ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 27 settembre 2016

No idiots please..

Vescovo di Aleppo sul bombardamento Usa a Deir El-Zor: 'Vogliono prenderci in giro, come se fossimo dei mentecatti'

Vescovo di Aleppo sul bombardamento Usa a Deir El-Zor: 'Vogliono prenderci in giro, come se fossimo dei mentecatti'

In un'intervista rilasciata a La Stampa, il vescovo maronita della città di Aleppo Joseph Tobji ci offre una testimonianza diretta della situazione nella città un tempo più florida del Mediterraneo Orientale e oggi preda del saccheggio di gruppi terroristi e milizie jihadiste al soldo di Nato occidentale e Nato del Golfo.

Dopo mesi di disinformazione è importante ascoltare una voce autorevole che vive il dramma degli Aleppini ogni giorno. Una delle mistificazioni più grandi della stampa nostrana  è sull'intervento russo. Il vescovo usa queste parole.

"Io posso testimoniare che tra la popolazione che vive a Aleppo ovest, dove è concentrata la larghissima maggioranza dei civili, l’intervento dei russi è stato accolto con sollievo, perché ha fermato o almeno rarefatto i lanci di artiglieria che arrivavano dai quartieri in mano ai gruppi armati.
I russi almeno si muovono in maniera coerente con quello che dicono. Gli altri, dall’inizio della guerra, si sono contraddetti tante volte. Le persone vedono arrivare i razzi sulle case, vivono nel terrore, e non fanno distinzione se sono razzi dello Stato Islamico o del Fronte al Nusra. I media occidentali continuano a non raccontare quello che accade in maniera oggettiva. La fonte di riferimento a cui tutti attingono continua a essere questo fantomatico Osservatorio per i diritti umani, un ufficio di qualche persona davanti al computer, situato a Londra. C’è qualcosa che non torna".

Sul bombardamento statunitense a Deir El-zor contro l'esercito siriano che ha facilitato l'avanzata dell'Isis, Padre Tobij è ancora più netto:

"Vogliono prenderci in giro, come se fossimo dei mentecatti. Eppure nessuno ha messo in discussione quella “versione ufficiale”.

Nessuno, proprio nessuno in questo nostro mondo che si crede libero ma tanto libero non è...

ALEPPO: SOTTO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA, QUALCHE VERITA’

Il Financial Times e il Wall Street Journal  scrivono, come fosse cosa provata, che sono stati i russi incenerire il cosiddetto convoglio umanitario  verso Aleppo:  fatto sul quale il ministro russo Lavrov ha chiesto all’Onu un’inchiesta indipendente, sapendo benissimo che la Russia non è stata . Richiesta  non solo rigettata, ma di cui i media italiani non vi hanno dato notizia.

I media italiani in compenso riportano l’accusa di Samantha Power, ambasciatrice americana all’Onu: “Mosca commette crimini di guerra”, senza  nemmeno ridere. Sono 15 anni che gli Usa commettono crimini di guerra in Afghanistan, Irak, Libia, Somalia….E  crimini contro l’umanità  in combutta coi loro complici israeliani e  con i sauditi: proprio in  questi mesi partecipano (con gli inglesi) al massacro della popolazione in Yemen.
I media piangono e ululano di pietà per “i civili di Aleppo”:  “90 morti fra cui molti bambini” (Sky Tg 24),  “275 mila civili sotto assedio(Repubblica),     la povera popolazione senz’acqua –  Mosca bombarda perché non vuole la tregua.  Non dicono, ovviamente, che Mosca bombarda perché gli  americani hanno infranto la tregua sottoscritta,  massacrando a sorpresa soldati siriani  in coordinamento con l’IS;  così mostrando che gli Usa sono complici dell’IS e hanno tratto in inganno Mosca, tradendo la sua buona fede. Anche questo è stato chiarito da Lavrov: “Non più concessioni unilaterali sulla Siria”. E’ la risposta, ha detto, a chi chiede: “Dateci altri tre o quattro giorni di pausa sicché possiamo convincere i gruppi d’opposizione a dissociarsi da Al Nusrah. Se tutto si riduce a questo, non  prendiamo sul serio tali discorsi”.

L’Italia: incriminare Mosca

Che cosa è apparso  di questo sui media? Niente. E’ apparso che il governo italiano, la Mogherini e gli inglesi e i francesi hanno chiesto all’Onu di INCRIMINARE formalmente Mosca per i bombardamenti su Aleppo, “contro i civili”. Fra cui  “tanti bambini”. “ “senza acqua né luce”.
. Menzogne e ipocrisia.  Aleppo è distrutta da quattro anni. L’acqua e la luce mancano da anni.  La distruzione di Aleppo è cominciata con l’offensiva dei “ribelli”  nel 2012,  aiutati dagli  americani e sostenuti Erdogan  (che ha saccheggiato  gli impianti industriali della città,  prendendosi i macchinari e portandoli in Turchia).
In questi giorni, russi e aviazione siriana  bombardano le macerie. Macerie fra cui si nascondono i terroristi dell’IS che si fanno scudo della popolazione civile, insieme ad agenti e militari-consiglieri turchi, israeliani, nordamericani.
Non lo diciamo noi. Lo ha detto uno dei capi, forse il capo di Al Nusrah, Abu Al—Ezz, intervistato dal giornale tedesco  di Colonia  Koelner Stadt Anzeiger :


Abu al Ezz col giornalista tedesco
Abu al Ezz col giornalista tedesco

Qui, il comandante militare dei terroristi dichiara che:
  • I terroristi sono direttamente sostenuti dagli Usa
  • hanno ricevuto carri armati ad altri armamenti pesanti attraverso Libia e Turchia
  • hanno ricevuto ufficiali ed  esperti da Usa, Israele, Turchia dentro Aleppo assediata
  • i comandanti dell’IS sono guidati dalla’intelligence occidentale.
  • loro non vogliono cessate il fuoco ulteriori
  • “Gli Usa sono dalla nostra parte”.
Il giornalista  del Koellner,   Von    Jürgen Todenhöfer, ha  anche girato un video: che è stato fatto sparire con uno dei trucchi che usano strani enti dai nomi di fantasia per censurare notizie che  smentiscono le menzogne occidentali.

Fars News, raccogliendo informazioni sul terreno d a varie fonti (i curdi,  il giornale libanese Al  Akbhar,   gli ufficiali ianiani sul terreno) ha stabilito che gli americani hanno proprie truppe in Siria, in ben sette basi nella parte settentrionale –  in evidente preparazione allo smembramento di quella parte del Paese (Erdogan vuole la sua parte):
Nella provincia di Hasakah gli americani stanno creando un campo di aviazione dall’aeroporto di Rmeilan, fuori uso da anni,  dove vogliono stabilire la loro base di operazioni.
Nel villaggio d i Mabrouka, dove sono presenti almeno 45 uomini di truppe speciali.
nella Cementiera francese Lafarge, localizzata tra Kobane e la città di Ain Issa, dove apparentemente hanno installato una base di addestramento dei terroristi e un area di atterraggio elicotteri.
Ad Ain Issa ci sono oltre 100 soldati USA.
Alla base di Kobane sono stati visti oltre trecento americani.
A Tel Byder, provincia di Hasaka, i militari Usa formano i terroristi e preparano aree per atterraggio elicotteri.
Tel Abyadh è la base che ha visto i più notevoli movimenti di truppe speciali Usa_: presenti almeno 200 special forces con veicoli blindati,  bandiera a  stelle  e strisce  alzata su alcuni edifici.
La ‘giornalista’ Maria Goracci che fa’ ‘coraggiosi’ servizi da dietro il  confine turco, non ha visto nulla di questo.   Piange, come tutti, sui bambini di Aleppo senza acqua né luce (lo sono dal 2012), bombardanti dagli spietati russi. Così la guerra degli americani contro Mosca parrà, ai telespettatori, una giusta e normale risposta alla barbarie  russa.

Aleppo senz’acqua? Dal 2012

Le “fonti”a cui invece i media credono ciecamente,e di cui diffondono le”informazioni” sulle atrocità del regime siriano, e sulle sofferenze dei bambini di Aleppo, sono notoriamente due.


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Le “informazioni” Syrian Observatory

Una è   il Syrian Observatory for Human Rights, che ha sede ha Coventry, Regno Unito,  in casa di un tal Rahmi Abdul Rahman, che è un oppositore di Assad, e   dice di esesre in contatto telefonico con sue fonti in Siria.  E’lui che ha dato la notizia  (falsa)  dell’uso, da parte dell’aviazione siriana,  di “barili” pieni di cloro o qualche altra “arma chimica”: E’ lui che  valuta le perdite   civili in 240 mila, e via crescendo. Nessun  “grande giornalista” s’è mai provato a controllare in modo indipendente   i dati di Abdul Rahman. Invece  molte notizie televisive cominciano: “Il Syrian Observatoy for Human Right”.   Come si fa a dubitare di un “Osservatorio sui Diritti Umani”? E il gioco è fatto.
L’altra “fonte”  sono i Caschi Bianchi, una pseudo-ong che dice di salvare “migliaia” di  vite sul terreno, e si fa’ passare per una sorta di Médécins Sans Frontières araba – di fatto al seguito dei terroristi, di cui è una evidente emanazione. Fondata da un agente britannico, James Le Mesurier,   co finanziata dal governo britannico e quello americano, la pseudo Ong “White Elmets” ha ricevuto almeno 60 milioni di dollari per “documentare”le atrocità. Di fatto, ogni attacco contro Al Nusrah viene da questa presentato come “contro i civili, gli ospedali, i medici”.
Non ci credete? Pensate che io stia diffondendo propaganda russa e siriana? Scusate: forse non sapete che il capo siriano dei Caschi Bianchi Raed Saleh,  nell’aprile scorso s’è recato in Usa er ricevere un permioper la sua azione “umanitaria”, ma  è stato bloccato dalle autorità di fronniriera che lo hanno reimbarcato sull’aereo da cui era sceso,  e che tornava a Istanbul, perché a dette autorità risulta”associato ad Al Nusrah”, che  rimane nella lista nera americana come organizzaizone terrorista. E questo non l’ha scritto un blogger complottista, bensì il New York Times.

Respinto da Usa come terrorista
Respinto da Usa come terrorista

Non avvertite la ‘giornalista’ Goracci. Non avvertite la Mogherini  di queste notizie E’ inutile: esse sono parte del Sistema della Menzogna. Così una volta Solgenitsyn aveva definito il sistema sovietico. Oggi, è l’Occidente ad adottar la menzogna totale. Finirà male come quell’altro.  Goracci, Mogherini   sono i complici  consapevoli  e i reggicoda del Sistema della Menzogna, e della guerra che verrà.



http://www.maurizioblondet.it/aleppo-sistema-della-menzogna-qualche-verita/
occhi

“Quella in Siria è una guerra contro i cristiani”

Quando risponde al telefono, monsignor mons. Jacques Behnan Hindo, arcivescovo siro-cattolico di Hassaké-Nisibi (diocesi che comprende anche Raqqa, la capitale del sedicente Stato islamico), ha la voce roca. La voce di chi ogni giorno guarda in faccia la guerra. Sul sagrato dell’arcivescovado si affacciano due cecchini. Uno a trenta metri. L’altro a duecento. La tensione è palpabile, nonostante le prime frasi di monsignor Hindo vengano pronunciate con calma. A bassa voce. La linea va e viene. Ma, mano a mano che continuiamo a parlare, l’arcivescovo si fa sentire sempre di più. Parla della guerra che, ormai da cinque anni, sta distruggendo la Siria. Anzi, la “sua” Siria perché, mi spiegherà, “la Siria è prima di tutto mia. Perché io sono siriaco. E Siria deriva da siriaco. Io sono la Siria. Tutti i siriani sono la Siria”. Parole pronunciate dal cuore, come dirà più volte durante l’intervista. Parole di un pastore che ha deciso di non abbandonare le sue pecore. Anche a costo di vivere nel mirino dei cecchini. Giorno e notte.
Monsignore, recentemente ha usato parole molto dure nei confronti dei curdi dello Ypg, accusandoli di voler strappare qualsiasi cosa ai cristiani della sua diocesi. Qual è la situazione ora?
La presenza curda è sempre più pressante. Qui in città hanno preso tutti gli incroci e occupato tutte le vie, specialmente nel quartiere cristiano. Gli uomini dello Ypg si stanno comportando molto male con noi cristiani. Sono molto aggressivi. Inizialmente hanno preso il sud della città, poi si sono allargati sempre più. Hanno preso tutto il cotone e tutte le nostre ricchezze. Hanno rubato perfino le sedie. Hanno svuotato tutto, ora non c’è più nulla. Quando Daesh si è allontanato, sono arrivati i curdi dello Ypg, che vorrebbero creare uno Stato indipendente, ma questo non ha senso. Hanno preso qualche avvocato e l’hanno nominato giudice. Ma che giustizia è questa? L’anno scorso, a febbraio, 35 villaggi sono stati occupati daDaesh. I curdi dello Ypg li hanno visti scendere dalle montagne, ma non hanno fatto nulla per fermarli. Volevano che Isis occupasse queste terre bellissime. Quando sono arrivati, gli uomini dello Ypg mi hanno detto: “Siamo qui per proteggere i cristiani”. Ma non era vero: erano venuti per cacciare i cristiani.
Ma in Occidente i curdi dello Ypg vengono visti come degli eroi perché combattono Isis. Come può dire questo?
Loro lavorano per gli americani, che li usano per fare la loro politica. Ma poi li abbandoneranno. I curdi non pensano a ciò che accadrà tra un’ora oppure domani. Pensano solamente all’oggi. Non hanno imparato dalla loro storia e dalle persecuzioni degli ottomani. Lei sa cosa stanno facendo ora i curdi? Stanno imponendo la loro lingua nelle nostre scuole. Due ore al giorno per cinque giorni. Al Nord insegnano tutto in lingua curda. Ho detto loro: “Non avete programmi e non avete professori adatti. Come potete insegnare ai bambini?” E sa cosa mi hanno risposto? “Siamo pronti a sacrificare sette generazioni”. Questa non è democrazia. È ideologia. La propaganda curda e americana li presenta come eroi solo perché sono contro il governo. Ma i curdi stanno facendo tutto questo perché vogliono uno Stato. Lo stanno facendo solamente per il loro interesse.cristiani_sotto_tiro
Uno scenario davvero cupo, se è vero – come è vero – che i curdi hanno sfruttato il cessate il fuoco per alzare le barricate. Secondo lei la tregua è stata invece utile per i civili in zone come Aleppo?
Io sono contro il cessate il fuoco. La prima volta che l’esercito siriano è avanzato contro i ribelli, gli americani hanno chiesto una tregua e così i terroristi si sono riorganizzati per attaccare i soldati lealisti. Anche con questo cessate il fuoco hanno fatto la stessa cosa. De Mistura e l’Onu parlano solo di Aleppo est, dove sono presenti i ribelli, ma non parlano mai dell’altra parte, dove ci sono un milione e duecentomila siriani che vengono continuamente bombardati dai jihadisti. Anche l’arcivescovado di Aleppo è stato colpito da un missile, ma gli americani, i francesi e gli italiani non ne hanno parlato.
Ed è pure vero che durante la tregua i “ribelli” vengono riforniti di armi e munizioni. Ma chi gliele dà?
Di certo non vengono via aereo perché è tutto bloccato. Vengono dalla Turchia. La Turchia aiutaDaesh e anche l’America, che infatti non lo vuole distruggere. Da una parte gli Usa lo combattono, dall’altra lo aiutano. Addestrano i ribelli che poi passano le armi ad Al Qaida e all’Isis. Quando parlano i Capi dei governi occidentali dicono solo bugie. Non vogliono combattere né Daesh né Al Nusra. Non vogliono che la Russia e i siriani li bombardino.
E così i terroristi di Al Nusra hanno cambiato nome per presentarsi come “jihadisti” buoni…
Certo. E loro sono sostenuti anche dal Qatar, come l’Isis con l’Arabia Saudita.
Ma qual è la politica degli Usa in Medio Oriente?
Quella di Israele, che è il piede americano in Medio Oriente. Lo Stato ebraico ha un valore economico e strategico fondamentale. Per questo deve essere più forte ed è per questo che gli Usa vogliono smembrare la Siria. Non a caso hanno dato 38 miliardi di armi agli israeliani. Ma l’America fa anche gli interessi dell’Arabia Saudita, tanto che Obama ha posto il veto sul disegno di legge sull’11 settembre che permetterebbe alle famiglie delle vittime dell’11 settembre di citare in giudizio i sauditi. L’America ha deciso di attaccare la Siria perché Assad non ha voluto rompere le sue alleanze con l’Iran e con gli Hezbollah.
Com’è il rapporto tra cristiani e musulmani in Siria?
L’islam siriano è speciale. Non è come quello dell’Arabia Saudita o della Turchia. Non è un islam politico. I musulmani siriani hanno, prima di tutto, un cuore siriano. Hanno preso il volto della cultura, del commercio e della civiltà siriana. Purtroppo abbiamo anche noi qualche villaggio o qualche città in cui ci sono persone con la mentalità dei Fratelli musulmani…
Ma prima della primavera araba Assad riusciva a tenerli a bada…
Da quando il partito Baath ha preso il potere, la Siria è diventata un Paese laico. Quando ho costruito un campanile di 42 metri con una croce di 7 metri nessuno ha detto nulla. Anche se è più alta dei minareti. Come mai? Da settant’anni abbiamo una cultura laica. L’estremismo è arrivato con i Fratelli musulmani. Daesh è figlio loro e dei wahabiti.
Ma davvero Assad ha commesso tutti i crimini di cui è accusato?
Nella prima settimana della rivolta c’è stato qualche sciopero e l’esercito ha sparato sugli scioperanti. È vero. Ma chi ha sparato è stato punito. Quella in Siria non è stata una rivoluzione. È una guerra dei Fratelli musulmani. Chi dice che si tratta di una rivoluzione fa propaganda. È una guerra contro i cristiani. Il segretario di Laurent Fabius, tre anni fa, mi ha detto: “Tra poco arriverà in Europa un aereo pieno di cristiani iracheni”. Sa cosa gli ho risposto? “State sradicando i cristiani mediorientali affinché continui la guerra tra sciiti e sunniti”.
Dopo il bombardamento Usa contro l’esercito siriano, monsignor Abu Khazen, arcivescovo di Aleppo, ha detto che non si è trattato affatto di un errore. Condivide questa tesi?
Nel 2012 ho preso carta e penna per dire che dovevano essere Russia, Cina e Iran a bombardareDaesh in Siria. Non gli americani e i loro alleati perché ero certo che avrebbero colpito anche l’esercito siriano. E ora è successo. Di solito Isis cerca di colpire gli aerei, ma in questo caso non l’ha fatto. Come mai? Non posso parlare con tranquillità di fronte a questo bombardamento. Sono anche arcivescovo di Deir el-Zor e non posso accettare quello che gli americani hanno fatto. Conosco le persone che combattono con l’esercito siriano e i cristiani che vivono ancora lì. Non posso stare seduto su un trono. Uso le parole che mi vengono dal cuore e, quando vedo la Mogherini che piange per gli attentati di Bruxelles, mi chiedo se mente. Anzi, so che mente. Non ha mai parlato di tutte le scuole bombardate dai terroristi a Damasco. Forse il sangue siriano non è come quello occidentale…
Abbiamo parlato tanto di propaganda. Ma cosa possiamo fare noi giornalisti per raccontare con lealtà il conflitto siriano?
Non prendete per oro colato tutto ciò che i governi occidentali vi dicono. Sono bugiardi e contro i cristiani e i siriani. Hanno i loro interessi e non hanno in mente né gli uomini né i cristiani. Credo che la politica debba significare “servizio”, ma purtroppo ora è solo questione di interessi. Mettete dei punti di domanda sulle cose che vi dicono. Abbiate un po’ di cuore per questa Nazione. La Siria è prima di tutto mia. Perché io sono siriaco. E Siria deriva da siriaco. Io sono la Siria. I siriani sono la Siria. Piantatela di chiamare “moderati” i ribelli. È una bugia. Non sono moderati. Nemmeno l’Esercito Siriano Libero lo è. È solo il cambiamento di un’etichetta. Come Isis e come Al Nusra sono degli islamisti. I russi continuano a chiedere agli americani chi sono i ribelli moderati, ma loro non hanno ancora risposto.
Come giudica l’intervento russo in Siria?
Putin non è venuto solo per aiutare i cristiani e i siriani. Ma anche perché i terroristi non tornino in Russia. La posizione russa è difendibile, quella americana no perché è contro il diritto internazionale. Chi ha autorizzato l’intervento aereo della coalizione a guida Usa in Siria? Nessuno. È assurdo. La crisi siriana ha mostrato che la Russia è la seconda potenza mondiale e questo non è tollerabile per l’America.
Due mesi fa ha potuto parlare con Bashar Al Assad. Cosa vi siete detti?
A dir la verità, ho parlato della situazione nella mia regione. Ho parlato del problema curdo, presentando anche documenti scritti. Sa cosa mi ha detto? “Voglio una Siria laica in cui è vietato parlare di minoranze”. Mi ha poi detto: “Io sono un simbolo. Se va via un simbolo crolla tutto”. E ha ragione. In Siria succederebbe ciò che è successo in Libia e in Iraq. Se Assad se ne va, sparirà pure l’esercito e la Siria verrà smembrata.
Dice queste parole con un nodo alla gola, monsignor Hindo. E non possiamo dargli torto. La Siria anche è “sua”. È una questione di fede e di sangue. Cose che sembrano impensabili qui, dove tutto è pace.
I Paesi in cui i cristiani sono perseguitati sono molti, non solo in Siria. Vogliamo andare laddove i cristiani sono oggetto di violenza solo per la loro fede. E per farlo abbiamo bisogno di TE.
http://www.occhidellaguerra.it/curdi-e-ribelli-ci-stanno-massacrando/

 Russia: la vera barbarie è quella che gli Stati Uniti hanno fatto in Iraq e Libia

Russia: la vera barbarie è quella che gli Stati Uniti hanno fatto in Iraq e Libia

La portavoce del Ministero degli affari esteri russi ha definito come 'barbarie vera e propria' le azioni degli Stati Uniti Iraq e Libia.

In risposta alle dichiarazioni dell'inviato degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Samantha Power, che ha definito le azioni della Russia in Siria come "barbare", il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zajárova ha replicato che non c'è nulla nella storia moderna che è brutale dehli atti commessi dagli USA in Iraq e Libia.

"Dal punto di vista storico, (...) un barbaro è qualcuno che non appartiene a un impero e oggi ne abbiamo uno solo", ha spiegato Zájarova in risposta agli Stati Uniti, attraverso il suo account su Facebook e anche ha ricordato che le azioni di Washington in Iraq e la Libia sono state "le più brutali che il mondo abbia visto nella storia moderna."

L'inviato degli Stati Uniti per l'organizzazione internazionale, nel corso di un incontro presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC), oltre ad accusare la Russia di aver ucciso civili dopo il fallimento dell'
ultimo cessate il fuoco in Siria, ha affermato che "ciò che la Russia fa non è la lotta contro il terrorismo, ma una barbarie ".

Secondo il portavoce Ministero degli Esteri russo le accuse sono state progettate per deviare l'attenzione sull'attacco degli Stati Uniti contro le truppe siriane vicino a Deir al-Zur (est), che si è verificato durante la tregua e che ha comportato l'avanzata dell'ISIS.

Mosca è anche tornata a denunciare gli Stati Uniti per il fallimento della tregua in Siria e ha dichiarato che Washington non è stato in grado di fermare i gruppi ribelli che non si impegnano a rispettare il processo di pace e non ha accettato di separarli dai gruppi terroristici.
 

Fonte: Hispantv

Il documento desecretato a maggio della DIA che vi spiega tutto quello che dovete sapere sulla guerra in Siria

Il documento desecretato a maggio della DIA che vi spiega tutto quello che dovete sapere sulla guerra in Siria

DI Pepe Escobar - RUSSIA TODAY

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di VALENTINO FANCELLO


Dimenticate i meeting senza fine tra Sergei Lavrov e John Kerry; dimenticate l’intervento russo per evitare che il caos regnasse in Siria e dimenticatevi della possibilità che una vera tregua si realizzi e venga rispettata dagli alleati jihadisti degli Usa. Dimenticatevi delle indagini del Pentagono su cosa è accaduto davvero nel bombardamento “non voluto” a Deir Ezzor.

La prova definitiva della vera agenda dell’Impero del Caos in Siria la si può trovare in un documento della DIA (defense intelligence agency) desecretato nel Maggio dell’anno scorso.

Scorrendo il documento si arriva alla pagina 291, sezione C, nella quale si legge (originale in maiuscolo):

“L’OCCIDENTE, I PAESI DEL GOLFO, LA TURCHIA (I QUALI) APPOGGIANO L’OPPOSIZIONE (SIRIANA)… VI E’ LA POSSIBILITA’ DI IMPIANTARE UN’ENTITA’ SALAFITA DICHIARATA O MENO NELLA SIRIA ORIENTALE (HASAKA E DER ZOR), E QUESTO E’ ESATTAMENTE CIO’ CHE VOGLIONO LE POTENZE CHE APPOGGIANO L’OPPOSIZIONE, AL FINE DI ISOLARE IL REGIME SIRIANO, CONSIDERATO UN’APPENDICE STRATEGICA DELL’ESPANSIONE SCIITA (IRAQ ED IRAN)”.

Il report della DIA era classificato in precedenza come segreto/noforn (accesso impedito a non statunitensi, ndr), passato attraverso tutt le sigle dell’intelligence Usa, come Centcom, Cia, Fbi, Dhs, Nga e pure il Dipartimento di Stato.

Ciò significa che più di quattro anni fa l’intelligence scommetteva già tra Al-Qaeda, già insediata in Siria, nota come Jabat sl Nusra, e l’emergente Isis/Isil/Daesh, noto come Stato Islamico.

E’ già una notizia di dominio pubblico, fatta trapelare dall’attuale consigliere di Trump Gen. Micheal Flynn, che Washington abbia consentito l’ascesa dello Stato Islamico – ricordate i pick up Toyota nuovi di zecca che viaggiavano in pieno deserto? – come un opportuno asset strategico, piuttosto che il nemico per eccellenza nella rivisitata guerra al terrore senza fine.

Non c’è nulla di più chiaro; un’ “entità salafita” deve essere incoraggiata come uno strumento di divide et impera su di una Siria frammentata in perenne stato di caos. Se sia stato messo su da Jabat al-Nusra, ossia i “ribelli moderati” ne gergo di Washington, o dal “Califake” di Al-Baghdadi è solo un inutile dettaglio.


E’ assai curioso come le località di Hasaka e Deir Ezzor siano nominate nel report DIA – e subito colpite dal bombardamento “errato” del pentagono. Non sorprende che il capo del Pentagono Ash Carter non abbia fatto prigionieri nel tentativo di sabotare l’accordo di Kerry e Lavrov.

Nessuno vedrà mai questi legami all’interno dell’industria dell’informazione Usa, come per esempio la congrega neocon che occupa le pagine degli editoriali del Washington Post. Ma il meglio della blogosfera non ci delude.

Quali sono quindi le opzioni della Russia?

 La domanda cruciale è certamente che cosa farà la Russia a riguardo, oltre a Vitaly Churkin, l’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, che era assolutamente sconvolto per la performance della nota squilibrata Samantha Power.

Come reagirà Mosca al fatto che l’intera galassia descritta a Washington come “ribelli moderati” – tutti quanti formati dall’ideologia Wahabita – gode di sostegno militare da parte del Pentagono, e continuerà a goderne specialmente sotto la “Regina della guerra” Hillary Clinton?

Il documento della DIA dice esattamente tutto, in stretto legame col precedente schema di divide et impera , a partire dal piano Yinon di Israele fino al delirio del Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC).

In termini petroliferi, tutto ciò continua a riguardare gasdotto Qatar-Turchia –via Siria- opposto al progetto di 10 miliardi di dollari di un oleodotto Iran-Iraq-Siria, per il quale già esiste un memorandum di intesa.

Lavrov è un diplomatico eccezionale per lasciarselo sfuggire, ma Mosca ha la prova definitiva che ogni possibile cessate-il-fuoco deciso con Washington verrebbe sistematicamente violato.

Così la guerra senza fine al terrore una volta ancora si espande passando dal combattere il “male” Al-Qaeda a consentore ad Al-Qaeda in Siria e al suo spin-off il “Califake” a dividersi uno spazio privilegiato in Siria.

Non accadrà niente di importante prima delle presidenziali di Novembre in Usa, a parte altri “errori” come Deir Ezzor ordinati dal futuro disoccupato Ash Carter.

Su cosa accadrà dopo , tutte le scommesse sono vane. Per i contractors ingrassati dal complesso militare-industriale e di sicurezza e sorveglianza, la demonizzazione della Russia resterà una storica opportunità di business.

E aspettano solo che le Tre Arpie (Hillary Clinton, Samantha Power, Susan Rice ndr) riescano ad allungare i loro tentacoli sull’Impero del Caos.
http://www.lantidiplomatico.it/dettnews-il_documento_desecretato_a_maggio_della_dia_che_vi_spiega_tutto_quello_che_dovete_sapere_sulla_guerra_in_siria/82_17231/


CHI STA COMBATTENDO IN SIRIA E CON CHI

27.09.2016
Il Presidente del Consiglio Nazionale della Siria, Khadija Abbas, ha riferito che Damasco ha le nuove prove del fatto che l'attacco contro l'esercito siriano a Deir al-Zor, non è un errore.

La conversazione

Khadija Abbas ha detto che l’autorità siriana ha ricevuto le informazioni riguardanti le intercettazioni, che sono state condotte dai militari siriani contro l’ISIS. In una conversazione con i terroristi sono stati coinvolti i comandanti del Pentagono, che hanno inviato i militanti dopo l’attacco aereo.
"L'esercito siriano ha ostacolato i colloqui tra gli americani e l’ISIS prima dell’attacco su Deir ez-Zor ... Le forze americane hanno inviato i terroristi per attaccare le posizioni delle truppe siriane," - ha detto lei, parlando nel corso di una visita a Teheran.

La “confessione”

Inoltre, i media hanno riferito sulle altre informazioni come gli Stati Uniti e i suoi partner di coalizione aiutano i terroristi. Lo ha detto in un'intervista con la stampa tedesca un comandante sul campo dell'organizzazione, vietata in Russia, "Dzhabhat Fatsh al-Sham", precedentemente chiamata "Dzhabhat en-Nusra".
Secondo lui, gli Stati Uniti hanno fornito le armi ai terroristi, droghe e farmaci, la consulenza e i suoi esperti militari.
Tutto questo viene fatto senza nascondere dalla "comunità internazionale", che è sia l'ONU, che chiudono gli occhi sui crimini militari degli Stati Uniti o membri della coalizione. Tra questi paesi l'Arabia Saudita, Israele, Qatar e Turchia, ha detto comandante.
Ricordiamo che le intercettazioni sulla Turchia sono già state eseguite e la sua autenticità è stata riconosciuta dalla parte turca. Questi dati ancora un anno fa hanno dimostrato la collaborazione del comando militare turco con l’ISIS, ma poi, i generali coinvolti nella cooperazione sono stati respinti dalle forze armate in relazione al caso Gülen.

L’impossibilità di operazioni congiunte

Tutto ciò spiega ancora una volta il motivo per cui ogni tentativo di accordi con gli Stati Uniti sulla Siria fallisce. Non è una volta la Russia ha chiesto di separarla "l’opposizione moderata", che in realtà non esiste, da parte di organizzazioni terroristiche comunemente accettate, per lanciare un'operazione congiunta con gli Stati Uniti contro di loro.
Il nuovo comandante del gruppo statunitense in Siria e in Iraq, Steven Townsend, durante la sua nomina ha detto senza mezzi termini che lui non vede i suoi alleati sia Damasco e Mosca. Inoltre, lui ha minacciato la Russia con la guerra, "in caso se le forze speciali si trovano in pericolo".
Durante l'ultima riunione dei comandanti, egli ha detto senza mezzi termini che gli Stati Uniti dovrebbero dichiarare guerra alla Siria e Russia.

La realtà

Tuttavia, i leader politici non andranno in un passo così suicida. Molto probabilmente, loro cercheranno di sprecare il tempo e "combattere" contro il terrorismo, distraendo la comunità internazionale dai problemi reali via riunioni interminabili delle Nazioni Unite, le riunioni a livello ministeriale e le interviste per la stampa, fino a quando le forze russe non porteranno alla pace nella regione, o fino a quando gli Stati Uniti non organizzano il nuovo "9/11" dai suoi alleati dell’ISIS.

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