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domenica 25 settembre 2016

El Peso Argentino non se puede convertir in €?, ahi ahi ahi

PAPA E FAMILY DAY. MESSICO E ITALIA: LAGGIÙ VA BENE, QUI NO? MISTERI E DOPPI PESI.



Ieri a Città del Messico hanno sfilato centinaia di migliaia di persone, a difesa del matrimonio fra uomo e donna e della famiglia naturale.ProVita ne da notizia così: “Erano attese forse 200mila persone alla Marcia per la Famiglia svoltasi ieri a Città del Messico.
Invece sono stati almeno 400mila i partecipanti provenienti da tutto il Paese. Senza contare poi il milione di persone che solo due settimane fa era sceso in piazza in tutti gli Stati della Federazione messicana.
L’evento è stato ancora una volta organizzato dal Frente Nacional por la Familia, un coordinamento di varie associazioni che da ieri si è costituito in movimento civico permanente con lo scopo di influenzare l’agenda politica del Messico.
In mezzo a un clima di festa, tutti vestiti di bianco, hanno marciato dall’Auditorio Nacional fino all’ Ángel de la Independencia, dove è stato letto un manifesto sulla famiglia in 10 punti.
Tra cui, innanzi tutto, la tutela della famiglia fondata sul matrimonio stabile tra un uomo e una donna, il diritto dei bambini ad avere un padre e una madre, il diritto dei genitori di educare i figli secondo per le loro convinzioni, e il rifiuto della imposizione della ideologia di genere da parte del governo.
Parlando alla stampa, Consuelo Mendoza, dell’Unione Nazionale dei Genitori, che fa parte del Fronte per la Famiglia, organizzatore della marcia, ha detto che i messicani vogliono un Messico migliore, dove le autorità ben rappresentino i reali interessi del popolo.
Ha aggiunto che nutre il massimo rispetto per le persone LGBT, per la loro dignità, e per la loro libertà di scelta. Ma da loro si aspetta il rispetto per la famiglia naturale.
Da parte sua, Juan Dabdoub Giacoman, Presidente del Consiglio messicano per la Famiglia, ha ricordato che nel febbraio di quest’anno è stata presentata una petizione a favore della famiglia con più di 200mila firme che è stata completamente ignorata dalle autorità.
Di contro, l’istituzione che dovrebbe garantire la non discriminazione in Messico, il CONAPRED, ‘sembra un’appendice della comunità gay’, e caldeggia esso stesso le discriminazioni, quelle contro la famiglia. Fernando Guzman Perez Pelaez, vice presidente di Confamilia, ha detto che il Presidente Peña Nieto porta avanti le sue convinzioni personali, senza curarsi delle istanze del popolo messicano”. 
Oggi all’Angelus Il Pontefice, che in passato ha fatto dichiarazioni di gran peso sull’ideologia gender, e sulla “colonizzazione ideologica” che essa rappresenta, ha dato il suo appoggio con queste parole: “Mi associo ben volentieri ai vescovi del Messico nel sostenere l’impegno della Chiesa e della società civile in favore della famiglia e della vita, che in questo tempo richiedono speciale attenzione pastorale e culturale in tutto il mondo”.
Perfetto. Ma allora è lecito chiedersi in base a quale ragionamento, scelta o suggerimento quando il Circo Massimo a Roma e le zone limitrofe si sono riempite di centinaia di migliaia (forse non un milione, ma sicuramente diverse centinaia di migliaia) di persone nel “Family Day” del gennaio scorso con la presenza e la partecipazione di molti vescovi, e con il gradimento verbale del presidente della CEI, il card. Angelo Bagnasco, il Pontefice all’Angelus ha ignorato l’evento. Anzi, ha pronunciato una frase ambigua ricordando che “nessuna condizione umana esclude dall’amore di Dio” e lo ha ripetuto due volte.
Messico sì, Italia (di cui è Primate, e vescovo di Roma) no? E perché? E’ vero che poi nell’udienza privata con Massimo Gandolfini, così stranamente inviso a qualcuno ai piani alti CEI, forse per la cadenza troppo nordica, gli ha rivolto parole di stima e incoraggiamento per la sua opera. Ma nel momento in cui una parola, una sola, avrebbe avuto peso e valore non l’ha detta. Anzi. Non voleva entrare in politica, si è detto a mezza bocca. Ma si entra in politica, e la sifa, come si è visto con la  legge Cirinnà, anche dando ascolto a consiglieri e consigliori tanto, troppo vicini alle ragioni del governo e del principale partito di governo. Chissà se Sua Santità se ne è reso conto.
Marco Tosatti