ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 3 dicembre 2016

Se é sbagliato lo s-corrigerete?

PINTO, I QUATTRO CARDINALI DEI DUBIA E LO SBERRETTAMENTO. UNA CORREZIONE. MA FORSE RAFFORZA, PIÙ CHE CORREGGERE. CHE NE DITE?    
Il Decano della Rota, mons. Pio Vito Pinto, corregge quello che è stato pubblicato qualche giorno fa da Religion Confidencial, e di cui abbiamo dato conto; e cioè la dichiarazione, che ha fatto molto scalpore, sulla possibilità che il Pontefice potesse togliere la berretta ai quattro cardinali autori dei “Dubia” sull’Amoris Laetitia.
Religion confidencial lo ha annunciato con un comunicato: “Religion Confidencial pubblicò martedì una notizia che metteva in bocca a mons. Pio Vito Pinto, decano della Rota Romana, l’affermazione che i quattro cardinali che hanno scritto al Papa ‘potrebbero perdere il cardinalato’. La frase, presa da un’intervista realizzata da RC in cui mons. Vito rispondeva in italiano, non è corretta. Rivista la registrazione, si è comprovato che quello che afferma è che papa Francesco non è un papa di altri tempi, in cui si presero questi tipi di mezzi, e che non avrebbe ritirato loro la dignità cardinalizia. La notizia è stata corretta, però pubblichiamo questa rettifica nel caso che non fosse sufficiente”.
La nuova versione recita: “Che Chiesa difendono questi cardinali? Il Papa è fedele alla dottrina di Cristo. Quello che hanno fatto è uno scandalo molto grave”. Ha aggiunto che, a dispetto di ciò, papa Francesco non è un papa del passato che potrebbe toglier loro la berretta cardinalizia, come ha fatto Pio XI con il famoso teologo gesuita Louis Billot. “Francesco non lo farà”, ha precisato.
Nella versione precedente, la sua dichiarazione suonava così: “Quale Chiesa difendono questi cardinali – si è chiesto Pinto? – Il Papa è fedele alla dottrina di Cristo. Quello che hanno fatto è uno scandalo molto grave che potrebbe addirittura portare il Santo Padre a ritirar loro il cappello cardinalizio come già è accaduto in qualche altro momento della Chiesa. Il che non vuol dire che il Papa tolga loro la posizione di cardinale, ma potrebbe farlo”.
Questi i dati del problema. Così, a occhio, ci sembra che la precisazione, certamente importante, non tolga molto al senso generale. Il monsignore, a fronte dell’atto di pubblicare la lettera – rimasta senza risposta, dopo due mesi – ha ribadito le accuse di scandalo nei confronti dei quattro cardinali. Un fatto di tale gravità, nelle sue parole, da far ipotizzare, anche se rivolta al passato, una reazione clamorosa da parte del Pontefice. Che non sia un papa del passato, che non lo faccia, va, se interpretiamo bene la mens del prelato, a suo merito; ma i quattro potrebbero anche meritarsela, la degradazione…Anche perché l’esempio scelto non risale mica al Medioevo: Pio XI è storia recente, se non attuale.
Marco Tosatti

‘Dubia’: intercettata la risposta di Bergoglio

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Da una microspia le risposte che Francesco non renderà mai pubbliche

di Marco Manfredini
 [Inizio intercettazione]
Scusami Eugenio, ci sentiamo più tarde, adeso ho una questione secante da risolvere… sì sì, dopo parliamo anche della beatificazione de Fidel… Certo, sai che preferirei stare qua a parlare a vanvera per ore con te, ma ho delle fastidiose questioni dotrinali da vedere, a presto, ciao. [Clic]
Umh, vediamo un po’ che cosa vogliono da me questi cardinali molesti. No! Ancora questi dubia? Ma l’avevo già cestinata tre mesi fa questa letera! Come? L’hanno rispedita e resa publica? Anvedi questi… stavolta me tocherà pure di legerla.
1. Si chiede se, a seguito di quanto affermato in “Amoris laetitia” nn. 300-305, sia divenuto ora possibile concedere l’assoluzione nel sacramento della Penitenza e quindi ammettere alla Santa Eucaristia una persona che, essendo legata da vincolo matrimoniale valido, convive “more uxorio” con un’altra, senza che siano adempiute le condizioni previste da “Familiaris consortio” n. 84 e poi ribadite da “Reconciliatio et paenitentia” n. 34 e da “Sacramentum caritatis” n. 29. L’espressione “in certi casi” della nota 351 (n. 305) dell’esortazione “Amoris laetitia” può essere applicata a divorziati in nuova unione, che continuano a vivere “more uxorio”?
Perbaco, hanno leto la nota! Ma gli avevo deto de stamparla en picolo a quei mascalzoni di tipografi! Ho scrito un testo de duecentosesantaquatro pagine aposta per nascondervi la nota, e questi l’hanno scovata. Ma perché non se fanno gli afari loro? Sti porporati, chi se credono de esere? Vogliono una risposta? Adeso gliela do io la risposta.
Cari cardinali, se proprio ci tenete sentite questa bela risposta seca… aspetate però che prima facio una telefonata: pronto Eugenio? Ma che cavolo significa… “more uxorio”?
2. Continua ad essere valido, dopo l’esortazione postsinodale “Amoris laetitia” (cfr. n. 304), l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II “Veritatis splendor” n. 79, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, circa l’esistenza di norme morali assolute, valide senza eccezioni, che proibiscono atti intrinsecamente
cattivi?
Cosa sono queste norme morali asolute? Perché nesuno me ne ha mai parlato? Sarà mica ancora quela
storia dei prinicipi non negoziabili? Vi ho già deto mile volte che non so cosa siano, smetete de chiedermelo!
Per me tuti i principi sono negoziabili, cioè nesuno, cioè… comunque non è un problema. Se voi ci tenete tanto considerate queste norme valide senza ecezione, nesuno ve lo vieta. Basta che lasciate in pace le persone normali e non pretendiate che tutti la pensino come voi rigidoni e duri di cuore, che non avete neanche compreso lo spirito del Concilio.
3. Dopo “Amoris laetitia” n. 301 è ancora possibile affermare che una persona che vive abitualmente in contraddizione con un comandamento della legge di Dio, come ad esempio quello che proibisce l’adulterio (cfr. Mt 19, 3-9), si trova in situazione oggettiva di peccato grave abituale (cfr. Pontificio consiglio per i testi legislativi, Dichiarazione del 24 giugno 2000)?
Pecato grave? Ma questi qua parlano ancora come se fosimo nel medio evo, non si sono acorti che non esistono più i pecati gravi; el pecato più imperdonabile ogi è quelo de non separare l’organico dall’indiferenziato, o al masimo de non acetare l’invasione straniera… ma come facio io a portare la Chiesa nell’era moderna con questa gente qua?
4. Dopo le affermazioni di “Amoris laetitia” n. 302 sulle “circostanze attenuanti la responsabilità morale”, si deve ritenere ancora valido l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II “Veritatis splendor” n. 81, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, secondo cui: “le circostanze o le intenzioni non potranno mai trasformare un atto intrinsecamente disonesto per il suo oggetto in un atto soggettivamente onesto o difendibile come scelta”?
Si vede proprio che voi non sapete cos’è la misericordia. Perché continuate con questa storia de confrontarme con Giovani Paolo e Benedeto? Neanche loro avevano capito apieno la misericordia, l’acoglienza, l’integrazione. Nonostante el postconcilio erano ancora legati a idee vechie, c’erano ancora nel loro pensiero rimasugli de tradizione. Ci volevo io ad estirparli del tuto. Ma dove lo trovano un altro Papa che parla loro de erotismo gli uomini moderni? E’ per questo che me adorano!
5. Dopo “Amoris laetitia” n. 303 si deve ritenere ancora valido l’insegnamento dell’enciclica di San Giovanni Paolo II “Veritatis splendor” n. 56, fondato sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa, che esclude un’interpretazione creativa del ruolo della coscienza e afferma che la coscienza non è mai autorizzata a legittimare eccezioni alle norme morali assolute che proibiscono azioni intrinsecamente cattive per il loro oggetto?
La volete una bela risposta chiara ed univoca? Eccola: FORSE. Siete contenti? In fondo siete solo quatro gati, tutti gli altri non osano contradirme publicamente, se no sano che facio fare loro la fine dei Francescani dell’Imacolata. Glielo do io el latinorum!
Cari cardinali, non fate finta de non comprendere. “Amoris laetitia” è stata scrita per tenere un piede in due scarpe: da una parte afermiamo (senza mai dimostrarlo) di essere in continuità con el magistero
della Chiesa, dall’altra getiamo qualche candeloto fumogeno in modo da creare zone de scarsa visibilità dove se può fare ciò che prima non se poteva senza dare tropo nell’ochio, così che pian piano se alarghino le maglie de questa insulsa morale vetero-catolica che mete tropi limiti alla libertà dell’uomo moderno, povereto, così fragile. Insoma è chiaro a tutti queli che non hano el paraochi che c’è una discontinuità, ma va nascosta nella prasi del “caso per caso”. E’ per questo che non riuscirete mai a farme dire SI o NO. Non cadrò mai nella vostra subdola trapola, perfidi cardinali. Secondo voi non sono consapevole de cosa potrebbe sucedere? Ve lo dico subito: se rispondesi SI, arrivati a cotante aspetative sia da parte del mondo eclesiale che de quelo laico, avrei tre quarti del clero e nove decimi del mondo che me se rivolterebero contro con insoportabili epiteti quali conservatore, restauratore, ratzingeriano, perfino catolico. E sopratuto, se rispondesi che l’insegnamento della Chiesa è sempre stato giusto e non può cambiare, quando me inviterebe più Eugenio a fare quatro frivole chiachiere in compagnia? D’altra parte, se rispondesi NO, darei el destro a quei criticoni fastidiosi dei tradizionalisti che subito griderebero: eco, visto che avevamo ragione? Visto che Francesco vuole liquidare la Chiesa? Ci vuole tuti seguaci de Lutero e amici dela Bonino? Non che non sia vero eh, ma non potrei mai soportare de dar ragione a quei rompiscatole medievali dei preconciliari.
Inoltre, sia col SI che col NO, emergerebe lo scisma già in atto, e noi, che siamo così ecumenici ed inclusivi non vorremo mai vedere le divisioni emergere ala luce del sole. Dobiamo continuare a far finta che non esistano, e prima o poi, col pasare del tempo e con l’abitudine tuto se normalizerà. I rompiscatole premoderni prima o poi se estingueranno, non me tolgono certo el sonno.
Driiin! [Suona il telefono].
Non sarà mica ancora…
Pronto, ciao Mateo, come stai? Sei preocupato che prevalgano i NO? Beato te che almeno con i SI vinci! Io comunque risponda rimango fregato…
[Fine intercettazione]

1 commento:

  1. Sulla rettifica di m. Pio Pinto:

    i veneti dicono: "quando el tacòn (la toppa) xe pegio del buso..."

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