ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 26 settembre 2016

E' la liturgia a fare la differenza



Padre Amorth e l'ultimo liturgista    


Per commemorare la scomparsa del grandioso padre Gabriele Amorth, uomo della Provvidenza, che ha salvaguardato e rinnovato la consapevolezza demonologica negli ultimi critici e decisivi decenni, mi pare bello andare a recuperare un articolo di Satiricus, giovane penna genovese, da anni attiva sul medesimo blog che ci vede da poche settimane suoi collaboratori. L'articolo in questione si intitola L'ultimo liturgista ed è un'ode alla profonda opera liturgica compiuta da Benedetto XVI. Sul finire dello scritto l'autore riporta alcune parole di p. Amorth, che gettano luce sulla figura del pontefice tedesco, sul valore della liturgia rettamente celebrata, sul peso specifico della liturgia Vetus Ordo rispetto agli adattamenti sociologici del Novus Ordo. Riportiamo interamente il brano, incluse alcune frasi un po' audaci e barocche del nostro amico Satiricus.
"Servono nuove chiavi di lettura... La trovo con piacevole sorpresa nell’indovinata intervista di Rodari a padre Amorth, La mia battaglia contro satana. L’ultimo Esorcista, Piemme, Milano 2012, e merita di essere ripresa:
Benedetto XVI è temutissimo da Satana. Le sue messe, le sue benedizioni, le sue parole sono come dei potenti esorcismi… Credo tuttavia che il suo pontificato sia un grande esorcismo contro Satana.
Il modo con cui Benedetto XVI vive la liturgia. Il suo rispetto delle regole. Il suo rigore. La sua postura sono efficacissimi contro Satana. La liturgia celebrata dal pontefice è potente. Satana è ferito ogni volta che il papa celebra l’eucaristia.
 (p. 219)
E’ una testimonianza che, di per sé, già dice tutto. Ma sarebbe un peccato interpretarla in chiave meramente celebrativa.
Benedetto XVI non è temuto per il valore della sua persona, per un carisma di fascinoso prelato o simili: è la liturgia a fare la differenza, è lo stile celebrativo a ferire Satana. Capire questo significa TUTTO, soprattutto per le giovani generazioni che hanno perso il senso soprannaturale del liturgico.
Non che l’abbiano perso per colpa propria, è il clero – a partire dai cosiddetti teologi e docenti – ad aver estromesso certe categorie e addirittura ad opporvisi fino ad oggi. Che una messa possa essere “più potente” di un'altra è cosa bollata come residuo di magismo. Inutile cercare di spiegare che tra magia e socialismo esisteva una sana via di mezzo: la liturgia cattolica e cattolicamente intesa (e celebrata). Inutile, anche perché faticoso rispondere alla mole ipertrofica di ragionamenti intricatissimi e dottissimi quanto originariamente anti-romani, sfiancante sopportare l’abuso di autorità e potere degno delle peggio sacrestie e da quelli ampiamente sfoggiato, quasi impossibile far breccia contro l’irrefragabile pregiudizio del senso comune (cui i cattolici non riescono a svincolarsi – e non per nulla il papa viene a indire un anno della Fede: c’è da ricostruire!). Contro tali e tanti baluardi, nei quali va serrandosi il post-conciliarismo, serve una testimonianza potente, capace di convertire i cuori prima che le menti.
Padre Amorth ci aiuta pienamente in questo, narrandoci un episodio ignoto ai più, ma a mio avviso strategico e risolutivo. Riassumo in poche righe i fatti narrati intorno a pagina 214 del testo: tra le grandi novità del Concilio si registrò anche la riforma del Rito degli esorcismi, rito venerabile compilato per lo più in età moderna, da pregarsi esclusivamente in latino, di chiaro taglio – diciamolo con i periti – amartiocentrico, cupo, pessimista, profeta di sventura, etc. Chiaramente la modifica del rito avvenne a porte chiuse, ad opera di un pool di insigni teologi e pastori che fecero a meno di ascoltare il parere degli esorcisti attivi sul campo. Il nuovo rituale fu diffuso per un periodo di prova, quanto basta perché gli esorcisti si accorgessero che esso era totalmente inefficace. Si rischiava la catastrofe: lo scatenamento di Satana in nome dell’obbedienza al Concilio e a Roma.
In extremis il cardinale J A Medina Estevez, che nel 1996 divenne prefetto della Congregazione per il culto divino, riuscì con un colpo di mano dell’ultimo minuto a inserire una particolare notificazione in cui si concedette agli esorcisti di servirsi ancora del vecchio rituale facendone richiesta al vescovo. Fu la nostra salvezza. Tutti potemmo continuare ad esorcizzare con il vecchio rituale, a mio avviso l’unico efficace contro il demonio.
L’attuale pontefice… è stato l’unico [allora] a ricercare ed ascoltare il parere di noi esorcisti
 (p. 214)
E’ quanto. Non soffermiamoci sui soliti complottismi anti-conciliari. Inutili.Teniamo il dato sicuro, l’idea chiara e distinta: modificare i riti significa modificare l’efficacia della preghiera. No, la pretesa del tradizionalismo non è una faccenda di pizzi e merletti, ma di radicale salus animarum.
E quindi ben venga il fanone, ben venga la celebrazione del Summorum Pontificum in san Pietro, ben venga tutto l’armamentario utile a ferire Satana, ben venga la salvezza delle anime, specialmente le più bisognose della Sua misericordia."
di Amicizia San Benedetto Brixia
http://www.campariedemaistre.com/2016/09/padre-amorth-e-lultimo-liturgista.html
Lo psichiatra: le università pontificie creino corsi per esorcisti

Troppe richieste di riti contro la possessione diabolica

Valter Cascioli è consulente scientifico dell’Aie, l’Associazione internazionale degli esorcisti riconosciuta dalla Santa Sede
La carenza di esorcisti è una grave emergenza». Lo psichiatra Valter Cascioli è il consulente scientifico dell’Aie, l’Associazione internazionale degli esorcisti riconosciuta dalla Santa Sede e docente di «Esorcismo e preghiera di liberazione» all’Ateneo Pontificio «Regina Apostolorum». Per distinguere malati psichiatrici e indemoniati «serve discernimento: solo l’1% delle persone che dichiarano problemi “preter-naturali” hanno effettivamente bisogno dell’esorcista». 


Come farete fronte al boom di richieste di esorcismi? 
«C’è un’emergenza pastorale dovuta a un significativo aumento dei casi di possessioni diaboliche che arrivano ai sacerdoti esorcisti. E’ in costante aumento, anche in Italia, il numero delle persone che si rivolgono a pratiche esoteriche, occultistiche e sataniche, con gravissimi danni fisici, psicologici, spirituali e morali». 

E quali sono gli effetti? 
«Le conseguenze più devastanti sono i disturbi dovuti all’attività demoniaca straordinaria:infestazioni, vessazioni, ossessioni, possessioni diaboliche. Gli esorcisti sono aumentati negli ultimi anni, ma non abbastanza per far fronte alla drammatica situazione che colpisce soprattutto i giovani agganciati su web. È pericoloso minimizzare l’entità di un fenomeno causato dall’azione diretta del demonio, ma anche dall’affievolirsi di fede e valori. I media riducono spesso la possessione diabolica a sensazionalismo, curiosità morbosa». 

Si moltiplicano anche le truffe di sette e maghi. Quali i rimedi? 
«Per non finire in mano a impostori, ciarlatani, medium e operatori dell’occulto che spesso si spacciano per esorcisti, va ricordato che possono esercitare questo ministero solo i vescovi e i sacerdoti che ricevono espressa licenza dal vescovo. Bisogna rivolgersi alla diocesi di appartenenza. In molte diocesi sono stati istituiti centri d’ascolto per fornire indicazioni su quale esorcista contattare in caso di bisogno». 

Quanto incide l’occultismo? 
«Molto. C’è una crescita d’interesse verso il satanismo e i giovani sono la categoria più a rischio. Nell’attuale contesto socio-culturale, con una larga diffusione di pratiche superstiziose, aumentano le richieste di aiuto di persone direttamente o indirettamente colpite dall’azione del maligno». 

E le malattie mentali? 
«Nel ministero dell’esorcistato è fondamentale non confondere possessioni diaboliche e malattie psichiatriche. Gli esorcisti si avvalgono di medici specialisti in psichiatria e formati in esorcistica e demonologia: la loro diagnosi differenzia fenomeni “preter-naturali” e disturbi mentali. il Papa ha messo in guardia da chi confonde le due cose, attribuendo indebitamente ad una patologia psichiatrica una possessione diabolica. L’esorcista svolge un ministero di consolazione e di liberazione verso persone sofferenti. Nelle premesse generali che accompagnano il Rito degli esorcismi c’è indicazione di rivolgersi, al bisogno, a uomini di scienza».  

Poche scuole di formazione? 
«Sì. Tra psichico e spirituale c’è una terra di nessuno. Non esiste ancora una scuola di formazione a livello universitario. Manca un approccio interdisciplinare in cui le scienze umane si incontrino con quelle religiose e la psichiatria con la demonologia e l’esorcistica. Per comprendere le dinamiche dello spirito serve la formazione personale in specifici corsi negli atenei pontifici. Va promossa maggior collaborazione tra persone esperte in medicina e psichiatria che siano competenti anche nelle realtà spirituali».