pena occuparsene, tanta è la tristezza per quel che vediamo accadere, lasciando la parola alla preghiera e il giudizio all’Altissimo. Due elementi, tuttavia, costringono a prendere posizione: le parole delle due poverette ( ricordate il lapidario “la sventurata rispose” del Manzoni  nell’episodio della monaca di Monza dinanzi alle profferte di Egidio ?) e il nuovo  colpo inferto dall’interno alla credibilità del cattolicesimo .
“Dio vuole la felicità della persone”, cinguettano le neo-spose ed allora qualcosa occorre pur dire. Da Obama a Renzi , continua lo stucchevole tormentone secondo cui il matrimonio gay sarebbe una vittoria dell’amore e della felicità. Dio stesso, dunque, è d’accordo, giacché, secondo la nuova teologia, il suo progetto sull’umanità si basa sulla ricerca della felicità, come la costituzione americana.
Ci erano stati impartiti insegnamenti diversi: pareva, nel passato oscuro, che fossimo destinati alla beatitudine eterna attraverso una vita onesta, conforme alla legge naturale iscritta dal creatore nel cuore di ciascuno. Eravamo vissuti nella convinzione che il matrimonio sacramentale aperto alla nascita ed all’educazione dei figli fosse parte essenziale del disegno di Dio. Avevamo torto : egli non è che il garante del diritto al perseguimento della felicità, l’astratta quanto incauta affermazione della dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti divenuta pensiero dominante, specie da quando Dio è morto.
Felicità che significa poter fare sempre ciò che si vuole senza ostacoli legali o materiali. Immaginiamo che Landru fosse felice uccidendo le sue mogli , felici sono i tanti avaracci che vivono per accumulare denaro , certamente sono felici ladri, rapinatori e truffatori i cui colpi vanno a buon fine.  Quanto all’omosessualità come tale, il pensiero corrente è lapidario: essa è “normale” in quanto è sempre esistita. Anche le tendenze omicide, se è per quello, ma le leggi non si sono mai sognate di legalizzare l’assassinio.
Le due suore, per le quali la felicità consiste nel loro rapporto erotico, dovevano avere una ben fragile vocazione, se è bastato un viaggio pastorale in Africa per dimenticare Dio ed innamorarsi tra consorelle. Occorre ammetterlo: la devastazione della modernità colpisce al cuore soprattutto la Chiesa, che non sa reagire, e, sembra evidente, non è più in grado di scegliere i propri ministri e le proprie religiose. Si dice – qualche libro sconcertante lo confermerebbe – che i seminari siano diventati la sentina di troppe vergogne e di autentiche eresie, tra le quali l’inversione sessuale è solo una.
A molti semplici credenti sembra che sia tramontata nel clero la fede in Dio: di Lui non si parla più, e neppure dei cosiddetti (una volta) Novissimi. L’inferno, se c’è è vuoto, in compenso del paradiso di tace , ed il male è derubricato ad errore, anzi, sembra che supremo giudice sia la coscienza individuale . In fondo , povere suore che credevano di amare Chiara e Francesco, ed invece aspettavano di poter godere , qui e adesso, lo spicchio di felicità terrena promesso dal Dio che hanno loro spiegato in noviziato.
Il principe di questo mondo lavora a pieno ritmo, e gode nell’accumulare nuovi scandali, che tali non risultano più in quanto quasi nessuno li percepisce come tali. A chi scrive sembra abominevole , diabolico, che un sacerdote allontanato dal ministero si presti a “benedire” le nozze delle due suore che, sulla via di Damasco, dicono di aver scoperto la loro personale felicità .
Certo, il giudizio, quello vero, spetta ad un Altro, ma non si può scordare che lo stesso cardinale Bagnasco comunicò il noto attivista transessuale Vladimir Luxuria, al secolo Francesco/a Guadagno, nell’occasione dei funerali di un uomo come Andrea Gallo, un prete che ammise di aver fatto abortire alcune donne, disprezzava la gerarchia e comunicò al mondo l’esistenza del Vangelo secondo Fabrizio De André.  Non crediamo che il prelato genovese ignorasse l’identità di chi si presentò a chiedere l’ostia consacrata che, sino a nuovo ordine, rappresenta il corpo di Cristo . Ma chi siamo noi per giudicare, direbbe Bergoglio, ed allora avanti, verso nuovi baratri chiamati conquiste.
Forse non è neppure casuale che l’unione delle due ex francescane si celebri a Pinerolo. La città che fu sede della cavalleria sabauda , infatti, si trova allo sbocco delle valli Chisone, Pellice, Germanasca, dove vive da oltre sette secoli la comunità valdese, il cui livore anticattolico è noto. I suoi esponenti ricevono una rispettabile quota dell’8 per mille statale, offerto soprattutto da atei e da sostenitori dell’estrema sinistra , felici che non un euro raccolto dai seguaci di Pietro Valdo venga speso per motivi religiosi.
L’ultimo, desolato pensiero va a Francesco d’Assisi. Uomo dalla fede semplice, limpida e potente, dialogava da pari a pari con il Papa per riformare la Chiesa e con il Sultano d’Egitto per portarlo alla vera fede, e con la stessa  voce sapeva parlare alla gente umile del suo tempo.  Pensava che la felicità fosse in Dio, e si potesse perseguire abbandonandosi a lui con l’umiltà di cui l’uomo moderno è incapace.
Le sue monache ne sanno più di lui: felicità è seguire il proprio istinto, abbandonarsi ad ogni desiderio. Tanto, quel Dio lontano, posto che ci sia, perdonerà tutto. Questo è l’insegnamento corrente, anzi è addirittura l’anno della cosiddetta misericordia. Nei tempi bui del nostro catechismo, si diceva che la confessione, figlia del pentimento e del giudizio negativo che noi stessi davamo dei nostri comportamenti, cancellasse la colpa, ma non la pena e, quanto agli effetti, dovevamo essere noi stessi a cambiare attitudine.
Francesco era uomo fedelissimo ed amava i sacramenti. Le due ex suorine che vestivano indegnamente il saio che fu il suo e di Chiara si sposano davanti ad una legge illegittima. Il buon Dio dovrà davvero eccedere in misericordia, per perdonarle senza pentimento e senza cambio di vita. 
Ma anche questa è probabilmente un’idea del passato cattolico: pecca fortiter, con quel che segue, non è Agostino d’Ippona, padre della Chiesa, ma Martin Lutero, padre dell’eresia, nonché di sei figli avuti da una ex suora.
                                                            

Roberto Pecchioli


In redazione il 29 Settembre 2016

 

Le suore di Pinerolo suore lesbiche, la felicità e San Francesco

di Roberto Pecchioli