ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 7 settembre 2016

La storia della Russia è una storia mariana

LA SACRA ICONA DELLA MADRE DI DIO DI KAZAN      
    L’Immagine della Madre di Dio di Kazan è dipinta su legno e, secondo gli studi e le prove degli esperti, risale al XIII secolo. È dipinta nello stile tradizionale greco-bizantino e venne eseguita, probabilmente, a Costantinopoli. La Santa Icona mostra la testa e le spalle della Vergine Maria che ha il Cristo Bambino sulle sue ginocchia, quasi in piedi. La mano destra del Bambino si alza verso sua Madre, in un gesto benedicente. Un esame completo ai raggi X ha confermato che i colori della Santa Icona si sono perfettamente conservati. I secoli hanno addolcito il capolavoro, aumentando la bellezza e la serenità dei Volti. La Sacra Icona è ricoperta di una lamina d’argento dorato (detta “riza”) che profila le figure e gli abiti: sono visibili solo i volti della Madre di Dio e del Bambino. Sotto questa copertura d’argento, il dipinto è perfetto ed è della migliore qualità, tanto da poter essere giudicato una squisita opera d’arte e, insieme, l’oggetto di grande devozione religiosa. La “riza” risale al XVII secolo: cesellata e lavorata a sbalzo, è un’opera molto raffinata, incrostata di più di mille diamanti, smeraldi, rubini d’oriente, zaffiri e perle. La maggior parte di queste pietre preziose fu incastonata molti secoli fa, altre furono aggiunte successivamente da donatori. Per quanto il valore totale di questi gioielli sia molto grande, la loro presenza testimonia la grande venerazione che, in passato, i Sovrani e i popoli della Russia portarono a questa Santa Icona.

          La storia della Santa icona della Madonna di Kazan comincia nel 1552, quando lo Zar Ivan il Terribile decise di intraprendere una crociata per mettere fine alla prepotenza dei Tartari, che opprimevano i cristiani ortodossi con le loro leggi. Mentre lo Zar e i suoi soldati partecipavano alla Divina Liturgia nella cappella del loro accampamento, che si trovava alla periferia della città di Kazan, nel momento in cui il Diacono cantava la litania di implorazione “e schiacciate sotto i vostri piedi tutti gli avversari e tutti i nemici...” un terremoto provocò un effetto inatteso: tutti i drappi e le bandiere presenti alla Divina Liturgia si spiegarono e cominciarono ad ondeggiare. I Russi presero d’assalto le mura di Kazan e occuparono la città, che era la capitale e la fortezza del Regno Tartaro. Era il l° ottobre, festa del “Pokrov”: la “Protezione” della Santa Vergine Maria.
          Lo Zar Ivan il Terribile interpretò la vittoria come un segno della approvazione divina e, appena ebbe occupata interamente Kazan, ordinò di costruire nella città una grande basilica in onore della Regina celeste dedicandola al mistero dell’Annunciazione. Lo stesso Zar ordinò anche la costruzione di una Cattedrale a Mosca, nella grande piazza – ora detta “rossa” – nel centro della città e volle che si dedicasse alla “Protezione” della Vergine Maria. Questa costruzione, oggi chiamata “Chiesa di San Basilio”, è composta da una Chiesa centrale, dalla quale si irraggiano otto cappelle, quasi a formare una stella a otto punte: la stella della Santa Vergine, Stella del Nuovo Testamento. Ed è interessante notare che, in tutte le Icone, la Vergine Maria è adorna di tre stelle a otto punte, una su ciascuna spalla e una sulla fronte, che rappresentano simbolicamente la sua Verginità prima, durante e dopo la Nascita di Nostro Signore Gesù Cristo.
          Dopo la conquista da parte dei Russi della città di Kazan, l’aiuto di Dio non tardò ancora a manifestarsi e in breve tempo tutto il sud della Russia fu liberato dal giogo musulmano. Il distretto di Kazan divenne ecclesiasticamente dipendente dalla Chiesa Metropolitana di Mosca, ma già nel 1555 il Concilio dei Vescovi di Mosca aveva dato il suo consenso alla costruzione di una Cattedrale nella città di Kazan. Durante quello stesso Concilio, l’Igumeno del Monastero di Selizharov, Gurij Rugotin, fu eletto primo Vescovo di Kazan e ricevette nello stesso tempo il titolo di Arcivescovo. La sua consacrazione ebbe luogo il 7 febbraio 1555 e, nel maggio dello stesso anno, egli lasciò Mosca per andare ad occupare la sua Sede. I lavori apostolici dell’Arcivescovo Gurij e del suo successore, l’Arcivescovo German, furono pieni di frutti e contribuirono grandemente a diffondere il cristianesimo, nonostante la maggioranza della popolazione fosse tartaro-musulmana. Questi due Arcivescovi furono più tardi dichiarati santi dalla Chiesa Russa.
          Dopo la morte di San German (1567) i capi musulmani tentarono di dar vita ad una lotta contro la fede cristiana. Nell’anno 1579 un violento incendio scoppiò a Kazan e andarono distrutte metà della città e metà della fortezza. I musulmani approfittarono di questa occasione per proclamare che Dio non era contento dei Russi e che attraverso questo incendio dimostrava il suo sdegno, poichè la vera fede era quella di Maometto. La popolazione tartara ne fu sconcertata e le sorti della cristianità erano in gioco. Ma la Madre di Dio non abbandonò la causa di quelli che avevano fatto della Russia un giardino mariano, erigendo, attraverso il vasto Impero, Chiese e Monasteri in suo onore.
          Proprio nel periodo in cui Kazan risorgeva dalle ceneri dell’incendio distruttore, la Vergine Maria apparve ad una ragazza di nome Matrona, di nove anni, che giocava tra le rovine, dove gli abitanti della città cercavano di ricostruire le loro case. La Madonna disse alla bambina che anche lei avrebbe dovuto scavare tra le macerie perchè avrebbe trovato una Icona. Matrona informò della cosa i genitori, che non le credettero, fino a quando la Bella Signora apparve altre due volte e dichiarò che, se non si fossero messi a cercare l’Icona, sarebbe giunta una punizione. In tutta fretta, allora, Matrona e sua madre si recarono alla residenza del Metropolita, l’Arcivescovo Jeremias, ma nè lui nè il clero vollero credere alla storia raccontata dalla bambina. Tuttavia Matrona, sua madre e alcune vicine si misero a setacciare le rovine e fu la bambina a scoprire l’Icona, che era avviluppata in vecchi stracci. Era l’8 luglio 1579.
          La notizia del miracoloso ritrovamento si sparse rapidamente. Migliaia di persone si riunirono nel luogo dell’ “apparizione”. Vi si recò lo stesso Arcivescovo di Kazan, Jeremias, e, con una solenne processione, trasportò la Santa Icona verso la più vicina chiesa, che era dedicata a S. Nicola e della quale era rettore il Padre Germogen. Assai più tardi, la Santa Icona venne trasferita nella Cattedrale dell’Annunciazione di Kazan. Il primo miracolo attribuito alla Santa Icona di Kazan fu il dono della vista per due ciechi, Josef e Nikita, che si trovavano a Kazan nel giorno dell’apparizione. Da quel giorno, molte persone che soffrivano di malattie agli occhi hanno cercato la loro salvezza nell’intercessione della Madre di Dio, sotto il titolo di Vergine di Kazan. Lo Zar, Ivan il Terribile, ordinò anche che un convento fosse costruito sul luogo della apparizione e, quando esso fu terminato, la Santa Icona vi fu posta in venerazione. Matrona e sua madre presero i voti religiosi e divennero membri di quella comunità, ed il Padre Germogen, dopo la morte della moglie, pronunciò i voti monastici e divenne, in seguito, l’Igumeno di quel Monastero.
          Nel 1589 egli fu consacrato Vescovo Metropolita di Kazan e, nel 1606, venne eletto Patriarca di tutta la Russia. La Madonna, però, riservava al suo figlio prediletto un’altra corona, quella del martirio. In quegli anni la Russia era assediata da nemici, tanto dall’interno quanto dall’esterno, che aspiravano al trono della Nazione. Il Patriarca Germogen sosteneva il movimento patriottico russo e lo incitava a combattere contro gli invasori e gli impostori, assicurando i patrioti che avrebbero ottenuto l’aiuto di Dio per mezzo della protezione della Vergine. Ma Mosca cadde nelle mani degli insorti ed il Patriarca Germogen fu imprigionato dalle truppe polacche, che deliberatamente lo lasciarono morire di fame nel 1612. La morte del venerato Patriarca chiamò a raccolta tutto il popolo russo e, fra le truppe organizzate per marciare su Mosca, ci fu pure quella di Kazan, che recava con sè la Santa Icona.
          In quel tempo, San Sergio di Rodonezh, fondatore del Monastero della Santa Trinità a Zagorsk, apparve all’Arcivescovo greco Arsenio, assicurandolo che le truppe russe sarebbero state vittoriose, grazie alla protezione della Madre di Dio. Sentendo questo, i Russi considerarono l’Icona di “Nostra Signora di Kazan” come “stendardo di vittoria”; il 22 ottobre 1612 si radunarono a pregare davanti alla Santa Icona, quindi presero d’assalto le mura del Kremlino e Mosca venne liberata. “Nostra Signora di Kazan” venne salutata dalle truppe “liberatrice della Russia” e la Chiesa proclamò il 22 ottobre giornata festiva in commemorazione di questa vittoria.
          La Santa Icona della Madre di Dio fu nuovamente considerata “stendardo di vittoria” dallo Zar Pietro il Grande, durante la celebre battaglia di Poltava, nel 1709, contro le armate di Carlo XII di Svezia. La Santa Icona venne incastonata nella Cattedrale di Mosca e, quando la capitale della Russia, nel 1713, fu trasferita a Pietroburgo per ordine dello Zar Pietro, anche la Santa Icona fu portata nella nuova capitale, nel 1721, e posta in un Santuario a Lei dedicato.
          Dopo la disfatta delle armate di Napoleone, attribuita anche questa all’intercessione della Madre di Dio di Kazan, il santuario di Pietroburgo venne completamente rinnovato. La pianta della nuova chiesa venne tracciata sul modello della Basilica di San Pietro, a Roma: fu costruita in circa trent’anni e consacrata durante il regno dello Zar Alessandro II, nel 1811. Gli stendardi e i trofei dell’invasione e della disfatta di Napoleone, che lo Zar Alessandro I aveva offerto alla Madre di Dio di Kazan, furono posti nella nuova Basilica, ove la Santa Icona rimase fino alla notte del 29 giugno 1904, quando, durante il caos per la disfatta russa, dovuta alla disgraziata guerra russo-giapponese, ladri sacrileghi rubarono tutti i tesori della Cattedrale della Madonna di Kazan, asportando anche la Santa Icona.
          Il mistero che circonda quella Santa Icona non è mai stato completamente risolto. Ma questo mistero non è più grande dell’amore di Dio per la sua Creazione e di quello dell’immensa potenza con la quale Egli ha rivestito la purissima Vergine Maria, perchè Ella sia Madre, Regina e Avvocata di tutta l’umanità. La storia della Russia è una storia mariana. Oggi, come sempre, Maria mostra il suo amore per i popoli della Russia e spesso è intervenuta in loro favore. Anche fuori dalla Russia, nelle apparizioni di Fatima, la Madre di Dio ha interceduto per la Russia. Come la Santa Icona abbia attraversato le frontiere della Russia, non si saprà mai, ma si sa che è passata di mano in mano, da un proprietario all’altro, fino a raggiungere gli Stati Uniti.
          Durante l’Esposizione Internazionale di New York, del 1964-65, la Santa Icona fu esposta al Padiglione Russo-Ortodosso, ed insieme alla notissima “Pietà” di Michelangelo nel Padiglione Vaticano, fu considerata il vertice religioso della Esposizione.
           All’inizio del 1970, il Rettore del Centro Russo Cattolico di Nostra Signora di Fatima a San Francisco, Padre Karl Patzelt S.J., ebbe notizia che la Santa Icona della Madonna di Kazan poteva essere dal proprietario acquistata, il Sig. Frank Portland. Con l’assistenza del Sig. John Haffert, capo laico dell’Armata Blu dell’Apostolato di Fatima negli Stati Uniti, la Santa Icona della Madonna di Kazan fu acquistata e portata a Fatima il 21 luglio 1970. Dopo un solenne ufficio di preghiere nella Cappella delle Apparizioni alla Cova de Iria, la Santa Icona fu portata in processione verso la Cappella Bizantina, dal Vescovo di Leiria, Mons. Joao P. Venancio, e dal Vescovo Andrea Katkoff, visitatore apostolico dei Russi cattolici. Nella Cappella Bizantina venne celebrata una solenne Liturgia Pontificale dal Vescovo Andrea Katkoff. Concelebravano l’Archimandrita Izzo O.F.M., l’Arciprete Giovanni G. Mowatt e quattro Sacerdoti di rito latino, che rappresentavano l’Armata Blu dell’Apostolato di Fatima in Francia, Italia, Spagna e Germania.
          Il 26 luglio 1970 il Santuario e l’incastonatura per la Santa Icona della Madre di Dio di Kazan furono benedetti dal Vescovo Andrea Katkoff e dal Metropolita Emilianos: l’Oriente cattolico e l’Oriente ortodosso, tutti e due nelle mani della loro Madre, la Santissima Madre di Dio. Voglia Colei, che si degnò di benedire largamente la Nazione e il Popolo russo, benedire il mondo intero, possa intercedere per tutti noi davanti al trono del Suo Figlio Divino e concederci il dono della pace.
http://www.presenzadivina.it/278.pdf