ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 16 febbraio 2017

A quando in Alaska a celebrare messa sotto la neve?

Il tradizionalista Burke spedito dal Papa in un'isola sperduta
Raymond Leo Burke, il cardinale tradizionalista, il porporato che ha messo nero su bianco i "dubia" contro l'esortazione di papa Francesco, il patrono dell'Ordine di Malta commissariato da Bergoglio, è atterrato ieri sull'isola di Guam, un minuscolo puntino di terra nel bel mezzo dell'Oceano Pacifico.
Ufficialmente dovrà investigare su un brutto caso di preti e pedofilia, anche se la decisione di affidare proprio a Burke questo incarico ha fatto pensare ai più che si tratti di un modo per allontanare uno dei maggiori oppositori del nuovo corso bergogliano.

L'accusa di abusi sessuali

Scoperta da Magellano nel 1521, l'isola nella Fossa delle Marianne sta facendo i conti con uno scandalo più grande della sua estensione territoriale. L'arcivescovo Anthony Apuron, infatti, è accusato di violenze sessuali ai danni di cinque ragazzi, abusi che sarebbero avvenuti negli anni '70 quando il vescovo era solo un sacerdote. Il primo esposto porta la firma di Roy Taitague Quintanilla, che all'epoca aveva appena 12 anni, seguito da altri quattro ex chirichetti. Apuron, 71 anni, si è sempre dichiarato innocente, rigettando ogni accusa e parlando più volte di un attacco pianificato contro la Chiesa Cattolica. Il Vaticano comunque non è rimasto immobile. Nel giugno dell'anno scorso Bergoglio spedì a Guam l’arcivescovo Savio Hon Fai-Tai, segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, con l'incarico di amministratore “sede plena” dell’arcidiocesi per riportare l'ordine in una comunità finita nella bufera. Poi a ottobre nominò un "coadiutore" della diocesi, attribuendogli pieni poteri e commissariando di fatto l'arcivescovo incriminato. Ed ora il "Tribunale di prima istanza", formato da Burke e altri quattro vescovi,che già oggi inizierà a raccogliere testimonianze per indagare sul caso.

Lo scontro Burke-Bergoglio

La decisione di piazzare Burke alla guida della missione a Guam (l'atto risale al 5 ottobre scorso) assomiglia molto alla punizione che il papa di Sorrentino, Pio XIII, infligge al vescovo americano Kurtwell nella fortunata serie televisiva The Young Pope: pedofilo reo-confesso, Jude Law lo spedisce in Alaska a celebrare messa sotto la neve. Ecco. Dalla data di elezione di Bergoglio, per Burke è iniziato un tour di spostamenti sospetti, a partire dal trasferimento dal prestigioso Tribunale della Segnatura Apostolica alla guida dell'Ordine di Malta. Il ruolo alla congregazione cavalleresca avrebbe dovuto mettere il porporato in un angolo, ma così non è stato. A novembre Burke sfidò apertamente Bergoglio, dicendosi pronto ad avanzare un atto formale per "correggere" il Papa se questi non avesse risposto ai "dubia" sugli "errori dotrinali" dell'Amoris Laetitia, la controversa esortazione che ha segnato una svolta nella Chiesa in tema di comunione ai divorziati risposati e sulle "norme morali della Chiesa".
Allo scontro sui "dubia", poi, a gennaio si è aggiunta la lotta sul campo dell'Ordine di Malta. Una guerra in qualche modo vinta da Papa Bergoglio, che il 25 gennaio ha chiesto ed ottenuto le dimissioni del Gran Maestro (molto vicino a Burke), dopo lo scandalo dei preservativi negli ospedali dell'Ordine, le dimissioni forzate del Gran Cancelliere e il commissariamento dell'organizzazione voluto dal Santo Padre. Fino ad oggi il botta e risposta Burke-Francesco è sempre avvenuto nel campo di battaglia della Chiesa europea. Ora uno dei contendenti dovrà passare chissà quanto tempo in un'isola sperduta nel Pacifico. Senza sapere ancora quando finirà la sua missione.