ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 7 febbraio 2017

Caffettino alla santamartese?

Fantastico! Ora Padre Manelli e i FFI erano anche trafficanti di droga, camorristi e avvelenatori 

Padre Fidenzio Volpi è stato assassinato? E chi più ne ha più ne metta. Dopo il tentato assalto bergogliesco al patrimonio delle associazioni laicali che appoggiavano i FFI, ora viene pubblicato un libro che dipinge il demolito ordine come una specie di sabba infernale, con assassini e camorristi. Grottesco.
di Michele Majno
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Uno dei più autorevoli organi di informazione, l’universalmente noto “Cronache maceratesi”, ci informa, con un articolo pubblicato ieri, che è stato presentato un libro che sicuramente avrà risonanza mondiale. Ne sono autori Mario Castellano e Loredana Volpi, nipote del defunto Padre Fidenzio Volpi, a suo tempo “commissario” dei Francescani dell’Immacolata.
L’articolo, e il video che lo correda, partono subito con un’affermazione assoluta e indiscutibile: Padre Volpi è morto “in circostanze misteriose”. Però. Sapevamo che era morto per un ictus. E invece no. “È stato forse avvelenato lentamente con l’arsenico?” , si chiedono gli autori.

E già qui sorge spontanea una prima domanda: i medici che hanno avuto in cura il defunto Padre Volpi erano tutti cretini? O complici? O sbadatelli? Come mai hanno posto una firma all’accertamento del decesso dell’allora commissario dei Francescani dell’Immacolata?
Ma leggendo l’articolo – vi prego, leggetelo!  Cliccate qui – di domande ne sorgono tante, come è naturale di fronte ad affermazioni gravissime fatte, ovviamente, senza lo straccio di una prova. Ma intanto si sa, “la calunnia è un venticello…”. “Calunniate, calunniate, qualcosa resterà”, disse un tale che la sapeva lunga.
In un crescendo rossiniano, apprendiamo che l’istituto dei FFI veniva usato come “cassaforte e prestanome della camorra”. Urca, siamo sul grave. È ovvio a questo punto che il Padre Fidenzio Volpi, che scoprì queste tresche, fosse stato cinicamente condannato a morte!
E poi, con l’assassinio i FFI avevano una certa dimestichezza, visto che bisogna far luce sulle “morti misteriose di religiosi, suore e benefattrici dell’istituto”. Una carneficina, insomma. È interessante notare che i FFI – così ci informa l’autorevole “Cronache maceratesi” – uccidevano solo le benefattrici e non i benefattori. Quindi, oltre che assassini, erano pure sessisti, come direbbe la Boldrina.
Almeno un’altra domandina sorge spontanea: visto che da tante parti si era chiesto il motivo del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata (motivo mai chiarito), come mai nessuno aveva mai parlato prima di questo covo di camorristi, trafficanti di droga, assassini, eccetera? Come mai quando Padre Volpi morì ci furono i normali comunicati e le espressioni di cordoglio, e basta?
Sono domande inutili, tanto non ci sarà risposta.
I fatti certi però ci sono e anche recenti. In particolare, ci riferiamo all’assalto, per ora solo tentato, al patrimonio delle associazioni laicali che sostenevano i Francescani dell’Immacolata. I nostri lettori ricorderanno che il Tribunale annullò un sequestro operato su quei beni, riconoscendone il legittimo possesso alle associazioni laicali.
Fallita la strada del “legalismo”, pochi giorni fa a Padre Manelli è stato tout court ingiunto di mettere a disposizione di Roma quell’ingente patrimonio, sul quale peraltro il fondatore dei FFI è incompetente ad agire, essendo tale patrimonio, ripetiamo, di proprietà delle associazioni laicali.
Però Padre Manelli potrebbe usare della sua autorità morale per spingere le associazioni a mollare il patrimonio a Bergoglio & C.
E ora viene fuori questa formidabile sparata. Padre Volpi assassinato, i Francescani dell’Immacolata come una banda di assassini e camorristi. E così si crea l’atmosfera giusta per demonizzare Padre Manelli e i frati a lui rimasti fedeli.
Tutto molto bello e molto misericordioso. Non aggiungiamo “molto cattolico”, anche perché il libro, in omaggio ai tempi nuovi – è stato presentato, come ci informa l’autorevole “Cronache maceratesi”, in una libreria “ecumenica”.
Due più due ha sempre fatto quattro. O no?
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PS
Per facilitare gli autori del prezioso testo, forniamo loro alcuni suggerimenti per pubblicare un eventuale seguito. Sarebbe interessante appurare dove si trovava Padre Manelli nelle seguenti date:
  • 1° maggio 1947 (strage di Portella delle Ginestre) – non fu mai chiarito con precisione chi erano gli uomini addetti alle mitragliatrici che seminarono la morte tra i partecipanti alla Festa del lavoro.
  • 27 febbraio 1958 (rapina di via Osoppo, Milano) – i banditi furono tutti identificati e condannati, ma fu recuperata solo una parte dell’ingente bottino. E il resto dove finì?
  • 30 gennaio 2002 – (uccisione del piccolo Samuele Lorenzi) – La madre, condannata per questo omicidio, si è sempre protestata innocente.
  • 11 settembre 2001 (attentato alle Torri gemelle di New York) – qui di punti da chiarire ce ne sono un sacco. C’è solo l’imbarazzo della scelta…