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venerdì 16 dicembre 2016

No dubia


Il cardinale Burke: “L’aborto è alla radice della violenza nella società”


burkeIn Hope for the World: To Unite All Things in Christ (Speranza per il mondo: ricapitolare tutte le cose in Cristo), libro-intervista con il giornalista francese Guillaume d’Alançon, il cardinale Burke  invita i cattolici a schierarsi in modo netto e senza compromessi per la difesa della vita nel grembo materno e ricorda un fatto che lo riguarda personalmente.
Un medico aveva detto a sua mamma, che già aveva 5 figli, di preservare la sua salute “per amore e rispetto” dei suoi piccoli invitandola ad abortire. La signora ha rifiutato la proposta del medico, perché sia lei e che il marito credevano fermamente in Dio e pensavano che Cristo avrebbe dato loro l’aiuto necessario. Così è nato Raymond Leo che poi sarebbe divenuto il card. Burke.

“Sono cresciuto in una famiglia molto sensibile ai più indifesi”, ha detto il card. Burke, “ricordo la preoccupazione che abbiamo avuto nella nostra famiglia per gli anziani, i malati. Già nella mia infanzia ho conosciuto persone con disabilità e ho imparato dai miei genitori il grande rispetto che dobbiamo avere per coloro che sono fragili. Mio padre aveva solo una sorella, e lei aveva la sindrome di Down. La nostra famiglia le ha sempre manifestato una grande attenzione”.
Il “feroce attacco di oggi contro la vita”, scrive il cardinale, “è il risultato della distorsione del significato e dell’alto valore dell’atto sessuale, a cominciare dalla contraccezione”. L’aborto “è la logica conseguenza della mentalità contraccettiva che dovrebbe essere rifiutata in toto dai cattolici”. Il diavolo, spiega il cardinale nel testo, “vuole scoraggiarci: egli cerca di seminare il dubbio nella nostra mente,  per indurci a non difendere la vita umana pubblicamente. E  sottilmente ci induce a rimanere in silenzio, a disattivare la coscienza, a dire a noi stessi che siamo personalmente contro l’aborto, ma non dobbiamo esprimere la nostra fede e le nostre convinzioni morali di fronte agli altri”.
Nel libro, che copre tutta la vita del cardinale, emerge il suo pensiero sulla storia della Chiesa e sulla vita e spiega la situazione attuale della Chiesa e del mondo. Il cardinale Burke parla di “rifiuto di Dio” e di “cultura della morte”. “Tutti coloro che si sono allontanati da Cristo hanno visto che Satana è un tiranno sanguinario”, dice il cardinale che ritiene “il grande pericolo di oggi” la “perdita del senso metafisico e, di conseguenza, di un senso di una realtà oggettiva”.
Burke sostiene che “i milioni di aborti compiuti ogni anno negli Stati Uniti non possono continuare” perché l’aborto “è alla radice della violenza nella società”. Con l’arrivo di aborto, “la società ha registrato un aumento della violenza. L’assassinio dei più piccoli e indifesi esseri umani è la radice della violenza sociale”.
Oggi, inoltre, “alcune persone dicono che le persone con malattie gravi o anziani sono inutili. Questo è veramente orribile”. C’è un profondo egoismo dietro questa idea, dice il cardinale, c’è una “logica individualista che sta dietro questa visione dell’essere umano e della sua dignità”.
Matteo Orlando
 Michele M. Ippolito  15 dicembre 2016  

Un video mostra quello che viene definito “grumo di cellule” sotto le mani dei suoi aguzzini

16/12/2016

Come al solito, in Redazione abbiamo discusso molto prima di pubblicare questo video sull’aborto.
C’è chi dice che è inguardabile e agghiacciante, c’è chi dice che a guardare si manca di rispetto per quel povero morticino.
Ha prevalso, però, chi sa che immagini come queste possono salvare delle vite. E se anche inducessero una sola donna a rinunciare al proposito di ricorrere all’aborto, la prospettiva di poter salvare una vita, anche una sola vita, vale il rischio di “scandalizzare” o turbare qualche persona particolarmente sensibile.
Dice Padre Frank Pavone, dei Priests for Life, che l’aborto si autodistrugge: più la realtà dell’aborto viene rivelata, più la gente vede la devastazione che l’aborto provoca (anche nella vita delle persone che lo praticano o lo subiscono) e tanto meno sostegno l’aborto riceve.
Inoltre, nello studio intitolato “Analisi statistica sull’efficacia delle fotografie delle vittime dell’aborto nell’attivismo pro-vita“, ilCentro Canadese per la Riforma Bioetica (CCBR) ha recentemente dimostrato che la maggioranza delle persone cambia idea sul tema dell’aborto (in senso favorevole al diritto alla vita) dopo aver visto le foto dei bambini uccisi dall’operazione. In sintesi, il 90% degli intervistati ha dichiarato di aver aumentato l’avversione all’aborto ed il 30% si è detto a favore della vita, mentre il numero di chi si definiva pro-choice (cioè pro-morte) è diminuito drasticamente.
Del resto, cari Lettori, siete avvisati: chi ha stomaco delicato e cuore debole smetta qui di leggere.
Viceversa c’è qualcuno che dovrebbe proprio vederlo, il video, fino in fondo. Esso è destinato a chi sostiene  che l’aborto sia solo la rimozione di un grumo di cellule. 
Qui il “grumo di cellule” è stato concepito da 12 settimane. È un feto di 3 mesi. È un bambino che è stato aspirato via dal grembo materno tutto intero…
Chi vuol esser fautore dell’aborto deve fare i conti con questa realtà.

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