ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 10 gennaio 2017

Il guardiano?

I "dubia" di Muller e i guardiani della rivoluzioneUn'intervista del prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, critico per la pubblicità data ai "dubia", diventa la nuova arma dei "turiferari" per attaccare i quattro cardinali e chi li sostiene. Ora il tentativo è di creare divisione fra di loro, terza tappa di una strategia per impedire che si affronti seriamente il tema posto dai "dubia".
Come era prevedibile hanno fatto rumore le parole del cardinale Gerard Muller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, pronunciate in una intervista a “Stanze vaticane” del TgCom24; e sono ovviamente passate come un siluro contro i quattro cardinali (Burke, Brandmuller, Caffarra e Meisner) che avevano firmato i cinque “dubia” sulle interpretazioni della esortazione apostolica Amoris Laetitia.
All’interno di una intervista più ampia, che aveva a tema soprattutto la continuità tra Benedetto XVI e Francesco, argomento dell’ultimo libro del cardinale prefetto, Muller ha detto tra l’altro che non gli è piaciuta l’idea di rendere pubblici i "dubia" e che esclude la possibilità da parte dei cardinali di una “correzione fraterna” del Papa in materia perché «in questo momento non si tratta di un pericolo per la fede», facendo esplicito riferimento alle condizioni poste da san Tommaso. 
La cosa ha colto di sorpresa anche perché diversi pronunciamenti pubblici del cardinale Muller andavano finora nella direzione del sostegno ai “dubia”. L’ultimo appena un mese fa all’agenzia austriaca Kathpress. Cosa è dunque successo? Ha cambiato davvero idea il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede?
In realtà, se si mettono a confronto le dichiarazioni a Tgcom24 con quelle a Kathpress c’è molta meno differenza di quanto si possa pensare. Anzitutto nelle parole di domenica non c’è una critica ai “dubia” né nel merito né nella legittimità della richiesta al Papa. La critica riguarda il renderli pubblici, e la si capisce nella preoccupazione per una polarizzazione del dibattito, per l’esasperazione dei toni che Muller aveva denunciato anche nell’intervista a Kathpress. La questione della “correzione fraterna” poi non è direttamente legata alla presentazione dei “dubia”, ma è stata fatta balenare dal cardinale Burke in una intervista recente, e lo stesso Burke ha poi cercato di minimizzare.
Tutta l’intervista a Tgcom24 è chiaramente contraddistinta dal desiderio di evitare pericolose contrapposizioni nella Chiesa; e infatti, senza mettere in discussione i contenuti di Amoris Laetitia, il cardinale Muller ancora una volta ne ha proposto un’interpretazione in continuità con il magistero precedente: «Da un lato abbiamo la dottrina chiara sul matrimonio, dall’altro l’obbligo della Chiesa di preoccuparsi» di persone «che vivono un’unione non regolare, cioè non secondo la dottrina della Chiesa sul matrimonio». Esattamente ciò che era già scritto in Familiaris Consortio, e del resto nell’intervista a Kathpress il cardinale Muller ribadiva che la Amoris Laetitia «non deve essere interpretata in modo da indicare che non sono più validi i precedenti pronunciamenti di papi e Congregazione per la Dottrina della Fede». E a rafforzare tale affermazione, Muller citava allora la risposta ufficiale che la sua Congregazione diede nel 1994 a tre vescovi tedeschi in cui si escludeva che le persone che vivono in condizione irregolare possano accostarsi all’Eucarestia.
Ciò non toglie, ovviamente, che le parole pronunciate domenica dal cardinale Muller, nel dibattito surriscaldato attuale abbiano una conseguenza “politica” subito abilmente sfruttata – per non dire provocata – da quei giornalisti che un vaticanista di lungo corso come Giuseppe Rusconi ha efficacemente definito “turiferari”. 
Fin da quando sono stati pubblicati i “dubia”, invece di affrontare un dibattito serio i soliti “guardiani della rivoluzione” hanno cercato di disinnescare la “minaccia”. Dapprima è stato il silenzio, sperando che la cosa rimanesse confinata ai siti – tra cui La Nuova BQ – che li avevano resi pubblici. Poi, visto che il tema ha coinvolto vescovi e intellettuali in tutto il mondo, è cominciata una campagna denigratoria nei confronti dei quattro cardinali, dipingendoli come vecchi, isolati, fondamentalisti, ribelli, fino alle minacce più esplicite come quella di togliere loro la berretta cardinalizia.

Ma visto che malgrado la pesante campagna intimidatoria sono molti di più vescovi e cardinali che hanno sostenuto apertamente i “dubia” rispetto a quanti si sono allineati alla condanna, ecco che da qualche settimana è iniziato il tentativo di mettere l’uno contro l’altro i quattro cardinali e chi finora li ha sostenuti. Così, ad esempio, Vatican Insider ha tentato di estorcere dichiarazioni al cardinale Brandmuller contro Burke, puntando sempre sulla questione della correzione del Papa, e lo stesso argomento è stato usato nell’intervista di Tgcom24 al cardinale Muller. 
Se anche questo tentativo andasse a vuoto, possiamo stare tranquilli che verrà tentato qualcos’altro per mettere fuori gioco i quattro. Ciò che si vuole evitare è che si discuta seriamente delle questioni poste dai “dubia” e che riguardano i fondamenti della fede cattolica e il destino di tanti semplici cattolici; così la si butta in caciara, si polemizza sulle modalità e sulle intenzioni, si gioca a chi ha la maggioranza, si specula su una frase o sull’altra di una intervista. Aumentando la confusione nel popolo cattolico.
di Riccardo Cascioli10-01-2017
LE BUGIE DELLA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA
Cari amici, mi ero ripromesso il silenzio su certi attacchi personali che indicano mala fede e soprattutto mala fede nei confronti dei lettori. Ma l’editoriale a firma di Riccardo Cascioli pubblicato oggi ha veramente passato il segno e mostra con evidenza come quel giornale online in questo caso distorca fatti: siccome per sopravvivere ha bisogno sempre di un nemico – meglio se è un nemico che sta nella stessa casa cattolica – questa mattina il suo direttore afferma due falsità delle quali dovrebbe chiedere scusa ai lettori.
La prima. Scrive Cascioli: “Fin da quando sono stati pubblicati i “dubia”, invece di affrontare un dibattito serio i soliti “guardiani della rivoluzione” hanno cercato di disinnescare la “minaccia”. Dapprima è stato il silenzio, sperando che la cosa rimanesse confinata ai siti – tra cui La Nuova BQ – che li avevano resi pubblici“. Poche righe più avanti Cascioli cita esplicitamente soltanto Vatican Insider: “guardiano della rivoluzione” è uno degli epiteti che nei miei confronti alcuni usano spesso sui loro media. Ebbene, vorrei ricordare al buon Cascioli smemorato che il giorno stesso in cui sono stati pubblicati i dubia – in Italia da Sandro Magister e dalla Nuova Bussola Quotidiana – Vatican Insider ha messo online un articolo nel quale, citando con link entrambe le fonti, dava conto degli stessi dubia. Peraltro con grande rispetto e senza alcun commento negativo, neanche tra le righe. Nel nostro piccolo e pur con tutti i nostri limiti (purtroppo non godiamo dell’infallibilità della Bussola Quotidiana, che insegna dottrina a tutti) abbiamo dato conto con correttezza e tempestività di quanto avvenuto, senza minimizzare, “silenziare” o denigrare. La prova di ciò che dico è qui.
Ora, come possa essere considerato tutto questo un “silenzio”, non lo so. Nei giorni successivi Vatican Insider ha pubblicato altri due contributi di personalità di livello (il filosofo Buttiglione, il teologo Guerra Lopez) che – sempre con grande rispetto – entravano nel merito dei dubia e dicevano la loro partecipando a quel dibattito auspicato dagli autori dei dubia, ma evidentemente non dai loro sostenitori mediatici, per i quali il dibattito va bene a patto che si sostenga la loro tesi.
Ma le affermazioni più offensive e veramente lesive della mia dignità di persona prima ancora che di giornalista (e questo mi fa personalmente molto male perché con Cascioli ci conosciamo e abbiamo per un breve periodo anche lavorato insieme) vengono subito dopo. In un successivo paragrafo dell’editoriale, il direttore della Nuova Bussola Quotidiana scrive: “Ma visto che malgrado la pesante campagna intimidatoria sono molti di più vescovi e cardinali che hanno sostenuto apertamente i “dubia” rispetto a quanti si sono allineati alla condanna, ecco che da qualche settimana è iniziato il tentativo di mettere l’uno contro l’altro i quattro cardinali e chi finora li ha sostenuti. Così, ad esempio, Vatican Insider ha tentato di estorcere dichiarazioni al cardinale Brandmuller contro Burke, puntando sempre sulla questione della correzione del Papa, e lo stesso argomento è stato usato nell’intervista di Tgcom24 al cardinale Muller”.
Ora, rispedisco al mittente l’affermazione secondo la quale io avrei “tentato di estorcere” alcunché a un cardinale che conosco da diversi anni e con il quale ho anche collaborato per una mostra storica su Pio XII. Di fronte alle oggettivamente dirompenti affermazioni del cardinale Burke sulla “correzione formale” al Papa – che esulano dai dubia e che invece La Bussola ha cercato di minimizzare in tutti i modi – ho chiesto telefonicamente a Brandmueller un parere. Il cardinale era inizialmente dubbioso sull’opportunità di intervenire. Dopo un breve dialogo, gli ho detto che avrei trascritto la nostra telefonata inviandogli un testo. L’ho fatto. Il cardinale ci ha pensato su un giorno. Avrebbe potuto dirmi che non se ne faceva nulla e nulla sarebbe uscito. Invece mi ha inviato un’email cortese, contenente una dichiarazione scritta e ben meditata, da poter citare in un’eventuale pubblicazioneL’articolo che secondo Cascioli avrei “estorto” non fa altro che riportare parola per parola, alla lettera, e integralmente le affermazioni ricevute per posta elettronica da Brandmueller, il quale mi autorizzava ovviamente a utilizzarle. Di mio c’erano titolo, sommari e i passaggi non virgolettati.
Per quanto riguarda l’articolo su Mueller di domenica scorsa, mi sono limitato a riferire alla lettera le affermazioni trascritte dall’ufficio stampa del Tgcom24, che corrispondono a ciò che il porporato ha detto in diretta video. Senza denigrare né screditare nessuno. C’è chi si dedica quotidianamente a denigrare e screditare gli altri, soprattutto i fratelli nella fede (e basta leggere certi siti per vedere quale linguaggio di odio e di scherno viene usato). Vatican Insider non è tra questi. Capisco bene che le parole di Mueller abbiano infastidito non poco Cascioli, alcuni sostenitori dei “dubia” e i circoli mediatici che li supportano. Ma far passare anche il vaticanista del Tgcom24 Fabio Marchese Ragona per una specie di “estorsore” solo per aver posto una domanda al cardinale dice a che punto siamo arrivati con l’informazione sedicente cattolica che vive e consiste solo sull’esistenza di un nemico. Quando non lo trova, lo deve creare, massacrando la realtà dei fatti e persino il buonsenso.
Sono peraltro convinto che il cardinale Mueller dica semplicemente ciò che pensa quando afferma di non essere d’accordo con la pubblicazione dei dubia, messi online dopo meno di due mesi dalla loro presentazione. Come pure quando afferma che la “correzione formale” del Papa non è in agenda. La Nuova Bussola Quotidiana fa bene a condurre le battaglie in cui crede. Ma quando la realtà risulta essere un po’ diversa dall’idea che ci si è fatta o dal pre-giudizio che si ha, basterebbe prenderne atto, oppure, se proprio rode così tanto, ignorare la cosa. Ma perché dare dell’estorsore a chi cerca di fare il suo mestiere? Un’accusa velenosa e falsa, che svela i cuori e descrive bene il livello a cui si è arrivati da parte di chi fa quotidianamente lezione di giornalismo e di dottrina a tutti credendosi un novello Sant’Uffizio.
PS, copio qui sotto il testo completo del messaggio ricevuto per email dal cardinale Brandmueller alla vigilia di Natale, che ho trasformato in articolo e messo online la mattina del 26 dicembre. Per fortuna non lo avevo ancora cancellato! Così potrò esibirlo come prova a mia discolpa quando dovrò comparire davanti alla Santa Inquisizione Bussolante per difendermi dall’accusa di “estorsione” ai danni di un cardinale.
Caro Dottore, ecco qui il mio pensiero autentico e completo. La pregherei di riportarlo in una Sua eventuale pubblicazione.
Innanzitutto noi Cardinali attendiamo la risposta ai Dubia, in quanto una mancata risposta potrebbe essere vista da ampi settori della Chiesa come un rifiuto dell`adesione chiara e articolata alla dottrina definita.
I Dubia intendono promuovere nella Chiesa il dibattito, come sta avvenendo. Il Cardinale Burke nell’intervista originale in inglese (non come hanno riportato i media italiani) non ha indicato una scadenza, ma solo risposto che ora dobbiamo pensare a Natale e poi si affronterà la questione. Inoltre il Cardinale non ha detto che una eventuale correzione fraterna (conf. Gal. 2,11-14) debba avvenire pubblicamente. Devo, invece, ritenere che sia convinto, che in prima istanza una correzione fraterna debba avvenire in camera caritatis. Del resto devo dire che il Cardinale ha espresso-in piena autonomia-la sua opinione, che, senz`altro potrebbe essere condivisa pure da altri cardinali.


Amoris laetitia: la strana logica del Cardinale Agostino Vallini e di Andrea Tornielli

di don Alfredo Morselli

quadrato logico

1. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
“Il cardinale Vicario: «Il Papa non dice che bisogna ammettere ai sacramenti, sebbene non lo escluda in alcuni casi e ad alcune condizioni». Né rigorismo né lassismo”.
La frase appena riportata è il cappello di un articolo di Andrea Tornielli, in cui lo stesso vaticanista riprende e commenta la presentazione di Amoris laetita, offerta al clero romano dal Cardinale Agostino Vallini, nel settembre 2016 [1].
Tornielli, rispolverando un intervento che risale a quasi tre mesi fa,  sembra voler applicare alla teologia morale la teoria degli opposti estremismi: "Né rigorismo né lassismo"! Tuttavia, tanto il tentativo del giornalista, quanto le affermazioni del Card. Agostino Vallini, purtroppo, si scontrano con la fede e con la logica.

2. Un po' di logica.

Per dimostrare quanto affermo, è utile una sommaria spiegazione circa l'opposizione di contraddizione, ovvero circa uno dei modi in cui due proposizioni possono tra di loro opporsi.
In logica si parla di opposizione di proposizioni: ovvero del rapporto tra proposizioni che, avendo lo stesso soggetto e lo stesso predicato, differiscono sia per la qualità (affermative o negative) e/o per la quantità (universali o particolari). La definizione classica di opposizione di proposizioni è: "affermazione e negazione della medesima cosa sotto il medesimo punto di vista" (oppositio affirmationis et negationis quae est eiusdem de eodem) [2].

Le proposizioni opposte, possono essere tra di loro contraddittorie, contrarie, subalterne e subcontrarie:
Ai fini del nostro scritto, è sufficiente esaminare soltanto le proposizioni contraddittorie, ovvero l'opposizione di due proposizioni che differiscono sia per quantità (una è universale, l'altra è particolare), sia per qualità (una è affermativa, l'altra è negativa).
Aristotele spiega in questo modo l'opposizione di contraddizione:
"Dico che si oppone in modo contraddittorio (ἀντιφατικῶς) un'affermazione a una negazione quando, mentre il soggetto rimane lo stesso, l'affermazione è di carattere universale e la negazione non lo è: l'affermazione 'ogni uomo è bianco' è il contraddittorio della negazione 'non ogni uomo è bianco', o ancora, la proposizione 'nessun uomo è bianco' è il contraddittorio della proposizione 'alcuni uomini sono bianchi'" [3].
Cerchiamo di chiarire ulteriormente e l'esempio di Aristotele:

La proposizione ogni uomo è bianco è:
universale: il soggetto comprende tutti gli uomini, tutti i soggetti di una specie;
affermativaè bianco è un'affermazione.
La proposizione qualche uomo non è bianco è:
particolare: il soggetto non comprende la totalità della specie uomo;
negativanon è bianco è una negazione.
È facile constatare che, tra due proposizioni contraddittorie, se una è vera, l'altra è necessariamente falsa. Infatti, riprendendo l'esempio di Aristotele, se è vero che ogni uomo è bianco, è impossibile che sia vera qualche uomo non è bianco   (= non ogni uomo è bianco.
Come dice San Tommaso, "una sola negazione particolare è sufficiente ad invalidare una proposizione universale affermativa" [4], e viceversa.

3. La contraddizione tra il dogma e la soluzione proposta dal Card. Vallini.

Vediamo alcune proposizioni che fanno parte del deposito della fede, cioè di quanto Dio ci ha rivelato e la Chiesa ci propone a credere, e le loro contraddittorie:
a) L'adulterio è sempre peccato mortale - universale affermativa.
Contraddittoria:
a') Qualche volta l'adulterio non è peccato mortale - particolare negativa.
Qualche volta potrebbe forse essere il caso…
"…di una madre divorziata risposata che però aveva preparato la figlia alla Santa Comunione «molto meglio» di altri. «Una donna molto attiva nella Chiesa e che era in Caritas», sottolinea. Il prete non vietò a questa madre di accedere all'Eucaristia il giorno della prima comunione della figlia. «Quel prete aveva ragione», spiega Kasper, e «ho detto questo a Papa Francesco che ha confermato il mio atteggiamento». «È il sacerdote che deve prendere una decisione. D'altra parte non esiste una soluzione»"[5]?.
Oppure il caso prospettato dai Vescovi della regione argentina di Buenos Aires, i quali affermano che:
"Quando le circostanze concrete di una coppia lo rendano possibile, specialmente quando entrambi siano cristiani all'interno di un cammino di fede, si può proporre l'impegno di vivere in continenza. Amoris Laetitia non ignora le difficoltà di questa scelta (cf. nota 329) e lascia aperta la possibilità di accedere al sacramento della riconciliazione, quando non si riesca a mantenere questo proposito" [6]?.
Se si afferma che qualche volta l'adulterio non è peccato mortale (come nei casi suddetti) - proposizione particolare negativa -,  allora si dichiara falsa - volenti o nolenti - l'affermazione de fide: 
“ci sono atti che per se stessi e in se stessi, indipendentemente dalle circostanze e dalle intenzioni, sono sempre gravemente illeciti a motivo del loro oggetto; tali la bestemmia e lo spergiuro, l'omicidio e l'adulterio. Non è lecito compiere il male perché ne derivi un bene” [7].
che si può riassumere nella proposizione universale affermativaci sono atti (tra cui l'adulterio) sempre gravemente illeciti.

O è vera l'una o è vera l'altra, ma siccome sappiamo che ciò che è de fide è vero, allora è falsa la concessione al caso particolare; cioè questa concessione non può essere presentata come non contraddittoria con il magistero precedente.

E quanto detto sopra, si può applicare ad altri casi particolari, incompatibili assolutamente con il dogma:
b) Non si può mai ricevere la S. Comunione in stato di peccato mortale (universale negativa).
b') In certi casi può ricevere la S. Comunione in stato di peccato mortale (particolare affermativa).
c) Tutti coloro che desiderano essere assolti necessariamente devono avere il proposito di non più peccare (universale affermativa).
c') Qualcuno che desidera ricevere l'assoluzione non necessariamente deve avere il proposito di non più peccare (particolare negativa).
O è vera l'una o è vera l'altra, ma non tutte e due:

Al contrario Vallini afferma:
«Ma quando le circostanze concrete di una coppia lo rendono fattibile, vale a dire quando il loro cammino di fede è stato lungo, sincero e progressivo, si proponga di vivere in continenza; se poi questa scelta è difficile da praticare per la stabilità della coppia, Amoris laetitia non esclude la possibilità di accedere alla Penitenza e all’Eucarestia» [8].
E così viene invalidato necessariamente il dogma della fede, quale invece è rettamente proposto da San Giovanni Paolo II:
“Tra gli atti del penitente, la contrizione occupa il primo posto. Essa è “il dolore dell'animo e la riprovazione del peccato commesso, accompagnati dal proposito di non peccare più in avvenire” [Concilio di Trento: Denz.-Schönm., 1676]” (CCC 1451). Inoltre “'atto essenziale della penitenza, da parte del penitente, è la contrizione, ossia un chiaro e deciso ripudio del peccato commesso insieme col proposito di non tornare a commetterlo, per l'amore che si porta a Dio e che rinasce col pentimento. Così intesa, la contrizione è, dunque, il principio e l'anima della conversione” [9].
“…se questa disposizione dell’anima mancasse, in realtà non vi sarebbe pentimento: questo, infatti, verte sul male morale come tale, e dunque non prendere posizione contraria rispetto ad un male morale possibile sarebbe non detestare il male, non avere pentimento” [10].
«Desidero quindi ribadire che vige e vigerà sempre nella Chiesa la norma con cui il Concilio di Trento ha concretizzato la severa ammonizione dell'apostolo Paolo affermando che, al fine di una degna ricezione dell'Eucaristia, “si deve premettere la confessione dei peccati, quando uno è conscio di peccato mortale”» [11]. 
"La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell'unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia" [12]. 
Come si vede, è facile ridurre a proposizioni universali i testi pontifici appena citati, e ritrovare l'opposizione di contraddizione, semplificata negli schemi - presentati più sopra - delle proposizioni a), a'), b), b'), c), c'). 

Conclusione

Dire che la dottrina tradizionale sul matrimonio, formulata da tanti Papa - compresi Paolo VI e San Giovanni Paolo II e presentata dal Catechismo della Chiesa Cattolica, non è invalidata da casi particolari è un gravissimo errore: e presentare l'ammissione di casi particolari come giusta via equilibrata tra lassimo (Comunione per tutti) e rigorismo (la dottrina tradizionale, le norme di San Giovanni Paolo II etc.) è un grossolano sofisma.
NOTE

[1] Andrea Tornielli, «“Dubia” sui sacramenti ai risposati, la via di Vallini», Vatican insider Vaticano, 07.01.2017, http://tinyurl.com/hn66m5o.

[2] "Quia philosophus dixerat oppositionem affirmationis et negationis esse contradictionem, quae est eiusdem de eodem…" San Tommaso d'AquinoExpositio Peryermeneias, lib. 1 l. 10 n. 1.

[3] "Ἀντικεῖσθαι μὲν οὖν κατάφασιν ἀποφάσει λέγω ἀντιφατικῶς τὴν τὸ καθόλου σημαίνουσαν τῷ αὐτῷ ὅτι οὐ καθόλου, οἷον πᾶς ἄνθρωπος λευκός—οὐ πᾶς ἄνθρωπος λευκός, οὐδεὶς ἄνθρωπος λευκός—ἔστι τις ἄνθρωπος λευκός"· Περί ἑρμηνείας 7, 17b 16-19.

[4] "universalis autem affirmativa removetur per solam negationem particularis", Expositio Peryermeneias, lib. 1 l. 11 n. 4.

[5] Lorenzo Bertocchi, «Kasper: Divorziati risposati, il Papa ha aperto la porta», La Nuova Bussola Quotidiana, 26-04-2016, http://tinyurl.com/gr5jocs.

[6] Cf. «Criterios básicos para la aplicación del capítulo VIII de Amoris laetitia», 5, riportato da InfoCatolica, http://tinyurl.com/z82f44k. Il Papa ha scritto a Mons. Sergío Alfredo Fenoy, delegato della regione pastorale di Buenos Aires, che questo documento rappresenta l'unica interpretazione possibile di Amoris laetitia: "El escrito es muy bueno y explícita cabalmente el sentido del capítulo VIII de Amoris laetitia . No hay otras interpretaciones". cf. http://tinyurl.com/jcseo5l.

[7] CCC 1756.

[8] Andrea Tornielli, «“Dubia”...».

[9] Esortazione apostolica Reconciliatio et paenitentia, 2-12-1984, § 31, III.

[10] Lettera al Card. William W. Baum in occasione del corso sul foro interno organizzato dalla Penitenzieria Apostolica, 22-3-1996, § 5.

[11] Lettera enciclica Ecclesia de Eucharistia, 17-4-2003, § 36.

[12] Esortazione apostolica Familiaris consortio, 22 novembre 1981, § 84.