ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 14 novembre 2016

Il dado é tratto?

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La mancata risposta ai "dubia" sull'Amoris laetitia. Tutto chiaro? Ora sì

Torniamo sull’esortazione Amoris laetitia.
A causa dei gravi problemi insiti nel documento, alcuni cardinali hanno deciso di sottoporre al Vescovo di Roma ed al Cardinale Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede alcuni dubia (dubbi) circa il documento ed il mutamento di dottrina da esso operato (cfr. Amoris Laetitia, troppa confusione. Quattro cardinali scrivono al Papa: fare chiarezza, in LNBQ, 14.11.2016; «Santità, per il bene della Chiesa faccia chiarezza», iviEXPLOSIVE! 4 Cardinals OFFICIALLY ask Pope Francis to Clarify Amoris Laetitia, in Rorate caeli, Nov. 14, 2016; Amoris Laetitia: Santo Padre, parli chiaro!, in blog MiL, 14.11.2016; Nodi irrisolti di “Amoris laetitia” – Un appello di cardinali, in Corrispondenza romana, 14.11.2016; "Fare chiarezza". Nodi irrisolti dell'Amoris Laetitia. L'appello di quattro Cardinali al papa, in Chiesa e postconcilio, 14.11.2016; «Santità, per il bene della Chiesa faccia chiarezza». Le domande di quattro cardinali su Amoris Laetitia, in Il Timone, 14.11.2016; ANDREA TORNIELLI, Quattro cardinali chiedono spiegazioni su “Amoris laetitia, in Vatican Insider, 14.11.2016; EDWARD PENTIN, Four Cardinals Formally Ask Pope for Clarity on Amoris Laetitia, in NCR, Nov. 13, 2016; ID., Full Text and Explanatory Notes of Cardinals’ Questions on ‘Amoris Laetitia’, ivi; CLAUDE BARTHE, Ces cardinaux qui questionnent le pape : « Que votre oui soit oui ; que votre non soit non », in L'Homme Nouveau, 13 Nov. 2016Le pape refuse de répondre aux cardinaux !, in Riposte catholique, 14 Nov. 2016).
Sull’esortazione abbiamo già avuto modo di intervenire in altre occasioni. Lo stesso Vescovo di Roma, del resto, abbiamo ricordato, aveva avuto modo e tempo, scrivendo ai vescovi argentini della regione di Buenos Aires, la giusta ermeneutica del documento. Per cui, la questione doveva ritenersi chiusa già allora. Tuttavia, alcuni nutrivano la (segreta) speranza che quella missiva fosse solo espressione di un insegnamento quale dottore privato del Vescovo di Roma. Ed invece no. Per questi non c’è una separazione tra l’insegnamento pubblico e quello privato, visto che l’uno e l’altro si confondono e sovrappongono tranquillamente.
Eppure, alcuni vescovi come quello di Granada in Spagna (cfr. Nota del Arzobispo de Granada a todos los fieles católicos de la Diócesis, in Archiodiócesis de Granada, 16 Sep. 2016) e quello francese di Rouen (cfr. JEANNE SMITS, French bishop opens door for remarried divorced couples to receive the sacraments, in Lifesitenews, Nov. 9, 2016) hanno confermato la lettura del documento secondo la mens del suo autore. Anzi, l’arcivescovo di Granada richiamava espressamente nella sua nota la lettera del Vescovo di Roma ai vescovi argentini. Mentre la diocesi di Rouen ha addirittura previsto una Bénédiction sur les personnes séparées, divorcées, divorcées remariées ou engagées dans une nouvelle union réunies par l’archevêque le 1er novembre 2016 à la cathédrale de Rouen (in Diocèse de Rouen, 3 Nov. 2016).
Nello stesso senso si esprimevano, del resto, anche mons. Cupich di Chicago, fedelissimo del Vescovo di Roma e prossimo cardinale (cfr. Cupich, prossimo cardinale: su Amoris laetitia la penso come i vescovi argentini e il Papa, in Sinodo2015, 12.10.2016). Altre diocesi mostravano incertezza nell’applicazione dell’esortazione (cfr. Card. Vingt-Trois:Amoris laetitia richiede un immenso sforzo di formazione al discernimentoivi, 19.10.2016;Per applicare Amoris laetitia nelle parrocchie “ci vorrà tempo”ivi, 8.11.2016; SANDRO MAGISTER, A Roma sì, a Firenze no. Ecco come “Amoris laetitia” divide la Chiesa, in blog www.chiesa, 14.10.2016).
Altre diocesi ancora, come quella di Vienna, addirittura, sono molto più avanti (cfr. RODOLFO DE MATTEI, Il bollettino dell’arcidiocesi di Vienna sdogana la “famiglia” omosessuale, in Corrispondenza romana, 15.10.2016). 
Altri vescovi, infine, come mons. Sample di Portland, pubblicavano una lettera pastorale in cui davano al documento un’interpretazione non conforme alla mens del suo autore, ovverosia conforme alla dottrina della Chiesa (cfr. Un vescovo contro le manipolazioni diAmoris laetitia, in Sinodo2015, 27.10.2016), ma non in linea con il magistero novativo di colui che ricopre la carica di Vescovo di Roma, il quale, d’altronde, ricevendo l’Istituto Giovanni Paolo II sulla famiglia, aveva detto che la Chiesa sino ad allora riconosceva «un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono» (cfr. Il Papa fa autocritica sul matrimonio: “Abbiamo idea astratta, lontana dai problemi reali”, in La Repubblica, 27.10.2016). Più chiaro di così …. .
Beninteso: noi siamo per la dottrina e la prassi pastorale della Chiesa di sempre. Quel a cui siamo contrari, per una questione di onestà intellettuale, è il “pompierismo”, vale a dire l’illusione (perché di questa si tratta: una semplice illusione ed un disinganno) di voler ricondurre il documento de quo nell’alveo del magistero di sempre. Bisogna prender atto, invece, della realtà. Per quanto dura. Del resto, che altro doveva e deve fare il Vescovo di Roma per mostrare quale sia la giusta ermeneutica dell’esortazione? L’ha detto in una sua lettera ad una regione ecclesiastica (documento che, a rigore, dovrebbe considerarsi indiscutibilmente come suo magistero) su una questione riguardante la fede e la morale, ovverosia la corretta interpretazione di un suo documento, ed oggi ha disposto la non risposta ai dubia proposti da alcuni cardinali; ha criticato, parlando all’Istituto Giovanni Paolo II sul matrimonio, di una visione “teologica” della Chiesa sino ad allora riguardo al vincolo nuziale … . Ergo, la questione deve considerarsi chiusa, traendone le debite conseguenze, nonostante l’ampia raccolta di firme di fedeli circa la dichiarazione di fedeltà (cfr. MARCO TOSATTI, Amoris Laetitia. 5.000 adesioni in pochi giorni alla Dichiarazione di Fedeltà all’insegnamento immutabile sul Matrimonio, in Stilum Curiae, 13.10.2016).
Questa mancata risposta alle questioni dottrinali sollevate dal gruppo di cardinali, dovrebbe spazzare via anche i dubbi sollevati in buona fede da alcuni teologi, i quali chiedevano che il Vescovo di Roma chiarisse il senso ed il significato della sua lettera ai vescovi argentini così come l’esortazione da lui pubblicata (cfr. DON TULLIO ROTONDO, Amoris Laetitia.Precisazioni e riflessioni sul documento dei Vescovi argentini approvato da Papa Francesco, in Apologetica cattolica, 20.10.2016). Aveva, dunque, pienamente ragione – e questo lo riconosciamo con onestà intellettuale – il card. Kasper, che ha parlato dell’Amoris laetitia come di un cambio del paradigma dottrinale della Chiesa (cfr. Card. Kasper:Amoris laetitia è un cambio di paradigma nella Chiesa, in Sinodo2015, 23.10.2016; MARCO TOSATTI, Amoris Laetitia, divorziati risposati: le 50 sfumature di grigio del card. Kasper e della Chiesa di Germania, in Stilum Curiae, 27.10.2016). 
Prendiamone serenamente, perciò, atto, traendo da questo quel che deve essere tratto. Secondo logica e secondo fede.
( segue articolo di stamattina di Magister)....

http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

Paolo Pasqualucci. I cinque “DUBIA” dei quattro cardinali. Riflessioni ad una prima lettura

Riflessioni ad una prima lettura

Ringraziamo di cuore la Provvidenza per l’incisivo intervento delle Eminenze Brandmüller, Burke, Caffarra, Meisner in difesa del vero insegnamento della Chiesa, effettuato il 16 settembre scorso ed ora coraggiosamente fatto conoscere a tutti i cattolici.
  1. Come spiegano essi stessi, i “dubbi” partono dalla discussa Amoris Laetitia per investire i fondamenti stessi dell’etica cristiana, messi in discussione dalle ambiguita’ della Amoris Laetitia, in quanto interpretabili (ed effettivamente interpretate, da alcuni nella Gerarchia) in modo da contraddire quei fondamenti. 
  2. I dubbi concernono soprattutto i contestatissimi parr. 300-305. Si chiede se, in base a quei paragrafi e relative note, sia ora possibile che persone sottoposte a vincolo matrimoniale valido ma conviventi “more uxorio” con un’altra, possano ricevere l’assoluzione e fare la Comunione, senza che siano adempiute le condizioni previste dalla Chiesa e ribadite da Giovanni Paolo II nel suo magistero, che riafferma sul punto l’insegnamento tradizionale della Chiesa. E cioè:
    1. le persone interessate commetterebbero ingiustizia nei confronti dei figli se si separassero;
    2. tuttavia, devono prendere l’impegno di interrompere gli atti sessuali propri degli sposi;
    3. e di non dare scandalo, inducendo così altri a peccare.
  3. Ciò premesso, gli altri quattro dubbi concernono la morale cristiana, messa in grave pericolo dalle interpretazioni scorrette che il testo ambiguo della Amoris Laetitia sembra permettere. Infatti, si è ora costretti a chiedersi se sono ancora validi questi principi fondamentali di tale etica:
3.1. che “esistono norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente cattivi”;
3.2 che “si trovi in una situazione oggettiva di peccato grave chi vive abitualmente in contraddizione con un comandamento della legge divina, come quello che proibisce l’adulterio”;
3.3 che “le circostanze o intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto soggettivamente onesto o difendibile come scelta”;
3.4 che “[nei confronti dei principi morali] si esclude un’interpretazione creativa del ruolo della coscienza”, poiché, “la coscienza non può legittimare eccezioni alle norme morali assolute che proibiscono azioni intrinsecamente cattive per il loro oggetto”.
  1. Come da prassi secolare della Chiesa, si chiede che la Suprema Autorità, mediante l’organo competente, risponda con un “sì” o con un “no”. Ma la Suprema Autorità finora ha taciuto. Per questo i quattro benemeriti cardinali hanno reso pubblico il documento, legittimando il loro atto anche con la Scrittura e la Tradizione della Chiesa. In tal modo, la contestazione alle ambiguità in odor di eresia della Amoris Laetitiapuò allargarsi e ulteriormente approfondirsi.
  2. Come ognun può vedere, data l’autorità dei suoi firmatari, si tratta di un documento di eccezionale importanza, nella grave situazione attuale del cattolicesimo. Non si tratta più della presa di posizione di singoli teologi alla quale abbiano aderito intellettuali cattolici, come nel caso delle Censure Teologiche, avanzate qualche mese fa nei confronti della Amoris Laetitia, note in rete come Lettera o Documento dei 45 (ai quali mi onoro di appartenere). Ora, invece, si è aperta una fase nuova, più avanzata: autorevoli membri del Collegio Cardinalizio, sicuramente in rappresentanza di cardinali e vescovi che per ora preferiscono tacere, chiedono in sostanza al Papa di chiarire in maniera definitiva ambiguità gravi presenti nella Amoris Laetitiaun documento magisteriale emanato dallo stesso Papa: tali, queste ambiguità, da permettere di disattendere e contraddire norme fondamentali dell’etica cristiana, che si basa sulla Rivelazione divina.  Chi deve chiarire, giustificandosi, è, per così dire, il documento stesso, vale a dire il Papa, anche se per l’interposta persona del Prefetto dell’ex Sant’Uffizio. E potrà tacere all’infinito, continuare a sottrarsi al chiarimento dottrinale, sempre più necessario e indispensabile?
    Papa Francesco, per la verità, ha  avallato in una lettera l’interpretazione dei passi contestati della Amoris Laetitia data dai vescovi argentini, che legittimava l’eversione della morale cristiana in essi racchiusa, con l’ormai famoso: “no hay otras interpretaciones”.  Si può dire che si sia schierato, che questa sia l’autentica da lui fornita?  Così sembra.  Ma la risposta aiDubia espressi dai quattro cardinali, l’unica risposta possibile ossia che le norme della morale cattolica richiamate sono sempre valide, implica di per sé l’insostenibilità radicale ed assoluta dell’interpretazione dei vescovi argentini.  
  3. Da un punto di vista filosofico, il documento rappresenta una più che necessaria presa di posizione contro il soggettivismo dominante nel pensiero contemporaneo, che ha corrotto ogni sana concezione dell’etica ed è alla fine penetrato anche nelle componenti deviate della Gerarchia cattolica, quelle intrise di modernismo.  Finalmente si comincia a rimettere autorevolmente nel suo giusto equilibrio il rapporto tra la coscienza individuale e la legge, la norma (rivelata) che stabilisce il nostro comportamento, quello voluto da Dio e a Lui gradito. La coscienza, come ci ricordato i cardinali firmatari, dà giudizi sulle norme, le riconosce, ma non le crea, non si dà da se stessa la morale, le cui leggi, poste da Dio e perfezionate dalla Rivelazione tramite Cristo Nostro Signore, esistono e sono valide indipendentemente dal riconoscimento che ne faccia la nostra coscienza individuale, libera naturalmente di rifiutarle, per la sua propria rovina.
  4. Ricordo, infine, per la cronaca, che, nel Documento dei 45 contenente le Censure Dottrinali alla Amoris Laetitia i temi ad oggetto dei Dubia sono trattati in maniera indiretta e diretta ai numeri: 6, 7, 8, 9, 10 (in quanto passibili di censura per eresia), ai numeri 12, 14, 15, 16 (in quanto passibili di censura per errore nella fede), al numero 18 (in quanto contenenti affermazioni temerarie e false).  
  5. Dubia dei quattro cardinali vengono resi pubblici alla vigilia del Concistoro dei Cardinali in Vaticano.  Preghiamo tutti perché in questo Consistoro vengano affrontati i nodi dottrinali fondamentali e sia confusa la parte dottrinalmente deviata dell’augusto Consesso.
Paolo  Pasqualucci

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