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domenica 18 dicembre 2016

mala tempora currunt et peiora sequentur ...

Fernandez: Il papato di Francesco apre processi irreversibili

fernandezIn occasione del compleanno di Papa Francesco risulta interessante l’intervista concessa al portale web Vatican Insider dall’arcivescovo Víctor Manuel Fernández. Rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina (Uca), teologo e strettissimo collaboratore di Bergoglio. Il prelato, infatti, offre alcuni spunti per comprendere le principali linee di questo pontificato, ormai giunto a 4 anni dall’elezione al conclave del marzo 2013.


APRIRE “PROCESSI” E’ LA CHIAVE DEL PONTIFICATO
Così come più volte indicato dallo stesso Papa Francesco, il vescovo argentino, per molti uno dei ghost-writer di Bergoglio, indica che il bilancio di questi 4 anni «dovrebbe concentrarsi proprio sui processi che si sono aperti: processi che creano una corrente di dialogo tra la Chiesa e il mondo, che aprono nuove dinamiche missionarie, che vanno configurando un volto della Chiesa come madre accogliente, che in definitiva permettono di far brillare meglio il nucleo del Vangelo».
L’insistenza sull’apertura di processi, insistenza che sottolinea un certo primato della prassi nell’azione del Papa, viene ripresa anche nella conclusione dell’intervista. «L’inizio di processi che, secondo la sua personale convinzione [del Papa, ndr], sono quelli che lo Spirito vuole provocare nella sua Chiesa. In quanto tali», spiega Fernandez, «questi processi andranno oltre gli anni del pontificato di Francesco e, orientati dallo Spirito, diventeranno irreversibili, perché saranno entrati nel cuore del popolo di Dio».
AMORIS LAETITIA: LA CHIESA NON E’ UN CANNONE CHE LANCIA DOTTRINE
Di fronte alla “confusione” che viene segnalata da diversi settori della Chiesa, a proposito dell’esortazione post-sinodale, Fernandez, probabilmente uno degli autori del testo, fin dai tempi della prima Relatio intermedia del sinodo 2014, sottolinea che«la Chiesa non pretenda di essere innanzitutto un cannone che lancia dottrine sicure ma lo strumento di Cristo per aprire il cuore del suo popolo alla grazia».
Inoltre, il teologo argentino nominato vescovo da Papa Francesco, specifica che l’insegnamento di Bergoglio può essere ridotto«a slogan tanto [da]gli amici del Papa, quando non cercano di trasmettere l’autentica profondità del suo messaggio, come pure [da]i suoi avversari “ultracattolici”, quando lo citano parzialmente, quando usano alcune sue frasi fuori contesto per ridicolizzarlo, quando si occupano soltanto del capitolo VIII di “Amoris laetitia” e poco del resto, etc.».