ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 dicembre 2016

“Ce ne ricorderemo”?

                 

                      Santa Barbara dei fulmini ha detto NO!




Renzi? Fired! O meglio, fulminato! E così nonostante tutti i brogli, le patacche, il quesito referendario ingannevole, le lettere con refusi truffaldine spedite all'estero con tanto di  simbolo del PD, nonostante i magheggi di queste ultime ore con gli 85 euro e lo sblocco dei contratti al nocciolo duro del Pd (gli statali),  nonostante il suo prezzomolismo compulsivo al limite dello stalking dove  ci mancava poco che sbucasse fuori dall'oblò della lavatrice, nonostante i tre canali Rai Pd1, Pd2, Pd3, trasformati in Renzi1, Renzi2, Renzi3, nonostante Mediaset sempre più stampella di Renzi, La7 delle 7 piaggerie, l'ambiguità paracula di Berlusconi che ha puntato contemporaneamente sul SI (con Mediaset e Confalonieri) e sul NO per salvare quel che resta di FI,  l'endorsement dei poteri forti quali De Benedetti, Marchionne,  Elkann, Obama,  Juncker, JP Morgan, Deutsche Bank, Napolitano,Schäuble, Schulz, di Prodi,  del vecchio magistrato Violante cui fa difetto perfino la cultura giuridica, visto come si è arrampicato sui vetri per sostenere questo scempio giuridicodi riforma...
Nonostante i VIP e tutta la vipperia dello spettacolo e dello show biz, nonostante le clientele campane dei De Luca e delle sue oramai proverbiali "fritture di pesce" , i santori, i gramellini-ini-ini e i lerner che vanno elemosinando un ingaggio in Rai, i  valets de chambre come quel pesce lesso di porzione di un Fabio Fazio, nonostante le matite copiative divenute cancellabili come l'inchiostro simpatico, nonostante tutto questo e molto altro ancora, beh... alla fine  abbiamo vinto e il NO ha prevalso, perché numericamente alto. Così alto da superare i brogli e gli inganni.


Ora, però stiamo in campana e aspettiamoci altri effetti speciali: ci diranno che sale lo spread, che ci saranno turbolenze bancarie, che verremo posti sotto la tutela della  Troika, peggio, sotto il FMI e che sarà tutta colpa nostra. Sì, perchè ci siamo ribellati, abbiamo bocciato la schiforma, ci vorranno altri 30 anni per avere una delizia giuridica come quella scaturita dal pugno della sig.na Boschi. Ma noi andremo avanti.

4 dicembre, Santa Barbara, protettrice dei vigili del fuoco, degli artificieri, dei marinai lo ha folgorato e io non avevo dubbi, anche se la prudenza era d'obbligo. Ora possiamo per davvero tirare il fiato e dire che finalmente il gatto è dentro il sacco. Se poi Renzi non si schioderà dallo scranno, nascerà il Renzi2, se l'Uomo del Colle blinderà le camere e formerà dei "rimpasti"  con altre sbiadite figure del PD, sarà un problema di sopravvivenza di governicchi abusivi che dovranno attendersi una spallata al giorno. Per noi il dado è tratto e rimanere in sella da "anatra azzoppata" non è il massimo della vita. Un grazie sentito a tutti gli Italiani di buona volontà che, per fortuna, nonostante tutto,   sono ancora tanti.
Un ringraziamento particolare a tutti quelli che in questo blog ci hanno creduto, apportando contributi, riflessioni, opinioni, informazioni, suggerimenti e suggestioni, e tanto tanta voglia di partecipare. Godiamoci questa vittoria e rilassiamoci il tempo giusto per festeggiare. A rinserrare le file per nuove lotte ci penseremo dopo. Ora è il momento di stappare una buona bottiglia con amici e familiari.


Una nuova  grazia a questa santa patrona  a cui mio padre, uomo di mare, era tanto devoto,  gliela chiederò per il 2017: che illumini la mente delle gerarchie della MM, che fermino le invasioni, ammutinandosi contro i soprusi di governi che la umiliano,  riducendola a Badante degli immigrati, anziché a difesa dei nostri confini e degli Italiani.  Andiamo avanti nella lotta per la riappropriazione della nostra sovranità e sarà una lotta di lunga durata. Ma da oggi nasce una coscienza nuova, una nuova consapevolezza.
Ma ora è tempo di fare i nostri festeggiamenti. Per favore, i cacadubbi, i gufi, i menagrami e i pessimisti cosmici stiano zitti per qualche giorno e  rinuncino a fare i guastafeste. Godiamoci e godetevi queste ore liete! 

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“NO!”. LAICI CATTOLICI ESULTANO, QUALCHE VESCOVO UN PO’ MENO, FORSE…. #CENESIAMORICORDATI”

ciaone
Marco Tosatti
L’hashtag è #cenesiamoricordati. Il mondo delle famiglie del Family Day, quelli del Circo Massimo, esulta per la vittoria del “No”, e per la dipartita di Matteo Renzi. Matteo Renzi aveva partecipato con convinzione al primo Family Day, quello di San Giovanni; e poi c’è stata la conversione sulla via LGBT, la legge sulle Unioni Civili imposta soffocando ogni dibattito con una legge di fiducia a cui hanno contribuito Verdini e altri. Allora il popolo delle famiglie incassò la sconfitta (e lo strano voto di non pochi personaggi politici che si dichiaravano cattolici) con un “ce ne ricorderemo”. Poi venne la Cirinnà, con un video inquietante,  in cui si prospettava di tutto e di più dopo la riforma costituzionale, con un PD che avrebbe proposto leggi ulteriormente eversive dell’antropologia naturale.
E i timori si accrebbero. Negli ultimi mesi il Comitato promotore del Family Day , e in particolare il suo leader, Massimo Gandolfini si sono spesi, nel più totale silenzio dei mass media maggioritari, tutti in campagna esplicita o implicita per il “Si” a sottolineare i rischi per la democrazia di una vittoria di questa riforma frettolosa e pasticciata.
E qualcosa, sui rischi di una pesante sconfitta del “Si!”, deve essere filtrato persino ai vertici della Chiesa italiana, se negli ultimissimi giorni Gandolfini ha ottenuto un minimo di presenza su Avvenire e su TG2000, i feudi informativi gestiti in maniera molto presente dal Segretario generale della Cei, mons. Galantino. Se la legge sulle unioni civili è potuta passare grazie anche al quasi silenzio-assenso della Segreteria di Galantino, portatrice di un neo-collateralismo con l’esecutivo Renzi; maligni come siamo pensiamo che la presenza all’undicesima ora dell’esecrato Gandolfini sui media Cei possa non essere casuale. Ma invece essere il frutto di un qualche campanello di pericolo suonato a Circonvallazione Aurelia sull’esito referendario. Per evitare di associare una segreteria così contigua a Palazzo Chigi nella catastrofe delle urne. E forse anche per non silurare le possibilità di diventare Vicario del Papa per la città di Roma. Per sé o per il suo grande amico e sponsor, il vescovo di Albano, diocesi estremamente attenta ai problemi delle diversità e dei nuovi diritti.
E’ naturale che i laici cattolici che si sono battuti in questi mesi adesso si sfoghino sui social.
Mario Adinolfi, direttore de “La Croce” e bestia nera degli attivisti dell’ideologia omosessualista, scrive: “Dopo Hollande, Obama, Zapatero e Cameron un altro politico prono alla lobby Lgbt cade. Renzi ce ne siamo ricordati”. Associando l’approvazione del matrimonio omosessuale alle sventure politiche dei capi di governo (Obama per interposta Hillary Clinto). Una moderna versione della Maledizione di Tutankhamon che colpirebbe i premier filo LGBT.
adin
Altri sono stati più stringati: il Comitato Articolo 26 (@comitatoart26) ha twittato alle 0:28 AM on Lun, Dic 05, 2016:
“Le famiglie del #FamilyDay con il #PaeseReale hanno rispedito al mittente una brutta riforma che avrebbe indebolito la #democrazia ✌ #Renxit”.
art26
Qualcuno ha messo in campo addirittura il Nemico dell’umana natura, il Mentitore:
renzi-esorcismo
E poi naturalmente c’è chi non ha resistito allo sfottò, come qui sotto.
ciaone
http://www.marcotosatti.com/2016/12/05/no-laici-cattolici-esultano-qualche-vescovo-un-po-meno-forse-cenesiamoricordati/

Le responsabilità dei cattolici - Danilo Quinto - 5 dicembre 2016




Coloro che si dichiarano portavoce dei cattolici, rivendicano in queste ore il merito di aver battuto Renzi con il NO al referendum. Sbandierano il Renzi ci ricorderemo, gridato dopo l’approvazione delle leggi sulle unioni civili. 
Proprio in questo momento, ci sembra necessario dire una verità. Sono 50 anni che i cattolici non si battono nel nostro paese per l’affermazione della Regalità Sociale di Cristo. Tutte le leggi immonde che sono state approvate in questi decenni sono state avallate – passivamente o attivamente – da coloro che hanno votato e che li hanno rappresentati in Parlamento e che sono stati ri-votati. 
Le conseguenze di quelle leggi – a cominciare dai 6 milioni di bambini non nati a causa dell’aborto e al generalizzato uso dei sistemi contraccettivi – sono state praticate dai cattolici. 
Come ricordava il grande Mario Palmaro, viviamo in un Paese dove la parola natura possiamo ascoltarla solo nelle trasmissioni di Piero Angela, riferita al comportamento degli animali o delle piante. Della natura umana – creata a immagine e somiglianza di Dio e dell’ordine naturale, che è pensato e organizzato da Dio – non si può e non si deve più parlare. Non ne parla più neanche la Chiesa. 
I protagonisti dell’ideologia anti-umana e anti-cristiana, che ha prodotto quelle leggi immonde, non sono stati Pannella e la Bonino. Loro hanno fatto il loro mestiere. Come l’ha fatto il boy–scout Renzi per ingraziarsi una parte dell’elettorato. Sono altri i responsabili. 
Senza l’adesione di buona parte dei credenti – o vogliamo dire dei battezzati? – come si sarebbero potuti affermare i cosiddetti diritti civili nel nostro Paese? Chi ha divorziato? Chi ha abortito? Chi ha usato i mezzi anticoncezionali? Chi ha smesso di fare figli? Non sono stati, forse, proprio i cattolici – una loro larga parte, almeno – a concorrere all’affermazione di un’ideologia che è diventata di massa? La maggioranza della valanga di NO (21.505.323, pari al 68,00% dei votanti) che 35 anni fa sommerse la proposta di abolire alcune norme della legge 194 sull'aborto – che aprì la strada all’eliminazione, da allora ad oggi, di 6 milioni di vite umane - da chi era costituita? Chi erano i Ministri che firmarono e chi era il Presidente della Repubblica che promulgò quella legge? Chi erano i 19 milioni di italiani che 7 anni prima avevano condiviso la legge sul divorzio? Chi sono il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica attuali che hanno voluto e firmato la legge sul matrimonio tra persone dello stesso sesso? Che cosa si è fatto, che cosa ha fatto il mondo cattolico per impedire che l’ideologia del gender e omosessualista, dilagasse fino ad arrivare a far approvare il matrimonio sodomitico? O per impedire che i figli nati dall’incesto fossero equiparati ai figli naturali o che fosse approvato il divorzio nella sua forma breve? O per impedire che ai bambini di 4 anni nelle scuole statali fosse insegnato il piacere della masturbazione sessuale? Che cosa si farà per non consentire che venga introdotta l’eutanasia di Stato? E, dopo, la legalizzazione della pedofilia e il consumo legalizzato delle droghe? 
Si vuole ascrivere ai cattolici il merito di aver detto NO a Renzi? A quali cattolici? A quelli che divorziano, procurano aborti e usano mezzi anti-concezionali per non mettere al mondo figli? Tra questi e Renzi, quale differenza c’è? 
Cristo non ci ha insegnato a dire parole ingannevoli e menzognere, ma a dire solo parole di Verità.
Danilo Quinto - 5 dicembre 2016 - Roma (Italia)

Renzi si dimette: “é stata una grande festa”. Ma la festa gliel’hanno fatta. Il video

www.byoblu.com/.../renzi-si-dimette-stata-grande-festa-la-festa-glie...


http://www.byoblu.com/post/2016/12/05/renzi-si-dimette-stata-grande-festa-la-festa-glielhanno-fatta-video.aspx
E fanno tre. Dopo la Brexit e l'elezione di Trump, anche il referendum italiano si può tranquillamente interpretare come un calcio in faccia al pensiero mainstream, per quanto fortemente sostenuto e veicolato dai media di regime.
Non ha funzionato il terrorismo mediatico contro la Brexit ("crollerà l'economia britannica", avevano detto), non ha funzionato il terrorismo mediatico contro Trump ("finiremo nelle mani di un incapace", avevano detto), e non ha funzionato il terrorismo mediatico a favore del sì ("se vince il no sarà un salto nel buio", ci hanno detto).
Cosa accadrà ora in Italia nessuno lo sa con certezza, ma nel frattempo l'unico che può fare il suo bel salto nel buio sarà proprio Matteo Renzi.
Per chi si occupa di cose quotidiane, inizia ora la fase del dopo-Renzi, con tutte le combinazioni che vanno dal governo tecnico al rimpasto di primavera fino alle elezioni anticipate.
Per chi vuole invece guardare le cose con un respiro più ampio, la seguente considerazione è d'obbligo: per tre volte in un anno i media mainstream hanno tentato di condizionare il voto degli elettori su tre eventi di grande importanza internazionale, e per tre volte gli stessi elettori - grazie alla rete e all'utilizzo dei social - si sono rifiutati di farsi infinocchiare.
Questo ormai è un punto di non-ritorno, e sembra che i grandi conglomerati informatici se ne stiano accorgendo con dolore: proprio oggi, mentre gli italiani si recavano alle urne, sulla CNN c'era un acceso dibattito sul fatto che la TV avesse "perso il controllo delle masse". Ufficialmente, si parla di "incapacità di prevedere i risultati", ma ciò che intendono dire realmente è che non sono più in grado di condizionare il pensiero della popolazione.
La reazione a questo punto sarà durissima, e già ne abbiamo visto le prime avvisaglie con la campagna mondiale scatenata contro le "fake news" che secondo loro infesterebbero la rete (detto da loro, bugiardi di professione, la cosa è perlomeno divertente). Ora probabilmente lo scontro diventerà più acuto, e sicuramente assisteremo alla comparsa, da qualche parte nel mondo, di tentativi più o meno goffi di imbavagliare la rete.
Starà a ciascuno di noi combattere coraggiosamente la battaglia finale.
Massimo Mazzucco
http://www.luogocomune.net/LC/index.php/17-politica-italiana/4546-ha-vinto-il-no

Massimo D'Alema durante il seminario dei deputati della Sinistra Italiana su "La guerra globale e la pace come politica" alla Sala Capranichetta in piazza Montecitorio. Roma 11 marzo 2016. ANSA/ANGELO CARCONI
Massimo D'Alema durante il seminario dei deputati della Sinistra Italiana su "La guerra globale e la pace come politica" alla Sala Capranichetta in piazza Montecitorio. Roma 11 marzo 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

Non cambierà nulla

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it
Quando si vince si vince per sé, quando si perde è l’Italia a perdere un’occasione: questo, in sintesi, il discorso di Renzi e le sue conclusioni.
Non esultiamo troppo: le cose rimarranno tali e quali a prima. Osservate cosa è successo in Austria: votarono e vinse il candidato europeista…già, ma scoprirono brogli – guarda a caso anche oltre Tarvisio – sulla circoscrizione estero. E sono stati obbligati a rifare le elezioni.
Il voto degli italiani all’estero è una “riserva di caccia” privata a disposizione del Governo: una mia cugina (che vive a Parigi) mi ha confessato di non essere andata a votare – “L’ultima volta che ero andata m’ero accorta che qualcosa non andava, che le comuni modalità di segretezza e di conservazione delle schede elette non erano sufficienti: in pratica, potevano fare della mia scheda ciò che volevano” – questo mi ha raccontato, senza specificare meglio.
La circoscrizione estero è, però, un modo grezzo per fare dei brogli elettorali e, per i suoi numeri limitati, può soltanto “deviare” il voto quando le differenze sono minime, pochi punti, come nel caso austriaco: la stessa trappola era pronta anche per l’Italia, difatti nella circoscrizione estero ha vinto il Sì.
Il punto dolente è la trasmissione dei dati dai seggi al ministero dell’Interno: finora non hanno osato tanto (ossia intervenire quando i dati sono contenuti nei database) – non per questioni etiche, se ne fregano – ma perché ci sarebbe troppa discordanza fra il “reale” ed il virtuale, un rischio che non possono permettersi.
In Austria hanno semplicemente corretto le procedure, per essere inattaccabili dal punto di vista formale, ma la sostanza non è mutata: se una tornata elettorale è sul filo di lana, il governo può “aggiustarla” a suo favore.
Del resto, perché non abbiamo mai votato su questioni come l’Europa e l’Euro? Datevi una risposta.
Adesso, molti si chiederanno cosa succederà.
Renzi era stato preparato per tempo a lasciare, sapeva che le condizioni economiche italiane sono così compromesse da non concedere appelli: serve un cambio d’immagine, anche l’estetica vuole la sua parte.
Passati i clamori del Sì e del No, in Parlamento s’inizierà la conta, la divisione di ministeri e le solite presidenze “succose” per un governo che dovrà gestire la “tirata” delle elezioni del 2018. Manca solo poco più di un anno.
Questo governo avrà, da parte di Francia e Germania, qualche possibilità in più: oggi l’inflazione è a -0,19%, ciò significa deflazione, recessione acclarata e provata, anche dai numeri.
Sarà concesso di più – in termini di denaro circolante, tanto per capirci – in modo da non giungere all’appuntamento elettorale “sotto” di sei milioni di voti: 6 a 4, o meglio, 19 milioni di voti a 13.
Ciò che non faranno, però, è dare a questa modesta crescita qualcosa di strutturale, giacché ciò che importa loro è proprio questo: deindustrializzare l’Italia – l’Italia non è la Grecia, è la terza economia europea – continuando ad obbedire all’accordo Kohl-Miterrand che è alla base dell’euro. Un lento dissanguamento, che sarà modestamente fermato per non giungere troppo stremati all’appuntamento elettorale.
I numeri, in Parlamento, continuano a raccontare che il PD (con gli “acquisti” e compagnia varia) è il solo a poter garantire qualcosa. Perciò, Mattarella seguirà questa indicazione.
Credo che sarà richiamato in fretta D’Alema, perché è l’uomo che sa gestire bene le situazioni come queste: Belgrado ancora ricorda.
Osservate cosa ha dichiarato Massimino:
“Il Capo dello Stato darà l’incarico a una personalità che lavorerà a misurare le disponibilità per un governo necessario al paese. Si dovrà verificare il senso di responsabilità delle forze politiche e credo che ci sia una maggioranza in Parlamento che non intenda favorire lo scioglimento irresponsabile delle Camere. Andare a votare ora sarebbe irresponsabile anche perché la Consulta deve ancora pronunciarsi sull’Italicum. E mi auguro che l’assunzione di responsabilità possa essere la più ampia possibile.”
Una sorta di passo avanti, una disponibilità chiarita: la volta scorsa furono gli USA a chiedere lui al comando al posto di Prodi (contrario alla guerra nei Balcani), e Bertinotti si prestò per la scimmiottata delle 36 ore ed altre facezie.
Oggi si fa avanti l’UE, ossia Germania e Francia che – qualora l’Italia promuovesse iniziative per la sua “exit” – vogliono evitare di rimanere col cerino acceso in mano, tanto meno ascoltare il Requiem di Mozart in presenza delle loro bare. Perché se l’Italia se ne va, crolla tutto l’ambaradan.
Cosa possiamo fare?

Una vittoria come questa del referendum, rischia di diventare una vittoria di Pirro. Perché?
Poiché l’unica forza politica ad avere in mano le chiavi per un cambiamento – ossia il M5S, non la Lega, che è un partito che si ferma a Bologna, oltre non va – non sa decidere, non presenta un programma, non fa capire quali saranno le sue priorità di governo.
Segue questa strategia poiché è quella che più garantisce consensi: il voto a Grillo è un voto di protesta, in quel partito manca totalmente una democrazia interna e non c’è una fase propositiva che conduca ad un programma.
Finché resto sul vago – sembra raccontare Grillo – chi è deluso mi vota. Certo.
Cosa farai, però, quando ti toccherà stringere delle alleanze e confrontare i programmi? Non vorrai mica aspettare il 51%, vero? Non ci arriverai mai.
Manca poco più di un anno alle elezioni: cosa sceglierai?
Euro o no Euro?
Europa o tentativi di alleanza con le economie del Sud Europa?
Grandi investimenti sulle energie rinnovabili, compresi piani industriali su progetti innovativi?
Una bella “falciata” sulle amministrazioni locali?
Il taglio delle spese militari, eliminando tutte le spese solo utili per essere lo schiavetto della NATO?
Se, oggi, non comincia un dibattito interno su questi argomenti (ed altri), è del tutto inutile aver vinto questo referendum, poiché un voto di protesta che non trova proposte politiche, s’affievolisce e muore come un fiore senza terra cui crescere. Pensaci.
Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2016/12/non-cambiera-nulla.html

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