ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 5 gennaio 2017

E' dunque cambiato in meglio qualcosa, dal 1988?


Qualche domanda a proposito delle dichiarazioni di S.E. Mons. Schneider, pubblicate qui.

Sono convinto che nelle attuali circostanze, mons. Lefebvre avrebbe accettato la proposta canonica di una prelatura personale senza esitazione.

Sono forse venute meno le critiche che S.E. Mons. Lefebvre fece a quanti lasciarono la Fraternità dopo le Consacrazioni? Le promesse della Santa Sede hanno sono state mantenute? Qual è stato il contributo della Fraternità San Pietro e dell'Istituto Buon Pastore nell'opporsi alle deviazioni dottrinali? 


Le ordinazioni episcopali sono state fatte nel 1988, perché in buona coscienza, egli pensava di doverlo fare, come atto estremo e, allo stesso tempo, ha detto che questa situazione non sarebbe dovuta durare a lungo.

Monsignore Lefebvre non ha mai detto che la situazione di presunta irregolarità canonica sostenuta da Roma sarebbe durata poco: ha detto altresì che la storia gli avrebbe dato ragione, e che auspicava che venisse un giorno in cui Roma avrebbe riconosciuto i propri errori. E' dunque cambiato in meglio qualcosa, dal 1988? Forse sotto questo Pontificato si sono corrette le deviazioni dottrinali? Non è vero il contrario, e cioè che Bergoglio ha demolito con ancor maggiore impegno quel poco che si era salvato dopo il Concilio?

Se si rimane canonicamente autonomi per troppo tempo, si corre il rischio di perdere una caratteristica della Chiesa cattolica, cioè, di essere soggetti al papa.

Come è possibile affermare che la Fraternità San Pio X si consideri autonoma, quando riconosce Francesco come Papa legittimo, e si conforma ai suoi atti di governo quali ad esempio l'indizione del Giubileo, limitandosi a rifiutare obbedienza in ciò che moralmente giudica illecito? Non è forse Roma ad essersi resa autonoma dall'ininterrotta Tradizione dottrinale, morale e spirituale della Chiesa Cattolica? 

La nostra sudditanza al Vicario di Cristo, non deve dipende dalla persona del Papa; ciò non è di fede. Non si può dire : "io non credo in questo papa, non mi sottometto, ho intenzione di aspettare fino a quando ne arrivi uno che mi piace". Questo non è cattolico, non è soprannaturale; è umano. Si tratta di una mancanza di soprannaturalità e fiducia nella Divina Provvidenza, perché è Dio che guida la Chiesa. Questo è un pericolo per la Fraternità San Pio X.

Chi avrebbe mai sostenuto, nella Fraternità San Pio X, che Paolo VI e i suoi successori non siano Papi? Chi avrebbe mai affermato di scegliere il Papa secondo i propri gusti? Non sono forse i novatori a dimostrare questo atteggiamento, quando si opponevano a Benedetto XVI ed oggi invece sostengono Francesco, più come persona che come Vicario di Cristo? 

Ѐ mio grande desiderio che la Fraternità San Pio X possa essere riconosciuta e costituita all'interno della struttura regolare della Chiesa nel più breve tempo possibile, e questo sarà per il bene di tutti, per loro e per noi. In realtà sarà una nuova forza in questa grande battaglia per la purezza della fede.

Se la scomunica è stata revocata, si deve intendere che le motivazioni che l'hanno originata siano venute meno, o che non avessero legittimità. Ora, se questo è vero, allora la Fraternità non si è mai separata de facto dalla Chiesa Cattolica, ma piuttosto è stata oggetto di una ingiustificata persecuzione da parte dei novatori. Quindi la Fraternità è in seno alla Chiesa, anche se Roma non la considera tale. Darle un riconoscimento canonico cambia solo aspetti meramente canonici ed amministrativi, ma non la sostanza. Come si può sostenere allora che la Fraternità debba essere riconosciuta e costituita all'interno della struttura regolare della Chiesa? Non è forse la gerarchia modernista che dovrebbe tornare sui propri passi, riconoscendo deviazioni gravissime che hanno avuto conseguenze disastrose su tutto il corpo ecclesiale? In cosa ha sbagliato la Fraternità, quando ha rifiutato l'ecumenismo, la libertà religiosa, la riforma liturgica, la collegialità? Non ha forse sbagliato chi ha imposto d'autorità queste deviazioni, punendo con la scomunica chi non vi aderisce?

Ho detto a mons. Fellay: "Monsignore, abbiamo bisogno della vostra presenza per il ricongiungimento di tutte le forze buone della Chiesa per raggiungere questa unione.

Cosa autorizza mons. Schneider a ritenere che l'eventuale presenza canonica della Fraternità San Pio X all'interno della compagine ecclesiale attuale garantisca di ottenere effetti diversi da quelli che hanno ottenuto quanti si sono riavvicinati a Roma confluendo nella Fraternità San Pietro o nell'Istituto Buon Pastore? L'esperienza pregressa non ha insegnato nulla? 

Se i Padri del Vaticano II avessero assistito ad una Messa come quelle che conosciamo oggi e ad una Messa tradizionale, la maggioranza direbbe che ciò che vogliono è la Messa tradizionale, e non il contrario.

Dov'erano i Padri Conciliari dopo la fine  del Vaticano II? Erano forse spariti o tornati su Marte? Non è forse vero che nessun Prelato - a parte casi rarissimi - ha avuto alcunché da eccepire sulla riforma liturgica, e che anzi la totalità dei Padri Conciliari se ne è fatta promotrice indefessa contro ogni opposizione? Non si è forse presentata la Messa riformata come un frutto del Concilio? Non è forse vero che gli unici ad essersi opposti alla riforma conciliare furono proprio i membri della Fraternità San Pio X, e che per questo furono perseguitati? 

Credo che ognuno di noi possa darsi la risposta e valutare serenamente.

2 commenti:

  1. Ho l'impressione che il clima di apostasia che da troppo tempo sta avvelenando la Chiesa Cattolica stia prendendo il sopravvento anche nelle menti di tanti bravi Sacerdoti, siano essi semplici preti o alti prelati.La confusione regna ormai sovrana quasi dappertutto. Siamo in balia delle onde più alte e nostro Signore sembra dormire:- Signore non ti importa se noi periamo ?- Questo grido che i discepoli elevarono al Signore sia anche il nostro grido: Gridiamo forte con le nostre preghiere e le nostre lacrime e il Signore ci ascolterà. Vorrei fare gli Auguri che il Santo Natale sia sempre nel vostro cuore come fuoco vivo sempre acceso e di un Santo 2017, a te caro Brontolo ( non mi è riuscito di farlo prima avevo dei problemi al computer )e a tutti i fratelli in Cristo. Speriamo nel trionfo del Cuore Immacolato della nostra Santissima Vergine Maria.jane

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    1. Grazie a Te cara Jane.
      Come sempre, concordo pienamente con Te.
      Proprio stamattina parlavo con un sacerdote, che mi diceva di non sapere per quanto tempo potrà reggere, e che i suoi confratelli sono sempre più vecchi--per cui adesso in diocesi parlano di fare "zone pastorali", più larghe delle attuali "unità" di accorpamenti..
      Anch'io gli ho detto
      "e nostro Signore sembra dormire:- Signore non ti importa se noi periamo ?- "
      Nessuna risposta se non un "mah".. lungi da loro una preghiera più forte e lacrime di perdono..!

      Confido molto nel trionfo del Cuore Immacolato di Maria, sapendo che questo comporterà molte lacrime e sangue.

      Un caro augurio anche a Te di un santo Anno in e con Maria.

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