ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 20 ottobre 2016

Ma chi vi conosce?

Quei cattolici pro Francesco che odiano Putin


Tornielli segue sempre Francesco, che gli è riconoscente


Ne capita sempre una nuova, tante volte con un certo piacere… meno male.

Questa volta è stato motivo di godimento, da sorriso… ovviamente, un paginone de La Stampa di Torino che, di Domenica (16 ottobre 2016), ha elargito ai lettori un pezzo esilarante, anche perché un po’ delirante, a firma di due vaticanisti della stessa testata: tali Giacomo Galeazzi, di anni 44, e Andrea Tornielli, di anni 52, pezzo intitolato: Quei cattolici contro Francesco che adorano Putin, e che noi abbiamo logicamente parafrasato nel nostro titolo.


Ci siamo risentiti? Neanche per sogno!
Certo non ci ha fatto piacere leggere un po’ di cose abborracciate, zeppe di inesattezze e di battute da bar dello sport, uscite dalla penna di due giornalisti finora supposti intelligenti. Ma questo non ci ha disturbato più di tanto, soprattutto perché abbiamo subito pensato a quanti lettori de La Stampa saranno andati subito, o quasi, a consultare quei siti - come il nostro - citati nell’articolo come cattivi e gratuiti denigratori di Francesco – cioè il Papa – per di più sostenuti da Putin e dalle sue fondazioni.




La mappa dell'eversione.
Ma il diavolo ci ha messo lo zampino: in alto, la Fraternità San Pio X è diventata: Fratello.


Ora, noi ci rendiamo conto che ognuno ha il diritto di campare e il dovere di portare un pezzo di pane a casa, ma, come sanno anche i bambini, c’è modo e modo e, volendo, c’è anche un limite alla decenza. E allora, ci chiediamo, com’è possibile che si possa dar seguito, anche in modo raffazzonato, alle “veline” che giungono dai committenti interessati?
E sì, perché delle due l’una: o si tratta di un improvviso capogiro incontrollato dei due, del tipo delle voglie delle puerpere, e ci sembra strano che sia capitato a tutti e due insieme… o si tratta dell’esecuzione di una precisa richiesta con la quale si commissionava un “pezzo” che bacchettasse quei “cattolici” che ce l’avrebbero con Francesco, cioè col Papa, e non tanto per metterli a tacere – ancora, grazie a Dio, non siamo arrivati a tanto… chissà, domani… - ma quanto per indicarli come inaffidabili e quindi da tenere alla larga.

Ma perché Putin? Ce lo siamo chiesti anche noi e abbiamo cercato di rispondere.
Ora, La Stampa è il giornale della Fiat, una volta si diceva di Agnelli, e la Fiat, ormai, è mezza americana. Vuoi vedere che c’è di mezzo il fatto che l’America, che esporta ovunque la “libertà” sulla bocca dei cannoni, essendosi messa in testa di esportarla anche Russia sta facendo da qualche anno la guerra a Putin?
E visto che l’America, com’è suo solito, usa ogni mezzo per far trionfare la “sua” libertà da esportazione, come ha fatto con i governi europei inducendoli – si fa per dire – a boicottare la Russia contro i loro stessi interessi, così avrà fatto con la stampa in genere e quindi con La Stampa di Torino e con il cointeressato Secolo XIX di Genova, entrambi della cordata Fiat Chrysler Automobilesdate un colpo a Putin!
L’articolo, infatti, è stato pubblicato lo stesso giorno su entrambi i giornali.


Intendiamoci, noi ipotizziamo, non affermiamo alcunché, anche perché abbiamo cercato di avere lumi da Putin ma, purtroppo, ci è stato risposto: ma chi vi conosce?
Quindi ipotizziamo, seguendo peraltro l’esempio del duo Tornielli-Galeazzi o Galeazzi-Tornielli, come indicato sul giornale in testa all’articolo.
Fra parentesi: cos’è questa storia di anteporre Galeazzi a Tornielli quando si sa benissimo che il più bravo e ligio dei due è il secondo?

E ipotizzando, quindi, ci sembra di poter dire che c’è da togliersi tanto di cappello di fronte alla “bella pensata” di beccare due piccioni con una fava o, in questo caso: compiacere due committenti con una stessa favata: USA e Vaticano o, se si vuole, Obama e Bergoglio che, guarda caso, sono entrambi americani e vanno d’amore e d’accordo che è un piacere.
Una trovata davvero geniale o, se si vuole, da servizi segreti: si fa finta di difendere Francesco e invece, in modo inavvertito - stile persuasione occulta -, si dà un colpo a Putin: supposto sostenitore dei fondamentalisti cattolici.
E si capisce subito che è stato anche facile per le brillanti menti yankee: sono abituate infatti a disporre il finanziamento di quegli stessi gruppi che contemporaneamente incitano a combattere… dobbiamo fare qualche esempio?
Diciamo solo che, come si dice in Sicilia: “u pisciaru ‘zocchu avi vannia”, cioè: “il pescivendolo può reclamizzare solo il suo prodotto”.

Ma allora… è una storia politica?
Ma no, non facciamoci illusioni, c’è in ballo molto di più. C’è in ballo il fatto che Putin, nonostante venga dal KGB,  - nemesi storica? – ha dato prova di essere un valido difensore della religione: ha fatto ricostruire centinaia di chiese e ha dato un impulso non indifferente al ritorno dei Russi all’Ortodossia.
A volte si dice: il caso! Ma quale caso, qui il termine “ortodossia” calza proprio a pennello. Infatti, il lavoro di Putin in Russia, in difesa dell’Ortodossia – o ortodossia – è l’esatto opposto di quello di Bergoglio che apostrofa i cattolici ortodossi come “farisei” “duri di cuore”. Figuriamoci allora come Bergoglio veda Putin: come il fumo negli occhi.

E questa è una. Ma ce n’è un’altra: che dà fastidio sempre a Bergoglio e per di più urta fortemente la sensibilità un po’ “gay”, un po’ abortista, un po’ da anticoncezionale, un po’ da adulterio, delle lobby americane, con in testa quell’ONU che promuove, dispone e impone ogni genere di novità, purché si tratti di porcherie. Ebbene, Putin è contro queste porcherie e sta facendo di tutto per affiancare alla sua difesa della religione, il ripristino e il mantenimento della sana morale e dei buoni costumi… per far mantenere ai Russi le proprie tradizioni, fondate sull’insegnamento cristiano.
E vi pare poco? E vi pare che Bergoglio e Obama possano sopportare ancora a lungo tale “fondamentalismo”?



Oh, come sarebbe bello se tanti governamti laici e cattolici,
insieme a certi vaticanisti,
seguissero nella Chiesa cattolica questo esempio di Putin.

Ed ecco che trovano due vaticanisti compiacenti per spruzzare un po’ di fango sul “tristo figuro” che si permette di agire senza seguire le direttive di Bergoglio, in religione, di Obama, in politica e dell’ONU in morale.
E quale fango più adatto, oggi, di quello di accusare Putin di sostenere i “fondamentalisti” cattolici, che già Bergoglio ha assimilato ai terroristi islamici e che Obama non vede l’ora di individuare come nuovi nemici da abbattere per salvare la democrazia mondiale?

Dicevamo all’inizio; da ridere! E infatti è così, soprattutto se si pensa che la storia di Putin, i due nostri eroici giornalisti bergogliani non se la sono inventata da soli, ma hanno chiamato per la bisogna un tale Massimo Introvigne, di anni 61, di professione tuttologo, ma specializzato in movimenti para spiritualistici, o paranormali che dir si voglia; insomma uno che se ne intende, anche in termini di linguaggio, soprattutto quando si tratta di fare apparire non normali quelli che non sono d’accordo con lui nell’osannare il Bergoglio di turno.
Che tira fuori il dotto Massimo? “È l’idealizzazione mitica del presidente russo Vladimir Putin, presentato come il leader “buono” da contrapporre al Papa leader “cattivo”, per le sue posizioni in materia di omosessuali, musulmani e immigrati. Con il dissenso anti-Francesco collaborano fondazioni russe legatissime a Putin”.

Caspita, più paranormale di così!

No, non scherziamo, diciamo sul serio, l’Introvigne – nomen omen – dedito a pascersi nelle vigne dei potenti di turno, soprattutto papi, e instancabile intruso nelle vigne altrui, ha sempre fatto di tutto per dimostrare la sua “preparazione” circa gli altri: chi non ricorda, età permettendo, il suoCappello del Mago, dove c’era davvero un mago che tirava fuori di tutto e di più dal suo cappello: ed era lui.
Ebbene, ecco la nuova cappellata che ha tirato fuori in questo pregevole lavoro del duo Galeazzi-Tornielli: “I vescovi cattolici nel mondo sono più di cinquemila, il dissenso riesce a mobilitarne una decina, molti dei quali in pensione, il che mostra appunto la sua scarsa consistenza”.

Capita l’antifona? Ve lo dico io che me ne intendo: Putin sostiene i fondamentalisti che criticano Bergoglio che difende gli omosessuali, e sostiene i vescovi cattolici che dissentono da Bergoglio che difende gli adulteri e i peccatori impenitenti, e sappiate pure che questi ultimi non sono altro che dieci gatti, di cui alcuni in punto di morte.
Una mente, questo Intro-vigne, un genio dell’informazione, ed è per questo che il nostro valoroso duo bergogliano l’ha agganciato, salvo però trattarlo da mitomane affermando un po’ di righe prima che i dieci non sarebbero altro che “80 personalità, divenute poi alcune migliaia, tra cui cardinali, vescovi e teologi cattolici.
Chi mente? Forse questi, forse quello, forse tutti e tre.

E potremmo continuare con l’elenco delle mitomanie, ma sinceramente non vale la pena, segnaliamo solo la vertiginosa caduta di stile – per dirla in maniera pulita – di indicare come eversori tre loro colleghi, semplicemente perché non sono come loro dei cicisbei della corte bergogliana; o l’invenzione affatto geniale della “cabina di regia”, col richiamo inavvertito alla TFP (la brasiliana Società per la difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà) supposta fucina occulta di eversione, questione che il dotto Massimo dovrebbe conoscere bene perché è alla TFP che si è abbeverato e quindi è lì che avrà ricevuto l’illuminazione per darsi all’elogio sperticato dei papi eversori come Bergoglio.
D’altronde, lo abbiamo detto prima: ognuno è portato ad affibbiare agli altri i difetti proprii e il duo Gale-rnielli non poteva impedirsi di inventare la “regia”, abituato com’è ad essere “diretto”.

Chiediamo scusa ai lettori per la lunghezza di questo che avrebbe dovuto essere un piccolo appunto, ma non potevamo esimerci dal ringraziare doverosamente i due vaticanisti che hanno fornito a tutti la controprova che noi “fondamentalisti” stiamo camminando sulla strada giusta: i potenti non apprezzano, quindi l’essere noi ripresi perché denunciamo i loro errori conferma che loro e i loro sostenitori errano, mentre noi siamo nel giusto.

Grazie Galeazzi, grazie Tornielli: state solo attenti che i vostri committenti potrebbero avere il sospetto che, sotto sotto, siamo noi che vi suggeriamo certi articoli… e allora sarebbero dolori!


di Belvecchio

1 commento:

  1. In questa commediola dai toni farseschi l'ingresso di Introvigne nel duo Galeazzi-Tornielli - che ben richiama, per l'occasione, altre note accoppiate artistiche: Totò & Peppino, Franco & Ciccio - pone un problema: chi richiamano a questo punto costoro in terzetto?:

    - Aldo Giovanni e Giacomo?
    - I tre porcellini?
    - .......................
    - Il trio western il Buono, il Brutto e il Cattivo? (ma, in questo caso, chi sarebbe il Buono??)

    RispondiElimina