ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 29 dicembre 2016

Continua così che vai bene, Jorge!


BRASILE. LE CIFRE DI UN DISASTRO PASTORALE. NOVE MILIONI DI CATTOLICI ABBANDONANO LA CHIESA IN DUE ANNI.


Dal Brasile vengono le cifre di un disastro. Un sondaggio di Datafolha ha rilevato che gli adulti che si dichiarano cattolici sono passati dal 60 per cento nel 2014 al 50 per cento nel dicembre del 2016.
Questo vuol dire che in due anni circa nove milioni di fedeli hanno deciso di lasciare la Chiesa.
Un dato certamente sconcertante; tanto più se si considera che per la prima volta nella storia sulla cattedra di Pietro siede un Pontefice che provien dal subcontinente latino-americano.
Datafolha ha mostrato che nello stesso periodo c’è stato un incremento importante di persone che non professano nessuna religione. Sarebbero passati dal 6 al 14 per cento negli ultimi due anni.
Nel 2012 la percentuale dei  cattolici dichiarati era del 64,6 per cento.
Il sondaggio indcia che il 43 per cento dei cattolici brasiliani vivono nella regione del sudeste, la più sviluppata del Paese, mentre nel nord e nel oeste, si giunge appena al 15 per cento della popolazione.
Il sondaggio di Datafolha ha un margine di errore del 2 per cento. E’ stato realizzato nell’ultimo mese in 174 municipi a livello nazionale, intervistando 2828 persone di età superiore ai sedici anni.
In Brasile, anche se questa recente valanga di abbandoni non ha segnato un’espansione degli evangelici, è opportuno ricordare che metà dei protestanti provengono  dalla Chiesa cattolica.
La maggior parte delle conversioni avvengono prima dei venticinque anni, e i convertiti citano come motivo del cambiamento un maggior rapporto con Dio (77 per cento) e lo stile di culto delle nuove Chiese (68 per cento).
Il segretario della Conferenza Episcopale del Brasile, dom Ulrich Steiner,  ha dichiarato a La Folha di San Paolo che il numero di persone disposte a lottare per la giustizia è più importante della percentuale di cattolici.
Marco Tosatti
http://www.marcotosatti.com/2016/12/29/brasile-le-cifre-di-un-disastro-pastorale-nove-milioni-di-cattolici-abbandonano-la-chiesa-in-due-anni/



Cosa farà Papa Francesco su sacerdoti e donne diacono (secondo Boff)

Papa Francesco? “È uno di noi, e presto ci riserverà una grossa sorpresa, come sacerdoti sposati o donne diacono”. Leonardo Boff torna ad ascrivere il Papa all’agenda di quella teologia della liberazione di cui l’ex frate francescano è uno dei massimi protagonisti. Lo ha fatto in una intervista natalizia al giornale tedesco Kölner Stadt-Anzeiger. (Qui alcuni stralci dell’intervista tradotti in inglese e in italiano). Un Boff pensiero a tutto campo, in cui rivela particolari sul rapporto personale con Bergoglio e offre una sua valutazione del recente dibattito interno alla Chiesa.
QUEL TENTATIVO DI INCONTRO ANDATO A VUOTO
L’ex frate dal saio svestito rivela che poco prima del secondo sinodo sulla famiglia, già sbarcato a Roma per incontrare Francesco, l’incontro saltò all’ultimo minuto: “Perché il Papa era troppo impegnato a calmare le acque dopo la lettera dei tredici cardinali”. Boff ricorda poi, ancora una volta, il ruolo avuto nella redazione dell’enciclica verde di Francesco. Lo aveva già detto un mese dopo la pubblicazione di Laudato Si’: “A richiesta dello stesso Papa gli ho inviato molto materiale sull’ecologia, visto che è da trent’anni che lavoro su questo tema”. Oggi rivela che Bergoglio gli raccomandò di non inviargli direttamente libri e riflessioni – “che ha poi usato” – ma di utilizzare come intermediario l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede, “per evitare che qualcuno non mi consegni le carte”, avrebbe detto Francesco. Un Papa – sostiene Boff – che appartiene alla teologia della liberazione: “Ha trasformato la teologia della liberazione in un patrimonio comune della Chiesa”, ascoltando “il grido dei poveri e di tutto il creato”. Espressioni che appartengono al teologo italo-brasiliano e che Bergoglio, sostiene, avrebbe fatto sue.
VIRI PROBATI PER L’AMAZZONIA
Boff racconta di una confidenza che avrebbe ricevuto dal cardinale Walter Kasper su una prossima grande novità. Queste, ipotizza, potrebbero essere l’ok ai viri probati in Brasile o l’apertura delle porte al diaconato femminile. Al netto delle interpretazioni del teologo, il tema sull’impegno pastorale di sacerdoti sposati per supplire alla mancanza di clero non sarebbe così astratto nell’agenda dei sacri palazzi, almeno stando agli auspici dell’amico di Bergoglio, il cardinale brasiliano Claudio Hummes (qui e qui).
SCROLLATA DI SPALLE AI DUBIA
Boff, che non ha mai mancato di attaccare Benedetto XVI e prima il cardinale Joseph Ratzinger, si scaglia verso i dubia dei quattro cardinali e in particolare verso Raymond Burke che definisce “il Donald Trump della Chiesa”. “Ma a differenza di Trump, Burke in curia è stato neutralizzato. Grazie a Dio. Questa gente crede per davvero che spetti a loro correggere il Papa. Come se essi fossero al di sopra del Papa. Una cosa del genere è inusuale, se non senza precedenti nella storia della Chiesa. Uno può criticare il Papa, può avere una discussione con lui. Questo è ciò che io ho fatto spesso. Ma che dei cardinali accusino pubblicamente il Papa di diffondere errori teologici o addirittura eresie, questo è troppo. E’ un affronto che il Papa non può consentire. Il Papa non può essere giudicato, questo è l’insegnamento della Chiesa”. Come ricorda il giornalista Maike Hickson per One Peter Five, nel 2001 Boff aveva parlato senza mezzi termini del cardinale Ratzinger – allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – e di Giovanni Paolo II come di un “pontificato altamente fondamentalista” e di “terrorismo religioso” per la dichiarazione Dominus Iesus pubblicata nel 2000 circa l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo e della Chiesa.
I PRECEDENTI DEL TEOLOGO BRASILIANO

Non è la prima volta che Boff arruola d’ufficio Papa Francesco nelle fila della teologia della liberazione. Come fece, tra l’altro e in maniera entusiasta, nel 2013 a pochi mesi dall’elezione pontificia. Eppure, notava allora il vaticanista Sandro MagisterBergoglio “non è di sinistra. Francesco è un Papa che ha combattuto la teologia della liberazione e crede nel diavolo”. Dopo tre anni e tante prese di posizione del Vescovo di Roma venuto dalla fine del mondo e più interessato “ad aprire processi” che ad occupare spazi, Boff ha ben gioco a tornare sul punto.