ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 31 dicembre 2016

Di che abbiamo paura?


GLI AVVENIMENTI DI QUESTI TEMPI

         Terremoti, disastri continui in tutto il mondo, devastazione culturale e sociale, persecuzione dei cristiani, invasioni all’apparenza pacifiche. Di fronte a tutto questo ci interroghiamo un po’ smarriti e un po’ increduli. Cosa sta accadendo? Di fronte, per esempio, all’ultimo tragico evento nella nostra terra sono trapelate queste domande tra la persone: «Ma Dio che fine ha fatto? Perché permette tutto questo?». Non è mancata neppure l’interpretazione diretta: «È stato Dio che ha voluto dare un segno». Non nascondo che gli interrogativi, gli stessi, sono sorti nella mia mente e temo che, senza il lume della Fede, queste domande possano nuocere a me stessa e agli altri. Non credo che si possa rispondere a queste domande con un semplice «E ora cosa si fa?». Questa è stata la frase pronunciata dal Vescovo di Rieti, tanto esaltata dai media come la migliore fra tutte le risposte possibili data da un uomo di fede. Sì, la frase è molto umana e comprensibile ma, prendendo spunto da ciò oserei affermare che l’uomo ha bisogno di una risposta soprannaturale, anche perché questi eventi sembrano avere una dimensione che va al di là della semplice natura umana. Fermiamoci un attimo a considerare il numero di terremoti che si susseguono nel mondo: i terremoti sono continui, ma ciò che colpisce è l’intensità di questi eventi, che sono sempre più numerosi e ravvicinati. Se poi ci soffermiamo su altri disastri vediamo che basta una semplice pioggia abbondante per trasformare torrenti e fiumi in macchine di distruzione mortale. Le previsioni meteo stanno diventando un susseguirsi di allarmi e si sta amplificando la “moda” di personificare l’evento meteorologico. Questo cosa nasconde?
Forse la paura che sta crescendo in noi nei confronti della natura stessa che sembra indomabile; forse cominciamo a provare le stesse sensazioni dell’uomo primitivo di fronte agli eventi naturali? Vogliamo esorcizzare questa paura chiamando per nome l’uragano di turno? Oppure sotto sotto stiamo cercando una risposta soprannaturale all’intensificarsi sia in quantità che qualità distruttrice dei disastri? Percepiamo che dietro a questo ci deve essere qualcuno? Ma non sappiamo dargli un nome e di volta in volta ricorriamo alla mitologia greca per identificarlo ed esorcizzarlo?
         È questa la risposta soprannaturale che cerchiamo? No, non credo. Questa era stata la risposta dei pagani; ma noi non siamo cristiani? Altri hanno cercato di svelare l’arcano degli accadimenti, perché il sentore che ci sia qualcosa di oscuro dietro è forte, basandosi solo sul piano razionale degli eventi, inseguendo e fornendo indizi che sembrano far sospettare lo zampino umano in tanta morte e distruzione. Per costoro sembra che sia in atto una guerra o prove di guerra non più basate su armi da sparo e soldati ma su congegni, mascherati da ricerca scientifica, in grado di manipolare il clima. In effetti sarebbe un’arma terribile e assolutamente incontrastabile da noi semplici cittadini. Insomma, per riassumere, la gente pensa veramente che stia accadendo qualcosa di straordinario, nel senso che va oltre il consueto, ma sembra mancarle lo strumento di interpretazione, sì, perché manca la Fede, lo sguardo d’insieme anche soprannaturale, dono diretto di questa virtù. Questo sguardo coglie gli eventi, anche diversi da quelli in esame, per trarre la chiave di lettura più attendibile anche dal punto di vista razionale. San Paolo nella sua seconda Lettera ai Tessalonicesi (2,6-7) ci parla del mistero d’iniquità destinato a rivelarsi dopo l’apostasia, ma nello stesso tempo ci mette in guardia dal seguire i nostri pensieri o ascoltare le più svariate interpretazioni. Segno certo che imminentemente sarà rivelato questo mistero d’iniquità è l’arrivo dell’apostasia, cioè del rinnegamento della Fede, il rinnegamento di Cristo; solo così, infatti, il male potrà venire alla luce. Abbiamo, però, anche la santissima Madre di Cristo che nelle sue apparizioni non ha mancato di indicarci non solo gli eventi futuri, ma anche i segni a cui prestare attenzione. A Fatima Ella disse a suor Lucia che un segno preciso del castigo imminente sarebbe stato la comparsa di un grande bagliore nel cielo seguito prima dalla perdita della Fede a Roma. È sempre difficile avere coscienza di quello che accade mentre lo si sta vivendo, è senz’altro più facile interpretare e discernere a posteriori. Tuttavia, senza cercare disperatamente segni tangibili di una fase tremenda in atto, abbiamo forse già molte risposte suggeriteci dal Vangelo e da Maria stessa. Dio può punire, certo, e lo fa sicuramente, perché ci vuole con Lui, lo fa per riportarci sulla retta via. Non fa bene a nessuno occultare questa verità. La punizione, però, non è arbitraria, ma, come un buon padre fa con il proprio figlio, così Dio infligge punizioni commisurate al peccato commesso. Ora questo ragionamento portato di fronte ai disastri e agli eventi luttuosi mondiali suscita ilarità ed anche offese da parte della cultura dominante in cui Dio è stato estromesso e viene ricordato solo quando fa comodo. Dio non ama uccidere le sue creature, infatti probabilmente non è Lui che scatena i disastri, ma non può difenderci se noi non lo vogliamo. Ritorniamo a San Paolo: chi trattiene il mistero d’iniquità? Chi, se non Dio tramite il suo Figlio prediletto? Come possiamo additare Dio come ideatore di tali stragi e disastri? Avrebbe fatto morire in croce Gesù se non ci amasse? Bene, siamo noi che non Lo amiamo, siamo noi che non Lo abbiamo scelto, siamo noi che ci siamo pervertiti al mondo e ci siamo venduti al suo principe. Cosa potrebbe fare Lui stesso, rispettoso della nostra libertà, se non lasciare che il principe del mondo faccia quello che vuole? Ecco chi causa i disastri, ecco chi c’è dietro tutto questo male che dilaga ad ondate sempre più alte, non più onde ma tsunami! È lui, il principe di questo mondo, che reclama le anime e ne vuole sempre di più per affollare il suo spazio. Siamo noi che non lo vogliamo fermare e quindi come potrebbero farlo Gesù o Dio Padre? Ecco che allora di fronte a tanto male ciò che l’uomo di fede può fare è pregare il Padre ed offrire le proprie scelte, i propri sacrifici per dimostrare che non tutti vogliono seguire il principe del male, ma che ci sono ancora anime che amano Cristo e che sono disposte a combattere. Come?
         Gesù stesso ci ha avvertito e ci ha dato un antidoto. Egli presentò il programma della Verità in modo semplice nel discorso della montagna che si può riassumere in questo concetto: il mondo dice questo ed Io, che sono la Via, la Verità e la Vita, vi dico di fare il contrario. L’umanità nel suo complesso ascolta il mondo e siamo ridotti in queste condizioni...; noi uomini di fede ascoltiamo Cristo, abbracciamo la croce e ribaltiamo il mondo.
         Ora, non serve sapere se i disastri attuali, e maggiori ne verranno, siano e saranno causati dall’uomo (molto probabile, perché anche il nemico si serve degli uomini); serve sapere che è in atto una guerra soprannaturale fra quelli che vogliono seguire Cristo e quelli che non hanno accolto la Verità. Serve sapere che di fronte a questo tremendo stato di cose non servono la volontà e la capacità umana, ma la supplica a Dio Padre che abbia misericordia di noi, soprattutto di quelli che si sono venduti al mondo, spesso per ignoranza. Maria nelle sue apparizioni ci richiama tutti alla penitenza, perché la situazione è grave; dobbiamo rifiutare il mondo, non è più tempo di conciliazione e di improbabili giochetti di equilibrio, è necessario schierarsi e prendere una posizione forte e concreta. Non stiamo parlando di favole ma è la realtà che stiamo vivendo. La Santa Madre a Bruno Cornacchiola nelle sue apparizioni alla Grotta delle Tre Fontane a Roma disse che avrebbero avvelenato l’aria, il cibo... ma non si soffermò sui dettagli, perché non sono importanti; infatti a noi basta sapere che è in atto questa tremenda guerra e che abbiamo come possibilità unica quella di pregare e di fare delle scelte concrete nella nostra vita a costo di rimetterci. È giunto il tempo cruciale in cui non dobbiamo più che mai asservirci al mondo, non dobbiamo contare sulle nostre forze nel fare delle scelte nella vita di tutti i giorni in famiglia e sul lavoro, ma è necessario riporre la nostra fiducia in Dio, pregandoLo e sapendo con certezza che Egli è con noi in questa lotta. Basta desiderarLo con tutto il cuore.
         Non serve, infatti, adirarsi ed accendersi di passione leggendo i tanti articoli di denuncia sui mali del mondo e le presunte apostasie della gerarchia cattolica, serve invece scegliere concretamente: ci dicono che il mondo è in mano ai banchieri corrotti? Bene, studiamo il modo di non essere schiavi del denaro fin dove è possibile arrivare. Tutto ora è valutato secondo il suo prezzo? Bene, anziché acquistare, ad esempio, su internet, spesso in modo compulsivo, perché risparmio, rinuncio e vado in un negozio accettando di pagare di più, sapendo che faccio una cosa buona perché faccio lavorare un’ altra persona, un mio fratello, e ho anche il vantaggio di evitare acquisti inutili. Questi sono piccoli esempi; tuttavia è cruciale comprendere che, se vogliamo salvarci l’anima e quella di tante altre persone, dobbiamo rimetterci del nostro, pagare di persona come ha fatto Cristo. Sembrerà una lotta impari, ma non è così, perché Cristo Gesù è con noi tutti i giorni e Lui ha già vinto. Di che abbiamo paura?
di Romina Marroni
http://www.presenzadivina.it/282.pdf