ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 28 gennaio 2017

Iil popolo della Marcia

Trump e la Marcia per la Vita, uniti contro l'aborto
Dopo otto anni di feroce anticlericalismo, di scomparsa della fede dall’agone pubblico, di silenzio sui cosiddetti “principi non negoziabili”, ci si era quasi rassegnati e sembrava impossibile l'opposto. Invece, nel giro di una settimana, dopo la firma del decreto presidenziale per togliere i fondi internazionali alle Ong che promuovono l’aborto (che per la prima volta include anche i fondi delle agenzie Onu e tutti i programmi di salute), alla Camera è stata approvata persino una legge che rende permanente il divieto di finanziamenti per il “controllo delle nascite” anche all’interno del paese (239 voti contro 183). Nello stesso tempo il team di Trump ha rilasciato interviste sulla difesa della vita e sulla centralità della fede nell’agone pubblico e il presidente stesso ha dato un forte appoggio alla Marcia per la vita che si terrà oggi a Washington. Il tutto all'uscita di un’inchiesta che dà l’ennesimo colpo al colosso delle cliniche abortive americane Planned Parenthood.
Quello passato alla Camera questa settimana è un provvedimento, il No Taxpayer Funding of Abortion Act, che rende permanente il Hyde Amendment. Anche in questo caso si tratta di una svolta dato che quest’ultimo, oggetto di scontro costante fra repubblicani e democratici, doveva essere ratificato ogni anno affinché l’aborto non fosse finanziato con i soldi dei contribuenti nei programmi sanitari pubblici. Al contrario il neoeletto presidente, rispettando la promessa fatta in campagna elettorale, ha confermato che se la legge passerà anche al Senato il divieto sarà permanente e non più passibile di discussioni. Così facendo Trump non solo ha dato voce al sentire di oltre il 60% degli americani, contrari, secondo l’ultimo sondaggio di Maristal Pool di questo mese, al finanziamento dei business abortisti con le loro tasse, ma lo ha fatto mentre l’inchiesta su Planned Parenthood smentiva le menzogne sostenute in campagna elettorale: la lobby degli aborti aveva cercato di dipingere il presidente come un misogino che non vuole contribuire ai servizi per l’aiuto alle donne, ma martedì scorso Live Action ha appunto dato prova del fatto che ai dipendenti dei centri abortivi della donna non interessa proprio nulla.
L’unico pallino è il bambino in grembo, da eliminare con conseguenti ricavi pecuniari. Il gruppo pro life lo ha dimostrato visitando circa 97 cliniche Planned Parenthood di tutti gli States. Alle attrici, che rappresentavano madri incinte e bisognose di supporto per la gravidanza, le dipendenti dell’industria della morte (già travolta dalla precedente inchiesta che ha mostrato il commercio illegale di organi di bambini abortiti) rispondevano che il termine “Planned Parenthood” (“pianificazione delle nascite”) è “ingannevole” perché lì si praticano solo aborti. Lila Rose, leader di Live Action, ha sottolineato che "Planned Prenthood dice di essere un campione nel campo della salute delle donne, eppure la cura prenatale, un servizio essenziale per le madri in attesa, è praticamente inesistente”. Insomma o una donna vuole abortire o è invitata ad andarsene. Non ci sono altri “servizi” o consulenze al di fuori di quelle che portano all’omicidio del bambino.
Tutto questo accadeva appunto mentre da ogni parte degli Stati Uniti migliaia di persone si preparavano a partire per l'annuale Marcia per la vita di Washignton con una speranza nuova e diversa da quella degli ultimi anni. La manifestazione che si terrà oggi è stata infatti salutata così dal capo ufficio stampa della Casa Bianca Sean Spicer: “Penso che non sia un segreto che il presidente ha fatto campagnaevidenzia la reintegrazione della Mexico City Policy”. Perciò alla marcia, “ovviamente, ci sarà una presenza massiccia di questa amministrazione”. Parlando con i giornalisti Spicer ha infine ribadito che Trump “farà tutto quello che può per combattere a favore della vita” e che se non sarà presente alla marcia manderà certamente un messaggio. Intervistato mercoledì dalla Abc sulla marcia delle femministe in protesta contro di lui, Trump ha poi fatto notare che esiste un'altra marcia in suo favore, anche se i media la ignorano completamente. Identificandosi in questo modo con il popolo della Marcia per la vita ha risposto così al giornalista che gli domandava se aveva ascoltato o meno le proteste: “Le ho sentite ma c'è un altra marcia (...). Ci saranno molte persone che verranno venerdì, e le dico, non lo sapevo, ma mi è stato detto che sarà una folla molto grande. Non so, se così (come quella delle donne, ndr) grande o di più – alcuni dicono più grande. La gente pro life. E dicono che la stampa li ignora”.
Non solo perché dopo il giuramento alla Casa Bianca del vice presidente Mike Pence (che parlerà alla Marcia per la vita), Spicer, ha dichiarato che Dio sarà rimesso al centro dell’attività del presidente:  “Quando sono entrato nel mio ufficio questa mattina c’era un verso sulla mia scrivania di Isaia 40,31 “ma coloro che sperano nel Signore acquistano nuove forze, s’alzano in volo come aquile, corrono e non si stancano, camminano e non si affaticano”. Mentre intervistato all’inizio del mese dalla Ewtn ha specificato: “Penso che il presidente abbia capito che per dieci anni la gente di fede si è sentita messa ai margini (…) hai menzionato Kellyanne (militante pro life nominata consigliera della Casa Bianca, ndr), ma ci sono molti altri con diverse appartenenze religiose (…) c’è Reince Priebus (capo di gabinetto) un greco cristiano ortodosso, Steve Bannon (consigliere presidenziale critico del secolarismo, ndr) un cattolico e altre persone messe ai vertici dell’amministrazione, che sono molto orgogliosi della loro fede e religione e questo ci aiuterà a fare le scelte giuste per questo paese”. Sempre all’inizio della settimana è stata confermata la nomina a capo della Cia di Mike Pompeo, cristiano evangelico, figura di rispetto della sicurezza nazionale e avvocato pro life, che nel 2015 aveva dichiarato che i fondamentalisti islamici mirano “a far scomparire i cristiani dalla faccia della terra”. E che dunque occorre “pregare, alzarsi in piedi, combattere e assicurarsi che sia chiaro che Gesù Cristo è il nostro salvatore e che è l’unica vera soluzione per il nostro mondo”. 
di Benedetta Frigerio27-01-2017
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-trump-e-la-marcia-per-la-vita-uniti-contro-l-aborto-18762.htm


Marco Tosatti
Ieri a Washington una mare di persone hanno marciato per la vita e contro l’aborto legalizzato, con il sostegno della nuova amministrazione della Casa Bianca e un cordiale saluto inviato dal Papa.
In questo contesto appare una scelta singolare, quella della Georgetown University, di non concedere un giorno di vacanza giustificata per gli studenti che volessero unirsi alla manifestazione. Anche perché La Georgetown University, fondata nel 1789, è la più antica università cattolica del Paese, gestita inoltre dai gesuiti, i confratelli del Pontefice che come potete leggere più in basso ha dato il suo appoggio alla manifestazione.
Stranezze del mondo cattolico. Ma su Hoya, il giornale studentesco, è apparso un articolo che criticava la scelta. “Noi, i cavalieri di Colombo della Georgetown University, partecipiamo ogni anno alla marcia in coerenza con il nostro desiderio di promuovere una cultura della vita nel campus e nella nazione….sebbene noi siamo testimoni dei valori di Georgetown marciando, noi andremo quest’anno, come abbiamo fatto in passato, senza l’appoggio dell’università. Mentre molti dei nostri compagni che frequentano istituzioni come l’Università di Notre Dame e l’Università Cattolica di America ricevono il permesso di assentarsi un giorno, la Georgetown University ha respinto le petizioni dei suoi allievi che chiedevano un eguale permesso”.
La Marcia, che è giunta alla sua 44° edizione, si tiene nell’anniversario del giorno in cui la Corte Suprema ha legalizzato l’aborto. “Noi continuiamo a sostenere che l’aborto è il tema più pressante del nostro tempo, anche 45 anni dopo la sentenza Roe, dal momento che circa 60 milioni di aborti sono stati legalizzati negli Stati Uniti, circa lo stesso numero di persone morte nella Seconda Guerra mondiale”.
Il Pontefice, con un messaggio firmato dal Segretario di Stato Pietro Parolin e inviato al nunzio negli Stati Uniti, mons. Christoph Pierre, ha salutato in questo modo i marciatori: “È così grande il valore di una vita umana ed è così inalienabile il diritto alla vita del bambino innocente che cresce nel seno di sua madre, che in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano”.
Il Papa esprime la sua fiducia che “questo evento, in cui molti cittadini americani manifestano a favore dei più indifesi dei nostri fratelli e sorelle, possa contribuire a una mobilitazione delle coscienze in difesa del diritto alla vita e a misure efficaci per garantire la sua adeguata protezione giuridica”.
Per la prima volta un Vicepresidente USA ha partecipato alla Marcia, che ha avuto anche l’appoggio di Donald Trump, pochi giorni dopo che sono stati aboliti dalla Casa Bianca i fondi per l’esportazione dell’aborto in altri Paesi.
http://www.marcotosatti.com/2017/01/28/marcia-per-la-vita-trump-e-il-papa-lappoggiano-ma-luniversita-dei-gesuiti-a-georgetown-nega-un-giorno-di-licenza-agli-studenti/

La Marcia per la Vita: A New Day in America

Scritto da  
Nuovo da RTV ...
apence
Per la prima volta in assoluto, un Vice Presidente degli Stati Uniti affronta la Marcia per la Vita sul Mall di Washington, DC, e gli è stato chiesto di essere lì da parte del Presidente stesso.

Kellyanne Conway porta giù la casa con: ". Sono una moglie, una madre, un cattolico, consigliere al presidente degli Stati Uniti - e io sono a favore della vita"  

Quindi, non importa che Donald Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti?  

Si, come no!
www.RemnantNewspaper.com
VIDEO: Trump, il popolo e la salvezza della politica


Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è il nuovo mostro da sbattere in prima pagina. Tra proteste, manifestazioni e annunci di catastrofi imminenti, la stampa internazionale e nazionale ha fatto da gran cassa nel diffondere un cosmico allarmismo. Ed è sorprendente che anche la stampa cattolica ufficiale si sia accodata. Intanto però la realtà dice tutt’altro: la presidenza inizia subito con la firma di provvedimenti contro l’aborto e in aperta difesa della vita, mentre i mercati salutano il nuovo presidente con segni del tutto positivi. Ma se Trump non è il diavolo come dipinto, non è nemmeno il salvatore. E allora cosa salva la politica e chi sazia la fame di questo popolo?
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-video-trump-il-popolo-e-la-salvezza-della-politica-18769.htm